Cava Bonfadina di Rovato e Cazzago: nuovi lavori nell’area. La commissione Ambiente della Regione Lombardia conferma il no alla Via. Ruspe più vicine?
![]()
Niente Via per la cava Bonfadina di Rovato e Cazzago San Martino, di fatto nell’ultimo lembo meridionale di Franciacorta.
La commissione Ambiente della regione Lombardia, presieduta da Margherita Peroni, ha oggi ricevuto in audizione i rappresentanti dei comuni di Rovato e Cazzago San Martino, che avevano chiesto l’incontro dopo il niet alla Valutazione d’Impatto Ambientale decretata dalla Giunta Regionale.
La decisione del Pirellone è stata di fatto confermata oggi, e non poteva essere oggettivamente altrimenti, dalla stessa Peroni. “La Ue aveva messo in mora, e non in infrazione, la Regione Lombardia. Aveva cioè chiesto chiarimenti e precisazioni sulle caratteristiche del progetto, in relazione all’ambito estrattivo in cui si colloca”.
Una volta arrivata la decisione della Giunta e la successiva richiesta di Rovato e Cazzago, la stessa Peroni ha dichiarato di aver “risposto alla richiesta di audizione dei comuni bresciani, anche perché consapevole delle ragioni di un territorio già molto sfruttato. Riguardo la procedura di Via la giunta regionale con un decreto di pochi giorni fa” ha però deciso “che il progetto estrattivo contestato non aveva necessità di essere sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale”.
Dopo il no del Consiglio di Stato, insomma, un’altra brutta notizia, che rende ancora più vicina l’apertura della maxicava (e forse, in futuro discarica, come la storia dell’ovest bresciano insegna) nei pressi dell’ex ss 11.
LAVORI NELL’AREA - Come spesso accade, le notizie negative viaggiano purtroppo in coppia. Il blog del comitato anticava Bonfadina ha reso infatti noto che nei giorni scorsi “la ditta cavatrice ha iniziato i lavori per la realizzazione di un edificio prefabbricato all’interno del perimetro della cava Mercurio-Bonfadina ATEG09. In particola tale struttura viene realizzata in prossimità dell’area presso cui erano state parzialmente demolite 2 stalle, nella zona immediatamente a sud della cascina Bonfadina.
Il capannone in corso di realizzazione risulta avere un’altezza considerevolmente maggiore rispetto alle precedenti stalle li ubicate. E’ giustificato pensare quindi che nei piani del cavatore tale edificio venga adibito ad ospitare i mezzi di movimento terra a supporto dell’attività estrattiva”
la foto in apertura è tratta dal blog del Comitato Anticava Bonfadina di Rovato e Cazzago



Aprile 29th, 2009 alle 8:15 pm
che schifo, spero che ne derivino anni di sfiga per tutti i soggetti, in primis politici e imprenditori, che hanno operato, operano e opereranno per la realizzazione di questa porcheria di cava..
Aprile 29th, 2009 alle 8:53 pm
Faccio presente che il decreto regionale ha si negato la VIA ma l’ultima parola spetta comunque alla Commissione Europea che dovrà dire se questo decreto ha risposto concretamente al richiamo europeo oppure no.
Dico solo che vi sono pendenti presso il TAR di Brescia dei ricorsi sulla mancata vIA e propongo ai cittadini questo interrogativo.
La legge dice che se l’ambito estrattivo supera i 20 ettari la VIA è obbligatoria. L’ambito della Bonfadina è di 34 ettari: allora perchè non concederla?
La Regione dice: non la concediamo perchè le aree da conteggiare ai fini del confronto con la soglia dei 20 ettari sono solo quelle del “buco” che viene realizzato e delle aree di stoccaggio e degli impianti, quindi solo 14 ettari sui 34 totali.
Ma allora perchè il PRG di Rovato e il PGT di Cazzago S.M., strumenti urbanistici locali hanno dovuto recepire che tutti e 34 gli ettari non sono più agricoli ma tutti escavabili e non solo i 14 ettari suddetti?
Ma il valore del terreno è stato moltiplicato da agricolo a escavabile (decine e decine di volte) su tutti i 34 ettari, non solo sui 14 ettari.
Allora perchè, se la ditta vuole davvero scavare solo sui 14 ettari non accetta di riperimetrare il bacino estrattivo solo su di essi facendo ritornare agricoli i restanti 20?
Inoltre, se la verifica fornita nel decreto regionale è stata anche più approfondita di uno studio di VIA come ci siamo sentiti dire stamattina perchè non fare direttamente quest’ultimo come chiediamo dal 2006? Ve lo dico io. Lo studio di VIA potrebbe cancellare il bacino. Ecco perchè viene vista come il fumo negli occhi.
Vedremo che ne dirà la commissione europea. Nel frattempo chi ha davvero a cuore le sorti della nostra comunità ha l’occasione di dimostrarlo concretamente. La Commissione Regionale Sesta che stamattina ha audito il sottoscritto, l’assessore Sette e il sindaco di Cazzago Foresti non si è ancora pronunciata ufficialmente.
