L’Anas punta tutto sulla Bre.Be.Mi, ma forse sarà necessaria una nuova gara

Il progetto già lo si conosce da tempo.E più o meno dallo stesso momento molti cittadini sono apertamente contrari all’opera per una lunga serie di ragioni.
Ciò nonostante le parole del Presidente dell’Anas Ciucci sono sempre state chiare al riguardo, e, per ribadirlo, è tornato sull’argomento giusto pochi giorni fà (il 12 luglio), all’uscita dalla commissione Lavori Pubblici del Senato, per ribadire la propria posizione. Poche parole, ma decise: “La Bre.Be.Mi è un’opera fondamentale per il nord”. Per Ciucci l’opera, che si inserisce in un quadro di livello più ampio, essendo una parte del corridoio transeuropeo V (la Barcellona-Kiev), permetterà di decongestionare, almeno in parte, l’attuale traffico che ogni giorno si muove nel tratto di A4 tra Milano e Brescia.
Ciucci porta a sostegno della propria tesi alcuni dati. Mediamente su questo tratto autostradale viaggiano circa 250.000 veicoli al giorno, e per i prossimi anni si prevede una crescita del 4% annuo. Da ciò il Presidente dell’Anas si è convinto della assoluta necessità di offrire una seconda rete autostradale che corra in parallelo alla prima.
805927_ruta_y_montaa1.jpgPer il comitato dei contrari alla Bre.Be.Mi le rassicurazioni di Ciucci in commissione Lavori Pubblici non sono state sufficienti. Per i contrari alla nuova tratta i problemi maggiori riguardano, da un lato l’impatto ambientale dell’opera, dall’altro i costi, notevolmente lievitati tra i periodo di presentazione del progetto ed oggi, in alcuni casi anche più del 100% per una singola voce di bilancio (costo del personale). Inoltre, sempre a detta di chi l’opera non la vorrebbe, il traffico sulla A4 verrebbe ridotto di un misero 4%. Troppo poco per giustificare il costo complessivo dell’opera.
Non molto dissimile deve essere stato il pensiero della maggioranza presente in commissione Lavori Pubblici del Senato, che, dopo l’audizione di Ciucci e Formigoni, si è espressa con un parere negativo sull’opera. Lo stesso già fatto anche dalla commissione Trasporti della Camera in precedenza. I motivi della bocciatura hanno riguardato fondamentalmente l’impennata dei costi di realizzazione dell’opera, dovuti soprattutto al fatto che la stessa andrebbe allacciata, a spese dello Stato, alle altre vie di comunicazione principali, sia stradali che ferroviarie. Inoltre, come affermato dalla Presidente della commissione Anna Donati (Verdi), c’è il serio pericolo che gli accordi fin’ora presi, se portati effettivamente fino al loro epilogo, possano violare le normative europee sulla concorrenza. Per la stessa Donati l’unica via possibile ora è quella di una nuova gara, che tenga conto anche di tutti i costi aggiuntivi che non erano stati compresi all’atto della prima gara.
Il ministro Di Pietro però rispedisce indietro le critiche: “Un parere autorevole che non risolve i problemi. L’opera al costo iniziale non può essere realizzata e bocciare la convenzione per quel motivo equivale a dire che la Brebemi non deve essere realizzata.” Per il leader dell’Italia dei Valori il passaggio da 480 mila euro a 880 mila euro del costo dell’opera è da addebitare a tutta una serie di opere ulteriori volte a mitigare l’impatto (anche ambientale) della Bre.Be.Mi., quindi non calcolabili nel costo dell’opera stessa.
Insomma la soluzione, neppure all’interno della maggioranza, non sembra essere vicina.

18 Commenti to “L’Anas punta tutto sulla Bre.Be.Mi, ma forse sarà necessaria una nuova gara”

  1. spam:

    Sinceramente non ho seguito molto questa faccenda. Qualcuno mi sa dire esattamente dove dovrebbe passare dalle nostre parti la brebemi?

  2. el pistolero a casa:

    Auanto dice il babbo dovrebbe passare circa all’altezza della Contrada Corradina, al Duomo

  3. roby80:

    Ah, perchè adesso ci sono anche i No Berebemi oltre ai No Tav?ma son robe da pazzi!che cosa vorrebbero, tornare all’età della pietra?almeno li non c’è bisgno di macchine e treni!

