
Una volta era chiamata la “Strada Larga”. In un colpo solo, collegava le Valli e il lago d’Iseo con la stazione ferroviaria e le direttrici stradali di Brescia e Bergamo: insomma, uno snodo fondamentale per la viabilità e la vita economico - sociale di tutto l’Ovest Bresciano.
Poi, dopo la guerra, il cambio di nome e l’intitolazione a Silvio Bonomelli, militante socialista e partigiano iseo - rovatese ucciso dai nazifascisti durante la Resistenza: nonostante ciò, Corso Bonomelli rimase per anni “la Strada Larga”, con il suo Caffè Lallio, il passaggio di animali e persone indaffarate in mille attività, specie il lunedì giorno tradizionale di mercato.
Oggi, invece, Corso Bonomelli, cos’è?
La realizzazione della tangenziale “delle piscine” ha fortunatamente alleggerito il traffico in direzione di Brescia e Bergamo, in particolare quello pesante.
Ma tutta la via ha subito una “mutazione” genetica, figlia del cambio dei tempi e anche della incessante modifica della struttura sociale di Rovato e dei suoi residenti: a farla da padrone, in questo primo scorcio di terzo millennio, sono gli istituti di credito (almeno una decina), alcuni negozi di qualità, alcuni immobili sfitti e tanti uffici.

Una strada più moderna, forse, anche se decisamente meno viva. I residenti e i passanti incontrati in una mattina rovatese di fine agosto (pochi, per la verità) sembrano però interessati ad una sola cosa: “lo stato della strada”.
CORSO BONOMELLI OGGI - I commenti raccolti si dividono in due categorie: c’è chi giudica il rifacimento voluto dall’amministrazione Manenti a inizio 2002 (alti dossi, marciapiedi larghi, carreggiata stretta, illuminazione affidata ai nuovi lampioni e pavè a terra) un deciso passo avanti per l’architettura del paese, specie dopo i lavori simili compiuti in altre vie del centro come via Castello e Lamarmora.
Altri (e sono la maggioranza, nel nostro pur estemporaneo sondaggio) giudicano l’intervento, costato circa 3 milioni di euro, uno dei peggiori mai realizzati a Rovato: dossi che sembrano il Monte Bianco e che ogni due per tre rovinano un’automobile, furgoni e ambulanze bloccate, un fondo stradale dissestato e ondulato come il mare d’inverno, marciapiedi sproporzionati.
E ancora: illuminazione irregolare e a strati, aiuole inutili, sorpassi di biciclette e scooter resi impossibili dagli spartitraffico con conseguenti file chilometriche che neanche in centro a Milano..
Insomma, discussioni a non finire, anche in merito alle eventuali responsabilità: fra i contestatori del “nuovo” corso Bonomelli c’è chi spara a zero su Manenti e chi invece accusa Cottinelli, perchè “va bene gli errori del 2002, ma in sei anni invece che fare continui rattoppi ai dossi si poteva almeno rimuovere il pavè distrutto e levare le aiuole o fare qualcosa di più per la strada più importante di Rovato”.
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