La fine della lunga stagione elettorale francese: un bilancio ed un’analisi.
E’ finalmente giunta al termine la lunga, quasi estenuante, primavera elettorale nella Repubblica francese. Le elezioni presidenziali prima, ed ora quelle per il rinnovo del Parlamento, hanno infatti portato i circa 44 milioni di elettori francesi alle urne ben quattro volte in meno di tre mesi. Dopo una così massiccia espressione democratica, il voto della popolazione francese merita, nel complesso, una valutazione.
Iniziamo con il voto per le presidenziali. La campagna elettorale è stata molto lunga, praticamente un anno, ed ha visto tre certezze, un outsider-ago della bilancia ed alcuni candidati annunciati, e poi confermatisi, come cavalli perdenti ben prima della “gara”(espressione ciascuno di un settore tra quelli più radicali, vedasi ad esempio i 2 candidati di ispirazione trotskista e l’ambientalista no-global Bové). Le tre certezze sono state il gollista Sarkozy, la socialista Royal e il nazionalista xenofobo Le Pen; l’outsider il centrista Bayrou. Al primo turno la candidata socialista non fallisce l’obbiettivo minimo, sfidare Sarkozy, leader della destra, ex Ministro dell’Interno e principale favorito nella corsa all’Eliseo. Il 2007 infatti non ha visto per la seconda volta l’estrema destra approdare allo scontro finale per la carica di Presidente della Repubblica; stavolta Le Pen e il suo Fronte Nazionale vengono piuttosto ridimensionati, sostanzialmente dimezzati, rispetto al primo turno delle presidenziali scorse. Risultano quarti, dietro anche al centrista Bayrou che, con oltre il 18% delle preferenze, ha dalla sua un bottino di voti tali che, se indicasse uno tra la Royal e Sarkozy, sarebbe in grado di incidere in maniera significativa, forse decisiva, al secondo turno. Così non fa, anzi lascia libertà piena ai propri elettori di scegliere tra il gollista e la socialista. Alla fine tra i due Sarkozy la spunta, ma senza eccessivo distacco: 53% contro 47%. Un distacco significativo, ma meno di quello che ci si aspettava dopo il primo turno.
Terminate le presidenziali la Francia non può ancora “riposare” perché è il turno delle legislative. Il primo turno, anche qui, vede l’affermazione dell’Ump di Sarkozy, che raggiunge il 39,5%. Il Ps arriva solo al 25%. Il Mo-Dem di Bayrou viene in sostanza spazzato via e passa in pochi giorni dal 18% al 7,6%. Le Pen e il Fn non arrivano al 5%. Il Pcf (comunisti) è fermo al 4%, i Verdi al 3,6%. Da segnalare l’astensionismo elevato, che veleggia intorno al 40%.
Il sistema maggioritario uninominale francese, dopo il primo turno ha già assegnato in maniera definitiva (perché hanno già superato il 50% dei consensi) ben 109 seggi a candidati dell’Ump, solo 1 ad un candidato del Ps. Per tutti gli altri c’è il ballottaggio…che è terminato ieri. I risultai vedono l’Ump vencente, ma non stravincente come ci si attendeva. Ai gollisti vanno infatti 323 seggi (ne avevano 359). I socialisti, che tra primo e secondo turno hanno iniziato a prendere le distanze dalla Royal fiutando la probabile disfatta, raggiungono, quasi oltre ogni più rosea previsione, i 206 seggi (contro i 149 che avevano). I comunisti del Pcf scendeno leggermente e si fermano a 15 seggi, 3 i Verdi e 27 i centristi. L’estrema destra di Le Pen (che al secondo turno aveva in campo ancora una sola candidata, Marine Le Pen, figlia dell’ottantenne leader del Fn) si ritrova a bocca asciutta, senza nessun deputato. Significativa risulta la mancata elezione di Juppé, n.2 del nuovo governo appena nominato da Sarkozy, che ha già rassegnato le dimissioni.
