Rifiuti smaltiti illegalmente alla discarica di Fantecolo, gestita da Cogeme: in corso le indagini. Arrestato fra gli altri Mario Chiesa.

C’è anche un pò di Franciacorta nella vicenda che ha riportato in carcere Mario Chiesa.
L’ex presidente del Pio Alberto Trivulzio, l’uomo da cui partì il “terremoto Tangentopoli” che nei primi anni 90 spazzò via buona parte della classe politica dirigente italiana, è finito nuovamente alla ribalta delle cronache giudiziarie nazionali nella giornata di ieri con l’accusa di essere il gestore occulto di una società (la S.E.M., Servizi ecologici Milano) formalmente intestata alla cognata (ma che aveva tra gli azionisti anche i figli dello stesso Chiesa) e che si occupava di smaltire rifiuti accapararrandosi numerosi appalti pubblici che poi “girava” ad un altra società, guidata da 3 fratelli Balestrucci.
Questi poi trattavano i rifiuti in modo non conforme a quanto imporrebbe la legge; per la precisione, sempre secondo gli inquirenti, la società dei Balestrucci falsificava il codice anti-inquinamento e smaltiva i rifiuti abusivamente in discariche nel Bresciano, nel Cremonese e nel Pavese.
Gli “scarti” in questione erano per lo più il prodotto dello spazzamento stradale che, per legge, prima di poter finire in discariche, andrebbe adeguatamente trattati.
Tra le discariche prese sott’occhio dal Pm Luca Gaglio, che coordina le indagini dal 2005, vi è anche quella di Fantecolo, piccola frazione franciacortina del Comune di Provaglio d’Iseo, la quale risulta gestita dalla multiutilities Co.Ge.Me., di proprietà di una cinquantina di comuni Lombardi, inglobata all’interno della Linea Group Holding ed avente sede a Rovato.
Tra gli indagati infatti vi sarebbero infatti alcuni dipendenti che, in accordo con le società di Chiesa e dei Balestrucci, permettevano l’ingresso abusivo in discarica dei camion carichi di rifiuti senza adempiere al loro dovere di controllare la tipologia ed il percorso di trattamento dei rifiuti, ottenendo come “ricompensa” piccole somme di denaro, buoni benzina o buoni pasto.
Tra le persone arrestate nella giornata di ieri vi è anche un 53enne di Passirano, ex addetto al controllo dei carichi, licenziato circa un anno fa.



Aprile 1st, 2009 alle 8:48 am
Che bella notizia!
Come non pensare alla nostra bella discarica tutt’ora attiva … nonostante le promesse di chiuderla entro il mese di febbraio 2009.
Aprile 1st, 2009 alle 5:53 pm
da virgilio.it :
Cogeme, azienda di servizi pubblici di Rovato, in provincia di Brescia, è stata contattata “per l’acquisizione di informazioni su terzi coinvolti nell’inchiesta sul traffico di rifiuti nei territori lombardo e piemontese chiamata Rewind che ha portato, tra gli altri, all’arresto di Mario Chiesa”. Lo comunica la società stessa in una nota. In particolare - spiega la nota - le indagini sono in corso su un ex dipendente, il signor Celeste Pontoglio, all’epoca dei fatti (anno 2005) operaio presso un impianto di smaltimento di una società del Gruppo.
Cogeme precisa “che l’ex dipendente in questione è stato licenziato nel febbraio dello scorso anno. Secondo le evidenze attuali, Cogeme e le società del gruppo risulterebbero parte lesa nella vicenda e, se le prove a carico dell’ex dipendente venissero confermate, l’azienda valuterà ulteriori azioni a tutela dei propri interessi”
Aprile 1st, 2009 alle 9:24 pm
Ma li sopra non c’è un bel vigneto che produce un’ottimo vino ?
Aprile 2nd, 2009 alle 7:28 am
Con le 1200 barbatelle di Merlot e Sauvignon ci facciamo un Franciacorta dalle varianti olfattive strordinariamente tenaci e persistenti con sentori di chimica. In bocca ampio ed avvolgente e di grande intensità. Leggeri effetti collaterali. Bere con moderazione.
