Cava: brusca accelerazione

rovato_cava.jpg

In foto: l’area dove dovrebbe sorgere la cava bonfadina. Negli ultimi giorni l’intera zona, ben visibile transitando lungo la ex ss.11 tra i paesi di Rovato e Cazzago (località Bertola - Pedrocca), è stata recintata, almeno sul lato stradale.

Un’accelerazione che preoccupa non poco i membri del Comitato Anticava di Rovato-Cazzago, che proprio contro la Bonfadina hanno appena aperto un blog: http://comitatoanticavarovato.blogspot.com

46 Commenti to “Cava: brusca accelerazione”

  1. beppe:

    bello il blog

    ma quanto continuerà questa vicenda???

    basta cave e discariche..

  2. Max:

    Grazie comitato per aver combattuto contro la realizzazione di questa cava.
    Grazie per tutto quello che avete fatto
    Grazie , grazie.grazie….
    Continuate così….

    Grazie Sindaco di Rovato per aver permesso la recinzione della cava
    Grazie Sindaco di Cazzago per aver impedito la recinzione della cava

    Cosa posso dirvi ancora ….

  3. beppe:

    cosa c’entra cottinelli?
    mica può impedire una recinzione!

  4. Luigi Braghini:

    infatti,
    non capisco come si possa incolpare il sindaco Cottinelli di un atto del tutto legittimo da parte del proprietario del terreno. anche lei sign max qualora sia in possesso di un’area agricola potrebbe recintarla… direbbe che il sindaco cottinelli è un ingiusto? diciamo grazie a chi dobbiamo, grazie provincia!

  5. Angelo Bergomi:

    Un pò di chiarezza. Il comune di Cazzago S.M. ha potuto rifiutarsi di concedere l’autorizzazione alla cinta perchè nel suo regolamento edilizio ha la norma che impedisce di cintare terreni agricoli e, ve lo ricordo, questo terreno fino all’autorizzazione è agricolo! Il comune di Rovato non ha questa norma nel regolamento edilizio. Va detto che con Autorizzazione del 16 Luglio 2007 il Settore Gestione e Manutenzione Strade della Provincia di Brescia ha concesso il permesso di realizzare questa recinzione prescrivendone le caratteristiche (paletti metallici, rete metallica ecc..). La DIA al comune di Rovato è del 23 Febbraio 2007: la DIA fa riferimento a obblighi imposti dalla legge regionale cave che impone opere che rendano inaccessibile a terzi il terreno di cava e la suddetta autorizzazione provinciale effettua le stesse citazioni. Sull’autorizzazione della Provincia ci sarebbe molto da dire: il terreno E’ TUTTORA AGRICOLO e non è ammissibile che la ragione con cui si giustifica la concessione di cintarlo stia nella legge regionale cave. Questo terreno non è ancora autorizzato per essere cava!

    Altro aspetto: con atto unilaterale dell’11 Luglio 2007 il Settore Ambiente ed Ecologia della Provincia ha inviato a Rovato e a Cazzago S.M. le prescrizioni da sottoscrivere nel rilascio dell’autorizzazione che in teoria i comuni dovrebbero scrivere (autorizzazione che invece preannuncio che arriverà d’ufficio visto che i comuni sono contrari).

    D’accordo col comitato anticava stiamo elaborando un documento comprensivo degli ultimi passaggi formali avvenuti di cui porteremo a conoscenza attraveso il blog.

    http://angelobergomi.blogspot.com

  6. Rusky:

    scusa ma cos’è la DIA? potresti rispiegare un po’ per noi profani anche se il senso si capisce benissimo…

  7. Angelo Bergomi:

    Dichiarazione Inizio Attività: è la comunicazione che un privato è tenuto a fare all’ufficio tecnico comunale quando intende realizzare un’opera, aprire un cantiere ecc… Nel caso specifico realizzare una recinzione. Mi sono spiegato?