In conclusione l’Ump si riconferma primo partito nel paese, sia per quanto riguarda il Parlamento, sia per la Presidenza della Repubblica. Complessivamente si attesta poco distante dai risultati scorsi, però non si può dire che il partito non si sia rinnovato. In particolare per la figura di Sarkozy. Il presidente Chirac infatti, pur essendo espressione dello stesso partito, non è stato espressione della stessa cultura. Molto più pacato il vecchio Presidente, molto più incisivo e graffiante il nuovo. Sarkozy ha infatti rispolverato dall’armadio termini non più in voga nel partito di destra da molti anni, parlando apertamente e senza troppi fronzoli di immigrazione e di banlieu (molti si ricordano l’appellativo poco felice dato ai ragazzi abitanti di questi quartieri). Si è dimostrato, in sostanza, un politico poco politically correct, in grado anche di stupire gli avversari, nominando ad esempio come Ministro della Giustizia una donna dalle origini nordafricane, lui che in campagna elettorale ha sventolato spesso il sentimento di unità nazionale contro l’elevata immigrazione.
Il Partito socialista esce sconfitto, ma non a pezzi. Battuto ma non amareggiato. La Royal, onestamente l’unica figura all’interno del partito con qualche chance di battere Sarkozy, è stata capace di risollevare le sorti dei socialisti francesi dopo la disfatta totale delle scorse presidenziali, in cui la sinistra non riuscì nemmeno ad andare al ballottaggio. Per fare ciò la Royal ha dovuto spostarsi in parte verso il centro, vestendo quasi i panni di una “Chirac di sinistra”. Molti auspicano fin da ora che sia lei a guidare il partito al posto dell’ormai ex marito (visto l’annuncio della loro separazione) Hollande verso le presidenziali del 2012. Le idee chiare già le ha, con 4 punti chiave:difesa del lavoro e del potere d’acquisto, nuove relazioni nord-sud del mondo, riscaldamento climatico e diminuzione del debito pubblico. A detta di molti costituisce già una buona base per il futuro.
Il Mo-Dem di Bayrou si è dimostrato col tempo un fuoco di paglia. Ottimo, inaspettato, inizio e finale in forte calo. Forse il tentativo, durante la campagna per le presidenziali, di smarcarsi nettamente dai due favoriti ora, quando è il momento di tessere alleanze, inizia a pesare.
Le Pen e il suo Fronte nazionale vivono la fine di un sogno. Hanno avuto la conferma di essere largamente minoritari nel paese e che l’exploit delle scorse presidenziali resterà per loro un bel ricordo, probabilmente irripetibile in futuro. La conferma arriva anche dall’annuncio del leader Le Pen della forte crisi economica del partito, che lo ha visto costretto ad andare davanti alle telecamere di TF1 (la principale rete televisiva francese) a chiedere ai simpatizzanti una “sottoscrizione nazionale”. D’altra parte zero seggi in parlamento equivale a zero finanziamenti pubblici.





Giugno 18th, 2007 alle 5:09 pm
Finalmente hanno capito anche loro che Le Pen non è la soluzione!
Giugno 18th, 2007 alle 5:43 pm
E dire che Sarkozy spara tanto sugli immigrati ed è figlio di immigrati anche lui…robe da pazzi!
Comunque a me non sembra un gran risultato quello dei socialisti, specialmente dopo una campagna (per quello che ho visto da qui a Rovato) di questo tipo: la dx veniva da 5 anni di governo mal visto, Sarkozy è stato scoperto più volte chiamare questo “stupido”, l’altro “delinquente”, ecc…insomma poco presentabile. La Royal doveva spaccare di più…doveva vincere!
Giugno 18th, 2007 alle 6:43 pm
hollande è il suo compagno non marito
Giugno 18th, 2007 alle 8:09 pm
Chiedo venia. In effetti la coppia Royal-Hollande era unita da un Pacs, non da un matrimonio. Mi scuso per l’imprecisione.
Buona navigazione a tutti/e
Mattia
Rovato.org
Giugno 18th, 2007 alle 10:40 pm
sicuramente sarkozy ha imposto già qualche regola, a partire dalle scuole con il ritorno al rispetto per l’insengante, cosa che in Italia non si può nemmeno ventilare, adeso vediamo professori denunciati se no picchiati, etc etc.
partiamo dal piccolo a far cresecere le persone e avremmo un futuro migliore .
Giugno 19th, 2007 alle 12:19 pm
Non voglio fare digressioni sui massimi sistemi ma partire dal mio piccolo per cercare di fare qualcosa di buono e poter dire tra 5 anni: “la fiducia che qualche rovatese mi ha dato mi ha portato a proporre e realizzare queste cose”.
