Cogeme e i Comuni della Franciacorta uniti per l’acqua
E’ stato siglato a fine novembre il protocollo d’intesa per la riqualificazione idraulico-ambientale della Franciacorta. L’accordo coinvolge, oltre a Cogeme (scelta come capofila in quanto già gestore di buona parte della rete fognaria del territorio), una serie importante di attori pubblici colpiti a diverso grado dalla difficoltà del territorio francacortino ad assorbire le acque meteoriche: la Provincia (rappresentata dall’assessore all’ambiente, Enrico Mattinzoli), il Consorzio vini per la tutela del Franciacorta, il Consorzio di Bonifica Sinistra Oglio e la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia, con la quale Cogeme ha stretto una convenzione tecnica per la realizzazione di parte dello studio di fattibilità dell’opera. Infine, le amministrazioni di 10 comuni della zona: Erbusco, Coccaglio, Cologne, Provaglio d’Iseo, Rovato, Cazzago San Martino, Passirano, Paderno Franciacorta, Castegnato, Ospitaletto.
Altre due realtà comunali, Adro e Corte Franca, hanno invece deciso di rinviare la firma del protocollo, pur essendo parte integrante del progetto di riordino del reticolo idrico minore della Franciacorta. L’obiettivo del protocollo d’intesa è quello di contrastare la mancanza di un vero tessuto idrico (seriole, canali naturali e altro ancora) in grado di accogliere le acque piovane. Una mancanza che ha comportato in questi anni frequenti allagamenti di aree abitate e conseguenze negative sulla gestione dei sottoservizi fognari. Negli ultimi anni il territorio della Franciacorta è infatti stato interessato da una crescente presenza umana, concretizzatasi in un rapido sviluppo edilizio (con relativa cementificazione) e nella conseguente impermeabilizzazione del suolo, con la diffusione di colture a bassa richiesta idrica - i vigneti anzitutto - e il recupero di aree tramite la copertura o l’eliminazione dei canali di scolo esistenti. Questi fattori hanno comportato una notevole riduzione della capacità di accogliere l’acqua da parte del suolo, già caratterizzato naturalmente da una permeabilità limitata, e la progressiva scomparsa del reticolo di drenaggio esistente. L’entità dei danni provocati e la crescente frequenza con cui tali disagi si ripropongono hanno reso urgente il coinvolgimento di tutti gli enti competenti, in primis i Comuni e la Provincia, al fine di poter affrontare il problema su scala sovracomunale.
Il protocollo prevede fin da ora uno studio di fattibilità al fine di ricreare un reticolo idrografico. Costo dell’operazione: 150mila euro, finanziati da Cogeme, Provincia e Comuni. Entro un anno le prime risposte sulla possibilità di collegare seriole, laghetti, fossi e canali naturali di scolo in un’unica rete che trattenga le acque meteoriche. Nel progetto saranno coinvolti anche alcuni specialisti che impiegheranno l’ingegneria naturalistica nelle opere di realizzazione delle vasche di laminazione. Soddisfatti per l’accordo il presidente di Cogeme, Fabrizio Scuri, il suo vice Gianluca Del Barba e l’assessore provinciale Enrico Mattinzoli, per il quale la bontà del progetto sta “nella sua capacità di valutare complessivamente il fenomeno idrico. Proporre sinergie positive fra i diversi enti pubblici non è una strada semplice, ma alla fine è una strategia che paga”.



