  8. Rusky:

    si grazie

  9. max:

    Certo che siete dei bei fenomeni….
    Io ho il diritto ha recintare un campo di grano, ma chi recinterebbe solo un lato !!!!
    Faresti a casa tua un parcheggio chiuso su un lato appena !!!

  10. beppe:

    caro max

    certo che non lo farei!!!

    ma fra il “non lo farei” e il “non lo posso fare” c’è una bella differenza..

    chi ha fatto la ret (ipotizzo) lo ha fatto per “bruciare i tempi” e mettere pressione sul fatto che la cava venga fatta!!!

    se -per disgrazia- faranno la cava, non preoccuparti che recinteranno tutto nell’arco di due ore!!!

    quindi il comune - purtroppo- non c’entra..magari c’entrasse, così niente cava!!!

    ciao beppe

  11. Angelo Bergomi:

    Infatti l’assurdo di tutto è che sui 4 lati dell’ambito estrattivo tre hanno l’autorizzazione provinciale per essere cintati, il lato nord no, a meno che la cinta si chiuda sul territorio di Rovato e non di Cazzago S.M.
    Questo fino all’autorizzazione all’escavazione. Autorizzazione che sarà ovviamente oggetto di integrazione al ricorso al TAR già in essere.

  12. max:

    Speriamo allora che 1 volta almeno trionfi il buon senso…..

    Se no pazienza … una nuova cava che vuoi che sia….

  13. Angelo Bergomi:

    Mi spiace contraddirla caro MAX ma se avesse prevalso il buon senso non saremmo a questi punti! In quale paese del mondo di fronte a una legge regionale cave che sancisce come oltre i 20 ettari sia obbligatoria la valutazione di impatto ambientale (VIA) per un bacino estrattivo che è stato approvato per quasi 40 ettari anzichè obbligare la ditta a sottostare alla norma si procede a modificare la legge regionale in un articolo della stessa istituendo la verifica preliminare di assoggettabilità a VIA che se negativa evita tale studio? In quale paese al mondo la verifica di assoggetabilità a VIA non la si fa fare al competente ufficio regionale VIA che eventualmente si sarebbe poi dovuto occupare dello studio stesso ma a un altro settore regionale dove albergano funzionari che sono famosi per madornali episodi come la cava Crodello di Pontoglio ove si autorizzò un bacino estrattivo di quasi 1.000.000 di metri cubi per realizzare la massicciata di una strada che ne richiedeva poco più di 100.000?
    Succede solo con la Regione Lombardia e con la Provincia di Brescia.

    Assicuro che le amministrazioni di Cazzago e Rovato si sono opposte in maniera strenua all’arrivo di quest’ambito estrattivo negli scorsi 5 anni. La riconferma dei due sindaci alle elezioni di maggio dovrebbe essere garanzia per tutti. Uno degli impegni che mi sono assunto volentieri da consigliere eletto consiste nel continuare in maniera ufficiale la mole di lavoro che ai tempi svolgevo come portavoce di un comitato di persone che non finirò mai di ringraziare.

  14. giovanni Ghidini:

    CAro max una cava di tali dimensioni oltre all’aspetto ambiantale che è forseil primo su tutti , comporta anche una serie di lavori di adeguamento delle aree circostanti, come la realizzazione di uno svincolo adatto all’uscita delgi automezzi vicino all’attuale strada ceh porta al lodetto di fronte al vivaio pelizzari con ulteriori ripèercussioni sul traffico e aumentodella pericolosità del tratto di strada competente (peraltro già pericoloso di er se)

    quindi non si tratta di avere solo un’altra cava.

    Io per mia figura non ho paura a dire che no sono ambientalista ad oltranza, ma se ci sono cose che provocano danno e rischi alla popolazione mi troverà sempre d’accordo.

    non intervengo nel meruito delle amministrazioni comunali , ne del comitato anti cava perchè non sono documentato su quanto fatto in maniera sufficiente; lo sto facendo e spero di poter dare un maggiore contributo in seguito.

    Volevo solo ricordare che la cava non è l’unico problema di questo tipo aggirato con cambiamenti di permessi o varianti a leggi regionali.

