Lo zar contro gli “sciacalli”

La campagna elettorale russa (domenica si vota per la Duma, il parlamento russo) è quanto mai tesa dopo le parole di Vladimir Putin contro i suoi avversari. Testualmente il presidente russo li ha così apostrofati: “Gli oppositori sono sciacalli parcheggiati di fronte alle ambasciate estere”.
putin4.jpgParole dure, che sembrano essere state seguite anche dai fatti. Nel pomeriggio di sabato, durante una manifestazione non autorizzata, è stato arrestato Garry Kasparov, ex campione del mondo di scacchi ed ora leader della formazione politica “Altra Russia”. E’ stato condannato a 5 giorni di carcere.
Anche ieri un altro esponente politico, questa volta della destra, Boris Nemtzov, candidato alle elezioni presidenziali di marzo ed anche ex delfino di Boris Eltsin ha subito la stessa sorte. Mentre usciva dalla sede del suo partito a San Pietroburgo, avviandosi verso il corteo non autorizzato di ieri (domenica) è stato obbligato dagli Omon (polizia speciale) in tenuta antisommossa a salire sul furgoncino delle forze dell’ordine. Anche lui è poi finito in cella.

La situazione, già tesa per molti altri fattori in Russia non è facilmente spiegabile. Come ammette infatti Irina Khakamada, personalità di spicco tra gli anti-Putin, tutto l’universo russo dei dissidenti è altamente frammentato, ed i vari partiti, restando separati fra loro riescono a malapena ad avere un qualche piccolo punto percentuale di consensi. A parte Kasparov e Nemtzov, tra gli oppositori troviamo infatti Eduard Limonov (Partito Nazionale Bolscevico), Mikhail Kasyanov (Il Popolo per la Democrazia e la Libertà), Gaidar padre e Gaidar figlia (movimento politico “Da”). Putin invece gode di un largo consenso nel paese (sostenuto da progressi economici soprattutto), ben oltre la maggioranza assoluta.

Perché quindi tenere una mano così pesante nei confronti degli oppositori? Secondo Franco Venturini, giornalista del Corriere della Sera, il comportamento di Putin è teso principalmente a far sì che l’occidente, o almeno una parte di esso, inizi una “crociata” anti-Putin e pro-diritti umani. Il tutto non farebbe altro che alimentare quella parte di elettorato russo (la maggioranza) con forti sentori nazionalistici, che vede sempre più nell’occidente europeo e americano un alleato scomodo.

4 Commenti to “Lo zar contro gli “sciacalli””

  1. Giulione:

    situazione pesante quella russa, fame per tanti e gas per pochi

  2. cecco angiolieri:

    Berlusconi dice che è un suo ottimo amico, lo invita in Sardegna a prendere il sole, lo visita a Mosca,
    non sarà che è un suo dipendente. amdbedue dicono di essere anticomunisti ma praticano le politica del culto della personalità e del potere proprio come Breznev

  3. roby80:

    chissà perchè ci deve sempre essere di mezzo Berlusconi. Ci sono moltissimi politici che si fanno fotografare da grandi amici con Putin e con molti altri. E’ l’apparenza che c’è sempre tra politici di paesi diversi.
    E poi tra i 2 l’uomo più potente è Putin, come fa a fargli da servo?
    basta con questi attacchi e provocazioni scadenti.

  4. cecco angiolieri:

    sono convinto che berlusconi sia meno potente ma il guaio è che agli italiani ha tentato di far credere il contrario e si osno visti i risultati quando serviva il metano
    mio nonno diceva che farsi bellli con le piume del pavone porta male, e non importa se è berlusconi a farlo, tanto più che il silvio di arcore cerca di imitarlo e ci sono quelli che lo difendono dicendo che dirlo è una provocazione scadente

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