Il voto passa, la crisi no: a Rovato i problemi maggiori al Pastificio Pagani e all’Eural Gnutti. Il Comune apre un bando anticrisi.
Chiusa la “buriana” delle elezioni europee e provinciali, anche a Rovato si ritorna ad una (lenta) normalità.
La realtà di questi mesi ha però poco da spartire con la serenità, almeno per le 113 famiglie dei lavoratori del Pastificio Pagani di Rovato e le oltre 250 che hanno una persona impiegata alla Eural Gnutti.
La crisi, insomma, non accenna ad andarsene, e l’arrivo della bella stagione non sembra portare benefici.
PASTIFICIO PAGANI - La travagliata storia del Pastificio Pagani di via XXV Aprile a Rovato si è arricchita nei giorni scorsi di una nuova tessera: il Tribunale di Brescia ha detto sì alla richiesta di concordato preventivo presentata dalla direzione. Il curatore fallimentare, Flavio De Pandis, ha convocato i creditori dell’azienda sull’orlo del baratro e che conta 113 addetti (di cui una quarantina igià in cassa integrazione).
Il prossimo 22 luglio, alle 10,30, l’adunanza dovrà dire sì o no al piano per il possibile rilancio dell’azienda: in caso di parere positivo si potrà procedere alla costituzione di una nuova società incaricata di rilanciare lo storico marchio rovatese, da tempo impegnato principalmente nella produzione per conto terzi.
EURAL GNUTTI: SCONGIURATI 40 LICENZIAMENTI, ARRIVA LA CASSA ORDINARIA - Alla fonderia Eural Gnutti (250 lavoratori, nei pressi della stazione ferroviaria) l’incontro fra sindacati e azienda ha portato almeno per ora al blocco dei 40 licenziamenti annunciati dalla direzione a seguito della dismissione della pressa piccola. Possibile il ricorso al contratto di solidarietà: nel frattempo, a giugno e luglio cassa integrazione ordinaria a rotazione per tutti i dipendenti.
CONTRO LA CRISI, CONSIGLIO COMUNALE UNITO - Che la crisi ci sia tutta, e continui a mordere, lo dimostra anche l’inusuale compattezza mostrata da maggioranza e opposizione nell’ultimo consiglio comunale del 27 maggio: tutti i consiglieri presenti hanno detto sì allo stanziamento di un fondo anticrisi, per ora dotato di 78mila e 600 euro.
Il fondo anticrisi sarà concentrato a sostenere le famiglie già residenti a Rovato il 27maggio scorso e in difficoltà per questioni contingenti alla crisi.
Per avere informazioni più dettagliate è necessario chiamare l’Ufficio Servizi sociali del Comune di Rovato (0307713276), oppure recarsi direttamente allo sportello lunedì e giovedì dalle 9 alle 12.30 e dalle 16 alle 18, martedì e venerdì 9 - 12.30, dal 22 giugno al 24 luglio.



Giugno 12th, 2009 alle 10:16 am
Fa specie vedere l’assenza di post a commento di notizie come questa. Fa specie e fa meditare su quanto il dibattito politico locale, ma non solo, abbia assunto i toni di uno scontro tra fazioni, pronte a rinfacciarsi le migliori o peggiori qualità degli uomini che le rappresentano, piuttosto che i toni di un dialogo costruttivo alla ricerca di soluzioni possibilmente implementabili.
Ben venga un fondo a sostegno delle famiglie in difficoltà, ma meglio sarebbe cominciare a pensare “un piano regolatore economico” per la nostra cittadina, che faccia leva sui i plus che il nostro territorio ha da offrire. In primis una localizzazione geografica strategia rispetto a strade, ferrovie e sistemi aeroportuali. Una tradizione nell’agroalimentare e nel commercio ancora solida. Una disponibilità di ricchezza finanziaria depositata presso gli sportelli bancari locali notevole.