  4. Marco M.:

    chi non vuole la nuova autostrada evidentemente non ha mai provato a fare la colonna sull’A4

  5. sangiorgese:

    Prima di parlare bisognerebbe vedere comunque i progetti. A parte che mi si dovrebbe spiegare che cosa viene allargata a fare la A4 con una quarta corsia se si progetta una nuova autostrada. E poi vi è una bufala di fondo. Brescia-Bergamo-Milano? Ma se a Bresscia non arriva nemmeno ma è poco più in là del Berlingo? E se a Milano non arriva nemmeno che è circa all’altezza di Melzo.
    Forse qualcuno si dimentica che il problema è la viabilità locale in in gresso e uscita che deve essere agevolata, non tanto l’asse autostradale. Che me ne faccio di un’autostrada nuova se arrivo fino a Melzo e lì sono fermo come adesso alla barriera sulla A4?
    Per quanto riguarda Rovato la Brebemi passerebbe circa poco più a sud di San Giorgio che verrebbe circondato da un anello a mò di circonvallazione che lascerebbe la frazioncina al suo interno. Parallelamente vi passerebbe la TAV con fasce di rispetto di circa 300 metri. Risultato: 3 cascine abbattute solo a S.Giorgio.
    A Chiari ben 22 aziende agricole scomparse.
    Per poi essere fermi a Melzo e in direzione opposta arrivare a Berlinghetto?
    E chi me lo dice che è una grande opera? Il dottor Bettoni che è in 14 consigli di amministrazione oltre all aCamera di commercio?
    Io mi informerei anche alla luce del raddoppio dei costi!

  6. marco 28 maggio:

    la brebemi è una truffa per molti motivi:
    -non passa da bergamo,
    -non arriva a brescia (si ferma ad ospitaletto\travagliato proprio prima dell’imbuto bresciano quindi le colonne vs. bs ci saranno uguale)
    -non arriva a milano (quindi ibuto idem)
    -costa 3 volte di più di un’autostrada tedesca qualsiasi (e non ci sono gallerie è pressoche in piano)
    -chi semina strade raccoglie traffico,
    -non ha passato l’esame del VIA
    -ha un impatto sull’ambiente distruttivo (assieme alla tav)
    -chiede cave e discariche (anche quella della bonfadina) al territorio circostante
    - paga lo stato ma ci guadagnano i privati…

  7. Angelo Bergomi:

    Per quanto riguarda il consumo di sabbia e ghiaia relativo all’opera vorrei dare un contributo.
    All’epoca dell’approvazione del piano cave provinciale di Brescia (Novembre 2004) in Regione l’allora assessore alla Qualità dell’Ambiente Nicoli Cristiani prevedette nel piano tutta una serie di milioni di metri cubi fuori dal piano da ricavarsi attraverso cave di prestito, salvo poi dopo tirata di orecchie dalla provincia scrivere che le volumetrie del piano tenevano già conto di Brebemi e TAV, pompando ovviamente il totale di piano.
    Per farvi un’idea faccio presente che una delibera regionale fissa in 4 metri cubi a testa all’anno per abitante il “fabbisogno” procapite di una provincia.
    Per Brescia (prov. di 1 milione di abitanti) il piano avrebbe dovuto essere di 40 milioni di metri cubi e invece è stato di 68.200.000 mc. Bergamo, (1 milione di abitanti) ha licenziato un piano da 45 milioni di mc di cui 20 ereditati dal piano del decennio precedente con soli 25 milioni di mc “nuovi”.
    La prov. di Milano (3.8 milioni di abitanti) ha licenziato un piano cave di 40.000.000 di mc.
    Qualcuno si chiede dove va tutta la sabbia bresciana? Si rende conto che la filiera edilizia bresciana ne usa solo una parte minoritaria?

    Sulla ghiaia relativa alla Brebemi.
    Per una ragione che non mi sono mai spiegato la Regione non ha mai detratto i metri cubi ricavati dai tratti in trincea della Brebemi mentre erano da destinarsi intelligentemente alle massicciate della TAV che scorre parallela.
    Perchè? Semplice: in questo modo la sabbia-ghiaia estratta dalle zone in trincea della Brebemi sarebbero state vendute e si necessiterebbe di nuove cave per ricavare materiale da destinare alle massicciate della TAV, con costi di estrazione e trasporto esorbitanti. E intanto i cavatori si abbuffano.
    Sulla Bonfadina mi permetto di ricordare che lo scenario è anche peggio di quello delineato dal comunque puntuale Marco del 28 Maggio.
    La partenza delle infrastrutture dà adito alla Provincia di proporre un allargamento del piano cave a circa metà della sua vigenza con la “scusa” delle infrastrutture da realizzare.
    Ecco spiegato perchè nella scheda tecnica della Bonfadina venne approvato il volume estraibile nei 10 anni di vigenza del piano di 1.600.000 mc ma dei volumi di riserva di 2.300.000 mc.
    Perchè si dovrebbe stimare una riserva se non si ha intenzione di concederla in futuro?
    A intenditor poche parole.

