Pastificio Pagani: lavoratori in presidio contro i 25 esuberi prospettati dall’azienda. Polemiche sull’uso degli interinali

protesta-pastificio-pagani.JPGMartedì 3 luglio alle ore 8 di mattina una trentina di lavoratori (gran parte di quelli in servizio nel turno di mattina) del “Pastificio Pagani” di via XXV Aprile a Rovato hanno effettuato un presidio davanti all’ingresso dello stabilimento.
Motivo della protesta: contestare la volontà dello storico Pastificio di Rovato (da qualche anno, passato dalla famiglia Pagani ai Piantoni) di “mettere in esubero” 25 lavoratori: circa un quarto del totale della forza lavoro attualmente impiegata all’interno dell’impianto.

Dopo una decina di minuti è giunta sul posto una volante dei carabinieri di Rovato, ma il tutto si sta già svolgendo con estrema tranquillità e serenità.

“Alla fine di maggio - recita il comunicato di Cgil e Cisl fatto appendere all’ingresso di Pagani - l’azienda ci ha comunicato che intende di fatto licenziare 25 lavoratori, 13 dei quali già dalla fine del mese di luglio: 10 al reparto confezioni, 2 alle presse e 1 al laboratorio di controllo qualità”.

Il piano dell’azienda intenderebbe cambiare l’organizzazione del lavoro “facendo leva - continuano i lavoratori - su quattro punti: la messa a regime di alcuni robot acquistati poco tempo fa, il raddoppio dei carichi di lavoro per i lavoratori delle confezioni, l’esternalizzazione di alcuni funzioni al reparto presse e alla qualità nonchè riducendo l’assenteismo, a loro dire superiore alla media provinciale”.

Cgil e Cisl rifiutano categoricamente quest’ipotesi, preferendo invece puntare “sulla richiesta di cassa integrazione straordinaria, dato che a quanto ci risulta il Ministero del Lavoro pare favorevole a tale ipotesi”. Ciò consentirebbe di prendere ancora un anno di tempo, finito il quale si potrebbe puntare sulla mobilità lunga (tre anni) “accompagnando” così alla pensione alcuni lavoratori vicini ai fatidici 35 ( o più spesso, 40) anni di regolari contributi.

“Quel che non capiamo - concludono i lavoratori in presidio, fra cui anche alcuni stranieri - è perchè questo rifiuto del dialogo e questo bisogno di tagli del personale. Non può essere solo questo il modo in cui le aziende scelgono di risparmiare: qui il lavoro di certo non manca. Lo dimostrano gli straordinari che ci richiedono, l’accorciamento da tre a due delle settimane di ferie estive e il ricorso effettuato fino a pochi giorni fa a cooperative esterne, che utilizzano lavoratori interinali con molte meno tutele di noi, in una guerra fra poveri”

Per ora, i dipendenti Pagani hanno proclamato il blocco delle straordinarie, che segue lo sciopero di 4 ore per turno del 14 giugno.
Nei prossimi giorni si attendono passi avanti in una trattativa che - per la verità - ad ora non è nemmeno cominciata.

28 Commenti to “Pastificio Pagani: lavoratori in presidio contro i 25 esuberi prospettati dall’azienda. Polemiche sull’uso degli interinali”

  1. federico:

    Il lavoro interinale è una piaga sociale, solo da noi si fanno queste guerre fra chi ha di meno..ma è possibile?
    cosa faremo un giorno non lontano, mangeremo BANCOMAT e BANCONOTE???

