Nakata. Da calciatore a “podista”.
Il primo fu lui, Hidetoshi Nakata. Arrivo in Italia e dimostrò che i piedi buoni per giocare a calcio non li avevano solo i sudamericani e gli europei. Nel suo paese , il Giappone, fu un caso mediatico di prima grandezza. La Roma, quando lo acquisto, riuscì a recuperare il suo ingaggio annuale in meno di 48h grazie alle magliette che nel Sol Levante le venivano ordinate.
Da quando ha abbandonato il calcio (a 30 anni dopo il mondiale del 2006) Hidetoshi ha però deciso mantenere in forma il fisico camminando. Ma non passeggiate al parco, bensì, con uno zaino in spalla, girando il mondo a piedi.
Basandosi solo sulla forza delle proprie gambe e, diciamocelo, anche di un buon conto in banca, è partito dal Giappone ed ha attraversato prima l’Asia orientale (Cambogia, Vietnam, Laos, Indonesia, Buthan) e poi il Medio Oriente (Giordania, Oman, ecc.). A questo proposito ha dichiarato: “La gente ha paura di quei posti perché non sa che oltre alla guerra c’è gente stupenda. Se si viaggiasse di più ci sarebbero meno pregiudizi idioti”. Le sue prossime mete saranno l’America Latina e l’Africa.
Ma cosa lo ha spinto a questa scelta? “Quando ero calciatore ho viaggiato molto, ma ho visto solo hotel, stadi, aeroporti. Avevo voglia di partire da solo alla scoperta di paesi e popoli che mi affascinano. Ho voglia di vedere da me il mondo, non attraverso i giornali o la tv….Questo giro del mondo mi serve per capire qual è il mio ruolo e come, nel mio piccolo, posso essere utile al mondo”.
Beh, allora buon viaggio Hidetoshi.






Gennaio 30th, 2008 alle 10:22 pm
Nakata è stato un fenomeno davvero. Me lo ricordo a Perugia all’inizio. E’ stato una grande sorpresa, meglio di moltissimi “pompati” calciatori nostrani.
Gennaio 30th, 2008 alle 10:26 pm
un esempio da uomo vero, non per niente i mass media nn ne parlano..