  8. foia:

    Solo 880 mila euro?

    Credo che il costo dell’opera riportato nell’articolo sia sbagliato…

  9. Angelo Bergomi:

    Sono infatti 880 milioni di euro!
    Saluti.

  10. Mattia:

    Mi scuso con tutti i lettori. Grazie per aver notato l’imprecisione. In effetti sono 880 milioni.
    Scusate la disattenzione e buona lettura.

    Mattia
    Rovato.org

  11. ettore maranesi:

    @sangiorgese, marco 28 maggio, angelo bergomi

    devo complimentarmi con voi per le attente osservazioni sul caso e problema BRE.BE.MI., che mi da il destro per fare e porgere alcune considerazioni.

    è inutile che le nostre imprese facciano ingenti investimenti per aggiornare, modernizzare ed accelerare le produzioni, nella ricerca spasmodica di guadagnare tempo sui loro concorrenti, quando poi questo viene gettato nelle interminabili code che quotidianamente troviamo sulle nostre strade.

    percorrere i cento chilometri che dividono brescia da milano in un tempo che varia tra le due e tre ore con un costo chilometrico di sei centesimi di euro, trovo essere questo un traguardo da terzo mondo, dove lì i tempi di percorrenza sono dettati dalla pessima condizione delle strade, ma almeno non vi sono costi da sopportare.

    che in lombardia vi sia una urgentissima necessità di aggiornare la nostra rete stradale, pressocchè ancora simile a quella che i nostri nonni percorrevano con mezzi a trazione animale, è fuor di dubbio, in considerazione anche, che la regione di milano, come quella di barcellona, lione e stoccarda, sono indicate come le “locomotrici dell’economia europea”.

    forse è il caso, come del resto succede negli altri paesi nostri partner comunitari e come già ci avevano insegnato gli antichi romani, che prima si traccino i collegamenti per agevolare le comunicazioni e poi di conseguenza vengano scelti i luoghi per le urbanizzazioni, quindi, non esattamente il contrario di come abitualmente dal dopo guerra ad oggi avviene in italia.

    la necessità di una nuova arteria che unirà brescia a milano per alleviare dal traffico il medesimo tratto della quasi cittadina autostrada A4 è indispensabile, anche se il progetto BRE.BE.MI. è ricco di incongruenze, incominciando dal suo presidente, nonché presidente dell’unione agricoltori di brescia e della sua camera di commercio: dr. francesco bettoni.

    mi chiedo : come sarà possibile trovare il giusto equilibrio, in veste di presidente BRE.BE.MI, nel concedere gli appalti alle varie aziende che vi concorreranno (anche presidente della camera di commercio, industria, agricoltura e artigianato) ed espropriare le aree interessate agli agricoltori(anche presidente dell’unione agricoltori “confagricoltura” della provincia di brescia e regionale) ???

    questo sarà il grande compito che dovrà svolgere il dr. bettoni, che credo nemmeno lui sappia di quanti consigli di amministrazione di banche, aziende ed enti vari faccia parte.

    (proprio oggi ho dovuto versare il contributo obbligatorio alla camera di commercio per conto della mia piccola azienda agricola, senza che mai abbia avuto necessità di una sua consulenza : così va il nostro paese, l’importante è mantenere tutti questi organi di burocrazia e potere a dispetto di tutti coloro che quotidianamente combattono nel mercato del lavoro)

    molto apprezzabile ed attenta anche l’analisi del sig. bergomi, al quale chiedo quali sono gli organi di controllo del territorio che dovrebbero tutelare i posteri dai nostri scempi ?

    mi auguro, che l’ EU diventi presto unita non solo economicamente ma anche politicamente, affinché possa, perché no, anche imporci un modo di governare più attento alle varie e nuove problematiche, e che oggi vedo ben lontano dalle più moderne democrazie, nell’interesse dei nostri figli, nipoti e pronipoti.

    spero altresì che il dr. ciucci dell’anas non dimentichi la nuova strada della valle canonica, che su progetto più che trentennale ad oggi, anche se non confacente alle più elementari norme di sicurezza, non è stata ancora ultimata, nell’auspicio che questo non avvenga anche con la BRE.BE.MI.