  2. geremia:

    la storia dei capponi di Renzo che nei promessi sposi era tanto chiara si ripete e non sembra cambiare
    chi vota Rdl, con Conter e Berlusca, prima si diverte ma poi le busca:
    i padroni sfruttano l’ignoranza di chi li vota e gli estremismi di chi esaspera i conflitti con i poveri del loro schieramento
    in Italia usare l’equilibrio sembra proibito, la colpa è semnpre degli altri e invece di studiare come unire le forze per evitare di essere sfruttati dal telecavaliere imbonitore evasore fiscale abbiamo senatori eletti dagi operai che, con 15mila euro in tasca al mese, studiano come affossare Prodi per avere l’esclusiva dell’opposizione che a loro garantisce 15mila euro al mese e la pensione dopo tre anni restando all’opposizione a vita in modo che i poveri cristi paghino e paghino e crepino di lavoro interinale, ma li votino perchè loro dicono di rappresentarli
    basterebbe ricordare chi ha il merito di avere affossato il primo governo Prodi e di avere assicurato la vittoria del 2001 al telecavaliere imobonitore che con il 41 percento dei voti ottenne il 60 percento dei senatori e dei parlamentari

  3. Angelo Bergomi:

    Esprimo la più sincera solidarietà ai lavoratori del Pastificio.
    Troppo spesso accade che esuberi e tagli riguardino persone vicine alla pensione o giovani (italiani e non) assunti con contratti “ballerini”.
    25 persone sono davvero tante e quello che qualcuno si dimentica è che dietro di loro vi sono altrettante famiglie.

    Auspico sicuramente una ripresa del dialogo con la proprietà, confidando che le rappresentative sindacali facciano il loro dovere.

    http://angelobergomi.blogspot.com

  4. marco 28 maggio:

    l’assurdo è che le imprese fanno pressioni per aumentare l’età pensionabile con scalini e scaloni (su questo spalleggiate da alcuni sindacati, dalle destre, dalla lega ma anche da gran parte del Centro sinistra) e poi, quando il lavoro c’è fanno di tutto per esternalizzarlo mandando la gente + garantita a casa, in prepensionamento…
    prepensionamenti\precarietà\lavorointerinale\scaloni e scalini… nn vi sembra sia un po tutto monodirezionale? (tutto a favore delle imprese intendo)

    se geremia, quando parla dei senatori che fanno opposizione a prodi da sinistra, intende dire che tutto deve essere sacrificato sull’altare della “governabilità” e della paura del berluska…bhe… io credo che la guerra non si deve votare, mai, sopratutto se un deputato è stato eletto dagli operai… (e lo stesso discorso vale per scaloni, legge 30, ecc ecc)

  5. mittico:

    @marco: hai ragione, non ho mai capito perchè i sacrifici li devono sempre fare i dipendenti (quelli con le buste paghe VERE),mentre industriali e artigiani dichiarano meno di nulla!
    appena il governo ha messo in piedi gli studi di settore fischi e lazzi..e tutti a chiedere scusa!!

    se è così..dovè la differenza fra il prima e il dopo maggio 2006???
    mah..

  6. Beppe:

    @mittico: io sono dalla parte dei dipendenti del Pastificio e sono un artigiano .
    La considerazione che hai fatto in generale sui commercianti e artigiani che dichiarano meno di nulla non mi sta bene.
    Io penso di essere onesto nel mio lavoro e di dichiarare il giusto ,i
    miei , anche se pochi , dipendenti in 20 anni di artigianato sono sempre stati riconoscienti nei miei confronti .

  7. Angelo Bergomi:

    Generalizzare è sempre sbagliato.
    Dire che tutti gli artigiani e i commercianti sono evasori non mi trova concorde. Dire che ci sono molti furbi in queste categorie invece sì.
    Non si spiegherebbe come non appena si inizia a parlare di studi di settore succede il pandemonio.
    Quando vedo dichiarazioni dei redditi di orefici che non arrivano agli 11mila euro all’anno non solo mi stupisco ma mi indigno.

    http://angelobergomi.blogspot.com

  8. mittico:

    oppure dei dentisti, dei baristi, etc..

    beppe hai ragione, non c’è da generalizzare.

    però mi devi spiegare perchè per un operaio dip. è di fatto impossibile evadere, dato che il prelievo è alla fonte, mentre per un artigiano (meglio: libero professionistra, così ci stan dentro tutti) è ampiamente possibile.