    Antenna sul monte
    CEnsimento amianto

    diamo la giusta importanza a tutto

    saluti a tutti

  15. pico dell amirandola:

    l’antenna caro ghidini non fa male alla salute, tanto più che l’altezza è imposta da una legge, approvata in seguito alle contestazione sulle antenne della radio del vaticano, che chide di alzare al massimo il basamento che non emette onde elettromagnetiche. curiosamente invece dici di non essere informato sul piano cave, e su quanto provocano le cave e siì che a Rovato tuti ricordano perfettamente quali siano stati gli effetti delle cava Rovedil

  16. Tiziano:

    Caro Pico. Tra tanti mister satutto, ogni tanto è piacevole leggere anche chi ammette di saperne un po’ di meno. E vivaddio!

  17. pico dell amirandola:

    Pico era noto per avere buona memoria, non per sapere tutto, e la buona memoria aiuta a tutelare i propri diritti rispettando i propri doveri

  18. giovanni Ghidini:

    pico io un po di memoria ce l’ho ma per sparare informazioni preferisco prima documentarmi per non fuorviare chi efventualmente leggerà .

  19. max:

    Certo che se fanno la rotonda come quella del cimitero - discarica allora mi devo preoccupare seriamente ( considerato che io giornalmente rischio la VITA e prima o poi ci scappa il morto).

    Per i disagi non penso siano cosi gravi, brescia è molto peggio ( ci vado tutti i giorni )

  20. Angelo Bergomi:

    Se parla dei disagi di viabilità legati all’inizio della cava mi dispiace non essere d’accordo con lei. La ditta preme da 2 anni per realizzare a sue spese la rotonda (con necessità però di espropri di altri privati perchè lo spazio fisico non c’era), con un piccolo particolare: l’incrocio diventerebbe teatro di passaggio per 300 automezzi pesanti al giorno (!!) come testimoniato da un calcolo effettuato dal comitato anticava di Rovato su uno studio protocollato in provincia di Brescia il 15 Novembre 2005. 300 mezzi pesanti al giorno che oggi non ci sono! Non so se ho reso l’idea! I disagi li ha ammessi anche il cavatore stesso l’ultima volta che è stato in comune a presentare il progetto di rotonda e l’ho incontrato con l’assessore competente.

    Una domanda semplice che dovrebbe far ragionare tutti: vi siete mai chiesti perchè tutti i titolari di cave dichiarano che le mitigazioni che metteranno in atto non daranno disagi agli altri cittadini ma NESSUNO di loro abita presso un proprio impianto di estrazione?
    Provate a rispondervi e poi capirete perchè da 3 anni a questa parte un manipolo di cittadini accompagna l’amministrazione comunale nell’opposizione a questa devastante cava.

  21. max:

    Scusa , ma allora non sarebbe semplice NON APPROVARE IL PROGETTO DELLA ROTONDA ?!!!

    NO ROTONDA … NO CAVA ….. NO DISCARICA …..

  22. guelfo 76:

    temo che la strada sia provinciale o peggio..sbaglio?

  23. Angelo Bergomi:

    Infatti per quanto riguarda il nostro comune all’incontro con la ditta mi sono espresso in questi termini: nel programma elettorale di Rovato Civica la gestione dell’incrocio in questione verrà realizzata tramite rotonda solo se l’amministrazione riterrà pericoloso l’incrocio stesso ma senza che parta l’ambito estrattivo. Il problema è che la ex-statale 11 è ora provinciale e il competente settore della provincia ha dato parere positivo alla rotonda arrivando a un assurdo. Il comune che è contrario sarebbe obbligato a espropriare centinaia di metri quadri a altri 3 privati per farci stare la rotatoria. Chiaro? A meno che il cavatore compri queste aree con iniziative private che mi risultano essere state tra l’altro tentate.
    Poi, per i meno informati: la legge regionale cave supera le opposizioni dei comuni dando il potere di autorizzazioni d’ufficio alla provincia.
    Ecco il cuore di tutti i mali. L’ente locale (il comune) viene completamente superato.