Aprile 2nd, 2009 alle 9:29 am
Ricordo poi un interessante servizio televisivo giunto fin su Rai1 a riguardo dei rigidisimi controlli attraverso i quali si conferiva in discarica e con quale amore per la terra veniva presentato il piano di vitaggio dell’area. Probabimente si avrà una resa/ettaro straordinaria, con grappoli enormi ed acini così grandi da utilizzarsi nelle partite di calcetto estive.
Aprile 2nd, 2009 alle 2:43 pm
Chiedono di te nell’ìarticolo dedicato al nuovo comitato del Duomo.Rispondi anche lì siamo certi che non ci deluderai!
Aprile 2nd, 2009 alle 4:29 pm
I super-acini franciacortini potranno essere utilizzati anche per le partite di calcio al Duomo, salvo diversa controindicazione dei relativi comitati.
Aprile 2nd, 2009 alle 7:56 pm
per quanto riguarda la discarica di rovato, una volta vitata in superficie e vinificati i suoi frutti, lasceremo la mescita allo specialista scalvi.
Aprile 3rd, 2009 alle 6:28 am
….
3.1 Quanto al dedotto contrasto con il diritto comunitario, va osservato che il più volte richiamato art. 13 trova fondamento nel fatto che l’Unione Europea ha reiteratamente previsto la necessità che gli Stati membri provvedano alla regolamentazione dell’accesso al mercato degli appalti pubblici da parte di organismi di proprietà o partecipati da enti pubblici, evitando distorsioni della concorrenza nei confronti dei soggetti privati (quarto considerando della Direttiva 2004/18/CE del 31 marzo 2004 relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e di servizi).
La finalità della norma è pertanto quella di limitare il vantaggio competitivo nella quale si trovano dette società con accesso privilegiato al mercato della pubblica amministrazione a scapito di altri operatori privati
……
L’art. 13 del citato D.L. n. 223/06, lungi dal violare l’art. 41 Cost., ne costituisce invece immediata applicazione mirando dichiaratamente a preservare il mercato da alterazioni e fenomeni distorsivi delle regole della concorrenza.
Relativamente all’art. 3 della stessa Carta Costituzionale, si osserva che l’intento dichiarato del Decreto ha come finalità precipua quella di tutela dell’interesse pubblico generale con l’introduzione di un livello ulteriore di concorrenza e di libertà nel mercato al fine di permettere agli operatori di poter agire in posizione di uguaglianza, evitando che alcune imprese possano avvantaggiarsi, nel confronto concorrenziale, della struttura della propria compagine societaria per la presenza di un socio pubblico.
sentenza del tar - avvocati perdenti pagati da ……
Aprile 3rd, 2009 alle 6:41 am
So di essere fuori tema, non c’entra con questi fatti, che però portano alla ribalta temi politici ed etici ben più grandi.
E’ il businnes che spesso rovina tutto, pubblico/privato poco importa, non sono qualunquista, e non mi bastano le dichiarazioni di principio sull’attenzione al cittadino.
Chiedo fatti, rinnovamento, minori tariffe, non società di businnes !
chiedo troppo ?
Aprile 4th, 2009 alle 11:35 am
Sollecitato dal sig. Zorro mi esprimo tranquillamente sul tema dello smaltimento.
Le responsabilità di gestioni di impianti di smaltimento rifiuti è molto ma molto gravosa e da mantenere con serietà nel corso del tempo.
E questo deve riguardare chiunque sia il titolare degli impianti di smaltimento. Questi impianti infatti sono sempre un aggravio della vivibilità delle zone in cui sono collocati. Sarebbe ridicolo che come amministrazioni comunali ci si batta per evitare ulteriori scempi e non si pretenda l’assoluta correttezza nella gestione degli impianti esistenti. Non ho nessun problema a dire che daelle indagini intraprese in questi giorni sono personalmente in attesa di conoscere gli esiti, e auspico che vi sia la massima e inflessibile rigorosità nel punire eventuali responsabilità.