  9. l'osservatore:

    …e provare a leggere il “bollettino dei protesti?”
    chi rischia del suo?
    ma i lavoratori, lavorano tutti?
    e il secondo lavoro chi lo fa?
    e i privilegi nel pubblico, chi li gode?
    e i politici tutti, si guadagnano lo stipendio?
    e i calciatori meritano tutto ciò che percepiscono?
    e… e… e… e… e…
    non voglio entrare nell’argomento in oggetto, ma forse è il caso di fare un’analisi generale più approfondita, incominciando da noi stessi, con un senso di responsabilità più alto.

  10. il terzo occhio:

    c’è chi evade le tasse
    c’è chi elude il fisco
    c’è chi frode l’iva
    c’è chi raggira i clienti
    c’è chi inganna il prossimo
    c’è chi si sottrae agli obblighi
    c’è chi si esime dalle responsabilità
    c’è chi ……………………
    ma ci sono anche galantuomini.

  11. gian piero:

    @osservatore e terzo occhio

    1. i lavoratori pagani non sono pubblici e fanno tutti 40 anni altro che scalino e scalone
    2. vieni a lavorare alle presse e ai forni con 40 gradi d estate e poi vediamo quanto fai lo sbruffone
    3. 25 posti di lavoro piu le famiglie uguale 100 persone in grande difficoltà.

    ah già dimenticavo rovato è la capitale del manzo all olio..

    vergognati.

  12. l'osservatore:

    certamente mi sono espresso male visto la risposta ottenuta, in quanto come gian piero, ho un “idem sentire”.
    rileggendo il mio post, mi sembra di essere stato chiaro :
    incominciamo da noi stessi, ad avere un senso di responsabilità più alto. (ben inteso TUTTI!)
    di questo sicuramente non mi vergogno!!!

  13. cecco angiolieri:

    cominciamo tutti a chiedere scontrini fiscli a meccanici, dentisti, orefici e rifiutando gli sconti che vengono proposti se si fa a meno di ricevute fiscali e scontrini
    cominciamo tutti a impegnarci nel sindacato e nei partiti evitando che si formino caste intoccabili e cominicano conn il ridare valore al lavoro e questo lo si fa a partire dalla propria casa rifiutando di lasciare i figli davanti al rimbecillitore occulto (la tv) e paghette che obbligano a piegarsi ai ricatti di chi usa il danaro per giustificare tutto
    che dite gli impiegati di banca non vedono le evasioni?
    i muratori nnon vedono che non vengono pagati i loro contributi?
    le famiglie non si accorgono quando pagano in nero le lezioni o le ripetizioni?
    si potrbbe continuare l’elenco ma se non si inizia mai i lavoratori diventeranno, per colpa di tutti gli schiavi del duemila, italiani o stranieri che siano, alla faccia della civiltà con radici cristiane

  14. mittico:

    hai ragione.

  15. el pistolero a casa:

    Cecco Angiolieri (come dimenticarsi la poesia “3 cose sole manno in grado” o qualcosa simile e “becchina amor”: bel nick) penso che nessuno possa darti torto: IMPECCABILE

  16. il terzo occhio:

    @ gian piero
    sbruffone sarai tu, che sembri il depositario della verità!
    e dovresti vergognarti di non saper leggere e interpretare ciò che viene scritto.
    buona giornata con l’augurio che tutto vada e si risolva al meglio.

  17. Sisifo:

    Purtroppo si tratta dell’ennesimo caso in cui il lavoro interinale sfruttando selvaggiamente gli uni manda a casa gli altri, naturalmente a guadagnarci sono i soliti….
    Un saluto ai lavoratori della Pagani.

  18. amiche della notte ge:

    siamo solidali con i lavoratori del Pastificio Pagani!!! chiediamo ai lavoratori se oggi pomeriggio alle ore 16.30 partecipano alla nostra assemblea!!!!

