La casa del futuro, se vogliamo avere un futuro
Nel 1973 l’Italia venne scombussolata dal prezzo della benzina, che di colpo schizzò in alto. Era il periodo dell’ “austerity”, delle domeniche a piedi non perché l’inquinamento fosse troppo elevato ma perché la benzina costava troppo cara. In quei giorni gli italiani erano indaffarati nel cercare i metodi migliori per risparmiare energia, di qualunque tipo, da quella elettrica al metano. La corsa al risparmio si interruppe però col ritorno a prezzi bassi dei barili di greggio e non ci occupò più di tanto da allora alla quantità di energia che veniva utilizzata dalle famiglie e dalle industrie italiane.
Sono passati più di 30 anni, e sembra che ora ci si muova di nuovo nella stessa direzione di allora, consapevoli, in parte, di aver fatto trascorrere tutto questo tempo senza quasi nessun miglioramento. E con la differenza che ora il problema energetico non è più dovuto ad un momentaneo “collasso” del sistema produttivo mondiale, ma anzi è una questione strutturale, destinata ad imporsi in maniera sempre più perentoria.
Da qualche anno così ingegneri, fisici e chimici si stanno prodigando nel trovare alcuni metodi che consentano all’uomo (occidentale) di mantenere standards di vita elevati esattamente come quelli odierni, senza però incidere sulle riserve energetiche e di materie prime e senza immettere nell’atmosfera eccessive quantità di sostanze tali da alterare gli equilibri naturali.
In quest’ottica in Inghilterra, nei sobborghi di Londra è nato Bedzed, ossia Beddington Zero Energy Development, una comunità “a sviluppo energetico zero”, ossia alimentata interamente da fonti energetiche rinnovabili e sostenibili. Le case specialmente hanno necessitato di una profonda opera di progettazione, ma il risultato è assai soddisfacente. Ecco alcuni accorgimenti che hanno permesso all’architetto Bill Dunster di progettare la “eco-house”:
Isolamento del tetto: è l’intervento più semplice. Permette, tramite l’uso di materiali comuni come la lana di roccia e la fibra di vetro, un risparmio anche del 35% dell’energia utilizzata per il riscaldamento.
Doppi vetri: alcune tipologie di vetri permettono e facilitano la diffusione di luce che proviene dall’esterno, isolando al contempo l’ambiente interno alla casa e permettendo un risparmio energetico fino al 10%.
Isolamento dei muri: può essere fatto all’interno , all’esterno o anche nell’intercapedine tra le pareti e il risparmio stimato arriva fino al 20%.
Pannelli solari: a seconda del clima, del soleggiamento e della stagione si è calcolato che un metro quadrato di pannelli solari può scaldare a 45-60 gradi una quantità d’acqua compresa fra i 40 e i 300 litri al giorno
Pannelli fotovoltaici: realizzati in silicio (punto dolente), trasformano la luce solare in energia elettrica. Si è calcolato che ogni Kwh prodotto permette di evitare l’emissione di circa mezzo chilo di Co2.
Microturbina: si tratta di una pala di circa 2 metri di altezza e 1,5 metri di larghezza che, sfruttando il vento, produce elettricità, che viene poi immagazzinata in una batteria. Il costo d’installazione è relativamente basso se si considera che ciò permetterebbe un taglio fino al 30% della bolletta.
A questi accorgimenti se ne aggiungono altri come speciali rubinetti per lavandini e docce che riducono la quantità d’acqua senza variare la resa che essa permette; sono stati pensati anche serbatoi per l’acqua piovana da utilizzare come riserva per gli scarichi dei bagni; gli stessi scarichi dotati di un regolatore d’intensità di acqua a seconda dell’utilizzo per ogni singolo scarico.
Anche la spesa sarà più “eco-compatibile”: inviando tramite mail l’elenco dei nostri acquisti (che verranno recapitati a casa da una specie di corriere) ciascuno non dovrà più prendere la propria auto e recarsi al supermarket, con conseguente risparmio di sostanze nocive immesse nell’ambiente.
Lampadine fluorescenti, raccolta differenziata e simili sono già stati dati per scontato ovviamente.
Il Governo Brown si è già espresso in maniera piuttosto entusiastica al riguardo, tanto che, lo stesso leader laburista ha intenzione di costruire 3 milioni di abitazioni dello stesso tipo in 5 anni.
Lo sforzo sarà di sicuro ragguardevole, ma per un mondo meno inquinato e più vivibile ne vale la pena.

















Agosto 14th, 2007 alle 5:28 pm
La questione dei filtri ai rubinetti è storia vecchia (ovviamente sempre attuale il loro uso) le “municipalizzate emiliane” da qualche anno li distribuiscono gratis ai cittadini, e da noi ?
Ma si sa abbiamo una spa !
Fotovoltaico, a parte la discussione sul fatto che la costruzione del pannello inquina di più dell’energia che produce in 20 anni.
L’ufficio entrate ha pensato bene che chi produce energia (il privato ) vendendola al gestore (enel) debba dichiarare irpef il reddito (ancorchè redditi diversi) per cui se già inquini perchè hai comprato un pannello fotovoltaico, però il gestore ti paga la corrente che produci di più di quel che tu paghi all’enel quella che consumi, ma poi lo stato ancora ti tassa il reddito!!!!!!!
Soluzione alternativa !
se io produco di più di ciò che consumo posso regalarlo al gestore “gratis”.
Scusate ma a queste condizioni a chi viene voglia di installare il fotovoltaico.
Aggiungasi che stanno uscendo pannelli di nuova tipologia con costi di produzione inferiori dell’80% e senza uso di silicio.
Aggiungiamo anche e lo avevo già scritto tempo fà che tra 4 mesi il prezzo rimborsato per la cessione di energia al gestore si ridurrà di un 2%, e così via per ogni anno a seguire.
Ma non era in qualche programma elettorale creare una specie di ufficio di consulenza ?
Agosto 14th, 2007 alle 6:52 pm
Ho sentito anch’io vari amici parlar male del fotovoltaico ma non mi sono mai davvero documento al riguardo.. la possibilità di scaldare l’acqua però è davvero economica ed efficace
Penso che se qualcuno facess un sunto della giungla di incentivi/sgrvi/conytibuti vari di cui si può usufruire già non sarebbe affatto male
Agosto 14th, 2007 alle 9:33 pm
e secondo te chi dovrebbe fare questo sunto ?
la politica (intesa come amministrazione locale) ?
i privati (inteso come cogeme ) ?
il cittadino (inteso come me e te) ?
chiedo ancora, non era previsto uno sportello energia in qualche programma elettorale ?
avevo proposto alcuni argomenti (sempre in campagna elettorale) inquinamento (centraline) viabilità servizi ambiente urbanistica (acquedotto in eternit) etc, che fine a fatto il fervente dibattito in questo blog, di due mesi fa sugli sviluppi di Rovato ?
spero che almeno Angelo Bergomi che so sensibile a questi argomenti batta un colpo, faccia sapere come si sta operando verso queste tematiche, per carità il traliccio sta male è brutto ma la qualità della vita a Rovato non dipende da quello.
Agosto 15th, 2007 alle 9:11 am
sono di ritorno ma scappo subito. intervengo solo per dire che l’amministrazione si impegnerà e si sta impegnando a garnatire informazioni e incentivi per le energie alternative. quello dello sportello potrebbe essere un modo, sicuramente il più diretto al cittadino. comunque è una questione che va studiata a fondo e non può essere affrontata con superficialità o fretta, per cui il mio impegno sarà dare più informazioni possibili sullo sviluppo di questo tema
Agosto 15th, 2007 alle 9:20 am
Sig. Braghini: cosa volete fare esattamente?
Agosto 15th, 2007 alle 9:33 am
quello che abbiamo intenzione di fare l’abbiamo esposto anche in campagna elettorale, semplicemente incentivare l’utilizzo dell’energia alternativa attraverso un’opera di informazione su tutto il territorio (chiamiamola sensibilizzazione?) e anche incentivi economici. innanzi tutto credo sia necessario dare il buon esempio per cui sugli edifici comunali di prossima costruzione (mi viene in mente la caserma della guardia di finanza, le scuole elementari nuove….) installazione di queste tecnologie che funzionano. risparmio energetico vuol dire anche risparmio di denaro…certo, come tutte le cose, niente è gratis, un investimento ben fatto può però portare a risparmi importanti sulle bollette del metano e della corrente.
torno a ripetere che l’idea dello sportello energia non è per niente male…
Agosto 15th, 2007 alle 9:44 am
Ciao a tutti,
ringrazio Luigi per la puntualizzazione e visto che l’argomento è molto interessante vi dico che:
- all’agenzia delle entrate si potevano trovare degli opuscoli circa sgravi fiscali di vario tipo per vari tipi di installazioni
- oggi su slashdot c’è un intervista a Woziniak, fondatore di Apple con Steve Jobs che parla di case ad alta efficienza energetica (anche se bisognerebbe capire bene cosa intendono molti americani per efficienza energetica)
http://www.ecnmag.com/article......on=effzone
- per concludere qui: http://www.treehugger.com/ si possono trovare sempre un sacco di cose interessanti inerenti ai problemi energetici, ecologia ecc…
Buon ferragosto a tutti
Agosto 15th, 2007 alle 2:54 pm
@ alla cortese attenzione del sig. Luigi Braghini
mi permetto segnalarLe alcuni siti attinenti all’oggetto:
www.expost.it
www.michaeltribus.com
www.fast.mi.it
www.passifhaus.de
www.passivhaus.de
www.passiv.de
www.igpassivhaus.at
www.maison-passive.be
www.lamaisonpassive.fr
www.oekoaderessen.de
la provincia di bolzano è certamente la più attiva in Italia nella ricerca dell’energia pulita e la tutela del territorio, e l’ente fiera della città, se non erro, offre una manifestaqzione annuale sull’argomento,mentre la splendida città universitaria di Friburgo in Germania, è considerata la più attenta e organizzata d’Europa, nella produzione di energia pulita a difesa dell’ambiente.