Segnalo sul mio piccolo blog la possibilità di iniziare a discutere della gestione del territorio, alla luce del piano regolatore vigente per poter arrivare a un PGT (Piano di Governo del Territorio) ottimale, che tenga conto delle peculiarità di Rovato e che trovi il giusto modo di concretizzare uno sviluppo ambientalmente sostenibile.
Alla vigilia delle votazioni del prossimo consiglio comunale in cui si cercherà (è proprio il caso di dirlo) di votare i componenti delle commissioni consigliari mi è parso utile intavolare la discussione su uno dei temi più importanti, almeno secondo il mio modesto parere, che aspettano l’amministrazione di cui faccio parte.
http://angelobergomi.blogspot.com
Giugno 19th, 2007 alle 12:24 pm
Lasciando perdere per un attimo il discorso di Bergomi; ma ci rendiamo conto di che razza di caproni si candidano alle elezioni?? sia locali che non…
Personalmente se dove lavoro non porto risultati non vengo festeggiato e riconfermato, mentre persone che hanno stipendi di migliaia di euro portano ben pochi risultati e continuano…
Giugno 19th, 2007 alle 12:33 pm
Sono convinto assertore della meritocrazia anche in politica.
Lancio un sondaggio.
Chi avreste lasciato fuori dalle tre liste se foste stati voi a poter decidere?
Giugno 19th, 2007 alle 12:39 pm
E già, come quella volta che venne la Beccalossi a Rovato con l’autista delle Regione accompagnata dal figlioletto a tagliare il nastro di Lombardia carne?
Ma non abita a Brescia? A cosa le serviva l’auto blu di domenica mattina?
Diciamole queste cose.
Giugno 19th, 2007 alle 1:02 pm
E già, talmente lontani dai grandi intrallazzi che la giunta provinciale di Brescia non più tardi di un annetto fa concesse delle consulenze esterne a Fabio Rolfi e a Monica Rizzi, rispettivamente preseidente di circoscrizione (con annesso stipendio mensile) e consigliere regionale con annesso stipendio+benefit+diarie da oltre 10mila euro al mese.
Proprio lontani dagli intrallazzi i verdani padani.
Un pò di fatica su internet e queste info si trovano tutte.
Saluti.
Giugno 19th, 2007 alle 1:21 pm
Ho provveduto a cancellare alcuni messaggi perchè:
o presi da alcuni quotidiani locali senza citarne la fonte
o ( in un caso ) senza circostanziare alcune accuse ben precise in esso contenute.
I post rimasti sono ancora lì nella convinzione che esprimano opinioni su fatti senza per questo essere offensivi.
Restamo cmq a disposizione per chiarimenti ed eventuali richieste di modifiche.
Su Rovato.org si può scrivere di tutto, purchè sia provato e non apologetico.
Scusate, ma di incontri con la Polizia Postale per il blog ne ho già avuti abbastanza.
Buona navigazione!!!
Daniele
Giugno 19th, 2007 alle 9:52 pm
la storia della Francia insegna e in passato, parlo del 1800 ma anche del 1900, i cambiamenti in Francia si sono riflessi in Italia.
prima di giudicare Sarko, aspetto di vedere cosa combina, intanto facccio notare che la Royal ha fatto guadagnare seggi in parlamento ai socialisti ( e non succedeva da un decennio) mentre il partido di Sarko, che aveva appena vinto ne ha perso alcune decine, pur mantenendo una grande maggioranza assoluta. Mitterand passò per la stessa esperienza della Royal, perdendo la prima sfida ma aumentando i deputati socialisti e creando un blocco di persone che aveva idee chiare in testa.
la lezione potrebbe servire per il partito democratico, ma per crescere servono idee concrete sul che fare e come fare e sopratutto su come collegarsi con i lavoratori stranieri che, lo vogliano o no i padani (dinosauri delle politica che hanno un gran corpo elettorale ma pochi dirigenti con teste pensanti) nel giro di una decina di anni avranno diritto al voto a partire dai figli di imigrati nati in Italia
Giugno 20th, 2007 alle 11:15 am
A me sinceramente sembra che Sarkozy abbia perso seggi per colpa della storia dell’aumento della Tva più che per merito della Royal, che ha fatto una campagna piuttosto misera, basandosi su uno slogan del tipo “Non possiamo lasciare tutto nelle mani di Sarkozy”.