Ideal Standard e The Credo live al Big Bulldog di Chiari
I rovatesi ideal standard in coppia con i The Credo saranno impegnati in una live performance al Big Bulldog di Chiari, dalle 22 con ingresso libero

I rovatesi ideal standard in coppia con i The Credo saranno impegnati in una live performance al Big Bulldog di Chiari, dalle 22 con ingresso libero

Domenica 1 febbraio i Croissant in Fire si esibiscono al concorso musicale che si tiene presso il Bongo, locale giamaicano di Cazzago, proponendo un repertorio di musica Rock che svaria dai Doors ai Led Zeppelin, da Hendrix ai Wolfmother. I presenti potranno votare il gruppo preferito fra quelli che si esibiranno.
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L’estrazione del gioco del Lotto di martedì sera ha portato una piacevole sorpresa in quel di Rovato e in una famiglia (presumibilmente) rovatese. Grazie ad una giocata dall’importo relativamente basso (40 Euro) un probabile cittadino rovatese è riuscito ad aggiudicarsi la bella cifra di 95mila €; mica male, specialmente in un periodo di crisi economica come questo.
La vincita, già consistente di per sè, si segnala anche per il fatto di essere stata la più elevata tra tutte le (quasi) 300mila giocate fatte nell’estrazione di martedì 27 gennaio; nessuno in Italia ha vinto di più. Inoltre, per la terza volta consecutiva, la vincita più importante della giornata cade lunga la linea Brescia-Milano: curiosa coincidenza.
Il fortunato vincitore deve ringraziare in certamente la dea bendata che ha fatto estrarre, in sequenza, sulla ruota di Roma i numeri 18-19-20.
Proprio su questi infatti lo scommettitore rovatese aveva puntato, in maniera equamente suddivisa tra l’ambo ed il terno, la scarsa cifra che di colpo gli ha permesso di vedere crescere in maniera significativa la propria disponibilità economica.
Gli stessi 3 numeri hanno peraltro portato l’ente nazionale gestore del gioco del Lotto a dover sborsare la cifra complessiva di circa 3 milioni di €. Il vincitore rovatese sarà perciò sicuramente in buona compagnia.
Appuntamento con il circo questo week end a Rovato.
L’area parcheggio del Foro Boario (via Martinengo) ospita infatti il tendone del “Circus Festival”.
Spettacoli venerdì alle 21 e 15, sabato alle 17e30 e alle 21 e 15 e domenica alle 16 e alle 18 e 30.
Lo zoo del circo è invece aperto dalle 10 alle 13. Ingresso a pagamento.
In foto: uno scorcio mattutino di via Castello, l’arteria che da piazza Cavour attraversa l’arco di Rodolfo Vantini e conduce alla Parrocchia Santa Maria Assunta
Sembra essere il sogno di molti, collezionisti e nono: oltre 2000 dischi in vinile che raccolgono il meglio della musica popo, country e rock degli ultimi 35 anni.
Da Elvis ai Beatles, dai Rolling Stones ai Led Zeppellin, per non dimenticare gli “scandalosi” (per l’epoca) Ramones e Sex Pistols, quelli di “God save the Queen”.
E’ questa una delle prime sorprese che il neopresidente americano Barack Obama ha trovato nella “White House Record Library”, la libreria - discografia inaugurata a Washington da Nixon nel 1973 su suggerimento dellìassociazione industria discografica amerciana (RIAA).
Assieme a cinque differenti chef e a un campo da bowling tutto per sè, Obama potrà quindi dilettarsi con un pò di buona musica.
A quanto pare, nell’elenco degli oltre duemila vinili ci sono anche “Blood on the tracks” di Bob Dylan e “Born to run” di Bruce Springsteen, due degli album preferiti dal neopresidente.
Che però, ed è un problema non da poco, preferisce di gran lunga il suo I Pod ai vinili della Casa Bianca.
Riceviamo - e pubblichiamo - una nuova missiva dell’ex sindaco di Rovato, l’avv. Gianbattista Scalvi, primo cittadino del paese ad inizio anni Novanta. Questa volta Scalvi, inviando la missiva al consigliere di maggioranza Gianfranco Serra, si rivolge alla maggioranza sul tema del Pgt.
Ricordiamo comunque, a scanso di equivoci, che la lettera esprime il punto di vista dello scrivente, e non del blog.
