Sabato 25 aprile e domenica 26: week end fitto fra Liberazione, auto d’epoca, Lo Sbarazzo e le rose di Castel Quistini
Non c’è che dire: se il tempo terrà, e non farà com’è ultimamente suo solito le bizze, quest’ultimo week end di aprile 2009 si annuncia come ricco di appuntamenti per tutti i cittadini o visitatori di Rovato.
Partiamo, in ordine di tempo e importanza, dalle celebrazioni per la Festa della Liberazione dalla dittatura nazifascista (25 aprile 1945).
25 APRILE 2009 - L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha organizzato un’intera giornata di appuntamenti, interamenti consultabili sul loro blog (clicca qui).
Riassumendo le più importanti, dopo il corteo del mattino con orazione ufficiale di Bruna Franceschini (Anpi Provinciale) al Sacrario delle scuole elementari, dalle 15 in poi nel piazzale del Monte Orfano (se piove nel chiostro del Convento) mostra fotografica sulla Resistenza a Rovato, Erbusco e Coccaglio, con particolare riferimento alle stragi dette della “Cascina Bortolotto” e della “Brigata Tarzan - Fiamme Verdi a Coccaglio”. Accompagnamento in musica dei giovani di “Nuova Resistenza” di Palazzolo sull’Oglio.
AUTO D’EPOCA - Sempre sabato mattina, invece, piazza Cavour ospita il quinto raduno d’auto d’epoca organizzato da Radio Montorfano. Da Chiari, le auto arriveranno a Rovato verso metà mattinata. Prevista anche una mostra di macchine fotografiche storiche e la possibilità di toccare con mano i bolidi del passato.
ROSE A CASTEL QUISTINI - Sabato 25 aprile sarà inoltre il giorno di riapertura di Castel Quistini in via Sopramura a Rovato: dopo la pausa invernale, le visite resteranno possibili sino a fine luglio (clicca qui)
DOMENICA 26: SBARAZZO, SI REPLICA - Per chiudere, la seconda edizione a distanza di una settimana per Lo Sbarazzo. Vista la pioggia di domenica 19 aprile, almeno nel pomeriggio, i commercianti de “Il Centro Storico” tornano in piazza Cavour con le loro offerte. Se il maltempo dovesse nuovamente metterci lo zampino, trasferimento sotto le tettoie del Foro Boario di piazza Garibaldi, sempre nel centro storico di Rovato.


















Aprile 24th, 2009 alle 7:24 pm
Il 25 aprile rappresenta ogni anno la data più importante per la democrazia nel nostro Paese. Dopo così tanto tempo possiamo dire che in Italia vi è la democrazia perchè qualcuno, a rischio della propria vita, 64 anni fa difese gli ideali di libertà e solidarietà contro un becero regime fascista che credeva con la forza di imporre le proprie idee autoritarie all’interno della società e delle istituzioni.
Come ebbi modo di dire in altre occasioni questa ricorrenza rappresenta per me il momento istituzionale più alto che si celebra durante l’anno. Non è un semplice ricordo. Il 25 aprile è un monito a tutti noi, affinchè gli errori del passato non si perpetuino nel presente e nel futuro.
Le vicende della mia famiglia si sono intrecciate con questa ricorrenza. Tre fratelli di mio nonno paterno spediti nella seconda guerra mondiale su fronti di una guerra non loro. Uno di questi, Bortolo Bergomi, poco più che ventenne disperso nella campagna di Russia, la sua medaglietta ritrovata in un ossario comune una ventina d’anni fa, il suo nome nell’elenco dei dispersi sul monumento dei caduti a Lodetto e presso il sacrario delle scuole elementari di Rovato centro. Un secondo, Giacomo Bergomi, per noi tutti zio Cumì reduce dalla campagna di Nikolajevka con decine di chilometri fatti nella neve con un compagno d’armi sulle spalle. Quest’anno, proprio nel giorno del suo novantacinquesimo compleanno (il 4 febbraio), zio Cumì ci ha lasciato, dopo una dura vita di lavoro a Galliate (Novara) dove nel 1953 si trasferì per sfuggire alla miseria che c’era dalle nostre parti a quel tempo. E’ stato accompagnato al cimitero di Lodetto dagli alpini di Galliate e dalle gloriose associazioni degli alpini di Lodetto e di Rovato. E come dimenticarmi di mio nonno materno Angelo, utilizzato a Nettuno come portaarmi di un ufficiale tedesco con grave pericolo di deportazione. Mi riafforano nella mente anche tutti i ricordi di mio papà bambino che dalla cascina Mercurio in cui la sua famiglia viveva con contratto di mezzadria venne mandato a Lodetto a svolgere le elementari un anno in ritardo rispetto ai coscritti del 1938 per paura dei bombardamenti: per arrivare a scuola dalla cascina bisognava infatti attraversare la ferrovia, potenziale oggetto di bombardamenti.Le finestre della cascina e della stalla oscurate con le foglie rinsecchite di granoturco all’imbrunire per evitare di essere visti da lontano, in un periodo in cui le colonne di nazisti transitavano dalle nostre parti per ritirarsi. La rappresaglia dei nazifascisti poche centinaia di metri oltre la cascina Mercurio sulla via che porta il nome proprio del XXV Aprile, in una cantina di fronte all’attuale Cogeme con l’uccisione di numerose persone.
