General Electrics: oggi l’incontro a Roma con il ministro Damiano. Accordo difficile, tensione ieri fuori dalla fabbrica
General Electrics di via San Donato: oggi, mercoledì 19 settembre, ultimo atto (o quasi) di una vicenda che rischia di trascinare via con sè 73 posti di lavoro (più quelli dell’indotto), assieme a 50 anni di storia metalmeccanica di Rovato e della Franciacorta.
Quest’oggi, i rappresentanti dei sindacati incontreranno i vertici dell’azienda in un incontro convocato a Roma presso il Ministero del Lavoro.
Per trovare un’intesa fra lavoratori e dirigenza c’è tempo fino a sabato 22 settembre, ma presumibilmente sarà oggi il “giorno della verità”.
Nel frattempo, i “messaggi” intercorsi fra le parti nel corso di questa settimana sono tutt’altro che incoraggianti.
Dal canto suo, l’azienda conferma la volontà di trasferire la produzione in Polonia entro marzo 2008 per “questione strategiche”: una motivazione che, escludendo ragioni di produttività o di scarso rendimento dello stabilimento rovatese, rende paradossalmente molto più difficile trovare una soluzione.
Dall’altro lato, i lavoratori e i sindacati, che ribadiscono: “E’ impossibile firmare un accordo che sancisca non solo la perdita di 73 posti di lavoro, ma anche la morte di una fabbrica sana, con 50 anni di storia e ancora tante possibilità occupazionali”.
Infine, la situazione in via San Donato a Rovaro: da circa una settimana l’azienda è picchettata giorno e notte da operai ed ex operai della Ge, mentre ogni tanto si vede anche qualche rovatese, che sia un semplice cittadino o un esponente politico. In risposta a quest’azione, la direzione ha annunciato di voler ritirare il “pacchetto” di incentivi proposti ai lavoratori per accettare la chiusura dell’azienda.
DAL PRESIDIO Proprio ieri, martedì 18 settembre, durante lo stazionamento dei dipendenti sui cancelli della fabbrica che di fatto impedisce a qualsiasi camion di entrare a scaricare materie prime o uscire con il prodotto finito c’è stato qualche momento di tensione.
Prima un autista, proveniente dall’Ungheria, ha cercato di “forzare” l’entrata (FOTO 1): ne è seguito qualche minuto di trattativa con i responsabili sindacali, al termine dei quali il guidatore ha fatto retromarcia (FOTO 2). Più tardi, infine, la scena si è ripetuta con un vettore della Dhl: anch’esso è stato però “rispedito” al mittente.


















Settembre 19th, 2007 alle 12:16 pm
speriamo vada bene..anche se in questo mondo del lavoro di m*** lo dubito…*
Settembre 20th, 2007 alle 10:56 am
Sono contento per lo meno che qualche rovatese sia passato dal picchetto fuori dalla fabbrica. Così per lo meno mi hanno detto i dipendenti che ho incontrato quando ci sono passato io sabato mattina scorso. Spero che ci sia sempre maggiore consapevolezza tra i rovatesi di questa situazione. Roma (nel senso di Ministero) non è poi così lontana come potrebbe sembrare.
Forza.
http://angelobergomi.blogspot.com
Settembre 20th, 2007 alle 11:23 am
x amiche della notte ge
ho saputo della rottura della trattativa… cosa avete deciso?
passiamo appena riusciamo
resisteremo un minuto di più!