Prova a sottrarre un kit per il digitale terrestre al Cityper: arrestato 46enne già condannato per omicidio.

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Un kit tv per il digitale terrestre: H.A., 46enne cittadino marocchino, è stato arrestato nella giornata di venerdi scorso mentre cercava di sottrarre l’apparecchio elettronico dagli scaffali del Cityper di via Rudone a Rovato.

La particolarità della vicenda non sta però tanto in quest’episodio, quanto nel passato dell’uomo, arrestato nel 2001 a Coccaglio per omicidio.

Sette anni fa, H.A. fu infatti arrestato per aver ucciso M.D., operaio 39enne nonchè suo connazionale.

Teatro dell’evento l’ex raviolificio Manenti a Coccaglio, a quell’epoca usato come riparo da numerosi cittadini provenienti da altri Paesi. Quasi tutti muratori od operai “a chiamata”, che utilizzavano lo stabile come luogo per dormire.

Una notte, il 21 settembre 2001, la morte: una lite mai chiarita, forse innescata da una batteria di cellulare prestata e non piu’ restituita, forse dall’alcool, sostennero i giornali dell’epoca, con la vittima a scagliare prima una sedia e poi un coltello contro H.A.

Poi la collutazione, con l’arma bianca che passa di mano prima del colpo mortale.

Riconosciuto colpevole, H.A. fu condannato nel marzo del 2003 dai giudici della Corte d’Appello a 6 anni e 8 mesi: una pena ridotta da diverse attenuanti, prima fra tutte il fatto che ad impugnare il coltello per primo non fu l’omicida ma la vittima.

Poco piu’ di un anno fa, la scarcerazione anticipata per effetto dell’indulto. Poi un arresto a Bolzano, a causa del permesso di soggiorno scaduto, ed infine il nuovo fermo a causa del tentato misero “colpo” al Cityper di Rovato.

REAZIONI - Sulla vicenda, da registrare la dura presa di posizione della sezione Forza Nuova di Rovato

13 Commenti to “Prova a sottrarre un kit per il digitale terrestre al Cityper: arrestato 46enne già condannato per omicidio.”

  1. ( ):

    Alla gogna!!!!!!!

  2. paul:

    meglio in carcere che crepare ammazzato a coltellate

  3. www.rovato.org:

    NON sono consentiti nick name passibili di reato e/o denuncia per il sito.

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    Buona navigazione

    Rovato.org

  4. Paola - Srocco:

    Allora..proviamo a mettere in fila i dati:

    1.immigrato marocchino lavora come operaio/muratore “a chiamata” ( e chi lo chiama? il caporale bresciano…)
    2. in una lite esce un coltello (della vittima, non dell’aggressore) e nella collutazione l’aggredito ha la meglio sull’aggressore. Idea confermata dalla sentenza, che gli dà “solo” 6 anni
    3.Indulto: qui si può discutere di utilità o meno, personalmente sono contrario senza un’amnistia, cosi non è servito a nulla visto che le carceri sono ancora piene
    4.L’indultato (che ha scontato cmq 4 anni) esce e lo pigliano senza permesso (ovvio, era in carcere: come può rinnovarlo?) e poi lo pizzicano per aver rubato un attrezzo che vale 100euri scarsi..

    mah, mi sembra poco per fare tutto sto casino.

    Nel comunicato di Fn al massimo me la sarei presa con l’immigrato èperchè E’ ORMAI L’UNICO IN ITALIA A VOLER VEDERE QUELLA FARSA DEL DIGITALE TERRESTRE, UN FLOP MEGAGALATTICO.. :-P

    Ciao

  5. Paola - S. Rocco:

    Scusate, sono Paola - SAN ROCCO, non srocco..cosi stoppo subito le battute..

  6. neskens:

    per la vicenda raccontata quoto al cento per cento paola s. rocco..

    mi sembra utile sottolineare l’allucinante storia del protagonista: una persona venuta qui per lavorare che ha dovuto rimanere in un ambiente squallido pronto alla chiamata dello sfruttatore italiano senza possibilità di regolarizzarsi e di acquisire i diritti che dovrebbero spettare a tutti i lavoratori, rischi la morte si difenda, subisca comunque una condanna, scontata nel rispetto della legge, e non abbia ancora possibilità di regolarizzarsi perchè in italia non esistono reali politiche di reintegrazione per un condannato ed esistono politiche sull’immigrazione punitive e inutili..

    ho letto la reazione di forza nuova.. le solite cose..
    comunque se usiamo lo stesso ragionamento si potrebbe partire dal recente omicidio di milano per parlare di un fallimento della società italiana dove vieni ucciso a sprangate per un pacchetto di biscotti..
    tra l’altro vi sono tanti esempi positivi riguardo alla possibilità di una società multietnica..
    ed, infine, i poteri forti sono più contenti quando nella società vi è conflitto, magari culturale o etnico, che quando vi è aggregazione, per la serie dividi et impera..