Siamo come sempre a disposizioni dei lettori che volessero scriverci, o dei partiti - o uomini politici - che volessero intervenire sul tema del Piano di Governo del Territorio o su altre questioni. Info: info at rovato.org
n.b.: vista la lunghezza della missiva, forniamo ai nostri lettori anche una copia in formato .pdf. La trovate qui sotto:
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“Egr.sig Gianfranco Serra
BRESCIA, 24 gennaio 2009
Caro Serra,
volendo scrivere ad un giovane impegnato in politica mi sei venuto in mente tu.
La tua maggioranza e l’elaborazione del PG.T. ricordano Zenone di Elea.
Costui, nel V sec. a.C., voleva dimostrare l’idea del suo amico e maestro Parmenide, secondo il quale la realtà è costituita da un essere unico e immobile. Per riuscirci, tra gli altri argomenti offrì quello della corsa tra Achille pie’ veloce e la tartaruga.
Secondo Zenone, se Achille fosse sfidato da una tartaruga in un’ipotetica corsa e le concedesse un piede di vantaggio non riuscirebbe mai a raggiungerla. Infatti, per il filosofo, Achille durante la corsa deve raggiungere la posizione prima occupata dalla tartaruga; questa nel frattempo avrà però guadagnato una nuova posizione, col risultato di restare in vantaggio su Achille.
Quando Achille avrà raggiunto anche questa nuova posizione, la tartaruga sarà nel frattempo ancora sopravanzata. Questo discorso si riproduce per tutte le posizioni successive, col risultato che la distanza tra Achille e la tartaruga, pur diventando infinitamente piccola, non sarà mai colmata.
Nel marzo dello scorso anno, dopo il mio intervento molto critico sulla gestione urbanistica a Rovato, il P.D. pubblicava un documento col quale si davano alcune idee molto generiche in tema di P.G.T., sottolineando con piglio decisionista la imminenza di incontri con i cittadini, le associazioni, gli operatori economici per “illustrarne le linee guida”.
Subito dopo tuttavia, il locale segretario del partito precisava in modo molto ambiguo: ricordo che quanto scritto nel documento è una proposta da sottoporre alla maggioranza di Rovato civica di cui facciamo parte. ( v.rovato.org., 14 marzo 2008)
In buona sostanza, la proposta di adozione di un P.G.T. dipendeva dai lavori della fondazione co.ge.me, poi dal gradimento della maggioranza, poi dagli incontri con tanti soggetti per esporre le linee guida – secondo un percorso che ricorda tanto la corsa di Achille pie’ veloce.
A che punto siamo oggi? E’ stato fissato il termine di legge per la raccolta delle osservazione per i cittadini, nessuno ha ancora però illustrato “ le linee guida del piano” e tutti si rendono che il P.G.T. non è mai stata una concreta priorità per questa amministrazione.
Certamente ci saranno altri traguardi intermedi, fondamentalmente perchè nessuno vuole opporsi alla speculazione edilizia e alla distruzione del territorio rovatese. Basterebbe chiedere al segretario del locale P.D. se è la maggioranza che non c’è stata a individuare le linee guida da presentare in pubblico o è il P.D. che si è dimenticato del primo passo di quel pur tortuoso programma per arrivare all’adozione di un P.G.T.
Intanto che i nostri Zenone parlano il politichese vorrei richiamare l’attenzione su tre cose.
La prima: mi ha molto sorpreso la diseducazione alla politica diffusa da questa amministrazione, con la quale, peraltro, dovrei trovarmi in sintonia su un piano culturale. In tema di urbanistica, la parola d’ordine passata alle truppe cammellate- quelle incaricate di attaccare sul piano personale chi la pensa diversamente o solo osa manifestare il proprio pensiero- è stata: nei nostri interventi urbanistici c’è ben poco di nuovo rispetto al piano regolatore di Manenti; abbiamo concesso solo il 10% di volumi in più; siamo costretti ad eseguire quel piano regolatore anche se lo riteniamo devastante per il territorio.
Patetico vedere l’amministrazione replicare agli attacchi delle minoranze, interrogando queste su quanti metri cubi in più abbia in effetti concesso la nuova maggioranza. Disgustoso vederla gongolarsi nel ventre molle della impreparazione tecnica delle opposizioni.
La bugia dell’amministrazione comunale consiste nel far credere che si sia vincolati dal precedente strumento urbanistico, nel senso esposto dai nostri amministratori. Lo strumento urbanistico, come ogni studente di giurisprudenza sa, non attribuisce un diritto soggettivo. E’ solo la concessione edilizia o il provvedimento edificatorio ad attribuire il diritto. Se lo strumento urbanistico è ritenuto inadeguato perchè distrugge il territorio, compito di chi amministra è cambiarlo, adeguandosi alla necessità di motivare appieno il motivo del cambiamento.
