Caso De Magistris: interviene anche la Forleo

Oramai da alcuni mesi il caso De Magistris sta tenendo banco un po’ su tutti i principali quotidiani. E la puntata di Annozero di giovedì scorso (4 ottobre) ha gettato ulteriore benzina sul fuoco.

Luigi De Magistris, Sostituto Procuratore di Catanzaro, sta seguendo ormai da anni alcune scottanti inchieste ambientate in territorio calabrese. Una di queste inchieste, denominata “Why not”, parte dall’ipotesi che vi sia un “comitato d’affari” (come lo hanno definito gli inquirenti) che gestirebbe da anni finanziamenti europei, nazionali e regionali, i quali verrebbero poi riversati in molte società (corsi di formazione, lavoro interinale, aziende vere e fasulle) tutte facenti capo all’ex Presidente della Compagnia delle Opere del sud Italia Antonio Saladino.
Partendo dall’agenda telefonica di un cellulare sequestrato a Saladino si è poi risaliti, stando a quanto si è potuto capire delle indagini, ad altri importanti personaggi, alcuni dei quali già indagati: Walter Cretella e Paolo Poletti(Generali della GdF), Luigi Bisignani (iscritto alla loggia P2), Gianfranco Pittelli (senatore di FI), Sandro Gozi (assistente politico di Prodi), Pietro Scarpellini e lo stesso Prodi. La Procura di Catanzaro ha quindi cercato di capire se il Pres. Del Consiglio fosse a conoscenza dei tentativi di procurarsi finanziamenti pubblici da parte di alcuni suoi stretti collaboratori (Scarpellini e Gozi) e, in un secondo momento, se fosse intervenuto in prima persona a loro favore commettendo il reato di concorso in abuso d’ufficio.
Ufficialmente la Procura non ha mai confermato ne smentito che il premier sia stato iscritto nel registro degli indagati. Il Procuratore capo di Catanzaro Lombardi ha semplicemente detto di non esserne al corrente, aggiungendo subito dopo però che, se Prodi fosse stato veramente iscritto, De Magistris lo avrebbe dovuto informare.

Gli “screzi” tra De Magistris e Lombardi non sono stati però una novità di quel momento. Già nell’inchiesta “Poseidone”, in cui De Magistris ha indagato su una presunta gestione illecita di fondi pubblici stanziati per opere di depurazione e ambientali, e in cui come indagato troviamo ancora Pittelli (allora coordinatore di Forza Italia per la Calabria), il Procuratore Lombardi ha revocato l’inchiesta a De Magistris sostenendo di non essere stato informato dell’avviso di garanzia spedito all’esponente del partito azzurro.

mastella.jpgIl Min. della Giustizia Clemente Mastella ha iniziato ad interessarsi della figura di De Magistris partendo dal resoconto dei suoi ispettori che erano stati inviati in precedenza presso la Procura di Potenza (quella in cui opera il pm Woodcock) per controllare che non vi fossero stati gravi errori nella gestione di fascicoli ed inchieste alquanto delicati.
Dopo aver passato alcuni mesi ad analizzare il “caso De Magistris” il Guardasigilli il 21 settembre scorso ha presentato un dossier al CSM chiedendo il trasferimento cautelare del pm per “gravi anomalie” nella gestione del fascicolo (De Magistris si sarebbe rifiutato di riferire al suo Procuratore capo Lombardi gli sviluppi delle indagini). Alcuni ambienti della Procura di Catanzaro hanno visto in tale atto del Ministro un’intimidazione nei confronti del magistrato poiché la richiesta di trasferimento (con la conseguente assegnazione del caso ad un altro magistrato) sembrerebbe essere giunta proprio nel momento in cui De Magistris stava valutando la possibilità di iscrivere lo stesso Mastella nel registro degli indagati. Erano a quanto pare infatti in corso in quel periodo accertamenti sui rapporti tra il Guardasigilli e alcuni soggetti già indagati per l’inchiesta “Why not”; in particolare alcune intercettazioni telefoniche tra Mastella, Saladino e Bisignani.