come cittadino sarei veramente e finalmente felice vedere anche la nostra amministrazione confrontarsi con altre città d’Europa.
ringraziandoLa per la sempre Sua attenta partecipazione a questo blog, colgo l’occasione per augurarLe buon ferragosto e buon lavoro
Agosto 15th, 2007 alle 2:58 pm
segnalo un mio errore di battuta al decimo sito indicato
errata corrige:
www.oekoadressen.de
Agosto 15th, 2007 alle 6:29 pm
Da sempre Bolzano e paesi della zona sono all’avanguardia segnalo anche che Bolzano ha abolito windows ed è passato a linux nella pubblica amministrazione come nelle scuole, ottenendo risparmi sule licenze “non da poco” ricordo anche che c’è una società (pubblico/privata) come Cogeme informatica che potrebbe forse effettuare il passaggio per i comuni ad altri sistemi, tanto ormai gli standard di archiviazione dei dati (ad es. xml) permettono in breve tempo di leggere i dati stessi con piattaforme e sistemi operativi diversi tra loro. Questo se non si vuol parlare dei nuovi processori (intel duo ad es.) che permette direttamente il colloquio tra due/tre sistemi opertivi diversi.
Quanto al risparmio energetico nei nuovi plessi scolastici, o caserme, dico che questi si, vanno visti con calma, proprio tenendo conto delle contestazioni scientifiche (e non approsimative) sul consumo energetico necessario alla loro costruzione che supera abbondantemente il risparmio di energia.
Ma c’è altro ad es. il biogas che esce dalla discarica di rovato (poco ma inutile bruciarlo) oggi ci sono motori (stirling) inventati nel “1850″ che tramite quel gas possono produrre con un’ottima resa (la maggiore fino ad oggi) energia elettrica, ovviamente non conosco le quantità disponibili di gas ed il loro utilizzo ma se ci fosse lo spazio io un piccolo centro di ricerca sulle energie rinnovabili.
Forse sono soluzioni già adottate e non conosciute, gradirei saper qualche cosa in merito…..
Che soddisfazione sarebbe sapere che c’è una società pubblica veramente attenta all’ecologia e quindi al risparmio (in senso lato) ?!?!?
Sapete che in italia stanno nascendo piccole società di privati che producono energia e la rivenderanno al gestore !
Ancora una provocazione e se sul monte anzichè un traliccio ci fosse una pala eolica che direste ?
Agosto 15th, 2007 alle 8:30 pm
Proprio oggi è stato annunciato (e poi deciderà l’autority) che energia elettrica e gas metano aumenteranno dall’autunno tra un 2 e un 3 %.
Avete mai provato a chiedere all’enel, che nel suo sito si vanta di dare anche assistenza tecnica per il fotovoltaico, di darvi una mano ?
beh io almeno 2 volte via internet e due volte via telefono (n° verde) ebbene dopo 3 mesi nessuna risposta…
facciamo le leggi e poi nessuno si preoccupa di farle funzionare, la verità è che non c’è interesse da parte di aziende (pseudo pubbliche o pubblic company come si preferisce chiamarle oggi) a incontrare il cittadino, meglio guadagnare e fare profitto e a tale proposito (forse è un pò OT) vi invito a leggere quanto persino famiglia cristiana dice
http://www.stpauls.it/fc/0733fc/0733fc27.htm
sulla attuale economia di “mercato”, di spreco, di consumismo sfrenato e quindi alla fine se ci pensate bene anche di consumo energetico (che è il propellente del consumismo).
e dopo famiglia cristiana, quanto detto dal Papa oggi stesso.
ancora una proposta:
il mercato dell’energia elettrica per le partite iva è libero ((si fà per dire)) e in vendita a prezzo piu o meno uguale a quello di normale mercato c’è in vendita energia elettrica verde “certificata”.
Vuol dire che la corrente che avete è stata generata con sistemi alternativi a carbone - gas etc, quindi prodotta con sistemi non inquinanti.
Perchè il comune di Rovato e le sue strutture (scuole etc) non acquistano questa energia verde ? forse è già cosi ? se cosi fosse sarebbe un buon gesto con una notevole valenza politica non dite ?
che ne dice dell’idea luigi braghini ? si può portare avanti ?
Agosto 15th, 2007 alle 10:40 pm
belli i siti proposti da giovanni ed ettore anche se le lingue non sono proprio il mio forte (penso che questo vada bene uguale http://it.wikipedia.org/wiki/Casa_passiva)… per quanto riguarda l’energia verde certificata mi sembra molto inferiore come proposta al portare una quasi indipendenza personale per quanto riguarda la produzione di energia
Chi fa dei paragoni con la provincia di bolzano è come se confrontasse milano con tunisi… senza offesa per nessuno
Agosto 16th, 2007 alle 9:02 am
mi intrometto nella disucssione per segnalare che LA provincia di Bolzano come qauasi tutto i ìl trentino vien preso spesso ad esempio, e onestamente è vero , ma nn dimentichiamoci che vivono in regime di statuto speciale e hanno grossi sgravi fiscali ed entrate dal governo centrale che gli permette di ricercare, e sviluppare in diversi settori compreso quello dell’energia.
per quanto riguarda lo sportello energia citato da MArco Mazza è sicuramente un ottima idea, ma come sottolineato dallo stesso MAzza era in qualche programma elettorale e crdeo che nn possa essere dimenticato o messo in stand by dovrebbe avere una priorità abbastanza importante.
io viaggio spesso per lavoro e nn. dio recente sono stato in Africa e l’acqua calda nella maggior parte degli edifici ( ex inglesi o in stile inglese ) viene fata per mezo di pannelli solari molto vecchi , ma efficienti.
Agosto 16th, 2007 alle 4:36 pm
Contributo per chiarire la situazione nel campo del risparmio energetico:
parte 1
La legge finanziaria 2007, ha previsto per i contribuenti, una detrazione dall’Irpef del 55% , da ripartire in 3 quote annuali di pari importo, per le spese effettuate entro il 31 dicembre 2007 per interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti e per la costruzione di nuovi edifici ad alta efficienza energetica.
Possono usufruire della detrazione le persone fisiche, gli enti, le imprese, per le spese effettuate su edifici o parti di edifici o su unità immobiliari di qualsiasi categoria catastale.
Per tutti gli interventi possono essere detratte le spese per le prestazioni professionali necessarie alla loro realizzazione, compresa la redazione dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica e l’asseverazione.
Gli interventi su edifici esistenti ammessi alla detrazione sono:
· interventi sull’involucro edilizio, cioè sulle murature esterne e le finestre che delimitano la parte riscaldata dell’edifico dall’esterno o
da vani non riscaldati;
· interventi di riqualificazione energetica complessiva dell’edificio;
· installazione di pannelli solari per produzione di acqua calda;
· interventi di sostituzione completa o parziale di impianti di riscaldamento con impianti dotati di caldaie a condensazione.
Per quanto riguarda le strutture orizzontali, ovvero pavimenti e coperture, nella finanziaria sono previste detrazioni analoghe a quelle delle strutture verticali, rispettando limiti ovviamente diversi. Si è ancora in attesa di un decreto attuativo al riguardo. È ragionevole ipotizzare che saranno definite norme analoghe a quelle delle pareti verticali ma con diversi valori di trasmittanza da rispettare.
Queste detrazioni fiscali non sono cumulabili con le detrazioni del 36% previste per la manutenzione straordinaria delle abitazioni né con altre agevolazioni fiscali nazionali. Sono però compatibili con la richiesta di titoli di efficienza energetica (certificati bianchi) di cui al Dl del 24 luglio 2004 del Ministero delle Attività Produttive di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, e con eventuali specifici incentivi disposti da Regioni, Province e Comuni.
Agosto 16th, 2007 alle 4:40 pm
parte 2
Cosa fare per poter usufruire della detrazione
· Richiedere ad un tecnico abilitato la certificazione energetica (ai sensi del Dl 192/2005) o l’attestato di qualificazione energetica conforme all’allegato A del Dl 19/2/2007.
Entrambi devono essere redatti al termine dei lavori, e comunque non oltre il 29 febbraio 2008 da un tecnico abilitato; nel caso di attestato di qualificazione energetica, questi può essere anche il progettista dell’edificio o il direttore dei lavori.
· Richiedere ad un tecnico abilitato l’asseverazione che attesti che l’intervento risponda ai requisiti tecnici richiesti. Questa può essere compresa in quella del direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate. e può essere unica se, per uno stesso edificio o unità immobiliare, viene effettuato più di un intervento, che possa usufruire della detrazione fiscale.
· Effettuare i pagamenti, tramite bonifico postale o bancario, da cui risulti la causale del versamento, il Codice Fiscale del beneficiario della detrazione, la partita IVA o il Codice Fiscale del soggetto a cui il versamento è destinato.
· Compilare la scheda informativa relativa agli interventi realizzati conforme all’allegato E del Dl del 19/2/2007.
· Trasmettere all’ENEA, entro 60 giorni dalla fine dei lavori, e comunque non oltre il 29 febbraio 2008, i seguenti documenti, necessari per qualunque tipo di intervento:
➜ copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica;
➜ copia della scheda informativa (allegato E del Dl del 19/2/2007) per il monitoraggio dei risultati delle misure di incentivazione previste dalla finanziaria.