Su queste basi si può rilanciare il nostro sviluppo, per rendere un pò meno grigio il futuro che sembra esserci davanti.
PROSIT!
Giugno 13th, 2009 alle 1:51 pm
anche io ho vissuto il passaggio da lavoratore occupato a lavoratore in mobilita non per mia scelta ma perche la fabbrica dove lavoravo ha chiuso i battenti. Ho fatto tutta la trafila scioperi partecipato ad assemblee ecc. mi e rimasto di quel periodo il ricordo della solidarieta espressa da altri lavoratori qualche politico e tanta gente comune. concordo con il fatto che una cosi grave situazione non meriti neanche un commento. io posso solo esprimere la mia solidarieta a tutti i lavoratori in difficollta, ce chi sostiene che la crisi non esiste,oggi al telegiornale la notizia principale e che a Roma Mediaset organizza una megafesta per il passaggio al digitale terrestre che tristezza.
Giugno 13th, 2009 alle 3:38 pm
e poi c’è qlc che dice che il problema dell’informazione è secondario.
c’è una fascia di ITALIANI e IMMIGRATI che ormai sta sprofondando sotto la soglia di potvertà e TUTTI se ne fregano.
TUTTI.
Giugno 13th, 2009 alle 7:00 pm
speriamo solo che questo fondo di solidarietà municipale finisca solo nelle case dove la crisi ha colpito in misura pesante e che non si assista al pernicioso fenomeno dei raccomandati di ferro che potrebbero usufruire di contributi indebiti;quindi,lista dei beneficiari a disposizione dei consiglieri comunali senza strane tutele della privacy.
Giugno 14th, 2009 alle 8:44 am
Due anni fa(2007) la ditta dove lavoravo e fallita ,5 mesi a casa, solo solidarieta, oggi dove lavoro ,cassa integrazione,piu fortunato di cosi,
Giugno 14th, 2009 alle 11:04 am
Mi sia consentita una nota di constatazione del senso di responsabilità dimostrato dal consiglio comunale tutto nel votare all’unanimità il fondo di solidarietà.
La trasparenza e l’attenzione nella valutazione delle singole situazioni deve essere la regola per aiutare chi davvero ne ha bisogno.
Ricordo che a precisa domanda l’assessore Marchi ha ricordato le procedure che oggi vengono adottate per erogare tutti i servizi già oggi forniti dall’assessorato ai servizi sociali. Ha ricordato anche come per il sostegno affitti siano state bocciate parecchie domande di gente che voleva fare la furba. Comportamento tanto più odioso quanto si è consapevoli del fatto che si sottraggono risorse ai casi maggiormente critici.
Sull’aspetto della privacy serve senso di responsabilità e maturità da parte di tutti. Anche un consigliere di minoranza l’ha ribadito in consiglio comunale. Vi sono infatti parecchi nostri concittadini che in passato non si sono mai trovati in condizioni così critiche e che comprensibilmente si trovano a disagio nel dover chiedere un aiuto.
Questo perchè la gente che non arriva a fine mese è sempre di più. La gente che ha un mutuo che non riesce più a onorare è sempre di più. La gente che non ha ammortizzatori sociali come la cassa integrazione perchè magari lavora in imprese piccole sotto i 15 addetti che non l’hanno richiesta sono sempre di più. Anche a Rovato.
Alla faccia di chi dice che bisogna essere ottimisti e che la crisi è alle spalle.
Nel nostro piccolo diamoci invece da fare per aiutare chi ha davvero bisogno con le risorse (poche) che un’amministrazione comunale ha a disposizione.
Giugno 14th, 2009 alle 12:30 pm
@Angelo Bergomi
Giusto per precisare:
“Gran parte dei lavoratori è esclusa dalla Cassa Integrazione Guadagni (ad esempio quelli delle aziende artigiane e industriali con meno di 16 dipendenti o delle aziende commerciali fino a 50
dipendenti). Per loro sono previsti ammortizzatori sociali “in deroga” alla normativa ordinaria.