  12. Angelo Bergomi:

    Ringrazio Maranesi per gli attestati di stima e provo a rispondere alle sue lecite domande a seguito del mio contributo sui quantitativi di ghiaia e sabbia.
    Perchè sia chiaro a tutti una volta per tutte: la volumetria estratta da Brebemi sul territorio di Rovato per via del tracciato in trincea è ben superiore ai quantitativi assegnati alla Bettoni spa sul terreno della Bonfadina, tanto per fare un paragone.
    Maranesi chiedeva giustamente chi fossero gli organi di controllo del territorio. Ve ne sono a diversi livelli:
    in primis ci dovrebbero essere i competenti settori regionali.
    Uso il condizionale perchè negli ultimi 3 anni ne ho viste troppe, pur non volendo fare il processo alle intenzioni.
    Mi spiego.
    A Ottobre la competente commissione europea dichiarò illegittimo che dal 1998 nessuna cava in provincia di Brescia, seppur superiore ai 20 ettari non fosse mai stata sottoposta a Valutazione di Impatto Ambientale.
    Apriti o cielo! Le associazioni di categoria piombarono in Regione, finirono sui giornali per una settimana e arrivarono fino al TG3 regionale. Meno di un mese dopo una ormai famosa Delibera di Giunta Regionale modificava il testo della legge Regionale competente che consente ai cavatori di aggirare abbastanza agevolmente l’ostacolo della VIA, demandando addirittura non al competente ufficio VIA ma ad un altro ufficio (!!!) la verifica preliminare di assoggettabilità a VIA delle cave lombarde e quindi anche bresciane.
    Vorrei che fosse chiara la gravità di quanto ho detto. In meno di un mese è stata modificata una parte della legge per salvare capra e cavoli: ossia permettere ai cavatori di continuare a cavare ma nella maggioranza dei casi ovviare alla Valutazione di Impatto Ambientale.

    Ritornando alla Brebemi i medesimi uffici sono chiamati a fornire tutele in questo senso. Tutele che in altri episodi ormai famosi per chi è del settore gridano vendetta. Leggasi cava Crodello di Pontoglio.
    A fronte di progetti in taluni tratti assolutamente incompatibili tra ferrovia e Brebemi, vorrei essere sicuro che le opere non venissero bloccate per questioni meramente tecniche.
    Vi ricordo ad esempio che il tracciato dell’Alta Capacità (che non è la TAV per chi non lo sapesse) passa nel territorio di Cazzago S.M. su aree di pertinenza dell’ATEg14 (Cava Macogna) dove il piano cave ha consentito escavazioni fino a 30 metri di profondità. Alla Regione è sfuggito anche questo “piccolo” dettaglio? Permette escavazioni su terreni ipotecati dal passaggio di una ferrovia? E che prevede? Strada ferrata a 50 metri dal fondo cava? E con che piloni?
    Caro Maranesi, di fronte alla richiesta legittima di una viabilità sostenibile, sicura e veloce non posso chiudere gli occhi su obbrobriose approvazioni fornite da coloro che invece dovrebbero essere strumenti di tutela per tutti.

    Cordialmente, Angelo Bergomi.

  13. ettore maranesi:

    sono a ringraziarla per aver trovato il tempo di darmi anche questo ulteriore chiarimento in riferimento al progetto della BRE.BE.MI., dimostrazione della sempre sua più attenta partecipazione all’interesse e in difesa del patrimonio naturalistico e paesaggistico locale.
    le giungano i miei complimenti e apprezzamenti per quanto sta facendo e adoperando per la causa, con il mio più vivo sostegno e sincera partecipazione.
    con l’attenzione di sempre, le porgo i miei più cordiali saluti

