ADRO: LA “SCUOLA RICCHINO” DI ROVATO CREERA’ IL PRIMO MONUMENTO NAZIONALE PER ATTILIO CARATTI
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Nasce a Rovato, ma sorgerà ad Adro di fronte al Municipio, il primo monumento nazionale dedicato alla tragedia del dirigibile “Italia”. Quasi ottant’anni fa, era il 1928, l’Italia precipitò durante il rientro dal Polo Nord alle Isole Svalbard. I membri dell’equipaggio morirono quasi tutti, mentre alcuni superstiti furono ritrovati solo molti giorni dopo. Fra coloro che non ce l’avevano fatta c’era anche il macchinista rovatese Attilio Caratti, che aveva seguito il comandante Umberto Nobile nella difficile iniziativa. Proprio in memoria di quell’avventura ed in particolare del rovatese Caratti, la Scuola d’Arte e di mestieri “Francesco Ricchino” e la sezione di Adro dell’Associazione Arma Aeronautica – intitolata al maresciallo rovatese perito al Polo – hanno presentato nei giorni scorsi un monumento che sarà inaugurato nel giugno del 2008 di fronte al municipio di Adro grazie alla collaborazione con il sindaco locale, Oscar Lancini.
La scelta del 2008, oltre a rappresentare il ricordo della tragedia, è stata scelta anche per commemorare altri due anniversari: il cinquantesimo della sezione adrense dell’Arma Aeronautica e i 45 anni trascorsi dalla deposizione, nella cittadina norvegese di Ny Alesund, del monumento ufficiale ai caduti dell’Italia. Nel 1963, infatti, il governo scandinavo concesse un lembo di terra polare ai volontari addensi. In questo spazio, coperto quasi ininterrottamente dalla neve, ci sono ancora adesso le croci in ferro battuto realizzate dal maestro brusafer Aldo Caratti – nipote di Attilio – in memoria di quanto successo nel giugno del 1928. Responsabile del nuovo monumento adrense, nonché del bozzetto preparatorio dell’opera, sarà il cavalier Silvio Meisso.
Lo stesso artista rovatese spiega il senso dell’iniziativa: “Ad ottant’anni dai fatti dell’Italia, che tra l’altro lungo la sua marcia di avvicinamento al Polo Nord passò su Rovato, abbiamo deciso di ricordare un illustre franciacortino. Il monumento sarà alto circa 5 metri e sarà un omaggio al coraggio e alla caparbietà di quegli uomini”. Secondo le intenzioni, l’opera rappresenterà un pilone ormeggiato al di sopra del pack artico. Accanto ad esso una sfera ed una riproduzione fedele del dirigibile Italia, realizzato in ferro e rivestito da un materiale superleggero simile a quello utilizzato realmente per i piccoli veivoli. “Il monumento – conclude Meisso, che è anche presidente della scuola Ricchino - , sarà realizzato concretamente dagli allievi più esperti del nostro corso di ferro battuto, grazie alla guida del maestro brusafèr Silvano Bellini. Nella parte inferiore dell’opera riporteremo infine tutti i nomi dei caduti”.
Nella foto: un’immagine d’epoca del dirigibile Italia

