Questa documentazione può essere trasmessa utilizzando il sito www.acs.enea.it, che rilascerà ricevuta informatica, o tramite raccomandata con ricevuta semplice, a:
ENEA, Dipartimento Ambiente, Cambiamenti Globali e Sviluppo Sostenibile, via Anguillarese, 301 - 00060 S. Maria di Galeria - RM, specificando come riferimento “Finanziaria 2007 riqualificazione energetica”.
· Conservare ed eventualmente esibire, a richiesta della Amministrazione Finanziaria, tutta la documentazione, le fatture o le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute; se gli interventi sono effettuati su parti comuni degli edifici, va conservata ed esibita anche copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese; se i lavori sono effettuati dal detentore dell’immobile, infine, va conservata la dichiarazione del consenso ai lavori da parte del possessore.
Agosto 16th, 2007 alle 4:41 pm
parte 3
Con l’entrata in vigore del Dlgs 311/2006, le decisioni condominiali possono essere adottate a maggioranza semplice se esiste un attestato di certificazione o una diagnosi energetica, che individui gli interventi da fare e ne attesti i risultati in termini di contenimento del fabbisogno energetico.
Agosto 16th, 2007 alle 4:51 pm
Ringrazio a nome di tutti i nostri lettori per la spiegazione precisa e dettagliata
Agosto 16th, 2007 alle 4:52 pm
Gli interventi ammessi
· Interventi di riqualificazione energetica. Riguardano l’immobile nel suo complesso. La condizione per cui sia detraibile dall’Irpef il 55% delle spese è che siano migliorate le prestazioni energetiche dell’immobile. In particolare l’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale sia inferiore almeno del 20% rispetto ai valori fissati nell’ allegato C del decreto del 19 febbraio 2007.
Per questi interventi è permessa una detrazione massima di 100.000 €, pari a una spesa di 181.818,20 €.
La prestazione energetica di un edificio è la quantità di energia annua necessaria all’edificio, nell’ipotesi di un utilizzo standard dello stesso, per i bisogni connessi alla climatizzazione (invernale ed estiva), la produzione di acqua calda sanitaria, la ventilazione e l’illuminazione.
· Interventi sull’involucro edilizio. Le condizioni affinché sia detraibile dall’irpef il 55% delle spese sono che dopo l’intervento siano ridotte le dispersioni termiche attraverso le murature esterne e le finestre.
La trasmittanza termica è il flusso di calore che passa attraverso una parete per metro quadro di superficie della parete stessa e per grado K di differenza tra la temperatura interna ad un locale e la temperatura esterna o del locale attiguo.
Le spese ammesse sono quelle che riguardano: la fornitura e la messa in opera del materiale coibente e di materiali ordinari per il miglioramento delle caratteristiche termiche delle pareti esistenti; la demolizione e la ricostruzione dell’elemento; la sostituzione completa della vecchia finestra con una nuova, comprensiva di infisso; il miglioramento dei componenti vetrati esistenti con integrazioni e sostituzioni.
Nel caso della sola sostituzione di finestre comprensive di infissi, l’asseverazione può essere sostituita da una certificazione del produttore di detti elementi, che attesti il rispetto dei requisiti richiesti.
Per questi interventi è possibile detrarre al massimo 60.000 €, corrispondenti ad una spesa di 109.090,90 €.
· Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per il fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università. Le spese ammesse riguardano la fornitura e la posa in opera delle apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche e elettroniche, delle opere idrauliche e murarie per la realizzazione di impianti solari termici, anche integrati con impianti di riscaldamento. In questo caso l’asseverazione deve attestare il rispetto dei seguenti requisiti:
➜ che i pannelli solari e i bollitori impiegati sono garantiti per almeno cinque anni;
➜ che gli accessori e i componenti elettrici ed elettronici sono garantiti almeno due anni;
➜ che i pannelli solari dispongono di una certificazione di qualità conforme alle norme UNI 12975, rilasciata da un laboratorio accreditato;
➜ che l’installazione dell’impianto è stata eseguita in conformità ai manuali di installazione dei principali componenti.
Per questi interventi è possibile detrarre al massimo 60.000 €,
corrispondenti ad una spesa di 109.090,90 €.
· Interventi sugli impianti di riscaldamento. Riguardano la sostituzione completa o parziale di impianti di riscaldamento con impianti dotati di caldaie a condensazione e messa a punto del sistema di distribuzione. Le spese ammesse riguardano lo smontaggio e la dismissione parziale o totale dell’impianto di riscaldamento esistente, la fornitura e la posa in opera delle apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche e elettroniche, delle opere idrauliche e murarie per la sostituzione dell’impianto con uno dotato di caldaia a condensazione; sono comprese anche le spese per la messa a punto della rete di distribuzione, per i sistemi di trattamento dell’acqua, per i dispositivi di controllo e regolazione e per i sistemi di emissione.
Le stesse detrazioni spettano, sempre che venga installata una caldaia a condensazione, anche per la trasformazione:
- degli impianti individuali autonomi in impianti di riscaldamento centralizzato con contabilizzazione del calore;
-degli impianti centralizzati per rendere applicabile la contabilizzazione del calore.
La detrazione fiscale è esclusa in caso di trasformazione da riscaldamento centralizzato ad impianti individuali autonomi.
In questi casi l’asseverazione del tecnico deve attestare il rispetto dei seguenti requisiti:
➜ Sono installati generatori di calore a condensazione con un rendimento termico utile, a carico, pari al 100% della potenza termica utile nominale, maggiore o uguale a 93+2LogPn, dove Log Pn è il logaritmo in base 10 della potenza utile nominale del singolo generatore, espressa in kW, e dove per valori di Pn maggiori di 400 kW si applica il limite massimo corrispondente a 400 kW;
➜ Sono installate valvole termostatiche a bassa inerzia termica (o altra regolazione di tipo modulante agente sulla portata) su tutti i corpi scaldanti ad eccezione degli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati con temperature medie del fluido termovettore inferiori a 45°C.
Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, con impianti aventi potenza nominale del focolare
maggiore o uguale a 100kW, oltre al rispetto di quanto sopra, l’asseverazione deve specificare:
➜ che è stato adottato un bruciatore di tipo modulante;
➜ che la regolazione climatica agisce direttamente sul bruciatore;
➜ che è stata installata una pompa di dipo elettronico a giri variabili.
Adempimenti semplificati per la sostituzione di caldaiette individuali.
Nel caso di sostituzione di caldaie autonome tradizionali con caldaie a condensazione di potenza nominale del focolare inferiore a 100kW, l’asseverazione può essere sostituita da una certificazione dei produttori delle caldaie a condensazione e delle valvole termostatiche a bassa inerzia termica, che attesti il rispetto dei medesimi requisiti. Comunuque è necessario richiedere l’attestato di qualificazione energetica.
Per questi interventi è possibile detrarre al massimo 30.000 €, corrispondenti ad una spesa di 54.545,45 €.
Testi forniti dell’Enea e riguardanti solo gli edifici esistenti
Agosto 16th, 2007 alle 4:56 pm
la novità a parte ovviamente i dettagli tecnici è che la detrazione si può applicare spedendo il tutto via internet e il delegato dallo stato a raccogliere il tutto è appunto l’ ENEA.
Tralascio le spiegazioni per i nuovi edifici in quanto normalmente si presuppone che il tutto sia seguito da un tecnico qualificato.
Agosto 16th, 2007 alle 5:04 pm
Scegliere un frigorifero o un congelatore significa spesso destreggiarsi tra marche, caratteristiche e preferenze. Oggi, però, significa soprattutto considerare i consumi, la manutenzione, il modo migliore per utilizzarli.
La legge 296/2006, in altre parole la finanziaria 2007, ci aiuta nella scelta consentendo una detrazione Irpef del 20% per la sostituzione dei vecchi frigoriferi e congelatori con altri apparecchi di classe energetica non inferiore ad A+.
Scegli oggi e risparmia domani
La detrazione, che prevede un tetto massimo di 200 euro, potrà comprendere, oltre al costo del nuovo elettrodomestico, le spese di trasporto e quelle di smaltimento del vecchio apparecchio.
Per accedere alle agevolazioni occorrerà conservare:
➜ la documentazione attestante l’acquisto effettuato, ossia la fattura o lo scontrino (c.d. “parlante”) in cui compaiano i dati dell’acquirente, la data d’acquisto e la classe energetica, non inferiore ad A+, dell’apparecchio acquistato;
➜ un’autocertificazione appositamente redatta, in cui risulti la tipologia dell’elettrodomestico sostituito (frigorifero, congelatore, ecc.), e le modalità utilizzate per lo smaltimento, con l’indicazione dell’impresa che se ne è occupata.
Non è importante il sistema di pagamento scelto: il frigocongelatore può essere acquistato a rate o in qualunque altra modalità.
La detrazione sarà calcolata in un’unica rata nella dichiarazione dei redditi 2008, e vale per frigoriferi e congelatori o loro combinazioni di classe A+ o A++.
Bisogna fare attenzione che il comma 353 della legge n. 296 del 2006 parla di sostituzione e non di un primo acquisto; l’Agenzia delle Entrate, infatti, accetterà la detrazione del 20%, solo per gli apparecchi di classe non inferiore ad A+, che vadano a sostituire vecchi modelli.
Per poter usufruire del beneficio fiscale l’acquisto va effettuato dal 01/01/2007 al 31/12/2007.