Sto parlando non solo del caso citato in questo articolo ma anche del sequestro nella cava Macogna.
Aprile 4th, 2009 alle 2:17 pm
Se si hanno dei dipendenti che si lasciano comprare con dei buoni pasto e non si è in grado di effettuare un adeguato controllo (sempre che le responsabilità siano accertate) prima di portare a sul territorio delle dischariche (specialmente se a pochi metri dall’abitato) e voler tranquillizzare i cittadini dicendo che tutto è sotto controllo bisognerebbe pensarci bene.
Certo domani i dipendenti potrebbero essere puniti “con la massima e inflessibile rigorosità” ma ormai il danno è fatto e cittadini come sempre ne fanno le spese.
Mi pare che qualche problemino sia emerso anche nell’isola ecologica di Clusane.
Aprile 4th, 2009 alle 6:16 pm
Ovviamente il mio riferimento alla massima rigorosità è riferito a livello generale, nei confronti di tutti coloro che avessero delle responsabilità di una qualunque natura. Non condivido il passaggio sul fatto che i cittadini ne debbano fare le spese come sempre. Ci sono casi in cui le responsabilità accertate hanno portato a risarcimenti ambientali e non solo economici molto pesanti per i presunti furbi.
Allo stesso modo ritengo doveroso che le autorità facciano sempre il loro lavoro di indagine e le responsabilità eventuali vengano accertate, prima di sparare a zero su notizie frammentarie e lacunose. E sto parlando di tutti quegli episodi che hanno caratterizzato la cronaca della provincia negli ultimi 6 mesi.
Aprile 4th, 2009 alle 11:54 pm
niente paura, al duomo garantiamo il conferimento di rifiuti di prima qualità, appena finita l’escavazione per l’alta velocita’ riempiremo velocemente la cave di ghiaia e poi ci pianteremo tralci di vite.
gia’ me lo vedo, il successo del ‘franciacorte del sud’, meglio dell’aglianico e del recioto. un aroma, un profumo, un retrogusto che non ti scordi.
Aprile 5th, 2009 alle 10:04 pm
x angelo bergomi
gradirei una considerazione anche sulla sentenza riguardante la libertà di concorrenza negli appalti che ho allegato più sopra.
grazie
Aprile 9th, 2009 alle 8:31 am
Mi scuso per il fatto di rispondere solo ora alla sollecitazione. Provvedo comunque subito. Ritengo che la sentenza segnalata porti alla luce un problema che è innegabile che c’è sul mercato delle opere/servizi che ha come committente un’amministrazione pubblica.
Servono a mio modo di vedere delle regole più precise sulle entità degli appalti da affidare.
Fare in modo che gli appalti assegnati direttamente senza alcun tipo di gara siano sempre meno può essere un primo suggerimento. Questo non vuol dire d’altro canto aggiungere burocrazia su burocrazia. E’ chiaro che per opere di piccola entità l’affido possa essere fatto direttamente. Per appalti di una certa consistenza invece vedrei di buon occhio la gara: in questo modo la società a partecipazione pubblica deve dimostrare di essere in grado di fornire un buon servizio al minor costo.
Non credo che la gara sia la panacea di tutti i mali ma una buona fetta di problemi li potrebbe risolvere.
Aprile 10th, 2009 alle 2:13 pm
A proposito di cave e rifiuti leggo sul Bresciaoggi che
da ieri l’intera area della cava San Polo alla Pedrocca è sotto sequestro giudiziario. I sigilli sono stati scattati su disposizione della procura che ha scoperto lo smaltimento illecito di rifiuti inerti e ora si procederà a ulteriori carotaggi per verificare natura e quantitativi del materiale stoccato. L’operazione rappresenta uno sviluppo dell’indagine partita con il sequestro di una piccola cava abusiva di sabbia e ghiaia sorta a fianco della cava nell’ambito estrattivo Macogna.