La richiesta di Mastella ha immediatamente spaccato il mondo politico in maniera trasversale. Ma anche la società civile si è subito mobilitata al riguardo. Sono state infatti molte le manifestazioni affinché De Magistris non fosse trasferito. Sono scesi in campo a favore del magistrato anche i ragazzi di Locri, le associazioni studentesche di Catanzaro, il fratello di Paolo Borsellino e molti imprenditori della zona.

Nella puntata di giovedì scorso di Annozero lo stesso De Magistris intervistato da Sandro Ruotolo ha detto: “Sono sotto ispezione, senza soluzione di continuità, da circa tre anni. E ciò conferma la bontà del lavoro investigativo che sto facendo. Peccato che da due anni trascorra due giorni alla settimana, il sabato e la domenica, a difendermi.” Ed ha poi aggiunto: “Ho subito pressioni e intimidazioni da ambienti istituzionali”. Pesanti accuse insomma a molte persone che ricoprono cariche di prestigio nei più diversi ambiti.

A favore di De Magistris si è anche esposta, sempre nella stessa puntata di Annozero, anche il Gip di Milano Clementina Forleo: “Conosco gli sforzi e i sacrifici perché vinca il senso dello Stato e perché la legge sia uguale per tutti. Per me era un dovere essere qui e intervenire come magistrato a favore di De Magistris e di tanti altri colleghi che operano in territori difficili. Luigi ha avuto la sventura di imbattersi più di una volta nei cosiddetti poteri forti o meglio negli interessi collegati ai poteri forti”. Un durissimo j’accuse contro la politica e la classe politica che ha retto negli ultimi anni il mezzogiorno: “È ora che il Sud si liberi dei don Rodrigo e dei suoi bravi”.
Il magistrato milanese ha chiuso il suo intervento mostrando quali sono le conseguenze per coloro che agiscono come De Magistris. “Si finisce per essere lasciati soli da tanti colleghi. Dopo aver fatto scelte scomode via via si perdono gli inviti a cena e a teatro”. E a volte si subiscono addirittura evidenti intimidazioni, proprio come accaduto alla stessa Forleo la mattina prima di partecipare alla trasmissione di Santoro. Il Gip milanese ha infatti dichiarato pubblicamente: “Ho ricevuto molte telefonate in cui mi raccomandavano prudenza”.

9 Commenti to “Caso De Magistris: interviene anche la Forleo”

  1. tonno:

    Tanti commenti sulla serata antifascista ma nessuno che commenta questa notizia.
    Chi mi dice il perché?

  2. cinzia:

    Per Tonno.
    Nessun commento perchè forse siamo talmente schifati che preferiamo non sapere, o perchè ci siamo abituati a questi imbrogli da non farci più neanche caso.
    E’ una cosa gravissima che la lunga mano dei politici di mestiere (che siano di destra o di sinistra) arrivi alla magistratura e blocchi determinate indagini solo perchè scomode.
    Dovrebbe essere un onore governare il proprio paese e essere scelti per farlo, mentre la realtà dei fatti ci dimostra che più si sale al potere più fango si trova e nessuno ne esce mai pulito, per comodità o per interesse.

  3. giovanni_Ghidini:

    su questa noitizia ci sarebbemolto da dire, premettendo che non sono un tifoso diMastella , ritengo che forse per la prima volta abbia agito secondo le regole, non come per l’indulto o altro.

    l’unico appunto è che lo fa ora perchè ci sono centro nomi di governo, etc, e non ci si chiede come mai non abbia mandato gli “investigatori” anche nelle carceri epr fare una bella selezione di chi scarcerare e chi no.

    A mio personale parere, però, credo che anche i giudici, i politici, tutti quantio possano essere sottoposti ad inchiesta investigativa.

    npon voglio dimenticare che se trovassimo un giudice o nn , che investiga e usa le sue informazionio per colpire qualcuno o qualche azienda con fini diversi dall ‘impianto accustorio classico andrebbero anch’essi iquisiti.