Agosto 16th, 2007 alle 5:32 pm
x braghini
La mia non è polemica ma un contributo e questa pubblicata è una parte di ciò che potrebbe fare uno sportello energia, senza grandi studi approfonditi, non pensiamo sempre troppo in grande perchè rischiamo di perderci e non fare più niente.
Le leggi ci sono, gli strumenti anche, serve solo la volontà di iniziare a farli funzionare.
Per esempio basterebbe chiedere all’ ENEA i depliant (gratuiti) e distribuirli ai cittadini, costo totale dell’operazione pressochè 0,00 €.
Il motivo per cui grandi aziende energetiche (non le chiamerei pubbliche, ne multiutility) non si interessano al piccolo risparmio energetico è che non c’è businness, il mercato è troppo di nicchia per essere interessante.
Il singolo cittadino non è economicamente apprezzabile, meglio la legge dei grandi numeri e allora via di scalata in scalata di fusione in fusione, e sempre attenti ai bilanci.
Una volta (molti anni fà) si diceva che le municipalizzate non dovevano chiudere in utile (ma al massimo in pareggio) proprio per la loro caratteristica di fornire servizi.
Oggi si è trovato il modo con formule societarie (le più fantasiose e strane) di abbandonare questo concetto e di passare all’utile in modo talmente soft che nessuno si è quasi accorto della trasformazione.
Una “s.p.a.” è sempre una “s.p.a.” con tanto di bilanci utili etc..
Tra le attuali società ad esempio ASM (per non citarne altre) la verità è che è per metà privata, e non vi è alcuna differenza con la fiat o altro, persino la fondazione ce l’hanno entrambe.
In questa situazione il frigorifero o il diffusore al rubinetto della signora maria non sono di nessuna importanza.
Si qualche volta si fanno pubblicazioni, studi, piccole ricerche, ma sono solo di facciata……per pubbliche relazioni, tanto per far vedere……
Agosto 17th, 2007 alle 2:28 pm
Esce in queste ore un quadro desolante per l’inquinamento.
Nel 2004 in Italia sono state emessi nell’atmosfera oltre 384 milioni di tonnellate di anidride carbonica, di cui 162 milioni dalle industrie energetiche e della trasformazione e 118 milioni dal trasporto stradale. Nel 1980 l’anidride carbonica emessa risultava inferiore di 72 milioni di tonnellate. E’ quanto emerge dall’edizione 2007 dell’Annuario delle statistiche ambientali dell’Istat.
I dati presentati si riferiscono al periodo 2005-2006 e, laddove disponibili, sono corredati di ampie serie storiche sui fenomeni osservati.
Dal 1990 al 2004 l’emissione di metalli e composti ha manifestato una tendenza alla progressiva diminuzione, uniche eccezioni l’arsenico (37 milioni di chilogrammi nel 1990 e 42 milioni nel 2004) e il selenio (10 milioni di chilogrammi nel 1990 e oltre 12 milioni nel 2004). Negli ultimi anni, dal 2002 al 2004, si è ridotta progressivamente anche l’emissione di benzene (ridottasi dalle 13 mila tonnellate del 2002 alle 11 mila tonnellate del 2004) e di microparticelle Pm10 (che si è invece abbassata dalle 169 mila tonnellate del 2002 alle 166mila tonnellate del 2004).
I valori presentati per le emissioni e le concentrazioni di inquinanti atmosferici sono di fonte Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e i servizi tecnici) e riguardano in particolare gli inquinanti costituiti dalle sostanze che più pesano dal punto di vista ambientale quali i gas serra, le sostanze acidificanti ed eutrofizzanti e i precursori dell’ozono troposferico.
Nel 2005 il 41,7 per cento delle famiglie italiane dichiara la presenza di problemi relativi all’inquinamento e oltre il 22 per cento quella di odori sgradevoli nella zona di abitazione. La quota più elevata (56,6 per cento delle famiglie) si registra in Lombardia per le segnalazioni sull’inquinamento ed in Campania (32,4 per cento) per gli odori sgradevoli.
Una proposta ancora:
E’ possibile pensare che nelle nuove aree artigianali, soprattutto le convenzionate, che già hanno prezzi di favore, vengano imposti limiti e controlli maggiori per l’inquinamento ? potrebbe essere un’idea per il nuovo PGT ?
che ne pensano Bergomi e Braghini ?
Prima che la GE sparisca del tutto (e non ne risponda più) è possibile sapere se c’è o non c’è trielina li sotto ???
Agosto 17th, 2007 alle 5:02 pm
l’ultima è una bella domanda..
Agosto 20th, 2007 alle 9:35 am
Mi scuso ma solo ora ho la possibilità di rispondere ad alcuni post che hanno richiesto un mio parere o intervento.
Molti interventi che mi hanno preceduto sono di ottima fattura: hanno sollevato questioni e indicato possibilità molte delle quali assolutamente praticabili anche dalla nostra amministrazione.
Veramente ottimo suggerimento, devo dire, è quello di Marco Mazza in merito al PGT che dovrebbe avere un occhio di riguardo per le situazioni di inquinamento. Lo aggiungo sicuramente all’elenco di idee che man mano sto raccogliendo per poi presentarle all’assessore competente nella fase di redazione dello strumento urbanistico.
Per quanto riguarda il discorso fonti rinnovabili e edifici pubblici citato molto bene da Luigi Braghini dò un contributo anch’io:
sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 1 giugno 2007 sono stati pubblicati i bandi per l’erogazione di contributi a iniziative riguardanti edilizia pubblica. Nella valutazione sul fotovoltaico et similia da farsi in merito a nuove scuole elementari per esempio non si può non tenerne conto.
Sulla questione GE e inquinamento: nella maggioranza del 02/08/2007 in cui siamo stati aggiornati sulla situazione dei tavoli di trattativa aperti anche grazie all’amministrazione comunale di Rovato ho fatto un intervento in questo senso. La proprietà deve capire che non può permettersi di delocalizzare la produzione sperando in un “regalino” che consenta di speculare sull’area con iniziative immobiliari, dimenticandosi di eventuali inquinamenti prodotti nel corso degli anni.
La maggioranza ha preso atto che l’indagine su inquinamenti della falda non sono secondari rispetto alla trattativa sindacale, bensì contestuali.
Saluti
Agosto 20th, 2007 alle 10:31 am
x angelo bergomi
Grazie per le risposte precise e puntuali, ritengo Angelo una persona seria ed attenta e penso di poter contare sulla sua voglia di fare, accetto positivamente le tue risposte al momento molto esaurienti e confido che tutti siano in futuro concordi su queste linee.
Ma ancora due piccole proposte che spero Angelo accolga:
perchè non posizionare una centralina che misuri le polveri sottili in C.so Bonomelli ?
E’ ormai dimostrato che paesi o parti di città sono più inquinate dalle polveri se si trovano nei pressi delle autostrade e Rovato non è da meno.
Perchè non far diventare il corso senso unico (si dimezzerebbe il traffico e si troverebbero nella corsia opposta decine di parcheggi), so che non è possibile intervenire fino alla fine della “causa” con il costruttore ma un pensiero per il futuro lo farei.
Ritengo che una tale proposta possa piacere o non piacere ma un piccolo referendum….. lo farei.
grazie
Agosto 20th, 2007 alle 2:43 pm
Beh come abbiamo detto p’0iù volte ci s0no forze di causa maggiore legate a interventi di sicurezza , vivibilità e salvaguardia delle persone he permettono deroghe alla impossibilità di modificare opere di precedenti amministrazioni prima dei 10-15 anni.
basterebbe fare due chiacchiere con i vigili del fuoco, con le unità di polizia locale e non e non ultimo le persone che vi abitano e/o lavorano sul corso.
saluti
Giovanni
Agosto 21st, 2007 alle 1:52 pm
altro materiale al rigurdo: http://www.eerg.it/greenbuilding/lineeguida.php
Settembre 1st, 2007 alle 9:59 pm
E a Rovato cogeme che fa ?
pensa alle conquiste sul mercato ?
CASOLA VALSENIO – Da lunedì 3 settembre alla stazione ecologica Hera di Casola Valsenio i clienti che si recheranno per un conferimento di rifiuti riceveranno in omaggio da Hera un kit per il risparmio energetico, fino ad esaurimento scorte.
Compilando il modulo di ricevuta fornito dall’operatore della stazione ecologica, i clienti potranno ritirare la sportina in carta ecologica contenente una lampada a basso consumo e i dispositivi rompigetto per il risparmio idrico, oltre ad un opuscolo informativo che illustra in modo completo i vantaggi economici conseguibili con il loro uso e fornisce consigli pratici per un efficiente e corretto utilizzo.
Le lampade fluorescenti compatte CFL consumano il 20% di una lampada ad incandescenza ma garantiscono la stessa luminosità. Hanno una durata di oltre 6.000 ore e vanno installate in ambienti domestico/residenziali dove solitamente si soggiorna pi_ a lungo per massimizzare i benefici del risparmio. I rompigetto, miscelando aria e acqua, consentono un risparmio idrico fino al 50% e quindi anche un risparmio in bolletta. Ciascun kit rompigetto contiene: tre rompigetto da installare nei rubinetti di casa (lavello, lavabo, bidet, ecc.) e un erogatore basso flusso da installare nella doccia.
Sempre presso la stazione ecologica casolana continua l’iniziativa: una ecotanica per la raccolta degli oli alimentari esausti. Nello specifico, i cittadini che conferiscono carta e cartone, vetro, plastica e lattine riceveranno dall’operatore una ricevuta di pesata. Presentandosi con tre ricevute si ricever‡ in omaggio una tanica per la raccolta domestica degli oli alimentari esausti, come ad esempio l’olio utilizzato per friggere. Ogni nucleo famigliare può ricevere una tanica. Gli oli raccolti nella tanica devono essere poi portati alla stazione ecologica per il loro corretto smaltimento.
