Rovato: gli studenti del liceo “Lorenzo Gigli” alle prese con “L’ombra della musica”

Fra musica e teatro, danza, immagini e recitazione, gli studenti del liceo “Lorenzo Gigli” di via Europa a Rovato e i loro docenti organizzano per sabato 10 febbraio un interessante “viaggio” aperto a tutti attorno alla figura del doppio, uno dei temi più scandagliati e celebrati dalle maggiori letterature mondiali.

Alle ore 20:30 di sabato 10 febbraio, la sala civica del Foro Boario di piazza Garibaldi a Rovato ospiterà infatti la prima assoluta per il grande pubblico di “L’ombra della musica” ( ingresso libero ), spettacolo che contempla diverse forme d’arte e che ha avuto il suo battesimo del palcoscenico lo scorso dicembre in un’affollata aula magna del liceo rovatese.

L’iniziativa nasce da un approfondito lavoro attorno al tema della frantumazione della coscienza curato, nel corso di due anni scolastici, dalle docenti Daniela Bertolini e Isabella Marvulli ( inglese ), Anna Righi e Maria Attilia Venturini ( italiano ), Giuseppina Serini ( storia dell’arte ) e Salvatore Iavarone ( chimica, che ha curato le luci di scena ). Per gli alunni, sul palco ci saranno i giovani e le giovani delle classi V°A e V°D del liceo scientifico di Rovato.

Fra gli autori trattati dall’originale rielaborazione messa in campo da docenti e studenti dei “Gigli” spiccano alcuni fra i più grnadi nomi della letteratura moderna: Pirandello ( “Il fu Mattia Pascal” ), Stevenson ( il sempreverde “Lo strano caso del dott. Jeckyll e mister Hyde” ), Wilde ( “Il ritratto di Doiran Gray” ), Kafka ( “La metamorfosi” ), Rostand ( “Cyrano De Bergerac” ) e Tolstoj ( “Sonata a Kreutzer” ).

Dopo la tappa rovatese, lo spettacolo girerà in numerose scuole della provincia di Brescia.

 

 

 Di seguito, una breve anticipazione dello spettacolo “L’Ombra della musica”, curata dagli stessi studenti.

“Presente nell’immaginario di tutti i tempi, il tema del doppio consiste in figure e situazioni che possono sovrapporsi e intecciarsi in vari modi.

Dai gemelli di Plauto all’Ulisse - Nessuno di Omero, i diversi personaggi racchiusi nell’Uno svolgono ruoli identici o complementari, non potendo esistere l’uno senza l’altro.

Volevamo quindi raccontarvi una storia..che è poi diventata tante storie diverse.

Tanti frammenti: divisi, conflittuali, anelanti di un’identità, finta o inesistente..come i nostri personaggi, uomini mai interi ma frantumati in immagini riflesse negli specchi..ma che in quelli specchi non si riconoscono più.

Eccola la storia, la storia che volevamo raccontarvi, eccola la storia senza storia che vi racconteremo”.

 

11 Commenti to “Rovato: gli studenti del liceo “Lorenzo Gigli” alle prese con “L’ombra della musica””

  1. Rovato.org » Blog Archive » Rovato, 10 febbraio: al Foro Boario va in scena il liceo con “L’ombra della musica”:

    […] Sabato 10 febbraio, alle ore 21, gli alunni delle classi VA e VD del liceo “Lorenzo Gigli” di Rovato mettono in scena per la prima volta assoluta al pubblico esterno il loro psettacolo “L’ombra del doppio”. Per maggiori informazioni vedi nella sezione Cronaca […]

  2. Luca:

    Ciao io ho partecipato alla recita e devo dire che è stato un grandissimo lavoro da parte di tutti i ragazzi… ma i professori!!! mio dio!!! che intelligenza e bravura!!! soprattutto un certo salvatore iavarone che m ha diretto in maniera dionisiaca!!! e la venturini rappresentava il mio spirito appolineo… la marvulli mi ha fatto sentire come Oscar Wild in tutto per tutto… che emozioni!!! W IL LICEO!!
    AL LICEO SI STA BENE!!!
    E LA PROFE CI VUOLE BENE!!!
    Ciao by Luca

  3. Dan Teal:

    “Ma i compagni che fecer contra lui
    non hanno riso; e però mal cammina
    qual si fa danno del ben fare altrui.”

    perchè:

    “le donne e’ cavalier, li affanni e li agi
    che ne ‘nvlglia amore e cortesia
    là dove i cuor son fatti sì malvagi.”

  4. Dan Teal:

    Solo l’illustra Venturini può comprender le poetiche parole del sommo poeta.