Non si può invece contemporaneamente dire che lo strumento è sbagliato ma che chi amministra è obbligato a darvi esecuzione: in questo modo si introducono categorie culturali fuorvianti, che non aiutano la diffusione della riflessione e della partecipazione politica. Fornire elementi di giudizio errati non è nobile e non fa bene alla maturazione di una comunità; la propria debolezza non può essere giustificata da categorie giuridiche inesistenti.
Ho perciò l’impressione che il modo di ricercare il consenso per questa amministrazione sia stato quello di non voler togliere ciò che Manenti aveva dato e di aggiungere, comprensibilmente, qualcosa di proprio.
La seconda considerazione. Il partito unico della speculazione edilizia ha trovato buon alimento negli errori economici di questa amministrazione. E’ noto che sconsiderate leggi nazionali consentono ai Comuni di utilizzare il 50% degli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente ( stipendi, cinema sotto le stelle, solidarietà, spese scolastiche ecc.). Anzi, l’ultima finanziaria consente di utilizzare, per certi settori, un altro 25% degli oneri. Il comune di Rovato utilizza fino in fondo questa possibilità, che non è un obbligo, tanto che alcuni comuni virtuosi si son ben guardati dall’utilizzo degli oneri per finanziare la spesa corrente.
Per meglio comprendere il problema vorrei fare un esempio.
La spesa di un Comune si divide in due parti: spesa in conto capitale ( immobili, investimenti…) spesa in conto corrente ( stipendi, spesa sociale, cultura ecc.) Utilizzare le entrate in conto capitale per finanziare la spesa corrente equivale al comportamento di chi ha ereditato qualche immobile e lo vende per finanziare la propria vita quotidiana ( alimentazione, divertimenti, svago…). Tutti noi giudichiamo sconsiderato il comportamento di chi dilapida i beni per mantenere un tenore di vita superiore alle sue entrate . Anche un comune non può comportarsi come questo erede: chi amministra non deve pensare a difendere la propria immagine; ha un impegno con le future generazioni e non può sperperare il patrimonio della comunità.
Chi pensa che l’esempio fatto non sia pertinente -perchè ritiene che far costruire case non equivale a vendere immobili- dimostra di non aver capito nulla del territorio e dimostra di credere che l’edificazione edilizia possa esser illimitata e che il territorio non sia un bene consumabile.
C’è un altro motivo che dimostra quanto sia stata sconsiderata la politica economica del nostro comune. Un bilancio drogato dalla contaminazione descritta, in tempi di crisi economica, costringe il comune a divenire esso stesso speculatore edilizio. Non sorprende, pertanto, che in tempi di caduta di investimenti, il comune sia ricorso smodatamente ai p.i.i., alla compromissione delle aree più sensibili – e quindi ancora appetibili, come quelle a ridosso del monte orfano- così come non sorprende che si pensi a grandi speculazioni camuffate da falsi bisogni -come può essere il pensierino non tanto mascherato per l’area ex consorzio.
D’altro canto, l’interesse speculativo è stato smaccatamente sostenuto in tutti i p.i.i. approvati, che si sono caratterizzati anche per lo scarso tornaconto economico per il comune: abbiamo bruciato territorio in cambio di poco, alcune volte con vantaggi aggiunti e mascherati per i privati. E’ sotto gli occhi di tutti e patetico vedere, anche oggi che si raccolgono le osservazioni dei cittadini, un comune che sollecita interventi urbanistici al solo scopo di mantenersi in vita.
La terza considerazione riguarda il futuro: l’amministrazione deve illustrare subito le proprie linee di governo del territorio e quelle di politica economica che devono ripristinare un corretto equilibrio tra destinazione delle entrate straordinarie e spesa corrente.
La politica amministrativa di questi anni ha infatti identificato in questa amministrazione comunale la maggior fonte di speculazione edilizia e di sperpero di risorse collettive; ora è tempo di governare quel poco che è rimasto, anche perchè la degenerazione speculativa della politica pubblica non salvaguarda la spesa sociale: che fine hanno fatto le politiche di sostegno ai minori più disagiati dall’ente di via Verdi ad esempio? Nessuno se lo chiede?