Per ora nell’area sono stati rinvenuti rifiuti speciali (rocce e scarti di demolizione), comunque non pericolosi ma gli inquirenti devono ancora verificare la tipologia di materiale smaltito.
Avanti così …. e intanto aspettiamo che la ditta Bettoni apra la nuova discarica di Travagliato (al Comune 7 milioni di euro).
Aprile 11th, 2009 alle 9:22 am
Per info Mario Chiesa rimarrà in carcere.
Aprile 15th, 2009 alle 1:52 pm
Cave dell’Ovest bresciano trasformate in discariche?
Mi sembra interessante riportare quanto risponde la regione ad un interrogazione dei consiglieri di minoranza preoccupati da una possibile destinazione a discarica del bacino di conferimento alla Macogna di Cazzago che teoricamente dovrà trasformarsi in parco naturalistico.
L’esponente della Giunta regionale sostiene, come riportato dal Bresciaoggi che la cava dovrebbe essere recuperata a parco, ma non ci sono indicazioni su cosa fare del fondo del bacino di escavazione. Il che non esclude che possa ospitare una discarica.
Direi che siamo alla presa per i fondelli.
E prepariamoci perchè la stessa sorte toccherà alla cava Bonfadina anche se molti fanno finta di non saperlo.
Svegliatevi prima che sia troppo tardi !!!
Aprile 17th, 2009 alle 7:59 pm
x Angelo Bergomi
lancio una porposta:
raccogliamo insieme le firme perchè i comuni vendano le loro quote di cogeme, etc etc.
In questo modo sul mercato, basato sugli appalti dei comuni, tutti saranno sullo stesso piano e vincerà chi sarà ritenuto il più conveniente e qualitavamente migliore nella gestione dei servizi (tutti).
Lasciamo ai controllori (uffici tecnici ed altri) il compito di sorvegliare l’appaltatore.
Avremo evitato “strane assonanze” tra comuni e cogeme !
Ci stà Angelo ?
Aprile 19th, 2009 alle 4:28 pm
Mi piacerebbe ovviamente sapere con chi sto parlando ma al di là di questo ritengo che il fatto che i comuni abbiano delle partecipazioni in società di servizi non è di per sè una cosa negativa per le amministrazioni. Questo fino a quando queste società non hanno affrontato avventurose esperienze nel mondo prettamente finanziario. In molti casi si sono visti problemi proprio quando il mondo dei servizi è stato superato da quello finanziario.
Io la vedo così, ma sono pronto a confrontarmi, come sempre, con chiunque abbia il suo contributo di riflessioni da portare in merito. Saluti.
Aprile 19th, 2009 alle 10:40 pm
Egr. Bergomi, non firmo apertamente con nome e cognome perchè purtroppo la sola pubblicazione di nome e cognome, può portare a conclusioni prima della lettura degli scritti, non certo per paura. L’unico motivo che mi impone l’anonimato, è riuscire a incidere nella testa pensante delle persone indipendentemente dalla firma. Credo sia sufficiente come giustificazione.
Per quel che riguarda le “nostre” spa pongo alla sua attenzione alcune considerazioni che mi hanno portato alla proposta di vendita della stessa cogeme.
Le pseudo municpalizzate e la distorsione del mercato:
le spa in discussione, sono società private a tutti gli effetti !
come tali agiscono sul mercato !
i soci (comuni) di queste aziende non ne determinano alcuna differenza con tutte le altre aziende private !
Smettiamo di pensare che le private e le aziende di proprietà dei comuni che sono delle società per azioni, siano meglio delle altre, sono società al pari di tutte altre (private).
Di per sè il fatto che un azionista sia un comune, un privato o un’anonimo, non cambia la politica economica dell’azienda.
L’obiettivo resta: guadagno, guadagno, guadagno.
Di conseguenza, giocare sull’ambiguità delle partecipazioni pubbliche in aziende private non porta miglioramenti alle tasche del cittadino e alla qualità dei servizi.
