“8 settembre 1944: quell’aereo caduto sul Monte Orfano…”

ju188.jpg

Un nostro lettore, Diego Vezzoli, ci ha inviato questa interessante ricerca su un fatto di cronaca accaduto nel settembre del 1944 sul Monte Orfano di Rovato: la caduta di un aereo da guerra. Ringraziamo il lettore per la gentile concessione di foto e testo.

IL CARTELLONE E’ ORA ESPOSTO IN MANIERA STABILE PRESSO LA BIBLIOTECA DI VIA LAMARMORA A ROVATO.

Chiunque avesse storie o articoli da proporre lo può fare contattandoci a: info@rovato.org

L’aereo del Monte Orfano

08.09.1944

tutti quanti in paese hanno sentito raccontare dal nonno oppure dal papà di quell’aereo caduto sul Monte Orfano durante la guerra,

ma dopo 70 anni non si sapeva ancora nulla di quanto accadde esattamente quel giorno dell’ 8 settembre 1944.

Erano gli anni in cui l’avanzata anglo americana cominciava a lambire il nord italia e si cominciano a subire i disagi e la paura dei primi bombardamenti e mitragliamenti degli alleati sulle linee di comunicazione, per “strangolare” i rifornimenti e l’approvvigionamento dell’esercito Tedesco presente ancora sul nostro territorio.

aereo-caduto-monte-orfano.jpg

Nei nostri aeroporti di Ghedi, Bettola di Lonato ed Orio al Serio Bergamo gruppi di aerei da caccia tedeschi erano pronti per intervenire ad impedire gli attacchi dei bombardieri d’alta quota che agivano su tutti gli obiettivi primari in tutta la pianura padana. Oltre a questi aerei, ad Ghedi ed Orio al Serio erano schierati i ricognitori della Luftwaffe, l’aeronautica tedesca, che proprio da questi aeroporti operavano verso il Sud Italia, la Francia e l’Adriatico.

Il giorno 08.09.1944 uno Junkers 188 bimotore del 122°Aufklarungsgruppe (gruppo ricognizione) con marche F6+GP decolla da Orio al Serio intorno alle ore 10.00 per dirigersi verso Ghedi ed iniziare poi un volo di ricognizione in tarda serata.

Il tempo è nuvoloso ma senza nebbia, condizioni che non fanno cetramente paura ai piloti, dotati del più avanzato sistema radar montato su aereo, avanzatissimo per l’epoca, il FUG200 .

Uno dei due motori inizia ad avere problemi di alimentazione e l’aereo, a pieno di carburante, manovra a malapena.

Si decide quindi di scavalcare il Monte Orfano e di effettuare un’atterraggio di emergenza nelle campagne a sud di Rovato, verso Chiari .

La manovra non riesce e l’aereo si schianta sul versante nord del monte, proprio 10 metri sotto la cresta vicino al laghetto .

Nessuno dei quattro componenti dell’equipaggio verrà risparmiato dall’orribile fine : l’equipaggio

Pilota Comandante Sottotenente Herbert Spousta

Navigatore Sottufficiale Edmund beindorf

Radiofonista Sergente Willi Stöcher

Motorista Aviere scelto Werner Teubner

riposa al Cimitero Militare tedesco di Costermano (VR).

Prima che possano intervenire le autorità locali, molti rovatesi riescono a ricuperare parecchio rottame di alluminio oltre ad uno strano materiale all’epoca sconosciuto: il plexiglass.

Testimoni dell’epoca ricordano sul mercato anellini lavorati a tornio al dito di molte ragazzine rovatesi, una moda del momento!

Interverranno il giorno dopo tecnici del 122° per minare i motori onde renderli inutilizzabili da eventuale nemici.