Nella Stazione ecologica è inoltre in distribuzione una cartolina informativa sul compostaggio, una pratica che permette, a chi ha a disposizione una propria area verde di trasformare gli scarti di cibo e di giardinaggio in fertilizzante naturale, il compost. Hera Imola Faenza consegna gratuitamente a chi ne fa richiesta la compostiera, il recipiente che consente di realizzare il compost, e incentiva questa opportunità con riduzioni sulla tariffa di igiene ambientale pari a 5 euro all’anno per ogni componente del nucleo famigliare.
Oltre a carta, cartone, vetro, plastica e lattine è possibile consegnare alle stazioni ecologiche anche rifiuti legnosi e ferrosi, pneumatici, ingombranti, frigoriferi, tv e monitor, apparecchiature elettroniche, oli minerali e vegetali esausti, accumulatori al piombo, pile e farmaci.
Settembre 2nd, 2007 alle 8:02 am
FOTOVOLTAICO: CHIARIMENTI DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE
La circolare 46/E dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 19 luglio 2007 chiarisce alcuni aspetti riguardanti la disciplina fiscale degli incentivi per gli impianti fotovoltaici. In particolare, di grande rilevanza i chiarimenti riguardanti:
la disciplina iva della tariffa incentivante;
la disciplina iva dell’acquisto o realizzazione dell’impianto fotovoltaico;
la disciplina fiscale della “tariffa incentivante” e dei ricavi derivanti dalla vendita dell’energia.
Per quanto concerne il primo punto, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che nel caso in cui la tariffa incentivante sia percepita dal responsabile dell’impianto nello svolgimento di un’attività d’impresa, arte o professione, la tariffa medesima è in ogni caso esclusa dal campo di applicazione dell’imposta. Difatti, nel contesto fiscale la terminologia utilizzata per indicare l’incentivo, “tariffa incentivante”, è priva di qualsiasi significato tecnico; nel caso specifico, infatti, le somme erogate non rappresentano un prezzo o corrispettivo per la fornitura dell’energia, ma una somma erogata per ristorare il titolare dell’impianto dei costi sostenuti per la costruzione dell’impianto medesimo e di quelli di esercizio. Il soggetto beneficiario della tariffa si limita a produrre energia elettrica che utilizza direttamente per soddisfare il proprio fabbisogno energetico o vende al gestore di rete cui è collegato; mentre il soggetto attuatore non ricava evidentemente nessuna utilità diretta dall’attività del soggetto al quale corrisponde la tariffa. Attesa l’assenza del presupposto oggettivo, l’esclusione da IVA opera anche nel caso in cui il soggetto realizza l’impianto fotovoltaico nell’esercizio di attività di impresa, arte o professione.
Per quanto riguarda la disciplina iva dell’acquisto o realizzazione dell’impianto fotovoltaico la circolare dell’Agenzia spiega che all’acquisto o alla realizzazione dell’impianto è applicabile l’aliquota agevolata del 10 per cento, ai sensi del n. 127-quinquies) della Tabella A, parte III, allegata al DPR n. 633 del 1972, che prevede l’applicazione di detta aliquota, fra l’altro, per “impianti di produzione e reti di distribuzione calore-energia e di energia elettrica da fonte solare-fotovoltaica ed eolica”. La detraibilità dell’IVA pagata all’atto dell’acquisto o della realizzazione dell’impianto fotovoltaico, da parte di un soggetto che agisca nell’esercizio di impresa, arte o professione, non risulta influenzata dalla percezione degli incentivi di cui trattasi ed è, quindi, detraibile nella misura in cui il soggetto utilizzi l’impianto per l’effettuazione di operazioni soggette all’imposta sul valore aggiunto.
La disciplina fiscale della “tariffa incentivante” e dei ricavi derivanti dalla vendita dell’energia risulta essere diversa in relazione alle molteplici situazioni che possono in concreto verificarsi, in relazione alle diverse tipologie di soggetti che assumono la qualifica di responsabile dell’impianto ed alle diverse modalità di utilizzo dello stesso; la circolare dell’Agenzia analizza i seguenti casi:
persona fisica, ente non commerciale o condominio che produce ed utilizza in tutto o in parte l’energia prodotta, destinando l’eventuale eccedenza allo “scambio sul posto” o alla vendita;
persona fisica o giuridica che realizza un impianto fotovoltaico nell’ambito di una attività;
persona fisica che svolge un’attività di lavoro autonomo, o associazione professionale, che produce e utilizza in tutto o in parte l’energia fotovoltaica nell’ambito della propria attività di lavoro autonomo.
In linea generale, si evidenzia che la tariffa incentivante, quale contributo per la realizzazione e la gestione dell’impianto fotovoltaico, non assume mai rilevanza ai fini dell’IVA, mentre rileva ai fini delle imposte dirette solo nel caso in cui l’impianto medesimo si possa considerare utilizzato nell’ambito di un’attività di impresa, secondo quanto di seguito specificato. In tale ipotesi, quale contributo concesso a soggetto imprenditore, la tariffa erogata deve essere assoggettata a ritenuta d’acconto.
Settembre 2nd, 2007 alle 8:03 am
Il Comune di Acquanegra, in provincia di Cremona, azzererà l’ICI ai proprietari delle case che installeranno pannelli fotovoltaici con potenza pari ad almeno 2 kw di picco, oltre a dimezzare gli oneri di urbanizzazione per la costruzione di nuovi edifici che ne prevedono l’installazione.
Settembre 2nd, 2007 alle 1:18 pm
Cottinelli ha promesso che azzererà l’Ici a prescindere…
Settembre 2nd, 2007 alle 3:02 pm
ora che lo so la prossima volta non lo pagherò e poi vedremo…
in ogni caso il dimezzamento degli oneri sarebbe un risparmio davvero consistente
Settembre 2nd, 2007 alle 5:21 pm
@mi aggrego a l non pagamento prosimo, visto che quest’anno ll’ho gia versato.
Settembre 4th, 2007 alle 4:34 pm
Detrazione del 55% o del 36% delle spese sostenute per la sostituzione di porte e finestre, con conseguimento di maggiore efficienza energetica degli edifici, ovvero per impedire atti illeciti da parte di terzi: sono le agevolazioni fiscali previste sino al 31 dicembre 2007 dall’ultima Finanziaria, la legge 296/2006 all’articolo 1, commi 345 e 387-388 (ma è probabile la proroga anche per il 2008 in base al Dpef approvato prima della pausa estiva dei lavori parlamentari) Risparmio energetico Per tutto il 2007 è riconosciuta una detrazione Irpef/Ires, pari al 55% delle spese sostenute per la sostituzione delle finestre, comprensive di infissi, da ripartire in tre quote annuali di pari importo ed entro un limite massimo di detrazione di 60 mila euro. Sulle modalità applicative del beneficio occorre far riferimento al Decreto 19 febbraio 2007.
In particolare, il beneficio si applica solo se la sostituzione dei serramenti permette di ottenere una riduzione della trasmittanza termica delle strutture componenti l’involucro edilizio, in base ai valori contenuti nella tabella dell’Allegato D del Decreto attuativo (valori espressi in W/m2K in base alla zona climatica in cui è sito l’edificio). Agevolabili anche le spese per componenti accessorie (come gli scuri e le persiane) accorpati al manufatto principale. Nel caso in cui gli infissi esistenti rispondano già ai requisiti di trasmittanza termica previsti dal decreto, non è sufficiente la loro semplice sostituzione: è necessario che l’intervento sia migliorativo, ossia consenta di ridurre ulteriormente la trasmittanza termica rispetto ai valori originari. Il tecnico abilitato In tal senso, l’obiettivo di una trasmittanza termica ancora inferiore deve risultare da un documento di asseverazione redatto da un tecnico abilitato. Si intendono per tali i soggetti abilitati alla progettazione di edifici e impianti nell’ambito delle competenze loro attribuite dalla legislazione vigente, iscritti agli ordini professionali degli ingegneri o degli architetti, ovvero, ai collegi professionali dei geometri o dei periti industriali. In sostanza è il tecnico che fa l’asseverazione che deve periziare anche i vecchi infissi, attestando il miglioramento energetico dei nuovi rispetto a quelli sostituiti.
L’asseverazione può essere sostituita anche da una certificazione dei produttori per tali elementi, che attesti il rispetto dei medesimi requisiti, corredata dalle certificazioni dei singoli componenti rilasciate nel rispetto della normativa europea in materia di attestazione di conformità del prodotto. Attestazione all’Enea Anche in tal caso, per fruire della detrazione, occorre inviare all’Enea - entro 60 giorni dalla fine dei lavori e non oltre il 29 febbraio 2008 - l’attestato di certificazione energetica o quello di qualificazione energetica e una scheda informativa. Questi i passaggi: trasmissione via Internet, seguendo le istruzioni contenute nel sito www.acs.enea.it, con rilascio della ricevuta informatica; spedizione a mezzo raccomandata, con ricevuta semplice (indirizzo: Enea, Dipartimento Ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile, Via Anguillarese 301, 00123 Santa Maria di Galeria, Roma), specificando nella causale il riferimento «Finanziaria 2007 - Riqualificazione energetica». Sicurezza Per quanto concerne gli interventi sulla sicurezza degli edifici abitativi e delle relative pertinenze (garage, cantine e soffitte), risultano detraibili, nei limiti del 36% delle spese sostenute entro il massimo di 48 mila euro, tutte le spese dirette ad impedire il compimento di atti illeciti da parte di terzi, quali ad esempio: rafforzamento, sostituzione od installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici; apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione; porte blindate o rinforzate; apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini; installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti; apposizione di saracinesche; tapparelle metalliche con bloccaggi; vetri antisfondamento; casseforti a muro; fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati; apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.
