Alpini di Rovato: da Nikolajewka all’adunata sezionale del 1° giugno, il 2008 è l’anno delle “penne nere”
Tre giorni dedicati al Gruppo Alpini di Rovato, un monumento e una grande sfilata il 1° giugno, quando l’adunata sezionale dei “veci” e “bocia” bresciani condurrà per le strade della capitale della Franciacorta qualcosa come 3-5mila penne nere : il 2008 rovatese è di sicuro un anno fuori dal normale per il Gruppo Alpini di Rovato.
Proprio oggi, venerdì 8 febbraio, l’Auditorium delle Scuole Medie ospita un incontro dedicato al 65°anniversario della battaglia di Nikolajewka, che nel gennaio 1943 lasciò sul campo migliaia di soldati italiani condotti in Russia dall’attacco perdente sferrato dalle forze nazifasciste contro l’Unione Sovietica.
(nella foto in alto: secondo da sinistra, il capogruppo rovatese Valerio Cornali; poi, il vicepresidente nazionale Ana Alessandro Rossi; il segretario Enzo Pedrini; Nelson Cenci, medaglia d’argento al valor militare e il reduce rovatese Fausto Delaidini)
Alla giornata parteciperà, oltre al capogruppo rovatese Walter Cornali e al segretario Enzo Pedrini, il vicepresidente nazionale Sandro Rossi e il reduce Nelson Cenci.
Sabato 9 febbraio, invece, alle ore 20.30: presso la sala convegni del Foro Boario si terrà uno spettacolo teatrale con la lettura del testo “Cammina-Cammina” e l’accompagnamento musicale del coro “Prealpi”. La serata proseguirà con alcune proiezioni sulla Ritirata di Russia.
Domenica 10 febbraio, il programma più ricco:
Ore 9.30: ritrovo presso la nuova sede degli alpini di via Martinengo 31/A,
Ore 10.00: inaugurazione del Cippo con l’effige di Don Carlo Gnocchi, cappellano degli alpini in Russia.
Ore 10.30: formazione del corteo per la classica sfilata lungo le principali vie del centro storico di Rovato, con l’accompagnamento del Corpo Civico Bandistico Luigi Pezzana di Rovato.
Ore 11.00: messa officiata da Monsignor Gian Mario Chiari con l’accompagnamento della Corale di Rovato.
L’ADUNATA DEL 1°GIUGNO - La tre giorni per i caduti in Russia e negli altri teatri di guerra non esaurirà il 2008 degli alpini di Rovato.
Nelle prossime settimane, infatti, verranno date alle stampe le memorie di Fausto Delaidini e Alessandro Remonato, reduci rovatesi della tragica ritirata di Russia.
Nei giorni precedenti la grande sfilata del 1° giugno, in piazza Garibaldi verrà inoltre depositato un grande monumento dedicato all’A.N.A. (Associazione Nazionale Alpini) levigato in maniera tale da ricordare, con la sua forma, il monte Cervino.
Sul masso di granito, dall’altezza di circa 2 metri e dal peso di 5 tonnellate, verranno installati i simboli delle brigate alpine post Seconda Guerra Mondiale, un cappello alpino a grandezza naturale e una scritta dedicata ai caduti di ieri e agli atti di solidarietà compiuti oggi dalle penne nere.


















Marzo 18th, 2008 alle 6:34 pm
Nell’articolo Alpini di Rovato: da Nikolajewka all’adunata sezionale del 1° giugno, il 2008 è l’anno delle “penne nere” leggo che verranno date alle stampe le memorie di Fausto Delaidini e Carlo Remonato, reduci rovatesi della tragica ritirata di Russia.
In realtà le memorie sono di mio papà Sandro (Alessandro) Remonato e non di Carlo.
Carlo Remonato
Marzo 18th, 2008 alle 6:49 pm
Ci scusi per l’errore, in ogni caso ora è stato corretto.
Marzo 18th, 2008 alle 8:21 pm
signor carlo,guardi che per la maggior parte della nomenklatura rovatese , quella dei salotti buoni e dell’ora del the,gli alpini di nicolajewka sono sempre stati dei fascistacci all’attacco della grande madre russia,non se lo dimentichi mai ;lo dice uno che suo padre lo ha conosciuto bene.
Marzo 18th, 2008 alle 9:04 pm
Gli alpini sono un corpo militare rispettato e molto apprezzato per le virtù che i suoi membri sanno dimostrare in guerra e in pace.
Volerla mettere in politica, tirar fuori la storia del comunista brutto cattivo che mangia gli alpini (chi ce li aveva mandati in russia con le scarpe di cartone, baffone o pelatone?), usare la piccola testa che ragiona in base alla tessera che ha in tasca… beh, fa tristezza.
