Una moschea si aggira per Rovato.. o no?No.
La “lunga marcia” è iniziata. Col botto. A più di metà anno dall’appuntamento con le elezioni amministrative della primavera 2007, la vita politica rovatese è scossa da uno dei temi più caldi per quanto riguarda i suoi cittadini: l’immigrazione ed il rapporto con usi, costumi e religioni diversi.
Ad accendere la tensione fra “Rovato Civica” ( la lista che - unendo indipendenti, Ds e Margherita – amministra la capitale franciacortina dal 2002 ) e la Casa delle Libertà è stato un manifesto, fatto esporre in tutto il paese dai segretari dei partiti di centrodestra ( Udc, Forza Italia, Lega Nord e An ). Il cartellone pubblicitario, scritto a caratteri cubitali rossi e neri, incita i cittadini rovatesi a fermare “Cottinelli e compagni prima che facciano anche la moschea”. La possibile realizzazione di un luogo di culto musulmano nella capitale franciacortina ha provocato stupore fra i cittadini rovatesi: nessuno prima d’ora aveva infatti sentito parlare di quest’evenienza.
Decisamente piccato il sindaco, Andrea Cottinelli: “Non devo nemmeno smentire una possibilità che a Rovato, semplicemente, non esiste. Nessuno ha mai fatto richiesta in tal senso, né l’argomento è mai stato affrontato. Si tratta unicamente di una polemica falsa e strumentale: chi l’ha fatta deve renderne conto non solo a me ma anche a tutta la nostra comunità”. Nel corso del consiglio comunale di metà novembre, lo stesso Cottinelli ha chiesto spiegazioni al riguardo ad Aldo Rossi, neoconsigliere comunale e coordinatore locale di Fi.
Il leader locale degli azzurri, il cui nome figura come committente dell’iniziativa, ha ammesso che si trattava di una “provocazione nata all’interno di tutta la Cdl. Personalmente avrei preferito non fosse usato direttamente il nome del sindaco: comunque, il nostro scopo era quello di portare l’attenzione sulla questione dell’immigrazione, che quest’amministrazione non sembra aver percepito fino in fondo”. Morta prima di nascere l’ipotesi-moschea, Rossi rilancia: “L’immigrazione è un ambito che non riguarda solo Rovato.
Un’amministrazione ha però il dovere di lanciare i segnali giusti nella direzione che reputa corretta. Il 35% - 40% di minori stranieri nelle nostre scuole, la mancata chiusura dello Sportello Immigrati come invece ha fatto Chiari e gli spazi concessi per le feste delle comunità migranti danno l’idea di un’accoglienza indiscriminata e non certo di integrazione sostenibile, che invece noi sosteniamo”.
Anche su questo punto, la risposta di “Rovato Civica” è decisamente tagliente. Francesco Corbetta, assessore alla pubblica sicurezza: “Dati alla mano, negli ultimi 15 mesi i cittadini stranieri a Rovato sono aumentati di 286 unità; a Chiari e a Palazzolo, dove governa il centrodestra, di 284 e 362. Nello stesso periodo, il nostro comune ha visto però anche l’arrivo di ben 141 italiani, mentre Chiari ne perde ben 297 e Palazzolo ne guadagna solo 64”. Infine, l’affondo più duro: ”In campagna elettorale Forza Italia diceva “Rovato ai rovatesi”. Come pensano di fare? Svuotando le loro case affittate agli stranieri? E’ infatti davvero strano che chi pubblica quei cartelloni riempia poi i propri appartamenti con inquilini immigrati. Tutto legittimo, ovvio. Ma la coerenza?”
Polemiche a parte, la campagna elettorale per l’elezione del prossimo sindaco di Rovato è ormai iniziata. Il tema dell’immigrazione sarà ancora una volta uno dei più caldi, in un territorio che non può fare a meno dell’apporto di lavoratori stranieri ma che non è ancora riuscito a mettere in campo politiche comuni ed efficaci in materia di accoglienza ed integrazione.


















Novembre 28th, 2007 alle 11:37 am
[…] A scoperchiare, per la seconda volta (la prima fu durante la campagna elettorale, e si risolse con un gran buco nell’acqua), la querelle moschea è stato lo stesso sindaco Cottinelli che ha deciso di ieri di emanare un comunicato stampa ufficiale (lo trovate in fondo all’articolo) dove in sostanza smentisce “voci e dicerie in merito alla possibilità di realizzare a Rovato un edificio religioso”. […]