Per fruire dell’agevolazioni il contribuente (comproprietario o detentore, amministratore condominiale o condomino) deve necessariamente, prima dell’inizio degli interventi, inviare per raccomandata il prescritto Modello di comunicazione, debitamente compilato, al Centro Operativo di Pescara, Via Rio Sparto 21-65129. Sempre con bonifico Sia per la detrazione del 55% (ad esclusione delle imprese), sia per quella del 36% occorre effettuare i pagamenti delle fatture, che contengono anche l’indicazione del costo della manodopera, con bonifico bancario o postale.
Fonte: Il Sole 24 Ore
Settembre 5th, 2007 alle 10:35 am
Un plauso a Mazza per aver ricordato questo aspetto: la tanto vituperata finanziaria 2007 ha consentito sgravi fiscali importanti per chi migliora il risparmio energetico dei propri immobili.
E l’articolo riportato chiarisce puntualmente l’entità degli sgravi e cosa bisogna fare per ottenerli. Questo in attesa che le realtà locali mettano in campo concreti provvedimenti per rendere forte la cultura del risparmio energetico: mi sto riferendo a norme da inserire nel regolamento edilizio almeno per i nuovi edifici, in attesa di capire cosa si possa fare anche per gli immobili esistenti.
http://angelobergomi.blogspot.com
Settembre 5th, 2007 alle 12:07 pm
caro angelo
A fianco di notizie serie sul risparmio energetico vi sono spesso strane cose e mi chiedo sempre più cosa ci stia a fare Cogeme se non per promuove il risparmio energetico negli enti locali (suoi soci) per controllare il territorio (lei che ne ha il polso esatto sia in termini quantitativi che qualitativi) se pensa solo alle fusioni, con i risultati che sotto vedrai.
Faccio un’esempio:
proprio oggi sono andato in cogeme per problemi miei personali, ma mentre attendevo allo sportello mi sono guardato i depliantes, per la verità uno solo sul risparmio energetico.
Consigli pratici di Cogeme (tra i tanti) :
1 spegnere la luce quando si esce da una stanza !
2 una lampada ad incandescenza da 100 w consuma la stessa illuminazione di 6 lampadine da 25 watt, ma 6 lampadine da 25 watt consumano il 50% in più di energia elettrica.
qualcuno (fisico o matematico che sia) mandi il risultato della proprozione !!!
questo lo metterei come problema a scuola tipo quelli di una volta: se la mamma va al mercato e compera……ma alla facoltà di ingegneria.
3 l’illuminazione da terra è preferibile !
ma se notoriamente sono alogene quale risparmio ???
4 nella zona pranzo è meglio mettere una luce centrale!
e chi mangia al buio sul tavolo ?
5 per le scrivanie “udite udite” è preferibile una lampada da tavolo con il braccio
non merita risposta !
6 nel bagno sono preferibili faretti ad accensione separata vicino allo specchio, si perchè di solito io accendo la luce centrale che ho sempre di spalle per vedermi allo specchio.
prosegue la sequela delle ovvietà !
7 in cucina è utile avere appliques sotto i pensili
?!?!?
frigorifero:
1 posizionare gli alimenti secondo le loro esigenze di conservazione, ricordando che in basso è la zona più fredda.
quanto siamo ignoranti !!! non lo sapevamo !!!!
2 evitare di riempire troppo il frigorifero
3 non introdurre cibi caldi nel frigo
4 essere veloci nel mettre dentro o estrarre i cibi dal frigo
mi viene in mente speedy gonzales
5 sbrinare l’apparecchio quando non appena ci siano 5 mm di ghiaccio
comprerò una sonda che mi dia la misura esatta e poi sbrino, visto che nessuno lo fa mai !?!?!?!
6 leggere il libretto delle istruzioni (del frigo)
Lavatrice:
1 non lavare sopra i 60 gradi
ma chi lo fà ???? perperdere tutto ???
2 avviare a pieno carico
ma non ci sono anche le lavatrici che misurano il carico e altre che hanno il lavaggio a 1/2 carico ?
3 scegliere crrettamente il programma
rai italia 1 canale 5 ?
perchè normalmente uno lava la seta con i jeans ?
4 Pulire frequentemente il filtro
di solito lascio allagare la casa preferisco cosi !!
5 e anche qui leggere il libretto delle istruzioni
Lavastoviglie
tralascio le prime solite ovvietà
…1 utilizzare il lavaggio rapido a freddo quando ci sono poche stoviglie da lavare
vorrei vedere come l’estensore di questo scritto riesce ad avere stoviglie pulite !!!
2 adottare il programma economico per le stoviglie poco sporche
e chi non lo fa ???
3 e il solito: leggere il libretto delle istruizioni
commento:
finendo qui il depliant mi chiedo se per cogeme siamo tutti deficenti o malati di mente, ritengo quasi offensivo per la dignità dell’uomo dare certi consigli.
mi chiedo perchè nessun accenno agli sgravi fiscali su frigo etc. ?
perchè nessun accenno allo smaltimento delle vecchie apparecchiature ?
perchè nessun accenno ai veri risparmi (quelli che la gente non conosce)
perchè non spiegare che esistono classificazioni diverse per il consumo energetico degli elettrodomestici ?
perchè spendere (o meglio buttare) soldi dei cittadini in un depliant così
?
notare che il depliant è stampato da cogeme più e da lgh (linea group)
e mi chiedo ancora a questo è servita la nuova Holding, a produrre questo depliant ?
capisco anche, dopo un depliant siffatto perchè i comuni non affidino per esempio lo sportello energetico a cogeme !
e gran finale da luglio cogeme ti dà anche l’energia elettrica !!!!
bello il modo delle tariffe !
ma l’informazione, e ne abbiamo già parlato, dove stà ?
gradirei un tuo commento in merito, visto che parteciperai anche come controllore nel recupero della discarica, personalmente penso che se un depliant mi da tanto ….. chissà il resto
PS
il depliant non è neanche su carta riciclata ed è stato pagato un certo studio “pi tre” di cremona …. (come mai ? c’entra per caso l’altro socio di lgh ?) per realizzare un compendio tale di offese all’ intelligenza umana.
Ma questa potremmo chiamarla “la bibbia del risparmio energatico secondo cogeme”.
direi avanti così che risparmieremo sicuramente, ma sarebbe meglio risparmiare i depliants.
Ma se questa è cultura del risparmio energetico ….. meglio gli sprechi almeno non si pagano agenzie e depliantes.
grazie per la tua risposta.
Settembre 5th, 2007 alle 12:49 pm
dimenticavo:
tanto per dovere di cronaca ho incontrato al primo piano dove non si accede se non con il pass, una graziosa signorina che lungo il corridoio portava un vassoio (da bar) e nel vassoio un caffè.
Chiedo:
era forse la cameriera di un bar interno a Cogeme ?
era forse il caffè di un dirigente talmente impegnato da non potersi alzare ?
Settembre 5th, 2007 alle 1:34 pm
Caro Marco, non ero a conoscenza di questo depliant informativo e ne prendo atto. Sto al tuo dettagliato resoconto: in effetti ci sono cose più interessanti e altre più ovvie. L’importante è che la gente si renda conto che il discorso del risparmio energetico non è uno sfizio da ambientalisti buontemponi ma una necessità.
Abbiamo discusso varie volte sulle trasformazioni di Cogeme in questi ultimi anni e il suo ingresso in LGH. Siamo stati d’accordo sul fatto che alla fine di tutto vi deve essere un ritorno per il cittadino, ritorno in termini di risparmio economico ma anche di miglioramento dei servizi.
Molto ampio è il discorso della sopravvivenza della società sul mercato attuale, dove le aggregazioni hanno creato dei soggetti molto più grandi di Cogeme e in grado di proporsi per alcuni servizi primari (vedi fornitura di gas) a prezzi più concorrenziali. Qui si è di fronte a un bivio: rimanere ancorati alla propria storica struttura societaria e rischiare di scomparire (con grave danno per le comunità fino ad ora servite, secondo il mio modesto parere) o trovare forme che permettano di reggere la competizione preservando comunque il fine ultimo della società che non è solo quello di produrre utili per i comuni soci (utili che comunque si dovrebbero riversare sottoforma di servizi sui comuni stessi).
Personalmente, e non è la prima volta che lo dico, ritengo che il giusto compromesso tra le due necessità abbia portato a una nuona scelta: la forma “federale” in Linea Group in cui a fianco della Holding che vara i piani idustriali del gruppo vi sono le sot (società operative territoriali) che di fatto sono le municipalizzate attuali: esse dovrebbero garantire quel legame con le comunità sul territorio che se perso sarebbe la cosa più grave.
Comunque è fuor di dubbio che Cogeme è la società dei Rovatesi, innanzitutto e come tale deve essere chiamata a un impegno sempre più concreto nei confronti della nostra gente su molte iniziative tra cui sicuramente anche quelle da te citate in vari tuoi post.
Angelo.