Se non interviene subito un confronto politico su urbanistica ed equilibrio di bilancio è meglio che il nostro comune torni ad essere un laboratorio politico ove pensare ad una nuova iniziativa forte, centrata su un programma amministrativo minimo di salvaguardia dell’esistente, condiviso dalle persone e dalle forze politiche disposte a siglare un patto per Rovato.
In termini ancora più chiari: se l’amministrazione non dice subito come intende governare questa fase, si dovrà inevitabilmente creare sul piano amministrativo e su quello politico un coordinamento che riempia il vuoto di idee e che, al di là delle appartenenze, condivida la necessità di forte tutela del territorio e di controllo del bilancio. In termini ancora più sintetici: cresce il bisogno di un gruppo politico-amministrativo che torni a sperare, metta sotto tutela l’amministrazione, la fermi e spieghi a chi sta amministrando che lo si può fare senza mettere in bolletta le future generazioni e che, procedendo nella attuale direzione, le prime che verranno a mancare saranno proprio le risorse per spesa sociale e cittadini rovatesi.
A scanso di equivoci: recentemente, a seguito dei miei commenti su questa amministrazione, sono stato accusato di “voler tornare in politica”. Se avessi tempo, non ci troverei nulla di male: la regola d’oro delle democrazie è che più cittadini, associazioni, partiti partecipano, meglio è per il bene comune. Non partecipare quando si potrebbe è peccaminoso, perchè il bene comune è ontologicamente inclusivo.
Mi è stata sbandierato sotto il naso, per mettermi timore, il consenso raccolto di chi oggi amministra: niente male; io che sono stato tra gli ultimi “democristiani” – e che mi sento sempre lo stesso-, se penso alle preferenze personali mie o di Toninelli o di Guarneri o di altri ancora sorrido di fronte a tanta giovanile eccitazione per così poco, per giunta raccolto in un sistema elettorale che tanto regala. Una volta, chi non aveva consenso stava a casa anche se si sentiva indispensabile; forse era meglio: non c’era la necessità di consumare territorio per arricchirsi di qualche attivo sostenitore e legittimare a posteriori la propria presenza. Chi lo faceva era immorale di suo.
Mi infastidisce anche questa ostentazione di timore per il vecchio che vorrebbe tornare al potere: mi guardo in giro, pare alludano a me… il vecchio saremmo io e quelli come me. Chiarisco, allora, che ho avuto incarichi amministrativi per due anni e che non ho più rimesso piede fisicamente in Comune dal 1992 se non una volta, lunedì scorso; chi si rivolge a me con questo tono farebbe bene a dichiarare prima da quanto tempo ha incarichi amministrativi e quanto ha preso complessivamente dall’amministrazione comunale, così, giusto per saper quanto ha speso la collettività per fargli fare l’amministratore con queste idee irrispettose, senza coscienza della propria vecchiaia politica e, per giunta, con questi risultati.
Concludo dicendo che se per ritorno intendono candidarsi in incarichi pubblici, non temano il loro gettone di presenza: farlo non è tra i miei obiettivi; se per ritorno intendono dire la propria idea sul proprio comune e via crescendo, non escludendo la partecipazione politica per denunciare la distruzione del nostro paese e anche per superare queste aggregazioni politiche divenute così innaturali, temano: mi sentirei di aver appena iniziato, con l’entusiasmo di un giovincello.
Cordialità.
Gianbattista Scalvi“
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211 mila euro: questo è l’importo che verrà investito, grazie ad un piano integrato, per la ristrutturazione ed il complessivo miglioramento dell’area verde di San Donato, nella zona nord di Rovato Centro.
Il programma integrato d’intervento di via Falcone e via Dosselli, approvato dal consiglio comunale rovatese il 26 Novembre scorso, porterà in zona San Donato opere d’urbanizzazione, come dossi e parcheggi; ma soprattutto una rimodellazione del terreno circostante l’attuale laghetto, l’integrazione del sistema d’illuminazione, installazione di alcune panche e rifacimento della pavimentazione dell’area giochi.
Verranno inoltre piantumate diverse piante ed arbusti per poter meglio consolidare gli argini del bacino; anche dal punto di vista burocratico si chiude finalmente la lottizzazione “Moje” ed il Comune di Rovato entrerà finalmente in possesso del laghetto, posto a poche centinaia di metri a settentrione rispetto al Castello Quistini, giusto alle spalle dell’ex Cge e del centro commerciale “Le Porte Franche”.
