Rovato: nuova biblioteca, arrivano i fondi per l’ultimo stralcio di lavori a Casa Rovati.
Il Consiglio Comunale di Rovato (composto dalla sola maggioranza, stante il perdurare dell’assenza voluta dai consiglieri di Rovato delle Libertà per la nota questione del ricorso) stanzia gli ultimi 1,4 milioni di euro necessari al completamento della nuova Biblioteca che occuperà lo stabile di Casa Rovati (Corso Bonomelli angolo ex Ipsia).
Nel finanziare l’ultima tranche dell’opera (costata complessivamente circa 4 milioni di euro), la giunta di Rovato ha deciso di optare per una modalità che evita di cedere l’area dell’adiacente ex cinema Corso. Nel progetto iniziale, infatti, l’ipotesi era quella di ricorrere all’alienazione dello stabile Corso per completare i lavori di Casa Rovati. In questa maniera, invece, la proprietà dell’immobile resterà pubblica. Resta tuttavia da capire il perchè del sostanziale dietrofront del Comune: molti sostengono che, dietro all’iniziativa, ci sia la difficoltà di posizionare sul mercato privato l’ampio immobile rovatese (si era inizialmente parlato di realizzare in quello spazio dei nuovi parcheggi), oltre ai risparmi sui lavori già compiuti a casa Rovati tramite i quali si sarebbe potuto finanziare almeno in parte la conclusione dei lavori.
LA SCELTA DEL COMUNE - L’ investimento da 1 milione 400mila euro che consentirà la definitiva sistemazione della sede sarà portato a compimento attraverso alcuni strumenti tecnici come una variazione al bilancio di previsione 2007 e una seconda variazione al bilancio pluriennale 2008-2009, oltre a due mutui “che però - assicurano dai banchi della giunta Cottinelli - rientrano pienamente nel patto di stabilità”.
Alla fine del 2008, quindi, Casa Rovati potrà ospitare la nuova Biblioteca Rovatese oltre - a quanto pare - alla sede del Civico Corpo Bandistico “Luigi Pezzana”.
Nell’attuale sede di Spalti Don Minzoni dovrebbero invece trovare posto il nascente “Archivio Storico della Città di Rovato”





GROTTAMMARE – Giornata storica in casa Peugeot, quella del 22 settembre 2007: infatti entra sul mercato italiano il primo SUV della casa del Leone. Il 4007, questo il nome del veicolo, è equipaggiato con un diesel 2200 HDI da 160 cv, negli allestimenti Tecno e Feline. Questo SUV deriva dal Mitsubishi Outlander, uscito a Febbraio di quest’anno. Quindi parte del corpo vettura è lo stesso, che già da qualche mese gira sulle strade italiane a marchio Mitsubishi. Le differenze fra il SUV giapponese e quello francese, sono tutte nell’anteriore (grande bocca cromata, enorme stemma al centro e grandi fari a palpebra caratterizzano il prodotto transalpino). Il posteriore invece è identico, se non fosse per le scritte e marchi diversi (stesso lunotto e stessi fari rettangolari orizzontali). Accomodandosi a bordo, gli interni della 4007, sono pressoché identici a quelli dell’Outlander. Stessa completezza, stessa cura sopraffina per i dettagli, linearità della plancia, quadro strumenti di facile lettura, sono i punti di forza di un abitacolo molto spazioso (7 posti).
Ed ora il test drive. La 4007 provata è stata la 2200 HDI 160 cv Feline da 41136 €. Il primo SUV della casa francese (fra una mesata esce la C-Crosser, SUV Citroen basato su Outlander e 4007), ha dalla sua la voglia della casa transalpina di sfondare in un mercato nuovo e l’esperienza di un marchio, che è un asso nella produzione di fuoristrada e SUV (Mitsubishi). Da questa felice unione, nasce, appunto, la 4007, destinata grazie alle sue doti di silenziosità e di massimo confort, ad essere usata, sia nella modalità stradale, che in quella fuoristradistica, grazie al potente e silenzioso 2200 HDI da 160 cv e alla trazione integrale ad inserimento elettronico. Infine i prezzi: la 2200 HDI Tecno costa 33500 €, la 2200 HDI Feline costa 37100 € (Diesel).

La parte piu intensa della serata è però arrivata alla fine, con l’intervento dell’Assessore al Bilancio Nicola Bonassi(nella foto a sx).
Alcuni specialisti dell’Associazione di dietetica e nutrizione clinica (Adi) hanno snocciolato alcuni preoccupanti dati che riguardano la salute degli italiani. Secondo le loro più recenti ricerche ben 44 italiani su 100 avrebbero problemi di peso. Per la precisione di questi 44 ben 10 sarebbero clinicamente obesi, mentre gli altri 34 sarebbero in sovrappeso. Ciò che più preoccupa i medici, oltre al dato in sè che è già preoccupante, è anche il trend. Negli ultimi 5 anni il numero di casi di obesità è aumentato del 10% circa, più che negli altri paesi europei occidentali, che pure presentano in media dati abbastanza simili a quelli dell’Italia.