  7. Dade '82:

    bah aldilà della politica basta indulti, spero resti dentro!!!

  8. neskens:

    sì, resti dentro il giusto per taccheggio..

    l’ndulto è stata una cavolata e a mio parere esteso a troppi reati, magari anche in quelli in cui erano coinvolti gli amici degli amici, se si andasse a vedere quanti condannati dai colletti bianchi hanno evitato il carcere con l’indulto, altro che stupore..

    l’amnistia, più che l’indulto, per reati non violenti e per pene fino a 3 anni di carcere, accompagnata da serie politiche di reintegrazione, sarebbe stata più utile per ridurre l’eccessiva popolazione carceraria..

  9. Ottaviano:

    ridurre l’eccessiva popolazione carceraria..?????????

    Io semmai costruirei nuove carceri, altro che indulto e amnistie !!! PENE CERTE e basta ! Altrimenti mi sembrerebbe un’istigazione a delinquere scontare pene minori di anni 3 ! (della serie … tanto se mi beccano a rubare la mattina in un supermercato, un auto, un motorino, la sera sono belle che libero)
    questa è la mia idea, poi in democrazia giusto confrontarsi…

  10. neskens:

    @ottaviano,naturalmente ben venga il confronto,

    le carceri attualmente sono solo per un tot numero di persone, putroppo gli occupanti sono di più.. anche volendo riempire la penisola di carceri, ciò richiede tempo, per ora utilizziamo meglio quelle che ci sono e liberiamole degli occupanti non violenti e con possibilità di reintegrazione nella società, non va bene tre anni, facciamo reati fino a due anni

    poi il tutto non dovrebbe partire dal carcere in sè come panacea di ogni situazione, dietro dovrebbe esserci una politica di gestione dell’ordine pubblico e un esame sulle ragioni del delinquere da poter eliminare alla radice e sulla funzione della pena che dovrebbero essere il pane di una classe politica decente, purtroppo la nostra classe politica si basa sugli slogan e le trombonate dei media sempre dirette ai bassi istinti del popolino..

  11. Marco L.:

    Ma siete fuori di testa? Uno ha preso “solo”6 anni, solo? Ca°°o ha ammazzato un’altra persona! Ha tentato di rubare un decoder che vale “solo” 100 euri?? Per me voi siete tutti dei malati, è anche inutile ragionare con voi…

  12. Dade '82:

    completamente daccordo con Marco, ma discutere è giusto.

    il fatto è che non c’è la certezza della pena ne tanto meno la certezza di scontarla per davvero.

    esempio: se ti danno 10 anni per omicidio non volontario come questo, ok..mi pare poco ma ok, però non devi uscire per un solo secondo, dieci anni filati per capire di cambiare certe “compagnie”

    qui invece fra sconti, riduzioni, permessi e indulti e’ piu il tempo fuori che dentro!

  13. neskens:

    @marco l., non so tu ma io considero più malato di paranoia chi procede per giudizi trancianti senza sostanziare una propria opinione (magari attende gli imput dai camerati) se non per grezzi ragionamenti senza fatti..
    nel caso specifico i sei anni sono stati il risultato di un iter processuale che ha rilevato come il tizio fosse stato oggetto dell’aggressione, la pena deve essere proporzionale al reato commesso e poi deve avere una funzione rieducativa, putroppo questi concetti frutto di secoli di evoluzione della società umana sono messi in dubbio da una cultura da bar senza capo ne coda.. non è neanche fascismo, perchè l’attuale codice penale (anche se modificato negli anni) viene comunque da quel periodo, lo chiamerei banale legge della giungla fondato su slogan forgiati in anni di allarmismo e stupidismo televisivo, spesso unica fonte di informazioni e di conoscenza per gli italioti..
    non so nel tuo mondo come funziona, ma in una moderna democrazia ci deve essere un processo che rilevi la dinamica dei fatti in modo da applicare la pena più proporzionata possibile alla vicenda..

    cavoli una decoder da cento euri, io lo finirei direttamente a sprangate come si usa tra i bravi italiani..

    la materia penale è troppo complessa per essere gestita con gli slogan da stato di polizia..

    @dade82 certezza della pena ma anche politiche per il reintegro (esisteti sulla carta ma quasi assenti nella realtà), perchè chi ruba non merita di stare in carcere a vita ma merita, dopo e durante la pena, un percorso di recupero alla legalità, sennò buttiamo tutto nel cesso e rifacciamoci al detto biblico, occhio per occhio e dente per dente, una perpetua società della vendetta magari con la sorveglianza di qualche soldatino agli angoli delle strade (unico paese in europa ad avere militari per strada per l’ordine pubblico, tra la’ltro con contemporanei tagli per le forze dell’ordine)..

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