In precedenza, infatti, la zona era di proprietà di un privato.
La speranza dei residenti è che ora il passaggio in mano pubblica coincida con un effettivo rilancio di uno degli scorci più suggestivi della zona nord di Rovato (oltre che una delle zone residenziali più in), già in pieno odore di colline di Franciacorta, ma che spesso e volentieri è misconosciuto dagli stessi abitanti del paese.
in foto: l’area del laghetto di S.Donato vista con Google Earth
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Una decina di inquietanti fusti contenenti scarti di lavorazione artigianale e industriale: forse morchie di verniciatura. E ancora: mobili in disuso, materassi, cavi elettrici e materiale edile.
E’ questa la discarica abusiva scovata nei giorni scorsi da un cittadino del Duomo nei pressi della località “Morc de Castrì”, a pochi passi da un sottopasso della variante sud dell’ex S.S.11.
L’uomo, il 15 gennaio, ha denunciato l’affaire al Comune di Rovato che, assieme alla Polizia Locale e a Cogeme, ha verificato la veridicità della denuncia provvedendo ad attivare le procedure per bonificare l’area.
La testimonianza del residente ha ricevuto anche l’attenzione dell’Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambiente), che sta effettuando in questi giorni rilievi piu’ precisi sui rifiuti rinvenuti nell’immondezzaio dei “Morc de Castrì”.
Il sospetto, infatti, è che all’interno dei fusti ci possano essere rifiuti da smaltire in maniera speciale, e che dalla catasta del materiale edile possa spuntare la sgradita sorpresa dell’amianto, magari sotto forma di quegli ondulati usati per anni come rivestimento di tetti e sottotetti.
Analoghe vicende, infatti, non mancano nella storia recente dell’ovest bresciano, come testimoniano i ritrovamenti di vere e proprie discariche a cielo aperto anche a Cologne, Coccaglio ed Erbusco.
Non risparmiato, in questo campo, nemmeno il Monte Orfano. Piu’ volte, nel corso degli ultimi anni, la zona del sottobosco del rilievo franciacortino è stata teatro di episodi di inquinamento ambientale.
E’ del rovatese Giancarlo Venturini il miglior presepe bresciano del 2008.
A stabilirlo nel week end il 35esimo appuntamento organizzato dal Movimento Cristiano Lavoratori di Brescia.
Venturini è stato selezionato fra oltre 190 esemplari iscrittisi al concorso. A premiare Venturini, oltre alle istituzioni locali, anche il vescovo di Brescia, mons. Luciano Monari, il presidente di Mcl Luisa Ambrogi e il vice Alcide Cattabriga.
Venturini non è nuovo a imprese simili: da sempre appassionato di presepi meccanici, l’artista - artigiano di Rovato espone annualmente a importanti manifestazioni come ad esempio Lombardia Carne (dalla cui edizione 2008 arrivano le foto di questo post).
Venturini si è quindi aggiudicato il primo premio assoluto.
Altri importanti riconoscimenti sono andati alla parrocchia Santa Maria della Vittoria (Miglior tema), agli Amici Greppia di Motella (Buona notizia, alla memoria dell’ex direttore di Teletutto, Fulvio Manzoni), al Presepio sul Mella di Marcheno (Buona notizia, premio don Eridano Torri) ed al Presepio di Villanuova sul Clici (Premio alla memoria del presidente Mcl Gianfranco Migliorati).
Infine, menzione speciale per i bambini delle scuole elementari e materne cittadine che, in 700, hanno riempito con presepi fatti da loro la parrocchia di San Giovanni Evangelista a Brescia
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Vittoria senza problemi del Volley Rovato con bel gioco contro il Gessate, soprattutto grazie alla prestazione di Dall’Acqua e Camanini.
Bene anche Zambelli e Fridrihsone.
Nota di merito al libero Stornati, che ha fatto vedere alcuni recuperi di grande livello.
Con la vittoria di oggi, Rovato si laurea campione d’inverno della serie C di pallavolo femminile.
SIAMO CAMPIONI DI INVERNO!