La prima traccia per effettuare questa ricerca, oltre ad interrogare testimoni rovatesi, viene trovata leggendo un diario scritto da uno svizzero impiegato in un bottonificio durante la guerra dove vi è annotata la data esatta. Partendo da quella data, con l’aiuto di internet si risale ad un sito inglese che tratta del reparti da ricognizione 122° e si riesce ad identificare la matricola ed il nome del comandante.Da questo, con l’aiuto del Cimitero Militare tedesco di Costernano, si risale a tutto l’equipaggio.
pezzo-aereo-rovato.jpg
Purtroppo gli archivi statali tedeschi non ci hanno fornito l’aiuto richiesto e quindi non si ha ad oggi nessuna foto dell’equipaggio né dell’aereo F6+GP.

Ma quale fu la causa dell’incidente???

Dagli archivi del reparto risultano caduti 4 aerei dello stesso tipo in pochi giorni, caduti per cause esclusivamente tecniche , tutti e quattro nuovi e primi ad entrare in servizio .
Con l’aiuto dello studioso Nick Beale, si è scoperto che il nuovo motore Jumo 213 abbisognava di un carburante più performante in ottani rispetto ai motori in uso agli aerei precedenti Ju 88 e quindi i primi voli effettuati con il carburante di vecchio tipo stoccato nelle cisterne dell’aeroporto, portarono a questo disastro.

Testimoni ricordano che prima dello schianto l’aereo aveva entrambi i motori fuori giri con un rumore che ricordava il rumore della ferraglia.

I rilievi sul luogo sono stati fatti con l’aiuto di cercametalli che hanno rilevato parecchi frammenti dell’aereo, con la possibilità di ricostruirne addirittura la colorazione.

La ricerca è stata resa difficoltosa dalla stato di abbandono del nostro bosco e dai rovi presenti sul luogo. Ricordiamo che il Monte Orfano al tempo dell’incidente, non aveva vegetazione ed appariva come una montagna semirocciosa completamente spoglia.

La ricerca comunque prosegue nella speranza di poter rintracciare altri testimoni diretti, ritrovare fotografie originali e reperti da mettere nella vetrinetta-museo che sarà custodita qui nella sede degli Alpini di Rovato.

Siamo certi che, in qualche cantina o solaio di Rovato, esistono ancora reperti dell’aereo e ci piacerebbe poterli vedere e fotografare.

Si ringraziano tutti quanti hanno collaborato a questa ricerca:

Andy Mitchell

Il gruppo AirCrashPo

Il gruppo Romagna Air Finders

Sig. Angiolino Pedali

Sig.Alberto Pedrali

Cimitero Germanico di Costermano

Archivio Parrocchiale

Archivio Comunale sig.Ivano

Gruppo Alpini Rovato

Il gruppo Air Crash Po si occupa di ricerche storico aeronautiche relativamente al periodo 1943/45 nella zona della pianura padana.

Il gruppo non ha finalità politiche né partitiche ma ha solamente l’obiettivo di raccontare nel modo più verosimile la storia di chi visse quei giorni di guerra, in modo da riportare le testimonianze raccolte alle nuove generazioni.

Diego Vezzoli”.

24 Commenti to ““8 settembre 1944: quell’aereo caduto sul Monte Orfano…””

  1. mangusta:

    affascinante, complimenti!

  2. Francesco:

    Bellissimo approfondire sul mitico “Pippo ” sensazionale poi che siano passati 70 anni dal 1944…..

  3. graziella 1959:

    ma quell’aereo era il mitico PIPPO?

    Rispondetemi..mio nonno ne parlava sempre di quando dovevano abbassare le persiane per non far vedere la luce nelle case..l’aereo schiantatosi sul monte era pippo?

    grazie

  4. mangusta:

    che cos’è pippo? (ho capito che è un areo ma cos’ha di particolare?)

  5. pippo:

    durante la seconda guerra mondiale avvenivan voli di perlustrazione

    questi aerei solitari erano nel nord-italia chiamati popolarmente ‘PIPPO’, ed erano pericolosi perchè mitragliavano a bassa quota possibili bersagli a terra, anche civili (case, mezzi in movimento, anche singole persone)

    modo di dire: SPEGNI LA LUCE (oscura la finestra, riparati sotto un albero, abbandona il camion) CHE PIPPO TI VEDE (e ti mitraglia)

    mi sembra ci fosse pure una canzoncina su pippo, di quelle che si sentivano alla radio

  6. ALE:

    Bravi.

