Referendum Welfare: Brescia vota sì, ma il no resta più forte che nel resto d’Italia

Il Sì al referendum sul welfare vince in modo netto in tutta la Lombardia: a scrutinio quasi ultimato i consensi all’accordo si attestano vicini al 75%(nel 1995 il SI aveva ottenuto il 52,36%) e vince in tutti i territori (compresa Brescia dove nel ‘95 si fermo’ al 41,90%).

Secondo i dati di CGIL-CISL-UIL, “il Si vince in tutte le categorie (nel 95 i No prevalsero tra i meccanici, i chimici, gli alimentaristi, i lavoratori della comunicazione e dei postelegrafonici, i trasporti, il pubblico impiego, scuola e universita’); tra gli attivi con un dato tra il 69 e il 70%, tra i pensionati con quasi il 98% dei voti, tra atipici e precari con un dato di poco inferiore al 77%. La partecipazione al voto si e’ attestata sui medesimi livelli del ‘95: oltre 870.000″.

I risultati del referendum per il protocollo sul Welfare nelle aziende della provincia di Brescia indicano comunque una prevalenza dei ‘sì’ (59%) nonostante i ‘no’ abbiamo finora prevalso nelle numerose aziende metalmeccaniche (62%) e in quelle chimiche (60%). Sul fronte del no, il dato più rilevante, secondo i sindacati, è quello della Iveco di Brescia dove su 1.767 votanti ci sono stati 1.339 ‘no’ e 415 ‘sì’. Risultato analogo a quello prevalente nelle numerose aziende siderurgiche della zona. Alla Bialetti di Chiari hanno invece vinto i ‘sì’ così come tra i dipendenti pubblici e i pensionati, categoria all’interno della quale il protocollo è stato promosso col 96% dei voti.

E proprio sul ruolo degli ex lavoratori nella consultazione bresciana, le edizioni nazionali di ieri dei quotidiani “Il Corriere della Sera” e “Manifesto” hanno dedicato uno spazio importante. Per il “Corriere”, la cui linea editoriale è favorevole all’accordo, l’arrivo dei dati dei “duri” bresciani - tradizionalmente vicini alla Fiom, e quindi contrari all’accordo firmato dalla Cgil - ha fatto tirare un sospiro di sollievo ad Epifani, Bonanni e Angeletti.

Secondo il giornale “Manifesto”, vicino alle posizioni della Fiom e di chi si opponeva all’accordo, “sui 67mila votanti,vince il sì con il 58,4%. Se consideriamo solo i lavoratori attivi, però, il dato scende al 51,8%. Nell’industria bresciana, invece, vince chi si oppone all’accordo. E veniamo ai pensionati: su oltre 8mila votanti, il 96% ha detto sì, mentre solo 342 “eroici” pensionati hanno detto no”.

“Il grande ruolo dei pensionati nel Sì all’accordo - conclude ironicamente il Manifesto - è quindi un dato solo bresciano o nazionale?”

4 Commenti to “Referendum Welfare: Brescia vota sì, ma il no resta più forte che nel resto d’Italia”

  1. franco 65:

    io ho votato si all’accordo perchè permette un miglior trattamento per la gente della mia età e credo anche per i piu giovani.

    non sapefo che a brescia i no fossero cosi forti.

  2. L'araldo di Rovato:

    Alla Gnutti grande vittoria del No.

    A Pagani e alla Ge successo deciso del Si.

  3. Rovato.org » Blog Archive » Dopo il voto sul welfare e dopo alcune modifiche ecco come dovrebbe diventare il nostro stato sociale:

    […] E’ di pochi giorni fa l’approvazione da parte dell’80% circa dei lavoratori e pensionati che hanno votato l’accordo raggiunto dal Governo sul Welfare. A Brescia il risultato si è mostrato abbastanza diverso da quello nazionale vedendo i no attestarsi in maniera più decisa. […]

  4. mirALcuore:

    eh no franco65 le politiche e scelte attuali si trovano a dover difendere meglio e con maggiore forza le tue esigenze che quelle dei più giovani, che devono pagare le colpe dei padri (in senso generale s’intende!)

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