Il 25 aprile per me è anche tutto questo. Domani mattina non si può mancare alla commemorazione.
Viva la Resistenza, viva la Democrazia.
P.S. A questa giornata non posso associare il ricordo del compianto Gianfranco Cossandi, storico presidente dell’ANPI rovatese.
Aprile 25th, 2009 alle 11:24 am
Caro sig. Bergomi, è tutto giusto e vero e condivido quello che ha scritto, però, come è giusto condannare il fascismo quale dittatura, è più che giusto anche dover condannare tutte le altre forme di dittatura e mi riferisco sopratutto al comunismo. Le sembra giusto che a questa celebrazione in favore della Libertà si siano viste bandiere con la falce ed il martello?
Aprile 25th, 2009 alle 2:50 pm
Il 25 Aprile oggi rappresenta il momento in cui si celebra la riconoscenza verso tutti coloro che hanno contribuito a portare la democrazia e la libertà nel nostro paese. Grazie dunque sopratutto a quei giovani anglo americani che per un ideale di libertà non hanno esitato a lasciare la loro nazione e si sono sacrificati per battere il nemico nazista ed affiancare in quella guerra civile coloro che hanno definitivamente sconfitto l’ideologia fascista deviata verso la follia nazista. E un grandissimo grazie anche ai padri della Democrazia Cristiana che ci hanno salvato da un potenziale regime comunista che purtroppo ancora oggi ci ammorba con lo sventolio delle bandiere con falce e martello che così come la svastica ricordano tristi vicende intrise di lacrime e sangue.
Aprile 25th, 2009 alle 6:15 pm
a dispetto della caduta del muro di Berlino e del crollo del totalitarismo sovietico c’è ancora qualcuno che ha il coraggio e lo stomaco di issare ancora la bandiera con la falce e il martello .
Aprile 26th, 2009 alle 3:49 pm
Caro bollettino..si chiama libertà.
e quei simboli da Lei richiamati, per tanti, sono ancora simbolo di lotta e libertà, di affrancamento dalla fatica e di afflato universale verso gli ultimi.
ben poco hanno a che fare con lo stalinismo, il comunismo italiano è stato tutt’altra cosa.
Aprile 26th, 2009 alle 5:14 pm
bella manifestazione, mollto partecipata, la liberta conquistata il 25 aprile è da difendere con i denti visto i tempi di finta democrazia in cui viviamo, in questi tempi chi non si allinea ai pensieri di chi ci governa è visto con sospetto.
Aprile 26th, 2009 alle 8:30 pm
cito mariella : il comunismo italiano è stato tutt’altra cosa ; si informi sul famigerato triangolo della morte e poi ci ripeta quanto ha scritto sopra
Aprile 27th, 2009 alle 9:11 am
Volevo ricordare a tutti che non solo gli anglo-americani hanno liberato l’Italia. Anzi…. La disfatta nazi-fascista è cominciata sopratutto con la resistenza di giovani sovietici durante la battaglia di Stalingrado che ha messo in gnocchio le truppe tedesche… E’ ora di finirla di dare sempre il merito agli stati uniti che di ingiustizie in tutto il mondo nehanno commesse ormai troppe.
Grazie sopratutto a tutti quei giovani e vecchi partigiani che hanno lottato veramente e solo per la libertà, senza interessi (come gli USA e soci…)
W LA RESISTENZA ABBASSO IL PERBENISMO E L’IGNORANZA
Aprile 27th, 2009 alle 11:06 am
i comunisti italiani hanno partecipato alla liberazione dell’italia dal nazifascismo, quindi giustamente possono stare a pieno titolo alla manifestazione del 25 aprile..
concordo alla grande sull’apporto essenziale della vittoria dell’urss sul nazifascismo, a partire da stalingrado, nel contesto della seconda guerra mondiale, quindi un grazie da estendere anche ai giovani dell’armata rossa..
@simone, ringrazia anche togliatti perchè fin da subito partecipò alla democrazia del paese e anche nei periodi confusi dell’attentato alla sua vita riuscì a controllare i più esagitati..