  24. giovanni ghidini:

    la legislazione attuale rende molto complicata la gestione dal punto di vista dei comuni.

    Angelo, ma in base a quali elementi la provioncia ha individuato l’area in oggeto come adatta ad una cava?

    scusa la domanda ovvia, ma non ho molte informazioni in merito.

  25. Angelo Bergomi:

    La risposta è molto semplice Giovanni. Nel 1988 la Bettoni spa acquistò a un’asta fallimentare il terreno della Bonfadina, capannoni e cascina Mercurio e Bonfadina comprese. Nel corso degli anni ha presentato domanda in Provincia per il suo inserimento nel piano cave, semplicemente perchè ne erano i proprietari. La Provincia prima e la Regione poi l’hanno approvato infischiandosene di gestione oculata del territorio. Nessun sano di mente avrebbe mai pensato a un terreno collocato all’ingresso dei due comuni con l’area artigianale di Cazzago alle porte che avrebbe avuto naturale sfogo su questo fondo con l’andare degli anni. La gestione del territorio è stata così miope che eventuali espansioni dell’area artigianale dovranno essere fatte su terreno vergine lontano dall’attuale area artigianale di Cazzago, aspetto che spesso nessuno ricorda. Ancora: quest’area nel PGT di Cazzago S.M. è stata individuata come assolutamente non compatibile con un’attività estrattiva e la Provincia sta elargendo ancora documenti approvativi successivi all’approvazione del PGT di Cazzago.

    Quindi l’unica ragione della collocazione di quest’ambito è da ricercarsi nella proprietà dell’area da parte della ditta. Eventuali collocazioni migliori avrebbero costretto la ditta a dotarsi delle aree con spese non indifferenti.
    Resto comunque a disposizione di chiunque per parlare della questione in maniera più approfondita di quanto si possa fare su un blog.

    angelobergomi@bresciaonline.it

  26. neskens:

    premetto che sarà un ragionamento senza fondamento legale e senza argomentazioni logiche dettato dalla rabbia dell’ennesimo stupro alla pianura padana, oserei dire pianura capannona, fatta per il guadagno di pochi.
    Questa cava è una bestemmia ambientale e pratica.. costi e disagi sociali altissimi per i guadagni di pochi.. i titolari e i politici che ne hanno favorito la messa in opera meriterebbero sonore pernacchie ogni volta che si fanno vedere (per non dire altro).. proposta 1: chi guadagnerà da questa cava dovrebbe destinare il trenta per cento annuo, tasse escluse, per ripianare le conseguneze dei loro guadagni..proposta 2: chi gestisce ed è titolare di queste cave, visto che non creano disagi, dovrebbe essere obbligato a viverci accanto, così potrà gradirei tutti i risvolti della cava..
    Complimenti al comitato anti cava.. fossi in voi esporrei i nominativi di quei politici, amministratori della res publica e degli imprenditori che hanno detrminato e permesso la messa in opera del progetto cava bonfadina, a futura memoria ..

  27. max:

    Tutto chiaro.

    Ma allora perchè avete messo nel programma elettorale il “problema cava” !!!

    Visto e considerato che voi sapevate che “la legge regionale cave supera le opposizioni dei comuni “.

  28. neskens:

    @se dovrò ricordare l’attività formigoniana in lombardia ricorderò solo centri commerciali e cave a go go, nonchè un’ampliamento dell’influenza della divertente compagnia delle opere, il braccio economico di cl, insomma i papisti affaristi..

  29. neskens:

    scusa Max non era una risposta a te, ma un OT che paritva dalla tua segnalazione..