Fino a che non avremo capito questo non ci sarà alcuna riduzione delle tariffe !
(vedi aumento “medio” dell’acqua del 6% stabilito dall’ato, oppure la nuova tassa anticipata sulla pulizia delle caditoie stradali)
Come dice la sentenza citata nel precedente post, (contro cogeme e il comune di sale marasino) non si può chiamare “libero” mercato il “l’affidamento diretto” in quanto società partecipata.
Gli utili di queste società (pseudo pubbliche) altro non sono che un’operazione finanziaria (investimento azionario) dei comuni per recuperare soldi.
Il fatto:
i comuni stabiliscono le “tariffe”, le spa (private ma di proprietà pubblica) incassano e ri-dividono tra i comuni.
E se i soldi non bastano basta agire sulle tariffe !
E questo viene chiamato “libero mercato” !
Possedere azioni nel “privato” vuol dire finanza, idem nel pubblico.
Che poi la finanza in genere sia sporca o pulita lo si può sapere solo dopo gli scandali e grazie alla magistratura.
Vorrei sapere anche cosa pensa delle “società di businnes” in questo momento economico.
Aprile 20th, 2009 alle 7:04 am
la proposta:
dopo la fase di critica credo sia giusto far seguira la proposta, che è molto semplice:
i comuni distribuiscono al valore nominale una azione ad ogni capofamiglia.
Si ottengono vari risultati:
la società non è più contendibile sul mercato.
I comuni incassano tutti i loro investimenti.
La/le società diventano private a tutti gli effetti e spariscono le commistioni pubblico privato.
Il controllo su tariffe e servizi diventa popolare.
Si riduce l’obiettivo “società di businnes”
Si possono veramente portare avanti obiettivi più sociali tramite il controllo popolare.
E atre positività ancora.
che ne dice ?
Aprile 20th, 2009 alle 8:33 am
Una proposta che sbarella gli schemi attuali di appalto! Credo che renderebbe tutto più terso! Io sono con zorro!
Aprile 20th, 2009 alle 8:39 am
una proposta senza senso, le ex municp sono un “tesorettoo§” importante dei comuni se gestite bene (come cogeme).
senza cambiare prima il mercato il resto non ha molto diverso..diverso il caso di chi si quota in borsa, in quel caso ma solo in quello concordo con zorro.
A.Carnieri
Aprile 23rd, 2009 alle 7:45 pm
ripropongo le mie domande, forse sfuggite, vista l’assenza di risposte.
Egr. Bergomi, non firmo apertamente con nome e cognome perchè purtroppo la sola pubblicazione di nome e cognome, può portare a conclusioni prima della lettura degli scritti, non certo per paura. L’unico motivo che mi impone l’anonimato, è riuscire a incidere nella testa pensante delle persone indipendentemente dalla firma. Credo sia sufficiente come giustificazione.
Per quel che riguarda le “nostre” spa pongo alla sua attenzione alcune considerazioni che mi hanno portato alla proposta di vendita della stessa cogeme.
Le pseudo municpalizzate e la distorsione del mercato:
le spa in discussione, sono società private a tutti gli effetti !
come tali agiscono sul mercato !
i soci (comuni) di queste aziende non ne determinano alcuna differenza con tutte le altre aziende private !
Smettiamo di pensare che le private e le aziende di proprietà dei comuni che sono delle società per azioni, siano meglio delle altre, sono società al pari di tutte altre (private).
Di per sè il fatto che un azionista sia un comune, un privato o un’anonimo, non cambia la politica economica dell’azienda.
L’obiettivo resta: guadagno, guadagno, guadagno.
Di conseguenza, giocare sull’ambiguità delle partecipazioni pubbliche in aziende private non porta miglioramenti alle tasche del cittadino e alla qualità dei servizi.
Fino a che non avremo capito questo non ci sarà alcuna riduzione delle tariffe !