    Un piccolo particolare sfuggito in questa cronaca, è che quando la polizia si è presentata alla caserma dei carabinieri il cui comandante poartecipava alle indagini, questi non hanon colaborato con i loro colleghi, ma hano cercato di impedirne l’ingresso.

    credo che questo sia il punto, ancora oggi nel 2007 abbiamo due fronti anche fra le forze armate di polizia che dovrebbero invece collaborare per garantire eguaglianza e sicurezza per tuti, cittadini, magistrati , politici e5tc.

    questo è forse il punto più negativo dell’intera vicenda.

    una sana rivalita o spirito di corpo non fanno male, m,a solo se stimolano ad andare avanti sempre meglio.

  4. urca urca:

    Quello che a me sembra pazzesco è la tempistica.
    A parte che gli “investigatori” (che in realtà sono ispettori) non possono controllare chi entra o esce dalle carceri per effetto degli indulti, il vero problema credo che sia proprio il fatto che la classe politica nel suo insieme ha sempre storto il naso a farsi processare come persone qualunque. E’ sempre andato di moda il “Lei non sa chi sono io”. Per quanto ne so io essere indagato non significa essere colpevole, e nemmeno essere sotto processo ancora. Ma basta poco (un avviso di garanzia) e per i giornali sei un criminale e tu ti senti come se il magistrato volesse già mandarti in carcere e buttare la chiave, quindi inizi a odiare chi sembra avercela tanto con te.
    Il punto poi non è certo che ci sono 2 forze armate divise tra loro…il problema vero è che ci sono uomini che dovrebbero essere “di Stato” e invece si fanno gli affaracci loro e dei loro amici. Perchè in Italia in realtà di forze ce ne sono molte più di 2…

  5. xyz:

    Indulto, caro Ghidini, votato anche da Forza Italia soprattutto per evitare che finisse in carcere Cesare Previti, non scordiamocelo.
    Detto questo ero e sono totalmente contrario a provvedimenti come l’indulto.

  6. giovanni_ghidini:

    @urca mi scuso per il mio scrivere in maniera poco corretta, le due forze le intendevo come forze di polizia giudiziaria, che comunque hanno in carico la gestione delle indagini.

    Per il resto sono d’accordo con te che politico o no, magistrato o no , libero cittadino o no ci si debba comportare nella medesima maniera.

    c’e’ forse anche un altro elemento che è costituito dall’informazione, è infatti giusto che una persona è innocente e che fino a dopo il processo o la convocazione di avviso di garanzia rimane innocente, ma purtroppo perchè questo sia effettivamente così ci vorrebbe più segreto istruttorio.

    Le informazioni investigative “che sfuggono dalle procure e finiscono ai media” infatti ti possono creare mostro nell’immediato, e si dimenticano di dare la medesima importanza alla notizia qualora venisse confermato il contrario dal processo o dalla magistratura.

  7. giovanni_ghidini:

    xy avevo raccolto l’invito di tonno, ma purtroppo per me hai risposto tu. come sempre e con le stesse storie.

  8. xyz:

    Saranno sempre le stesse storie ma sono vere e tutti anche in Forza Italia lo sanno.
    Saluti.

  9. urca urca:

    Sono assolutamente contrario ad un’accentuazione del segreto istruttorio. La trasparenza, anche nelle indagini, è un bene prezioso da tutelare sempre. Sarebbe sufficiente usarla con inteligenza e senza sensazionalismo. Il problema è che programmi di approfondimento condotti da inossidabili giornalisti (es: Vespa e Mentana) sono condotti come Uomini e Donne della De Filippi. Almeno da lei si sa che le sue sono panzane fatte per riempire le ore pomeridiane, ma da due navigati giornalisti vorrei un pò più di “stile”. Però si sa che l’audience non ammette certe cose. Quindi avanti con il plastico di cogne e simili…e buonanotte alle menti degli ascoltatori (vista la tarda ora).

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