  14. ettore maranesi:

    chiedo scusa. il mio precedente post era indirizzato al sig. angelo bergomi

  15. Angelo Bergomi:

    La ringrazio per le belle parole e spero che anche altri rovatesi si rendano conto che l’attenzione al territorio non è un discorso da buontemponi. A qualcuno dà fastidio sentirsi snocciolare i dati di volumetrie e tornaconti economici che nell’interesse di qualche privato troppo spesso vengono elargiti a danno dell’intera comunità.
    Maggiore fastidio sorge anche quando si riportano le cronache di come siano andate certe conferenze dei servizi o commissioni consigliari in Provincia e Regione su questi temi.
    Faccio un esempio.
    A seguito dell’approvazione in Regione del Piano Cave (e quindi anche della Bonfadina), riuscii a far pubblicare dal Giornale di Brescia con fatica una lettera al direttore in cui con nomi e cognomi ricordai cosa dissero certi consiglieri e poi cosa votarono invece in aula.
    Mi ricordo che il volantino che distribuimmo in quelle settimane con il sunto della lettera andò a ruba. In 3 persone ne distribuimmo più di 3mila in poche ore.
    Piccolo episodio per dire che è inutile indignarsi a danno avvenuto quando per mesi (o anni) coloro che si vedeva come dei buontemponi non si erano stancati di segnalare certe cose. Di fronte a dati e informazione si abbia almeno il buonsenso di valutare.
    Comuqnue ancora grazie.
    Angelo

  16. giancarlo:

    la storia della cava Crodello di Pontoglio è un esempio della mancanza di senso di responsabilitò di funzionari e politici.
    la cava di prestito dove fornire ghiaia per la massicciata di una strada delle Valseriana (distante oltre quaranta) lunga 10 chilometri e larga dieci con un buon 30% di percorso in galleria
    un calcolo di volume fatto da un bambino delle elementari dimmostrava che ad esagerare sarebebro bastati 100.000 metri cubi, derivanti dal calcolo semplicissimo 10.000 metri di lunghezza lineare per 10 di larghezza fa apunto 100.000, e ipotizzando un sottofondo alto un metro per tutta la lunghezza (anche nelle gallerie dove non serviva) si arrivava appunto a 100.000 metri cubi: ebbene la lettera firmata dal competente ufficio regionale dichiarava che il fabbisogno era di 980.000 metri cubi, e questa cifra venen difesa anche dall’assessore regionale competente Franco Nicoli Cristiani e dall’ex sindaco comunista di Villachiara (convertito a Forza Italia) che dirigeva l’operazione per conto della ditta Cavalleri il cui titolare finì in carcere dopo l’intervento della magistratura
    Nessuno dei funzionari ha pagato, l’assessore è rimasto in giunta con deleghe cambiate, ora è al commercio
    la brebemi costa quanto una ferrovia diretta nuova di zecca a quattro binari in grado di far viaggiare un convoglio ogni cinque minuti e di collegare Brescia con Milano in meno di 50 minuti quando va piano: secondo un ingegnere ferroviario il costo al chilometro di una ferrovia, progetto, espropri, impianti, binari e treni costta meno di 15 milioni di euro al km: la distanza tra Milano e Brescia è di circa 50 chilometri e il conto è presto fatto
    per bloccare la Brebemi che arricchirà i soliti noti, poltici e imprenditori a loro subalterni o viceversa, occorre che tutti sappiano e che tutti si muovano anche in considerazione del fatto che l’inquinamento da traffico e il tempo perso su strade e autostrade son intollerabili e u na nuova autostrada avrà come effetto prorpio l’aumento del traffico su gomma

  17. neskens:

    l’anas dovrebbe puntare a mettere a posto le vergognose strade che gestusce, fra le cause principali dei sinistri, altro che l’alcool (a dispetto dei deliri mediatici solo il 2% dei sinistri, dati istat, sono dovuti al bere).
    Cominciamo a ripensare ad una nuova politica dei trasporti, ci si riempie la bocca sulla riduzione degli sprechi e dell’inquinamento, puntiamo sul trasporto pubblico (rete ferroviaria e rete bus da ampliare esviluppare), sistemiamo le strade che ci sono.
    Sta brebemi è la solita fonte di bustine.. altro che tangentopoli..

  18. giancarlo:

    sono d’accordo e sostengo i treni da sempre ma quanto al 2% degli incidenti provocati da alcol e stupefacenti, avendo seguito quanto avviene in Italia e in Europa posso solo farti notare che l’organismo europeo che si occupa degli incidenti stradli con lo scopo di suggerire politiche per ridurre mortalità e lesioni si è riunito a Roma a maggio dichirando chei dati italiani su abuso di alcol e stupefacenti al volante non sono attendibili perchè non vengono raccolti con modalità precise e non vengono così inclusi una serie di incidenti mortali per manacta documentazione, anche quando è evidente che la spiegazione è proprio quella di alcol e droghe

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