Aprile 29th, 2009 alle 9:11 pm
come al solito la legge piegata alle ragioni del più forte, strano.. l’italia è il solito paese delle banane al servizio del più forte e degli interessi di pochi, senza tener conto del bene comune.. comunque quando la porcheria diventerà realtà ho idea che molti comprenderanno, purtroppo tardivamente, il bel regalo dei partiti destrorsi lombardi..
Maggio 6th, 2009 alle 2:25 pm
Caro neskens, settimana scorsa abbiamo ottenuto una audizione in Commissione Regionale Sesta senza alcun tipo di risposta.
Pensi che all’uscita un consigliere regionale di cui non faccio il nome ci ha fermato per parlarci e ha dovuto ammettere candidamente di averci ascoltato per quaranta minuti in commissione credendo che stessimo parlando della cava Macogna.
Se davvero qualcuno (che sia un interlocutore evidentemente più ascoltato delle amministrazioni comunali!) ha a cuore la vivibilità di Rovato si adoperi perchè la Commissione Regionale Sesta prenda una posizione di contrarietà a quest’ambito. Ci sono le possibilità di permettere alla ditta di non subire un danno economico senza per questo devastare il nostro paese e quello di Cazzago S.M..
Nel frattempo si sta valutando cosa fare in merito al decreto dirigenziale regionale che ha negato la V.I.A. per l’ennesima volta, costituendo un precedente molto grave per tutti gli ambiti estrattivi della Provincia di Brescia.
Faccio presente che alla serata organizzata da Rovato Futura qualche settimana fa al Foro Boario sulla gestione dei rifiuti il presidente della COMMISSIONE TERZA provinciale (Tutela dell’Ambiente, Ecologia ed Attività Estrattive;Energia) Ivan Bassanelli (Forza Italia) ha ammesso onestamente che il Piano Cave provinciale 2005-2015 ha esagerato sulle volumetrie di alcuni ambiti estrattivi e ha sbagliato la loro collocazione.
L’esempio più eclatante è proprio la Bonfadina. Come è possibile che nel 2009 la Provincia fissi nel Piano Provinciale Rifiuti un vincolo escludente sulla Franciacorta impedendo alcune tipologie di discarica e termoinceneritori in essa e nel 2005 nell’ultimo terreno rovatese della Franciacorta abbia consentito un bacino estrattivo di 34 ettari a una ditta che in seconda attività gestisce delle discariche?
Solo due settimane fa la stessa ditta ha ottenuto l’ennesima discarica in territorio di Travagliato, tanto per citare un esempio concreto.
Mi auguro che la Commissione Regionale Sesta sappia correggere queste incongruenze e che chi ha davvero a cuore la vivibilità di Rovato si impegni per sostenerla. A partire dall’occasione della campagna elettorale alle provinciali.
Faccio presente che ci si sta avvicinando al classico momento della revisione del piano cave provinciale: sarebbe l’occasione per portare quei correttivi a un piano che lo stesso presidente della commissione provinciale competente, autorevole esponente della maggioranza che lo ha elaborato, ha giudicato con delle “pecche” belle grosse.
Resto a disposizione di tutti quei cittadini che desiderassero approfondire il tema al mio indirizzo: angelobergomi@bresciaonline.it
Maggio 8th, 2009 alle 7:42 am
Segnalo che con sentenza del TAR Brescia del 04/05/2009 la Regione Lombardia si è vista ulteriormente ridimensionare il Piano Cave della Provincia di Bergamo. Cancellate in un colpo solo 7 cave per un totale di 6.000.000 di metri cubi in un piano cave autorizzato nel Luglio 2008 che ha visto subito dopo le dimissioni dell’assessore regionale competente con strascico di polemiche legate alla ditta di famiglia che sarebbe stata interessata da volumetrie nel piano stesso.
Si legga a tal proposito il seguente post: http://marcellosaponaro.it/hom.....piano_cave
Ora, il TAR dice che è inammissibile che la proposta provinciale di un piano cave venga stravolta dall’approvazione regionale e lo ribadisce in questa sentenza.
Pongo ai cittadini un interrogativo: cosa dovremmo dire noi di Rovato per la Bonfadina che era stata proposta in Provincia per 400.000 mc e in Regione è stato autorizzata invece per 1.600.000 mc?
Non è stravolgimento della proposta provinciale questa?
Credo che ne vedremo ancora delle belle.
Giugno 30th, 2009 alle 5:23 pm
Sono stato contattato da una persona che mi segnala l’incredibile storia della sua famiglia, legata alla devastazione che la politica può produrre quando ci si fa guidare dalle richieste di operatori economici senza ricordarsi che quando si è amministratori eletti lo si è per tutti i cittadini non solo per alcuni fortunati.
Segnalo i siti in cui leggere la storia:
www (punto) zeroviolenzadonne (punto)it/rassegna/pdfs/23ed00762f820dbd48e03fe8f01365dd (punto) pdf
www (punto) movimentovalledora (punto) org/
Rispetto a vicende che vedono coinvolta anche la nostra amministrazione in situazioni potenzialmente identiche (leggasi autorizzazione cava Bonfadina) riporterò a breve delle novità. Nel frattempo alcune informazioni possono essere lette sul blog del comitato anticava: comitatoanticavarovato (punto) blogspot (punto) com