Rovato. Avis 1956 - 2006: 50 anni di solidarietà fra sangue.. e San Michele
Rovato in festa per il cinquantesimo anniversario dalla fondazione della sezione rovatese dell’Avis. Nato infatti nel luglio 1956, l’Avis di Rovato conta oggi circa 2mila iscritti, rappresentando così la più numerosa associazione della capitale franciacortina. Nel corso di cinquant’anni di una storia fatta di prelievi e solidarietà, i donatori rovatesi hanno raccolto oltre 40mila sacche di sangue, per un totale di 13mila litri donati. Gli ottimi risultati passati sembrano sposarsi con una rinnovata attenzione al mondo della donazione anche da parte dei giovani, come ricordava nell’estate 2006 il compianto presidente Luigi Bellini: “Festeggiare il prestigioso passato non ci impedisce di guardare al futuro. Abbiamo infatti diverse ragioni in grado di farci guardare i prossimi anni dell’associazione con la dovuta speranza, come l’aumento lento ma costante dei donatori effettivi ( 753 ) e delle sacche raccolte ( 1365 ). La sensibilità e i valori del donatore sembrano quindi essere ancora in grado di disporre delle scelte di generosità di giovani e meno giovani, come dimostrano i 102 nuovi iscritti registrati lo scorso anno”. Nei mesi scorsi la stessa Avis ha posto mano assieme al Comune al recupero della chiesetta di San Michele, uno dei gioielli architettonici del Monte Orfano da tempo in disuso. L’edificio sacro, dichiarato “monumento nazionale” nel 1927, ritroverà così l’antica porta d’entrata, situata in posizione diametralmente opposta rispetto all’attuale. Inoltre, i lavori interesseranno anche la muraglia esterna che circonda parte della chiesetta. Grazie alla concessione gratuita del privato cittadino proprietario dell’area circostante, una parte del muro sarà abbattuta per lasciare spazio ad un camminamento circolare che consentirà di percorrere tutto il perimetro esterno della struttura. Un incontro sulle delicate operazioni da svolgere a San Michele si è già tenuto lo scorso ottobre presso il Comune di Rovato. L’accordo ha dato il via libera alla stesura del progetto, che dovrà poi essere vagliato attentamente dalla Sovrintendenza ai beni ambientali e architettonici della provincia di Brescia. Le Belle Arti avrebbero tuttavia già dato un assenso di massima all’operazione di ripristino dell’antico splendore di San Michele, anche se ovviamente l’ok definitivo sarà dato solo a progetto acquisito. Se, come sembra, l’intervento dovesse andare in porto, il progetto gestito da Avis e Comune ridarà smalto a uno degli insediamenti sacri più longevi presenti nell’ovest bresciano. La chiesetta del Monte Orfano è infatti antichissima. La tradizione rovatese afferma che San Michele, patrono dei longobardi convertitisi al cristianesimo attorno al VI secolo d.C., sorse su un precedente luogo di culto druidico chiamata “castello delle streghe” in un arco di tempo compreso fra i secoli VII e IX d.C.. Proprio nel piazzale antistante la chiesa sarebbe inoltre nato - sempre su impulso longobardo - il primo mercato della capitale franciacortina, arrivato fino a giorni nostri grazie a manifestazioni come “Lombardia Carne”. Una testimonianza della presenza del mercato si può vedere anche all’interno della chiesa grazie all’affresco dell’abside, sul qual è chiaramente raffigurato un gruppo di pecore all’interno del recinto. La chiesetta, ad una sola navata rettangolare, è da sempre famosa per i suoi affreschi: alcuni furono rubati nel 1975, altri invece riapparvero in tutta la loro bellezza dopo il primo restauro del 1981. Anche allora dietro l’intervento c’era stato il lavoro dei volontari dell’Avis, che - grazie anche alla preziosa collaborazione dell’artista locale Silvio Meisso - decisero di festeggiare così il 25esimo anniversario dalla fondazione. Un impegno che fruttò loro l’intitolazione della stessa chiesetta a “Tempio del donatore”. “La nostra attenzione verso San Michele è ormai quasi trentennale – dice il neopresidente degli avisini rovatesi, Giovanni Cicolari - . Dopo i lavori fatti a partire dai primi anni ‘80 per evitarne il crollo, ora vogliamo restituire piena dignità a quello che è uno dei gioielli nascosti di tutta la Franciacorta. Ci sembra infatti questo il modo migliore per ricordare la figura di Luigi Bellini, il nostro ex presidente scomparso poco tempo fa e che per primo si era mosso per la realizzazione di questo ambizioso progetto”. I lavori a San Michele sarebbero infatti solo il primo passo di un restauro artistico più generale dell’antica chiesetta del Monte Orfano, che dovrebbe coinvolgere nei prossimi anni anche i prestigiosi locali interni della struttura.


















Dicembre 11th, 2007 alle 6:59 pm
[…] del calcio di Rovato” e Avis (Associazione Volontari Italiani del Sangue) hanno allestito nei giorni scorsi in piazza Cavour il […]