(vedi aumento “medio” dell’acqua del 6% stabilito dall’ato, oppure la nuova tassa anticipata sulla pulizia delle caditoie stradali)
Come dice la sentenza citata nel precedente post, (contro cogeme e il comune di sale marasino) non si può chiamare “libero” mercato il “l’affidamento diretto” in quanto società partecipata.
Gli utili di queste società (pseudo pubbliche) altro non sono che un’operazione finanziaria (investimento azionario) dei comuni per recuperare soldi.
Il fatto:
i comuni stabiliscono le “tariffe”, le spa (private ma di proprietà pubblica) incassano e ri-dividono tra i comuni.
E se i soldi non bastano basta agire sulle tariffe !
E questo viene chiamato “libero mercato” !
Possedere azioni nel “privato” vuol dire finanza, idem nel pubblico.
Che poi la finanza in genere sia sporca o pulita lo si può sapere solo dopo gli scandali e grazie alla magistratura.
Vorrei sapere anche cosa pensa delle “società di businnes” in questo momento economico.
la proposta:
dopo la fase di critica credo sia giusto far seguira la proposta, che è molto semplice:
i comuni distribuiscono al valore nominale una azione ad ogni capofamiglia.
Si ottengono vari risultati:
la società non è più contendibile sul mercato.
I comuni incassano tutti i loro investimenti.
La/le società diventano private a tutti gli effetti e spariscono le commistioni pubblico privato.
Il controllo su tariffe e servizi diventa popolare.
Si riduce l’obiettivo “società di businnes”
Si possono veramente portare avanti obiettivi più sociali tramite il controllo popolare.
E atre positività ancora.
che ne dice ?
Aprile 24th, 2009 alle 6:38 am
Per quanto mi riguarda il mio parere l’ho già espresso nel precedente post.
Di per sè le società municipalizzate non sono di sicuro il male, anzi.
Hanno permesso nel corso degli anni ai comuni di potersi dotare di servizi che mai sarebbero stati in grado di realizzare con le proprie risorse. Detto questo concordo sulla necessità che pongano in atto iniziative di natura sociale come le tariffazioni diversificate, soprattutto in periodi come questi.
Per quanto riguarda il “drogaggio” del mercato ritengo che lo strumento della gara pubblica per appalti di entità sopra una certa cifra sia necessario e un primo modo per permettere alle amministrazioni pubbliche di risparmiare. Ma con criterio: è altrettanto inaccettabile che le gare le possano vincere ditte private che fanno ribassi tagliando sulla sicurezza dei lavoratori per esempio o lanciandosi in subappalti coinvolgenti ditte ancora più ballerine.
Almeno gli appalti pubblici devono chiedere delle garanzie minime che sulla carta già ci sono ma che troppo spesso vengono disattese clamorosamente.
Quanti infortuni leggiamo in cantieri per opere pubbliche? Magari mortali? Per conto mio troppi!
Quindi credo che, come sempre, in medio stat virtus.
Di tutte le considerazioni fatte c’è un fondo di verità in tutti i contributi ma non ravviso, lo ripeto, tutto il nero da una parte e il bianco dall’altra.
La realtà è un pò più complessa.
Aprile 24th, 2009 alle 11:42 am
Non voglio rispondere ad un anonimo, lo detto più volte. Sono un ragazzo di provincia abituato a discutere al bar delle proprie idee sapendo con chi parlo. Il resto è modernariato legittimo ma che a me non piace.
Però devo violentarmi e sottolineare alcuni elementi.
Perchè la sentenza citata riguarda Cogeme e Sale Marasino? Sale Marasino non è comune socio di Cogeme. Ho ricontrollato la lista dei soci Cogeme consultabili sul sito di e non mi sembra che ci sia.
Inoltre Cogeme non raccoglie i rifiuti a Sale Marasino. Lo fa a Sulzano e Zone, ma non a Sale Marasino.
Forse ho capito male il riferimento?
Il cammino verso le gare pubbliche, sopratutto in certe tipologie di servizi, è obbligatorio, lo dice la Legge.