Settembre 5th, 2007 alle 3:05 pm
sempre attento e rispondente angelo, quindi grazie.
mi resta però un dubbio amletico :
mi va bene parlare di strategie e fin li non ci piove, ma come semplice cittadino sono sempre molto attento alle ricadute finali sul singolo.
non sono niente affatto convinto che la fusione asm aem porti una ricaduta positiva per il cittadino, qualcuno mi deve dire se sono reali le economie di scala con una simile fusione e soprattutto mi deve dire di quanto si ridurra il gas - la nettezza urbana - l’acqua in seguito a queste operazioni.
altrettanto dicasi per cogeme.
quanto poi a lgh il depliant fatto a cremona da cremonesi la dice molto lunga sulla distribuzione del lavoro e non solo sulla qualità dello stesso.
sono certo che il prossimo lo farà un’agenzia di brescia.
ma per favore contestiamo i carrozzoni che polverizzano le risorse solo per principi (anche politici) di potere, quindi stiamo attenti a non ripeterci nel locale.
era sicuramente una buona idea affidare a cogeme lo sportello risparmio energetico finalmente non solo attenzione ai bilanci ma anche al cittadino, certo che poi se l’informazione è quella che ho visto meglio demordere da tale ipotesi.
altra cosa è dire chiaro perchè cogeme nata come costola di asm si sia poi separata e adesso avendo due presidenti (anche lgh) della stessa appartenenza politica di corsini a brescia, questi dichiarino di voler vedere i piani industriali di asm-aem.
ritengo che la verità sotto sotto sia politica e non economica come si vuol far credere.
quanto poi a creare holding per acquistare il gas a prezzi migliorativi, beh sono sempre esistiti i gruppi di acquisto non occorre raddoppiare presidenze e consiglieri.
resta anche comunque il fatto che posso anche acquistare a buon prezzo il gas ma poi il prezzo finito lo stabilisce l’autority.
quindi il risparmio sull’acquisto non può che trasformasi solo ed esclusivamente in “utile” per l’azienda
e se poi l’utile è suddiviso tra depliants a destra e a manca in fondazioni e in altri mille rivoli behh…….
mi sono già espresso una volta dicendo che anni fà nessuno degli attuali presidenti cogeme lgh asm avrebbe detto che le municipalizzate devono chiudere in utile sempre, ricordi gli slogan della sinistra ?
ma da che mondo e mondo se un’azienda è privata e tutte le spa fino a prova contraria lo sono, pechè asm-aem deve rendere pubblici i propri piani industriali alla concorrenza (cogeme) ?
e poi sinceramente sono anche stanco di sentir parlare sempre in termini di alta finanza “fusioni acquisizioni holding scalate concorrenza mercato……..” non vorrei che avendo preso gusto all’alta finanza si finisca per praticare solo quella anche da parte proprio dei tre presidenti citati.
sui servizi pubblici resto di un’altra visione;
non ci può essere concorrenza se non accettando il fatto che il servizio scada di qualità (in linea di massima ovviamente), perchè sotto costo nessuno può scendere neanche i supermercati che dicono di praticarlo.
riguardo alle alleanze con privati, ma veramente crediamo che l’imprenditore privato che ha le tecnologia sia disposto a rivelarci tutto a farci partecipi delle sue conoscenze ?
grazie comunque del tuo intervento chiaro e lineare anche se forse in alcuni punti divergente dalla mia, ma questa è la democrazia.
Settembre 5th, 2007 alle 3:47 pm
Cogeme è un carrozzone politico che fa comodo a tutti, destra e sinistra, perchè è un bel serbatoio di poltrone e seggioline varie. E come tale è una risorsa insostituibile per Rovato e per i Comuni soci. Presidente e consiglieri di Cogeme si diventa per meriti elettorali di partito, come in tutte quelle società ed enti di cui ha parlato l’altro ieri il buon Montezemolo. Il resto è aria fritta o se preferite lana caprina.
Settembre 5th, 2007 alle 4:21 pm
mi dispiace ma sulle qualità dei personaggi che amministrano cogeme non sono d’accordo (li considero in gamba ma distratti da altri problemi) !
che poi molti sindaci siedano in qualche consiglio per “meriti” politici potrebbe anche essere vero ma questo è il nostro sistema.
meglio:
se sono sindaco di comune quindi socio di cogeme, ovvio che sieda in consiglio o nella fondazione.
il problema non è la poltrona se chi si siede possiede i “cossiddetti”, è l’uso che si può fare delle risorse economiche di cogeme che se distorto in campanilismi, fiere, mostre, sponsorizzazioni al proprio comune, porta allo spreco.
Settembre 5th, 2007 alle 4:44 pm
La gestione di un’azienda così grande porta potere che potenzialmente potrebbe essere fuori dal controllo dei cittadini.
Provenendo da altre zone d’Italia mi sento solo di poter dire che i servizi offerti (almeno a rovato) sono qualitativamente migliorabili.
Settembre 6th, 2007 alle 6:41 am
Proprio mentre è in corso il 22° European photovoltaic solar energy conference & exhibition, il più grande congresso al mondo sul fotovoltaico che si tiene quest’anno a Milano, arriva una notizia dalla Sardegna, anzi da un piccolo centro della Sardegna, che merita di essere portata all’attenzione generale. Si tratta dell’iniziativa fortemente voluta dal sindaco del Comune di Loceri, Carlo Balloi, proprio sul fotovoltaico.
A seguito della pubblicazione da parte del ministero del cosiddetto “Conto Energia”, il Comune di Loceri (nella foto)a marzo ha indetto una manifestazione di interesse, invitando i cittadini della nuova provincia Ogliastra a sottoscrivere apposite richieste (predisposte dall’ufficio tecnico del Comune) per la realizzazione di impianti fotovoltaici. L’iniziativa – racconta il Comune in una nota - ha avuto un riscontro insperato e nel giro di poche settimane, sono pervenute più di 150 richieste da parte di privati ed aziende interessati ai vantaggi derivanti dall’acquisto di impianti fotovoltaici. Ad aprile è stato poi indetto un bando nazionale a valenza pubblica a cui hanno partecipato diverse imprese del settore. L’idea è stata quella di individuare un unico appaltatore che, oltre ad un prezzo contenuto, fosse in grado di offrire un servizio chiavi in mano che comprendesse: progettazione; Fornitura materiali primari; installazione; redazione della documentazione per l’accesso alle tariffe incentivanti; collaudo finale e Certificazione degli impianti; finanziamento impianto attraverso Istituti di credito convenzionati.
Il concetto è stato quindi quello del “gruppo di acquisto”, il bando è infatti stato utile per ottenere un’offerta a prezzi estremamente favorevoli sia per i cittadini che per le pubbliche amministrazioni interessate. A maggio la Stena Italia di Olbia (Gruppo Enerpoint), si è aggiudicata la gara per la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare nel territorio presso privati cittadini ed aziende e a soli due mesi dall’assegnazione della gara, le iniziali 150 richieste, sono più che quadruplicate.
Ad oggi infatti hanno sottoscritto la convenzione i Comuni di: Arzana, Osini, Perdasdefogu, Sarule ed altri stanno aderendo ufficialmente, attraverso delibere di Giunta, all’iniziativa. Moltissimi sono invece i cittadini che ancor prima dei propri amministratori hanno dato seguito al progetto firmando i relativi moduli forniti dal Comune di Loceri: 700 le attuali domande (per un totale di presunta potenza installabile che si aggira intorno ai 2,5 - 3,0 MWp), domande che provengono da tutta la Sardegna (Cagliari compresa).
Entro settembre l’appaltatore partirà con i primi 30 interventi (totale di circa 180 kWp).Tra fine novembre ed i primi di dicembre le domande di partecipazione – spiegano nella nota - potrebbero superare le 1.000 unità a livello regionale, alla luce del recentissimo interesse da parte di Comuni come Borore, Palau, Tertenia, Gavoi ecc… Il vantaggio di aderire direttamente alla “manifestazione di interesse” indetta dal Comune di Loceri, consente alle pubbliche amministrazioni di poter usufruire di un sistema collaudato alle migliori condizioni del mercato. Saranno inoltre formati dalla società che si è aggiudicata l’appalto, diversi giovani che seguiranno l’assistenza tecnica degli impianti attraverso la stipula di contratti di manutenzione programmata, con un’importante ricaduta dal punto di vista occupazionale su tutti i territori che saranno interessati dagli interventi di realizzazione di sistemi solari.
Il programma di Loceri si chiama “Sardegna al Sole” e l’amministrazione crede che unito al nuovo “Conto Energia” potrebbe rappresentare una svolta per il territorio sardo. Non grandi impianti – dicono - ma tanti piccoli sistemi solari sui tetti delle case, a servizio delle abitazioni e delle imprese sarde, per risparmiare energia e diminuire sia la dipendenza dalle fonti fossili sia le emissioni di CO2.
Se tutto andrà come l’amministrazione di Loceri spera, l’iniziativa è da annoverarsi tra i migliori esempi di buone pratiche ambientali. C’è bisogno anche di queste iniziative per far sì che il passaggio tra produzione di energia da fonti fossili a quelle rinnovabili venga accelerato. Crediamo inoltre che sia – a tal proposito – da approfondire e valutare fino in fondo la proposta fatta dal presidente dell’Assimpredil-Ance Claudio De Albertis, riguardo al “conto energia”. Secondo De Albertis infatti, «il conto energia potrebbe essere rivisto, almeno per le nuove costruzioni, in modo tale che la tariffa agevolata spetti a chi installa l’impianto, mentre il risparmio spetti all’occupante».
Settembre 6th, 2007 alle 7:40 am
Il fotovoltaico è una bella cosa. L’eolico anche è una bella cosa. Il nucleare è una cosa immensamente più bella e intelligente ma in Italia non se ne parla mai. Chi pensa di risolvere i problemi energetici con qualche metro di pannelli sul tetto è un innocuo visionario. Beato lui.
Settembre 6th, 2007 alle 8:07 am
Invece il nucleare va benissimo, vero?! Ma fa almeno sito alà!