VOLLEY ROVATO DIMEGLIO 3
PALLAVOLO GESSATE (MI) 0
( 25/18 25/15 25/17 )
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VOLLEY ROVATO DIMEGLIO:
Camanini punti 12
Dall’Acqua punti 14
Delorenzi punti
Di Bari punti
Fridrihsone punti 7
Gatti, punti 1
Macetti punti 1
Rossoni punti 4
Zambelli (K), punti 9
Stornati L
All. 1 Buffoli 2 Malavasi
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PALLAVOLO GESSATE
Baruffa,
Beggiolini,
Belloni,
Bertagna,
Ciucani,
Colombi,
Corti,
Gariboldi,
Griugo,
Mandis (K),
Perego,
Stefanino (L)
All. 1 Longoni , 2 Comelli
Arbitro: Bissoli (MN)
Riceviamo e pubblichiamo:
Domenica 25 Gennaio dalle ore 9 alle 12 il Circolo rovatese del Partito Democratico organizza un gazebo informativo in Piazza Cavour a Rovato con l’obiettivo di diffondere materiale informativo sulle principali questioni di carattere nazionale:
Alitalia, riforma della scuola, rapporti con le istituzioni locali ecc con l’obiettivo di segnalare le proposte del Partito Democratico e per entrare nel merito del perchè le decisioni del governo siano troppo spesso demagogiche e slegate dalla realtà.
Sarà possibile per qualunque cittadino discutere con il PD rovatese anche delle questioni amministrative locali che ci vedono impegnati in maggioranza per raccogliere indicazioni di qualsivoglia natura.
Pd Rovato”
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Da qualche anno a questa parte, il 27 gennaio è la “Giornata della Memoria”. Infatti, prendendo spunto dal giorno in cui il campo di concentramento di Auschwitz venne liberato, le nazioni europee hanno deciso di commemorare ogni anno proprio questa ricorrenza.
Molte iniziative vengono proposte da varie associazioni e istituzioni a questo riguardo. In Franciacorta sembrano farla da padrone le sezioni dell’A.n.p.i. (Ass.Naz.Partigiani d’Italia) di Rovato e di Erbusco, che come ogni anno si sono mobilitate per “diffondere i valori e gli ideali dell’antifascismo, della resistenza, e dell’unità europea in tutta la società, in particolare nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro e nel mondo associativo”.
Tra le varie iniziative le due sezioni Anpi hanno progettato un viaggio a Fossoli, piccolo borgo modenese nel comune di Carpi dove ragazzi delle medie e del liceo visiteranno prima ciò che resta del locale campo di concentramento e poi anche il primo museo italiano della deportazione (sempre a Carpi).
Si tratta insomma di visite guidate a quelli che sono luoghi simbolo della Resistenza e della memoria. Una buona parte dei costi del viaggio saranno a carico delle sezioni Anpi di Rovato ed Erbusco ed anche della multiutilities Cogeme che sostiene l’evento
Una seconda iniziativa è costituita dall’esposizione di una “mostra sulla deportazione” fornita dall’Aned (Ass.Nazionale Ex Deportati politici nei campi di concentramento), che sarà gratuitamente esposta il 23 e 24 gennaio presso l’auditorium delle scuole Medie di via Solferino e che verrà poi trasferita, fino al 31 gennaio, presso l’Istituto Superiore d’Istruzione “Lorenzo Gigli” di via Europa.
Infine, le testimonianze dirette nelle scuole: il 27 gennaio incontro alle medie di Erbusco con Angelo Lancini di Capriolo, ex deportato politico, che poi sarà il 31 gennaio al liceo di Rovato. Altri incontri si stanno tenendo nelle scuole elementari e medie di Rovato con ex partigiani e deportati.
Per informazioni: anpirovato at libero.it
Riceviamo e pubblichiamo:
“Venerdì 23, questa volta al centro sociale 28 maggio, ci sarà una
cena vegetariana per sostenere il collettivo PoLLiCe VeRDe
info&prenotazioni su 28maggio.org
Sabato 24 sera, al CS 28 Maggio torna ELECTRO28, l’appuntamento
con la musica elettronica feat. Ordinesparso!. Si passerà dall’electro, con
Ghidoni e dj Zero, alla breakbeat con dj Hook, per finire con la drum’n'bass
dell’enfant du pays dj Lobo”
L’Anpi Rovato ed Erbusco organizza nell’ambito della “Giornata della memoria” l’esposizione di una “mostra sulla deportazione nei lager nazisti”, fornita dall’Aned (associazione nazionale ex deportati politici nei campi di concentramento) di Brescia. La mostra sarà esposta venerdì 23 e sabato 24 all’auditorium delle scuole medie di via Solferino. La settimana successiva, e fino al 31 gennaio, la mostra si sposta all’Istituto Superiore d’Istruzione “Lorenzo Gigli” di via Europa. Ingresso libero.