Alla scadenza degli affidamenti in essere sia per la raccolta rifiuti che per la distribuzione gas si andrà a gara. E’ già stabilito.
Per la vendita di gas ed energia sappiamo tutti che c’è il libero mercato ed è il cliente finale a decidere. Quindi…
E’ un cammino iniziato da tempo quelle delle gare, in cui va cambiata la mentalità di chi affida e di chi vince l’affidamento.
La concorrenza è un bene se si è capaci a gestirla.
Nel Lodigiano molte gare sono state vinte da una cooperativa siciliana “Italia 90″ inaffidabile proprio nello svolgere i servizi. I comuni hanno dovuto penare per dimostrare che i vincitori erano inadempienti e nel frattempo chi ha pagato il disservizi sono stati i cittadini.
Le gare andranno fatte ma vanno costruite bene per difendere gli interessi dei cittadini.
Non mi convince la soluzione proposta perchè vedo il principale difetto della Pubblic Company ampiamente diffusa negli USA: soci debolissimi, che non contano nulla dal punto di vista industriale ma vedono solo il tornaconto finanziario dell’investimento. Un modello che funziona per es. con la General Electric.
Però se la GE decide di chiudere lo stabilimento di Rovato cosa può fare il Sindaco di Rovato? L’abbiamo visto, con tutta la buona volontà che ci può mettere non ha armi in pugno.
Ma se per assurdo LGH decidesse di lasciare nella sede di Cogeme di Rovato solo il minimo indispensabile e spostare il tutto a Cremona forse il Sindaco di Rovato qualcosa dice e qualcosa ottiene, non credi?
La tua proposta va analizzata comunque, perchè ci sono esempi in Toscana dove hanno realizzato discariche (aiuto ho nominato il Diavolo in persona) con il consenso dei cittadini limitrofi perchè una parte della proprietà è andata in mano a loro come “risarcimento”.
Però la tua proposta ha il limite della difficoltà che abbiamo di vedere la nostra azione come collettiva. Riusciamo ad immaginare l’effetto complessivo di tante azioni singole e quindi vediamo il nostro contributo, ma quando si tratta di “mettersi d’accordo” e “fare un’azione colletiva” il nostro esasperato singolarismo emerge.
Il problema, l’ho detto più volte, è che la Politica deve in maniera responsabile affrontare certi argomenti come la conduzione delle municipalizzate. Ma la Politica a Rovato sono tutti i cittadini che forse dovrebbero partecipare con le forme adatte anche a questi dibattiti. Non solo lamentarsi della posizione dei cassonetti o delle buche nelle strade.
Argomenti interessanti e profondi quelli da te proposti. Da non fare però con un muro anonimo, non è stimolante.
Ciao
Aprile 24th, 2009 alle 3:22 pm
Ottimo intervento sig.Buizza, come quello di martedi al Foro Boario.
Io concordo con Lei soprattutto sul “peso” che è necessario avere in realtà che gestiscono i servizi.
Due i casi emblematici: chi troppo vuole e nulla stringe (ASM in A2A) e chi invece è troppo localista e si fa mangiare (chiari e comunità di zona..)
Francesco G.
Aprile 26th, 2009 alle 1:33 pm
limitare i discorsi a gas e fognature è limitativo.
esempio:
il comune di rovato appalta a cogeme le estumulazioni al cimitero, cogeme si riserva di avere un partner, quello che fà il vero lavoro, e fornisce solo i cassonetti.
Questo può portare ad un risparmio ?
io appalto a te che appalti a … che subappalti a ,,, etc etc
siamo sicuri che il lavoro costerà meno ?
alle “società di businnes” nessuno però risponde, come mai ?
Aprile 26th, 2009 alle 6:51 pm
Per quanto mi riguarda ho risposto e più di una volta. Se poi non si è d’accordo è un altro discorso.
Aprile 26th, 2009 alle 8:03 pm
Non è per polemica, ma proprio non ha risposto sulla definizione “società di businnes”, come le intende e come le vede.
