Archivio di Luglio, 2009

Cava Bonfadina: la Provincia di Brescia non molla. Il Comune di Rovato, “modificare la legge regionale sulle escavazioni”

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Riceviamo e pubblichiamo:

“Rovato, 30 Luglio 2009

Oggetto: la cava di Rovato e le autorizzazioni in 24 ore!

Egregia redazione di Rovato.org,

vorremmo portare all’attenzione dei cittadini la difficoltà anche per noi amministratori di capire alcuni atteggiamenti della pubblica amministrazione.

Da ormai 5 anni le amministrazioni comunali di Rovato e di Cazzago S.M. si stanno battendo perché sul loro territorio non arrivi una gigantesca cava di ghiaia e sabbia, 34 ettari nell’ultimo terreno a denominazione DOCG dei nostri comuni: la cosiddetta cava Bonfadina. Dopo una messa in mora della Comunità Europea, ora assistiamo a una serie di passaggi autorizzativi che ci lasciano quantomeno perplessi.

Lunedì 13 Luglio le amministrazioni comunali di Rovato e Cazzago S.M. sono state convocate dalla Provincia a una conferenza dei servizi sul problema delle emissioni di polveri, tema molto importante visto che rappresenta una delle criticità più frequenti connesse all’attività estrattiva.

Ci siamo presentati con un dossier corredato da fotografie sulle piantumazioni effettuate dalla ditta due anni fa lungo il perimetro del terreno, foto che attestano come le piante non sono assolutamente in grado di mitigare alcunché perché caratterizzate da una crescita irrisoria e già in buona parte rinsecchite.

Tra i vari aspetti abbiamo sottolineato anche un grave problema di accesso all’area che la Provincia ha individuato direttamente dalla ex statale 11 in un tratto che ha avuto numerosi incidenti mortali negli ultimi anni: l’ultimo nel gennaio dello scorso anno che ha visto coinvolto proprio un camion da cava con la morte di un motociclista.

Abbiamo ribadito infine il fatto che non ci convincono le stime sul numero di mezzi pesanti il cui passaggio in ingresso/uscita verrà indotto dall’apertura del bacino estrattivo, nodo assolutamente da sciogliere in merito al tema delle emissioni.

La conferenza dei servizi si è chiusa con un accordo con l’ARPA che prevedeva l’invio da parte dei Comuni di ulteriore documentazione che attestasse le loro ragioni, documentazione prontamente spedita dall’amministrazione comunale di Rovato solo tre giorni dopo.

Nel frattempo Giovedì 16 Luglio i Comuni vengono a sapere, indirettamente, attraverso un fax mandato dal cavatore che Mercoledì 15 Luglio, quindi due giorni dopo la conferenza di cui sopra, il competente settore provinciale ha emesso un Atto Dirigenziale con il quale vengono autorizzate le emissioni in atmosfera legate al bacino estrattivo della Bonfadina.

Ci poniamo allora alcuni interrogativi:

Come è possibile che non si sia sentita la necessità che fosse un ente terzo a effettuare dei rilievi sia in termini di emissioni di polveri che acustiche nella zona oggetto di discussione, non attraverso previsioni basate su dati di centraline posizionate a Brescia città? A oggi, infatti, i dati presentati sia in Regione che in Provincia sono dichiarati da professionisti incaricati dal cavatore. Un po’ come chiedere a un oste se il suo vino è buono.

Come è possibile che l’autorizzazione provinciale all’escavazione sia stata rilasciata il 15 giugno e si discuta delle polveri quasi un mese dopo?

In Provincia è così normale che un privato proponente sappia di un atto dirigenziale provinciale ben prima di due amministrazioni comunali, tanto da poter spedire loro una comunicazione il giorno dopo l’emissione dell’atto stesso?

E’ così normale che un’amministrazione comunale chieda per ben 3 volte di essere convocata per discutere della gestione viabilistica dell’accesso alla cava e non riceva mai risposta?

Prendiamo atto dell’impazienza del privato a cui peraltro siamo abituati fin dal 2005, ma ci siamo dimenticati che nel Piano Provinciale Rifiuti la Provincia stessa ha definito la zona della Franciacorta in cui è inserita la cava Bonfadina come un’area di “pregio agricolo” e che già oggi nell’arco di 3 km vi sono tre discariche e altre due cave?

E l’approfondimento che l’ARPA ha chiesto, al di là del parere favorevole ma condizionato espresso nella conferenza?