Si tratta di provvedimenti episodici, finanziati annualmente, diversi come durata e beneficiari da regione a regione, senza certezza per il futuro, almeno fino a quando non vi sarà la riforma degli
ammortizzatori sociali. Il trattamento è lo stesso della CIGS; i tempi di attesa possono essere lunghi perché l’accordo sindacale con l’azienda deve essere approvato prima in sede provinciale
e poi anche in sede regionale. La CIGS in deroga può essere riconosciuta anche ai lavoratori delle imprese che hanno il diritto alla CIGS qualora abbiano fatto uso di tutta la loro disponibilità,
3 anni nel quinquennio.” (da FIOM.BERGAMO.IT)
Bisogna quindi verificare nello specifico l’accedibilità a tale strumento nei vari ambiti territoriali.
Il problema comunque a mio parere non si risolve solo con l’erogazione di aiuti a chi è in difficoltà, al più così facendo lo si contiene.
Il problema può trovare una qualche soluzione se anche a livello locale, per le competenze e leve a disposizione di una Amministrazione Comunale, ci si attiva per attrarre nuovi investimenti produttivi sul proprio territorio e per creare nuove opportunità connesse ad infrastrutture varie in grado di generare occupazione che saldi l’emoraggia creatasi su altri fronti.
Per fare questo però serve visione politica…
PROSIT!
Giugno 14th, 2009 alle 1:16 pm
Sono d’accordo con l’ultima soluzione prospettata. E l’amministrazione comunale si è mossa fin da subito con questi intenti da sempre, ben prima che si palesasse il periodo di crisi in forma così drammatica. Un esempio concreto?
Basta vedere con la vertenza GE. L’amministrazione comunale non ha ceduto alle lusinghe della proprietà che al momento della vertenza sindacale aveva sondato la possibilità di una conversione in residenziale dell’area della fabbrica. Si è detto di no senza se e senza ma. E a meno di due anni di distanza da una realtà che chiudeva si è visto l’insediamento di una nuova realtà produttiva, più piccola ma pur sempre una realtà produttiva che col tempo potrà diventare utile anche a livello occupazionale per i rovatesi.
Sull’attrazione di nuovi investimenti produttivi serve com,unque buon senso e misura. Non sarei personalmente d’accordo con la svendita del territorio per mere operazioni speculative di chi promette l’insedimaento di realtà produttive e poi invece scompare. Ma non credo che lei intendesse dire questo.
Giugno 14th, 2009 alle 1:28 pm
mi piace verificare che vi è la comune preoccupazione che si impedisca ai soliti truffatori di attingere l’acqua al pozzo del comune
Giugno 14th, 2009 alle 3:47 pm
@Angelo Bergomi
Nessuna svendita del territorio, ma suo utilizzo utile per promuovere il benessere e la prosperità della nostra comunità.
Comincerei con il dire basta residenziale (invenduto): quello si che consuma territorio e immobilizza risorse finanziarie senza nessun beneficio, se non limitato per il Comune e di un certo rilievo per quelli che vi speculano.
Rovato ha soprattutto posizione, posizione e ancora posizione geografica. Possibile che non vi si possa portare del terziario avanzato? piattaforme logistiche? riaprire la partita per una “piccola velocità” intermodale?
Comunque sarebbe positivo già il parlare di questo per il 90% del tempo, piuttosto che per pari percentuale fare gossip pro o contro questo o quello.
Da un confronto del genere poi si potrebbe giudicare chi ha più intelligenza politica.
PROSIT!
Giugno 14th, 2009 alle 10:18 pm
per il pastificio pagani si avvicina la resa dei conti il 21 o 22 luglio il giudice deve decidere o si cambia gestore o fallimento
ma anche nella migliore delle ipotesi il cambio di gestione c’e sempre un gruppo di persone che verra messo in mobilita a settembre
finita la cassa integrazione speciale
Giugno 17th, 2009 alle 7:32 pm
concordo con atarassica