Vorrei proprio saper come la pensa in questo momento economico e qualche considerazione sul loro obiettivo economico (dal nome businnes)
E’ giusto che una società di proprietà pubblica parli in questi termini ?
grazie
Aprile 27th, 2009 alle 5:59 am
Se per “società di business” si intendono le 4 SOB di LGH non ho proprio compreso la domanda.
Una delle SOB è proprio quelle della “Distribuzione Gas” che come già detto nel giro di 2/3 anni affronterà le gare per l’appalto nella maggior pate dei comuni dal Bresciano a Pavia.
Un’altra SOB è di “Vendita gas ed energia” ed è già come detto sul mercato di tutti noi clienti privati e non.
La SOB sulla “Produzione di energia Elettrica” o sulla “Gestione Rifiuti” non lavorano ad appalti.
Con il termine SOB si è inteso le società che avevano il compito di raggruppare in un unico soggetto servizi gestiti in maniera naturalmente indipendente dalle precedenti 5 multiutilites (Cogeme, Cremona, Crema, Lodi, Pavia).
Quali erano i servizi deputati ad un concentramento aziendali? Quelli dove c’erano le maggiori ragioni industriali per farlo. Per la vendita gas (che significa acquisto e rivendita naturalmente) è meglio accentrare il potere d’acquisto di 5 società in un’unica con il conseguente aumento dei volumi oppure no? Lo si può fare con i consorzi d’acquisto, lo sappiamo, ma se tu hai nel tuo novero 5 società che fanno la stessa attività quale è la soluzione che ti viene naturalmente in testa?
La costituzione di LGH ha portato che dalle 31 società precedenti si è arrivati a 16, senza licenziare 1 persona, ma creando efficienza (senza andare nel tecnico ma meno CDA, meno produzioni di bilanci, meno gestione delle varie poste di giroconti tra aziende dello stesso gruppo…).
Non si tratta di Business nel senso più largo del termine, ma ciò che all’interno delle multiutilites doveva subire un concentramento aziendale all’interno di LGH in quanto c’erano opportunità di efficienza industriale (L’Igiene Urbana, ovvero la raccolta di RSU e non le fognature, che andrà a gara in numerosi comuni nei prossimi 2 anni, è rimasta in un’azienda definita SOT ovvero territoriale perchè non ha senso gestire da Rovato la raccolta dei rifiuti di un comune del Lodigiano).
Sul fatto di restare piccoli o diventare grandi, o meglio, quale è la dimensione ottima per un’azienda si apre un dibattito pantagruelico che coinvolge ogni azienda sul mercato. Solo 1 dato: oramai con servizi tipo la vendita gas o energia elettrica i guru dicono che la dimensione minima per avere certe efficienze industriali (che in soldoni vuol dire poter offrire tariffe più basse e rubare i clienti ai concorrenti!!!) sia 1.000.000 di clienti.
Ci si può credere a certe analisi supportate da dati oppure si può andare controcorrente, per es. crearsi piccole nicchie di mercato se ne si ha la possibilità, con le dovute cosneguenze del caso.
Buona settimana lavorativa a tutti.
Aprile 27th, 2009 alle 6:36 am
Ho già detto che personalmente credo che le società ex municipalizzate siano nate per consentire ai comuni di dotarsi di servizi e infrastrutture che con i propri bilanci non sarebbero mai stati in grado di garantirsi. Sono società che rappresentano un’opportunità se gestite correttamente.
Sulla maggior parte dei loro ambiti d’azione sono soggette ad appalti pubblici che vanno a rinnovo periodico e per cui sono soggetti alla concorrenza.
Vedo meno bene il loro ingresso nel mondo finanziario nel senso letterale del termine. E il termine “società di businness” lo interpreto soprattutto legato a questo mondo.
Lo vedo meno bene perchè le dinamiche di questo mondo economico potrebbero portare le società ad allontanarsi da quel mondo di servizi per cui sono nate. Sono società nate per fornire servizi non per produrre utili in borsa. Ovviamente nel rispetto dei loro bilanci.