  19. Lucio:

    solidale coi lavoratori, vi ho appena visti in presidio sotto il solleone..non mollate.

    un artigiano

  20. arrabbiato:

    40 anni di storia non si cancellano con un colpo di spugna..mandiamo i “dirigenti” due settimane in un reparto presse e poi vediamo se cambiano idee..

  21. Luciana Buffoli:

    Come Capogruppo in Consiglio Comunale a Rovato per “Rovato Civica”
    esprimo tutta la mia solidarietà ai lavoratori e le lavoratrici della GE e del Pastificio Pagani.

    Come cittadini e come comunità di Rovato non possiamo accettare la scomparsi di 100posti di lavoro e di un’intera fabbrica, che significa speranza e future possibilità occupazionali per giovani e meno giovani.

    Come consiglieri, faremo tutto quanto nelle nostre possibilità per sostenere i lavoratori delle due fabbriche, le loro famiglie e tutti i rovatesi dell’indotto.

    Auspico che anche gli altri Comuni della Franciacorta coinvolti si muovano in tal senso.

    Invito tutti inoltre a firmare la petizione.

    Luciana Buffoli

  22. giancarlo:

    perchè non convocare un consiglio comunale aperto sul tema?
    la chiusura di una fabbrica è uno schiaffo pesante ad una città

  23. ASS. CULTURALE ALTRE VOCI:

    Un forte abbraccio a tutti i lavoratori in lotta. Molti di loro sono
    consapevoli delle nefandezze del capitalismo, perciò è oppurtuno
    esprimere la propria vicinanza partendo dalle cause , che portano
    queste sciagure; rafforziamo la loro difesa ,denunciando il continuo svuotamento dei diritti dei lavoratori, denunciando la iniqua e incivile legge 30, denunciando il declino inesorabile del sistema pensionistico. Solo cosi il termine solidarietà si riempie di verità.
    Sosteniamo tutte le iniziative necessarie,la speranza appartiene
    alla loro forza.

  24. daniele:

    nella giornata di martedì 8 luglio i lavoratori del pastificio pagani saranno in presidio davanti ai cancelli dell’ azienda per difendere il proprio posto di lavoro e il diritto al riconoscimento delle loro mensilità lavorate.
    Nel presidio della mattinata dalle ore 05.30 - 10 ci si troverà con una delegazione dei lavoratori della G.E Power Controls di Rovato per mettere in campo iniziative comuni.
    Per chi volesse dar solidarietà i presidi si svolgeranno;

    mattino 05.30 - 10
    pomeriggio 13.30 - 15.30
    sera 20.30 - 23

    Ringraziamo anticipatamente.

  25. maurizio e enzo:

    siamo solidali con il grande amico daniele cavalleri che da sempre si batte x la democrazia e x il rispetto della giustizia. continua che i giusti alla fine vincono sempre.

  26. esatto..:

    grande solidarietà, il pagani è un pezzo di storia e lavora alla grande.

    un solo consiglio a tutti i lavoratori: la lotta è lunga..pensate che non è un cento metri ma una maratona…un abbraccio

  27. daniele:

    il presidio al pastificio pagani è per domani martedì 10 luglio e non 8 come indicato in precedenza e in modo errato.

  28. GUGOGUGO:

    sicuramente solidarietà ai dipendenti del pastificio Pagani.
    ma alcune considerazioni vanno fatte: il pastificio pagani è da 15anni amministrato male , con soluzioni spesso improvvisate , con investimenti non meglio motivati; con una esposizione finanziaria pesantissima . Spesso e volentieri ci si convince che tutto va bene quando invece è esattamente il contrario.
    e infine: perche il pastificio Pagani si è ridotto così quando il Pastificio che è a 500 mt di distanza sembra funzionare a meraviglia.
    evidentemente qualcosa non funziona nella proprietà o nel gruppo dirigente

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