  30. Angelo Bergomi:

    I nomi e i cognomi sono stati fatti più di una volta con tanto di volantini e lettere ai giornali.
    Riporto la lettera che personalmente inviai al Giornale di Brescia e al Bresciaoggi nel Dicembre del 2004:

    ” Piano cave: si fanno gli interessi degli scavatori

    Come presidente del comitato anticava di Rovato a 15 giorni dall’approvazione del piano cave di Brescia da parte della Regione mi sento in dovere di chiarire taluni aspetti emersi.
    La Regione ha approvato un piano di ben 71 milioni di mc (invece dei 68 previsti dalla Provincia di Brescia); sia chiara una cosa: entrambe le cifre sono esagerate e rispondenti solo alle esigenze delle sette imprese scavatrici più potenti che hanno ottenuto circa il 60% della volumetria totale. Non si spiegherebbe altrimenti perchè non si sia rispettata una delibera regionale che indica in 4 metri cubi a testa all’anno il “fabbisogno” pro-capite, determinando una giusta misura per il piano decennale di Brescia di 40 milioni di metri cubi, non 71 milioni!! E nel piano è stato approvato pure l’ambito estrattivo di Rovato (ATE9), infischiandosene dei problemi di viabilità, inquinamento della falda, devastazione di un pezzo di Franciacorta, il tutto a favore della ditta Bettoni Spa che, direttamente o attraverso ditte controllate, ha ottenuto in questo piano milioni e milioni di metri cubi a Cazzago, Rovato, Castegnato, Paderno Franciacorta, Travagliato, Montirone ecc… e che controlla pure parecchie discariche (vedi Castegnato e Travagliato).
    Con il mio comitato ho seguito ininterrottamente i lavori della commissione regionale sesta, seppur fosse sempre tenuta in giorni lavorativi, e non potevo mancare all’approvazione del piano cave tenutasi nelle giornate di mercoledì 24 e giovedì 25 novembre scorsi. Dopo aver assistito per 4 mesi alle sedute della commissione e dopo la presenza a più di 15 ore consecutive di Consiglio Regionale ritengo di avere la conoscenza sufficiente del tema per poter dire che certi commenti sull’approvazione della cava di Rovato e sul piano in generale, fatti durante il dibattito consigliare e al momento dell’approvazione del piano, sono assolutamente scandalosi.
    Mi riferisco in primis al consigliere regionale Margherita Peroni: nel suo intervento in Consiglio ha richiesto una diminuzione non meglio precisata della volumetria della cava di Rovato, affrettandosi subito dopo a scaricare la colpa dell’arrivo di questa escavazione su “comportamenti poco virtuosi” dei comuni di Rovato e Cazzago S.M., dimenticandosi che la legge regionale 14 del 1998 toglie qualsiasi potere di intervento ai comuni che sono colpevoli solo di vedersi portare via un pezzo del loro territorio dalla Regione, impotenti. Non contenta, in sede di consiglio, il consigliere ha giustificato l’arrivo di questa cava dicendo che rispetto al sito di Rovato “siamo di fronte a un territorio degradato”. In quanto abitante della zona e proveniendo da una famiglia che ben sa cosa voglia dire lavorare la terra non accetto giudizi di questo tipo da parte di un consigliere che come lei non abita nella zona, che in passato in un’assemblea pubblica a Rovato aveva confuso questa cava nuova (ATE9) con quella già esistente della Pedrocca (ATE14) e che omette di dire che il terreno in questione è irriguo e ha delle rese agricole tra le più alte della Lombardia. E questo dopo che in campagna elettorale per le elezioni provinciali il consigliere Peroni (guarda caso candidata nel collegio di Rovato-Cazzago) aveva speso parole di difesa del territorio franciacortino salvo poi cambiare registro nel momento decisivo del consiglio regionale.
    Ritengo altamente scandalose anche le dichiarazioni del consigliere leghista Flocchini: “Sul piano cave siamo i vincitori morali”, “Le modalità con cui la Lega ha seguito il Piano cave esprimono la nostra coerenza, che si è tradotta in aula in un comportamento funzionale alle esigenze dell’ambiente e alle aspettative territoriali”. Flocchini dovrebbe allora spiegare a tutta la gente di Rovato perchè si è affannato per mesi a dichiarare che si sarebbe battuto per la conferma del piano provinciale rigettando gli aumenti regionali mentre la cava di Rovato è passata dai 400 mila metri cubi provinciali a 1.600.000 mc più 2.600.000 mc di riserva della Regione.
    E questo lo sta dicendo uno che non si è mosso dall’aula mentre si votava e si è annotato, emendamento dopo emendamento come votava ogni consigliere regionale e ogni partito, verificando nel faldone dei 1300 emendamenti che ho portato anche a casa.
    Flocchini e il suo partito dovrebbero spiegare perchè non hanno votato a favore degli emendamenti 862 e 145 che richiedevano esattamente quanto da loro sbandierato (ritorno alle volumetrie provinciali). Sarebbero queste le esigenze territoriali che il consigliere avrebbe difeso?
    La “coerenza” mi pare confermata solo nell’accontentare il cavatore, non le seimila persone che hanno firmato la petizione popolare di opposizione a questo buco devastante pari a 106 campi da calcio di serie A e alto come un condominio di 10 piani in piena Franciacorta!
    Vorrei infine ricordare all’assessore regionale alla qualità dell’ambiente Nicoli Cristiani che sarebbe bene mantenere le promesse fatte, anche se si è politici: mi riferisco a quanto egli era venuto a raccontare a Cazzago S.M. in sostegno al candidato sindaco del polo per le comunali del 2002, ossia che si sarebbe impegnato a togliere la cava di Rovato-Cazzago qualora la Provincia l’avesse inserita nel piano, dando compito al candidato sindaco a fianco a lui quella sera, di ricordargli tale promessa. A scanso di equivoci, in Regione è stato protocollato nel luglio scorso un documento di due presenti a quell’assemblea che, firmandosi esplicitamente, dichiarano quanto aveva solennemente promesso l’assessore. A Rovato e a Cazzago S.M. ci si sta ancora chiedendo come si sia passati dalla promessa cancellazione della cava a un suo quadruplicamento.
    Questa è la realtà del piano cave bresciano e della cava di Rovato e tutto quanto ho riportato è facilmente verificabile in carteggi e verbali, oltre che da testimoni oculari di assemblee pubbliche; non quanto sento dichiarare sui giornali da consiglieri regionali che si affannano a dimostrare meriti che non hanno perchè vedono le elezioni regionali di aprile vicine.