Dopo ci troviamo paesi come la Francia che vendono energia elettrica agli altri Paesi però le scorie le vogliono sotterrare a Scanzano Ionico. Ipocriti!
Settembre 6th, 2007 alle 12:51 pm
Dunque: l’Italia non vuole il nucleare e quindi non lo produce sul suo territorio. Però compra l’energia francese prodotta col nucleare a non molti km dal confine. In più si becca le scorie. Siamo proprio il paese delle banane!
Settembre 7th, 2007 alle 9:08 am
Vittorio Veneto
La città si doterà a breve di un nuovo regolamento edilizio. Un documento che non è ancora stato messo nero su bianco ma del quale già si sa che sarà più severo rispetto a quello attualmente in vigore, in particolare sotto l’aspetto dell’utilizzo di energie naturali rinnovabili e della costruzione di edifici secondo le norme della bioedilizia. Per iniziare a delineare le linee guida del nuovo regolamento, la giunta ha organizzato, nell’ambito della settimana della sostenibilità ambientale che si svolgerà in città dal 15 al 23 settembre, un forum in programma la sera di giovedì 20 in biblioteca a Ceneda dal titolo “Verso la sostenibilità con un nuovo regolamento edilizio”. Alla serata sono invitati sia tecnici e professionisti del settore che i semplici cittadini. “Vogliamo che le nuove regole imposte a livello nazionale si armonizzino con il nostro territorio - spiega l’assessore all’ambiente Antonella Caldart - abbiamo perciò pensato a un forum per illustrare le novità in materia, a cui parteciperà l’architetto Giancarlo Allen dell’Associazione nazionale architettura bioecologica. Inizieremo così un percorso informativo per la cittadinanza, visto che ad esempio pochi ancora sanno che nel giro di un paio d’anni in Italia per vendere una casa bisognerà essere in possesso di una certificazione ambientale”.
Dicembre 22nd, 2007 alle 12:15 am
Caro Angelo Bergomi, riprendo un vecchi tema perchè avevi dichiarato qualche mese fà che su COGEME si sarebbe dovuto aprire un dibattito, cosa che ad oggi non vedo ne sento, ovviamente ciò non dipende da te, ma alcuni fatti tra i quali quel che segue, mi impongono di riportare alla luce questo argomento.
La mia paura è che rincorrendo tutti i post del blog, che cambia ogni giorno di argomenti ed è quindi rapidissimo come ormai lo sono le notizie che ci circondano si rischia di non discutere più di niente, farsi solo solleticare da battutine e quindi rischiare di perdere di vista gli argomenti principali della nostra collettività.
Che strano comunicato quello di ASM ?
Quel che produce, il non rispetto delle valutazioni d’impatto ambientale sono per l’ennesima volta il frutto di ex municipalizzate riconvertite al “mercato”. La questione è seria …molto…. e bisognerebbe aprire un dibattito vero, serio su questi problemi, se Brescia inquina, Rovato non è lontana !
La cava di Rovato è una possibile ferita aperta, una piaga, ma quanto comunicato ufficialmente qua sotto è anche peggio, che controllo abbiamo noi sulle nostre COGEME - HGL, ci fidiamo dei presidenti, riponiamo in loro tutta la fiducia che anche Corsini non ha saputo coltivare e rispettare ?
Ti allego il comunicato stampa di ASM (si chiama ancora così ?) in parte per il risvolto di ampia portata (inquinamento etc) su tutta la provincia e in parte perchè pone all’attenzione la triste fine di questi ex gioielli di famiglia (ASM con prossima candidata COGEME), venduti al mercato prima e alla Moratti dopo.
E ancora, dobbiamo proprio sottostare come nello specifico al ricatto : o mi fai fare ciò che voglio o ti taglio il riscaldamento ?
O meglio accettare il gioco politico che arriva a volte anche da sinistra, quella sinistra illuminata, liberista e liberal che vede il “privato” il “mercato” (in questi settori) come la “soluzione finale”.
Giochi di potere sulla scacchiera di Brescia città che portano guarda caso a nominare l’attuale vice sindaco consigliere della nuova “Multiutility” in modo che non si candidi sindaco a primavera ?
Ci possiamo fidare ancora del vecchio cattocomunista che oggi sembra più un volpone in fase di sgombero con conseguenti colpi di coda finali (e uso appositamente questo termine) del potere (locale) ?
Potrebbe accadere nel GAS nell’energia elettrica, in tutti quei servizi indispensabili.
Vedi una volta c’era l’enel ad es. e rispondeva ad un solo padrone “lo stato” oggi ….. solo il mercato !
Siamo ridotti che gli interventi e gli investimenti sono considerati entrambi solo un costo.
Il servizio non conta, non serve (ho fatti e non semplici deduzioni)
Allora ti chiedo se può essere utile chiarire le idee a tutti su cosa potrebbe essere in futuro COGEME, e anche cosa dovrebbe fare oggi e non fa, prima che anche qui sia forse troppo tardi.
Vedo sempre più comuni della franciacorta dotati di piccole srl (ricordi quelle di report, quelle belle che funzionano) che fanno servizi con proprio personale, cosa che invece il comune di Rovato ha smantellato.
Non vorrei che questo fosse la fuga dei topi dalla nave (COGEME) prima che questa affondi.
Era così bello (e utile) fino a qualche anno fà sapere che se vedevi piero o mario o luigi, dipendenti comunali (anche se fermi a bere il caffè) gli potevi comunicare la buca, il gatto morto, il cartello caduto. Oggi niente tutto impersonale tutto appaltato tutto freddo !
So che il comunicato di ASM politicamente non interessa strettamente a Rovato, potrebbe avere un risvolto locale perchè comunque le centrali toccano la provincia, o perchè l’inquinamento è alto ovunque, o meglio perchè arriverà anche il momento di decidere per COGEME.
Gradire che i moderatori non tagliassero il comunicato, perchè rende bene l’idea di cosa vuol dire essere sotto ricatto della propria ex azienda.
Cosa ne pensi Angelo, e altri ovviamente, sperando vogliano essere seri nella discussione e non fare solo proclami o battute ?
Brescia, 21 dicembre 2007
TELERISCALDAMENTO A RISCHIO
Temperature basse, nuovi allacciamenti e la mancanza di nuovi impianti stanno assottigliando i margini di sicurezza del sistema.
Durante la notte si è verificato un guasto ad una caldaia della Centrale Lamarmora, che fortunatamente i tecnici sono riusciti a riparare sfruttando il breve periodo di riduzione notturna del riscaldamento.
Se la rottura del tubo della caldaia, che l’anno prossimo compirà 30 anni, fosse stata localizzata in una zona più difficile da raggiungere (la caldaia è alta oltre 20 m) tale quindi da richiedere un maggior tempo di riparazione, al mattino non avrebbe potuto essere soddisfatta la richiesta di calore in alcune zone a nord della città.
E questo con una temperatura esterna non ancora particolarmente rigida. Si pensi ad esempio che nel 2006, che tutti ricordano come uno degli anni più caldi in assoluto, la temperatura media giornaliera è scesa oltre i due gradi sotto lo zero per due giornate. Nel 2005 si sono registrate temperature medie giornaliere fino a 5 gradi sotto lo zero.
In queste ultime mattine il visualizzatore, che indica in tempo reale la potenza termica immessa nella rete di teleriscaldamento, ha raggiunto valori limite intorno ai 550mila chilowatt, con tutti gli impianti funzionanti a pieno regime: il Termoutilizzatore, la Centrale Lamarmora e la Centrale Nord. Utilizzando caldaie di appartamento o condominiali equivarrebbe a bruciare oltre 1 milione e cento metricubi di gasmetano.
Ad aggravare la situazione degli impianti del teleriscaldamento, che hanno ormai raggiunto il limite estremo di sicurezza quanto a potenzialità disponibile, vi è il fatto che, a fronte dei 4 milioni di metricubi di nuovi edifici allacciati negli ultimi 4 anni (corrispondenti a 13mila appartamenti), la potenzialità degli impianti di produzione è rimasta invariata dal dicembre 2003, cioè da quando è entrata in servizio, peraltro già in ritardo rispetto alle esigenze della rete di teleriscaldamento, la terza linea del termoutilizzatore. Va anche considerato che la rete di tubazioni del teleriscaldamento non è come la rete elettrica che è interconnessa con altre reti e quindi supportata in caso di carenze: deve essere adeguata alle esigenze.
Per far fronte alla crescente necessità di potenza termica per soddisfare il fabbisogno dei nuovi edifici che progressivamente si allacciano alla rete del teleriscaldamento, che a fine anno raggiungeranno complessivamente i 38,5 milioni di metricubi, ASM ha da tempo sviluppato un progetto di riqualificazione della Centrale Lamarmora che, oltre al necessario incremento della potenza termica, comporterà anche un significativo miglioramento ambientale in termini di incremento del risparmio energetico (oltre 100mila tonnellate di petrolio risparmiate ogni anno) e la riduzione conseguente delle emissioni.
Tale progetto, approvato dal Comune di Brescia nel dicembre 2005, è stato inoltrato da ASM alla Regione Lombardia e al Ministero dell’Ambiente nel marzo 2006 ed è tuttora in attesa di approvazione.
A fronte della situazione di grave carenza della potenzialità termica disponibile dagli attuali impianti, qualora l’iter autorizzativo del progetto non si concluda in tempi molto stretti, ASM si vedrà, suo malgrado, costretta ad interrompere il programma di estensione del teleriscaldamento lasciando inevase nei prossimi anni numerose richieste previste nell’ordine di oltre un milione di metricubi l’anno di nuovi edifici o ristrutturazioni, a vantaggio di sistemi di riscaldamento meno efficienti.