  7. angelo:

    1940, G.Kramer-M.Panzeri-N.Rastelli

    Ma Pippo, Pippo non lo sa
    che quando passa ride tutta la città
    e le sartine,
    dalle vetrine,
    gli fan mille mossettine.
    Ma lui con grande serietà
    saluta tutti, fa un inchino e se ne va,
    si crede bello
    come un Apollo
    e saltella come un pollo.

    Sopra il cappotto porta la giacca
    e sopra il gilè la camicia.
    Sopra le scarpe porta le calze,
    non ha un botton e con le stringhe tien su i calzon.

    Ma Pippo, Pippo non lo sa
    e serio, serio se ne va per la città,
    si crede bello
    come un Apollo
    e saltella come un pollo.

  8. angelo:

    http://www.galleriadellacanzon...../pippo.htm

    la storia della canzone..magari era il nostro Pippo!

  9. MOSCACOCCHIERA:

    mi raccontava un Pippo di mia conoscenza che quando passavano gli aerei si smorzavano le luci e si accendevano i cinema di casa,con grande risparmio energetico e cure dimagranti di infallibile efficacia;se poi faceva freddo si univa l’utile al dilettevole;senza televisione e internet si garantiva il futuro alla nazione con poca spesa e senza tante pretese

  10. Biondino:

    Per gli appasionati di aeronautica e sfracelli collegati, segnalo che presso la biblioteca comunale C. Cantù di Rovato è appesa una bella gigantografia sulla vicenda dell’aereo precipitato, con altre fotografie del modello in questione.

  11. MOSCACOCCHIERA:

    è stato con ogni evidenza eliminato dal moderatore l’intervento che ha provocato le ire di moscacocchiera;così i lettori non hanno idea del motivo di ciò.

  12. Giovanni:

    Gli insulti reciproci di moscacocchiera ed xyz sono stati rimossi in quanto non sembravano particolarmente interessanti ed originali.

  13. MOSCACOCCHIERA:

    grazie.allora eliminate gli ultimi tre interventi di moscacocchiera perchè non sono comprensibili senza gli insulti del signore con la barbetta.

  14. Giovanni:

    Salve,
    ho eliminato una serie di 4 commenti (2+2) con insulti ed ora mi sembra tutto ok.
    Se così non fosse mi scriva pure a giovanni@rovato.org

    G.

  15. MOSCACOCCHIERA:

    torniamo all’aereo nazi caduto sul monteorfano;da bambino mi è stato più volte indicato un altro sito di caduta,diverso da quello indicato;il sito di caduta a me noto si trovava sul versante di coccaglio,diciamo a metà strada tra il genuisi e il convento,forse più vicino al convento;non voglio insistere su questa versione,ma è quella che mi è rimasta impressa anche perchè ero stato portato sul posto durante più di una passeggiata.

  16. il moro:

    Salve a tutti, il “pippo” non era un velivolo tedesco, ma inglese, o meglio “alleato”

    Poteva essere un Mosquito, o un A20 non si sa di preciso, comunque il nomignolo era affibiato ad un bimotore che di notte aveva lo scopo di terrorizzare la popolazione civile… e ci riusciva!… Complimenti al Sig. Diego Vezzoli e ai suoi collaboratori, queste storie dovrebbero portarle anche nelle scuole, perchè i giovani di oggi, se ne infischiano di quello cha hanno passato i loro genitori, i nonni e di chi ha sofferto o è morto per far sì che ora, questi giovani, vivano in pace.
    Un ex aviere.

  17. ZAGOR:

    Signor Moro e tutti gli altri,mettetevi d’accordo per favore 1)se si trattava di un aereo inglese o tedesco e 2)dove sia caduto ;grazie.
    Perchè ,se esiste una indeterminatezza molto spinta come sembra sull’accaduto,non ci si deve sorprendere della disaffezione dei più giovani verso una storia che sembra remota ma non lo è proprio perchè da essa dipende il nostro attuale.