    Ing. Angelo Bergomi, presidente comitato anticava di Rovato”

  31. neskens:

    @Angelo Bergomi. Grazie della precisazione, la tengo a futura memoria per ricordarmi di quella cricca di gente..

  32. giovanni ghidini:

    grazie per il chiarimento Angelo, per approfondire meglio il problema ci si puo vedere magari e fare due chiacchiere, ovviamente quando il tempo te lo permette.

    giovanni_ghidini@libero.it

  33. Angelo Bergomi:

    Molto volentieri. A risentirci.

  34. max:

    Preciso come un orologio svizzero.

    Peccato che siamo in italia.

  35. max:

    Non è questione di approfondire il problema,
    lavoro che è già stato fatto egregiamente dal COMITATO ANTICAVA, ma di RISOLVERLO.

    UTOPIA UTOPIA UTOPIA UTOPIA UTOPIA UTOPIA UTOPIA
    Ora dite quello che volete ma smettete di fare i POLITICI
    Basta promesse, che sapete non poter mantenere.
    Sono stufo, sto lavorando per pagarmi una CASA che sarà immersa nella MERDA e nei rifiuti NON MIEI MA DI TUTTA ITALIA.
    UTOPIA UTOPIA UTOPIA UTOPIA UTOPIA UTOPIA UTOPIA

    Libero sfogo , lasciatemi almeno quello.

  36. Antonio - Stazione di Rovato:

    come ti capisco max..ormai sembra che tutto stia andando alla deriva.

    è una brutta sensazione, ma è così..

  37. Angelo Bergomi:

    Max dice che è ora di risolvere il problema. Se la legge regionale cave non superasse la volontà del comune il problema sarebbe già risolto.
    Purtroppo non è così.
    Se lei è a conoscenza di strade percorribili si faccia avanti e ce le indichi. Troverà la massima disponibilità.
    Scriva pure al mio indirizzo: angelobergomi@bresciaonline.it

  38. max:

    Antonio hai capito in pieno la mia sensazione.