  5. La Ventu...:

    ..è viva, e lotta insieme a noi..
    barcellona ui ar caming….
    mane bidù*

  6. Dante auctor:

    Dante e virgilio si ritrovano qui a Rovato di fronte a una strana insegna

    “Per me si va nella città dolente,
    per me si va nell’etterno dolore,
    per me si va tra la perduta gente”

    Disse il duca mio: “Quivi amore
    non splende ma solo doloroso pianto
    poiché viene punito ogne errore:

    siamo in una scuola temo tanto.
    Quivi si studia anche Cesare e Platone
    che mai esistette alcuno meno santo

    se non quel famigerato Cicerone;
    viene insegnata la dottrina oscura
    iniziata da Newton pelandrone

    c’alli studenti tanti guai assicura
    e fino all’empireo il doloroso grido vola
    di chi osa dire il De amore una bruttura”

    Tosto che ponemmo il piede nella scola,
    subito vedemmo gli studenti sfortunati
    costretti a viver in una tartarea gola.

    Ahi quanto a dir com’eran torturati
    quegli animi afflitti da demoni infami
    sicchè sembravan come sacchi trascinati.

    Quei punitori son feroci negli esami
    La pietade non san nemmen cosa sia
    e gli studenti fa viver grami.

    Poscia tutti veniva una fiera compagnia
    di quinque demoni e fiducia non ispirava
    sicchè il mio consiglio era d’andar via.

    Una di loro, coordinatrice, li guidava
    ma a farsi obbedire non riusciva
    e le betulle per pioppi scambiava.

    Tra loro v’era anche una trasgressiva,
    avanzava con furia e passo marziale
    così che dalla bocca sbavava saliva.

    Il terzo brandiva un arnese infernale
    c’ altro non è che una calcolatrice
    che “a casso” sceglie il giovine fatale.

    Il quarto andava in qualità di vice
    non distinguendo tra sacro e profano
    dato che amava solo la fotocopiatrice.
    L’ultima borbottava in stretto bresciano,
    non riusciva a parlare in nessun modo
    e credimi caro lettore non parlo invano.

    Indi ci avvicinammo a quel gruppo di frodo
    e sentimmo farfugliare in sicilian-rovatese
    una rima che ancora adesso io odo:

    “L’acido cloridrico va in paese”
    disse il demone dalla faccia buffa
    “con il biossido di manganese”

    Allorché il demone trasgressivo disse: “Uffa”
    seguito da un solenne: “Che stufade”
    e la combriccola prese a divenir una sì tal zuffa.

    Disse in duca mio: “Senza viltade
    rispondete a colui che si snerva
    per il desio di sapere di quest’ade”

    “Secondo il mito della caverna”
    rispose una demone con fare sicuro
    “in ogni antro un orso sverna”

    “Maestro mio il senso lor m’è duro”
    diss’io con occhi così umili
    che divenni in faccia tanto scuro.

    “Consideriamo esempi a noi utili”
    ringhiò allora la trasgressiva demone
    “ed enucleiamo concetti alquanto futili.

    Proponiamo dunque la sincresys di Catone
    e Cesare nell’originale stile sallustiano
    esempio di brevitas nel De coniuratione.

    Passiamo poi al Lancelot e all’Ivano
    e al loro amore per gloria e dame
    tratto dai canoni di Andrea Cappellano.

    E come trascurare l’orazione infame,
    da leggere con sinottica pressione,
    pronunziata per gettare Catilina nel letame

    da quel tanto odiato Cicerone.
    Trattiamo infine della materia oscura
    proposta nel personaggio di Zenone.

    Questa è di molte dottrine una mistura,
    dalla kaballah al culto più vicino,
    ma non per questo una fregatura.
    Fa capo al grande Marsilio Ficino
    che assieme al Poliziano iniziò a Firenze
    il ratto di caramelle a ogne bambino

    e invece di calmar le lor coscienze
    si diedero allo studio di quel processo
    detto decompartimentazione delle scienze”

    to be continued

  7. el pistolero a casa:

    Casso ma sei un grandissimo!!!!! è veramente stra bello. ma per caso il terzo dice ” giovvvvvvvvani di belle speranze” oppure ” signorinelle”, ed insegna chimica, anzi no, ghimmmmmiga. Ah, a casso per a casso + 0,5…

  8. Daniele:

    per scriverla tutta ci avrai messo almeno..quattro o cinque ore buche spero*

  9. Dante auctor:

    Queste modeste terzine sono da intendersi come il modesto contributo che noi, poveri tapini, abbiamo cercato di dare all’illustre stirpe eletta dei professori, i cui infiniti pregi furono già decantati dal nostro compare Luca (che Dio lo benedica!) all’inizio di questa pagina.

    Per correttezza voglio aggiungere questa che non è completamente opera mia. E’ stata scritta a quattro mani con un mio amico che invito a farsi vivo con altre terzine.

    PS: Dan Teal, con questi versi ti sei superato

  10. la creatura funesta:

    a colui che di dante terzin scrisse
    io dico che hegel l’uomo scisse
    così tu e il tuo divin compagno sete
    ma non dimenticate che ispirazion avete
    da una novella di quattro illustri
    che insiem stan da lustri!!!!
    voi invito su questo sommo sito
    a scriver con vostro dito!!!!

    P.S tutti i possibili errori di grammatica sono giustificati dalla licenza poetica introdotta a questo mondo dal demone trasgressivo sopra citato!!!!!!

  11. all:

    VOGLIAMO IVANO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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