  18. ecco pippo:

    penso che qui o milano sia uguale quindi ecco pippo

    http://www.paolo.valenti.name/.....ereo-spia/

  19. AB:

    è poco probabile che vi fosse un solo Pippo, non poteva “apparire” a Brescia, Milano nel Ravennate e magari altro ancora. è più facile che vi fossero più aerei con questo tipo di incarico.
    magari qualcuno si può prendere la briga di fare una ricerca storica presso l’aereonautica militare e finalmente capire non solo quanti fossero, ma anche chi c’era dietro Pippo, qual’era lo scopo vero di queste incursioni.

  20. maria:

    Egregio signor Vezzoli, ho letto con molta attenzione il suo articolo
    e nonostante la mia passione per tutto quanto risalga alla seconda guerra mondiale debbo purtroppo dissentire sulle sue conclusioni
    in merito alla caduta dell’aereo sul monte Orfano e al suo presunto
    ritrovamento di reperti di codesto aereo.
    Dalle fotografie visionate non mi pare vi possano essere reali reperti
    del “presunto aereo” ma pezzi arruginiti di qualsivoglia genere che nulla hanno a che vedere con l’aereonautica militare di quel tempo.
    In ogni caso visto il mio interesse a tutto cio che vola, le sarei grata se potessi visionare dal vivo questi “reperti” e anche la zona dei
    ritrovamenti.
    Aspetto sue in merito al mio indirizzo di posta elettronica aereoplanaitaliana (at) libero (dot) it.
    Ringraziando anticipatamente per la sua eventuale disponibilità
    porgo i miei piu calorosi e sinceri saluti.

  21. Diego Vezzoli:

    Mi scuso per non aver ancora risposto a tutti i post.
    Pippo: era un’aereo inglese da ricognizione e bombardamento notturno, spesso in azione sulle nostre zone in orari serali/notturni.
    Bombardava e mitragliava bersagli casuali illuminati durante le ricognizioni, per quello andavano spente le luci.
    Un’esemplare venne abbattuto dalla contraerea tedesca di Ghedi a Quinzano d’Oglio, morti i due piloti. Anche gli americani avevano un loro Pippo, il P61 Black Widow. Anche qui ne venne abbattuto uno a Fontanella Grazioli (CR).
    Per Zagor: non esiste approssimazione in questa ricerca, l’aereo del monte non era Pippo ma uno JU 188D2 tedesco, leggi la ricerca, non solo i post degli altri!!!
    Per moscacocchiera: l’aereo impattò sul versante nord del monte, ma parecchi pezzi compreso due piloti finirono effettivamente sul versante sud nel cortile del Villino.
    PER MARIA: i pezzi da me ritrovati sono in alluminio aeronautico, addirittura riportanti tracce di vernice originale dunkelgrunn ed hellblau luftwaffe, plexiglass e parti di motore, perfettamente identici ad altri pezzi di 188 ritrovati in prov. di BG ed AL .
    I pezzi sono visionabili presso la sede degli alpini a Rovato, in una vetrina, ma se lei non ci crede posso accompagnarla.
    Non sono un improvvisato come Lei pensa, ma faccio questo ormai secondo lavoro da tempo, collaborando con ricercatori storico/aeronautici in Italia ed all’estero. Oltre all’ACPO, collaboro con il gruppo Romagna Air Finders, se vuole chieda pure le mie credenziali. LE BASTA??? Grazie

  22. Diego Vezzoli:

    precisazione: il Pippo poteve essere indifferentemente il De Havilland Mosquito oppure il Bristol Beaufighter, entrambi inglesi.

  23. Diego Vezzoli:

    Per AB: c’erano in volo più di un Pippo ogni notte e la missione era la ricognizione notturna ed il bombardamento leggero su obiettivi prestabiliti oppure di casualità.

  24. AB:

    @ Diego Vezzoli

    Grazie per la cortesia e per le sue delucidazioni

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