    Sig. Bergomi purtroppo con grande rammarico la mia ignoranza in materia mi impedisce di esporre idee in merito, ma non mi impedisce di criticare o elogiare l’operato di chi ho eletto.
    ( Ribadisco che il Comitato Anticava ha la mia piena fiducia ).

    Domanda stupida: qualcuno sa dirmi perchè volgiono far diventare La Capitale della Franciacorta in Capitale di DISCARICHE.

    Possibilmente con parole chiare e semplici.

  39. Angelo Bergomi:

    Provo con le parole più semplici di cui sono capace. I privati che gestiscono attività estrattive e di smaltimento rifiuti (spesso sono gli stessi come nel caso della Bonfadina) hanno nel tempo acquistato aree inizialmente agricole anche in Franciacorta e vogliono farle fruttare. Ovviamente con le attività di cui sono titolari. E, potendo aspettare, iniziano gli iter necessari in Regione e Provincia per le autorizzazioni.
    Nessuno ha interesse a modificare la legge regionale cave che permetta ai comuni di avere voce in capitolo e intanto nascono nuove cave in Franciacorta come funghi.
    Mi sono spiegato? Come comitato a suo tempoabbiamo appoggiato la proposta del sindaco di Cazzago di modificare la legge regionale cave su questo punto.

  40. Angelo Bergomi:

    Segnalo un mio intervento sulla Bonfadina pubblicato dal “Il Brescia” di oggi 20-09-2007.
    Lo trovate sul mio blog: http://angelobergomi.blogspot.com

    Grazie per l’attenzione.

  41. Stefano Bergomi:

    Come attuale presidente del Comitato Anticava Rovato ringrazio Rovato.org per aver aperto questa pagina sul suo sito. I numerosi commenti che ci sono dimostrano l’interesse che i cittadini rovatesi continuano ad avere per la spinosa e controversa questione della cava Mercurio-Bonfadina.
    L’apertura del nostro blog è stata realizzata in modo da offrire alle persone interessate un aggiornamento giornaliero degli avvenimenti, che come avete visto si susseguono con ritmi vorticosi.
    La nostra speranza è che la nostra voce continui ad essere ascoltata.
    Il mio indirizzo di posta elettronica è il segunte:

    stefano.bergomi@tin.it

    E’ disponibile per tutti coloro che vogliono maggiori informazioni sull’argomento o per chi fosse interessato a far parte del comitato.

  42. Angelo Bergomi:

    Segnalo che sul sito del comitato anticava è indicato l’arrivo dell’autorizzazione all’escavazione da parte della Provincia, come ampiamente previsto circa 4 mesi fa.

    Porterò al più presto a conoscenza le intenzioni dell’amministrazione comunale.

    http://comitatoanticavarovato.blogspot.com

  43. cinzia:

    Grazie Angelo e Stefano che ci tenete aggiornati su questa vergognosa vicenda.

  44. Stefano Bergomi:

    Sul blog del comitato trovate postate alcune importanti novità ed indiscrezioni sulle ultime mosse del cavatore.

    La fibrillante attività del cavatore mostra l’impazienza nel voler arrivare in breve tempo all’apertura dell’ambito estrattivo. Questo nonostante sul piatto siano presenti ancora importanti questioni irrisolte (ricorso al TAR, necessita dalla valutazione d’impatto ambientale dell’ambito, nodo viabilità, sottoscrizione con i comuni della convenzione sul recupoero alla fine dell’escavazione).

    Il comitato vigilerà e vi terra informati.

    Stefano Bergomi
    Presidente Comitato Anticava Rovato

  45. andry:

    basta con la cava

    non se ne può piu!

    facciamo come a travagliato, ma in provincia!

  46. Stefano Bergomi:

    ICREDIBILE!!!!!!!

    Iportanti novità sul blog del comitato anticava rovato.

    www.comitatoanticavarovato.blogspot.com

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