Beviamo sopra una pignatta di vino, così passa.
Marzo 19th, 2008 alle 10:28 am
LE BATTUTE DEL SIOR PIGNATTA SI COMMENTANO DA SOLE : SI PUO’ ESSERE DI DX O DI SX, SI PUO’ ESSERE D’ACCORDO SULLA GUERRA GIUSTA O PACIFISTI AD OLTRANZA, MA SPECULARE SULLA STORIA TRAGICA DEI NOSTRI SOLDATI COSTRETTI A MORIRE, NON SOLO IN RUSSIA, PER AIUTARE UN ALLEATO MEGALOMANE NON MI SEMBRA CHE RENDA GIUSTIZIA AI CADUTI DI TUTTE LE GUERRE E DEI LORO FAMILIARI. LA MEMORIA STORICA SERVE SOPRATTUTTO A TUTTI NOI PER NON RIPETERE SEMPRE GLI STESSI ERRORI E LA STORIA NON E’ SEMPLICE NARRAZIONE DI FATTI, LA STORIA E’ FATTA DA CHIUNQUE SI TROVA COINVOLTO ANCHE SUO MALGRADO.
Marzo 19th, 2008 alle 11:09 am
Pignatta..se fossi inj te mi vergognerei di ogni singola parola che hai detto!!! Dopo una guerra coloro i quali sono caduti per un ideale o perun altro devono essere rispettati come persone, poichè sono cadute e hanno dato la vita per un qualcosa in cui credevano!
Marzo 19th, 2008 alle 11:50 am
A parte che l’italiano non ha capito cosa diceva pignatta….
1)le persone si rispettano sempre, non solo quando sono morte
2)rispettare una persona non implica un divieto di muovere critiche alle idee che aveva. Una persona defunta non è automaticamente una persona santa e giusta. Non prendiamoci per i fondelli e non prendiamo a calci la nostra intelligenza.
3) ho grossi dubbi che tutti gli alpini mandati in Russia fossero bramosi di scontrarsi con l’Armata Rossa per portare avanti certe idee ed ideologie e dare lustro alla bandiera.
Marzo 19th, 2008 alle 12:17 pm
@ pignatta:
Evidentemente la sua cultura si ferma a topolino e paperino.
se avesse letto qualche libro sulla disavventura del Corpo Alpino in Russia, non direbbe certe stupidaggini.
la maggior parte, era gente comune che col fascismo aveva ben poco a che fare e si è trovata in Russia per la megalomania di pochi, tant’è che molte penne nere hanno ingrossato le fila della Resistenza.
legga qualcosa, le consiglio Mario Rigoni Stern, vedrà che di fascismo negli alpini ci troverà ben poco.
Marzo 19th, 2008 alle 12:21 pm
@ pignatta:
in più, se lei ha veramente conosciuto il Signor Alessandro Remonato, sa anche che era lontanissimo da idee fasciste.
saluti
Marzo 19th, 2008 alle 12:59 pm
anzitutto mi chiedo perchè perdo tempo a scrivere a gente come lei: non voglio offenderla ma porti cortesemente le sue idee politiche altrove… Ben risaputo da tutti che gli Alpini non hanno bandiera se non quella italiana.
Se non le piace il TRICOLORE può tranquillamente trasferirsi dalla sua Grande Madre!!! E le assicuro non ci darebbe alcun fastidio.
Alpino Decorato
Marzo 19th, 2008 alle 1:50 pm
un saluto al grande corpo degli alpini, dei grandi anche dopo la leva..
Marzo 19th, 2008 alle 2:47 pm
Dopo una guerra coloro i quali sono caduti per un ideale o perun altro devono essere rispettati come persone, poichè sono cadute e hanno dato la vita per un qualcosa in cui credevano
Finalmrnte una frase che condivido! Di tutte le persone cadute, per l’ideale in cui credono!!!
Marzo 19th, 2008 alle 2:48 pm
mi scusi Alpino, ma non si è capito a quale intervento lei stia facendo riferimento.
Marzo 19th, 2008 alle 9:38 pm
sempre in tema : la grande madre russia per tanti anni ha rifiutato di restituire le salme degli alpini caduti e di fornire nel contempo i nomi degli alpini trasferiti ed eliminati nei gulag ;leggete ben bene gli interventi del vecchio pignatta prima di scatenarvi in critiche parapatriottiche fuori luogo che non vi stanno tanto bene cucite addosso
Marzo 20th, 2008 alle 2:57 pm
Quasi nessuno di chi andò in Russia si arruolò volontariamente.
E al di là di tutto i Russi difesero il loro territorio da un invasore.
Saluti.