Se le indicazioni a livello di emissioni di polveri ed acustiche formulate dalle amministrazioni comunali dovessero puntualmente verificarsi a attività estrattiva iniziata, come le numerose evidenze depositate agli atti avrebbero dovuto indurre a considerare, quale sarebbe l’atteggiamento dei funzionari che hanno autorizzato?

Chi risarcirebbe la collettività dei disagi provocati nonostante siano stati segnalati più e più volte?

Presso il TAR Brescia sono pendenti una serie notevole di ricorsi contro l’apertura di questo bacino estrattivo. E se il loro esito fosse favorevole alle amministrazioni comunali, chi si assumerebbe la responsabilità di aver autorizzato un’attività estrattiva che nel frattempo avrà prodotto danni irreversibili?

Affinchè spiacevoli situazioni di questo tipo non abbiano a ripetersi è evidente che la pianificazione urbanistica nel settore estrattivo debba vedere il coinvolgimento anche dei Comuni, enti poi destinati a subirne le conseguenze. A oggi infatti una cava arriva su un territorio solo perché il cavatore è proprietario di quell’area: anche per la Bonfadina è stato così.

Diviene perciò ancora più urgente una modifica della legge regionale che norma il settore, come peraltro ribadito da una proposta ferma da troppo tempo all’attenzione del consiglio regionale e sottoscritta ormai anni fa anche dal nostro Comune.

Eligio Costanzi, vicesindaco di Rovato

Angelo Bergomi, consigliere comunale di Rovato”

Venerdi 31 luglio - lunedi 3 agosto: “FestAlpina” al Foro Boario di Rovato

Tocca agli Alpini di Rovato occupare l’area feste del Foro Boario di piazza Garibaldi, 1 a Rovato per questo fine settimana a cavallo fra luglio e agosto.

Ogni sera musica, giochi, stands enogastronomici ma soprattutto tante penne nere del passato e del presente.

Ingresso libero.

Giovedi 30 luglio: tributo a Ligabue al parco Aldo Moro con “Chiringhito”

Concerto con “tributo a Ligabue” giovedi 30 Luglio. Alle ore 21, appuntamento presso il Parco A. Moro. Organizza il bar Ciringhito.

Ingresso libero.

Calcio: il Rovato dei Corsini trasloca e se ne va a Trenzano, Montorfano e Real in campo nella terza categoria.

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Per la prima volta da anni, il calcio a Rovato ripartirà solamente dal gradino più basso, quello della terza categoria.

Il Rovato Calcio, passato di mano un paio d’anni fa dal presidente Caretti ai costruttori edili capriolesi, i Corsini, dovrebbe giocare la prossima stagione a Trenzano nella categoria della Promozione.

A Rovato, quindi, saranno altre due squadre a rappresentare i colori della Franciacorta, entrambe in terza categoria (l’ultima disponibile nei campionati Figc).

Da un lato si riconferma il Real Rovato, i biancorossi guidati dal presidente Massimo Cocchetti, nati dall’esperienza giovanile dell’Uso Sant’Andrea e già l’anno scorso autori di un buon campionato di terza.

Il terreno di gioco del Real è il sintetico di via Campomaggiore, a poca distanza dal cimitero vantiniano di viale Rimembranze a Rovato centro.

MONTORFANO - La novità dell’anno è invece il debutto fra il calcio maggiore della Montorfano Rovato, società biancoblu nata l’anno scorso da una scissione dal Rovato Calcio e che quest’anno ha riguardato solamente il settore giovanile.

A settembre, invece, la Montorfano prenderà parte alla terza categoria, girone B.

La società, presieduta da Antonio Rossini, disputerà i match casalinghi alla stadio vicino all’autostrada, recentemente rinominato “Gian Battista Maffeis”.

Venerdì 31 luglio, alle ore 20.30, l’hotel Touring di Coccaglio ospiterà proprio la presentazione ufficiale a pubblico e stampa della nuova squadra.

AMATORI - Infine, gli storici Amatori Rovato Calcio, iscritti anche quest’anno al campionato a 11 giocatori della AICS. Dopo la retrocessione dell’anno scorso, gli Amatori affronteranno quest’anno la serie B provinciale. Le partite si disputano il sabato sera presso il campo sintetico di via Campomaggiore: allenamenti al campo in terra battuta del liceo “Gigli” in via Einaudi.


A tutti i team, dove militano molti atleti nati e cresciuti proprio a Rovato, “l’in bocca al lupo” di
www.rovato.org .

Strage di via D’Amelio del 1992: fra i nuovi indagati mafiosi e uomini dei servizi segreti italiani

dal sito del Corriere della Sera, a cura di Giovanni Bianconi:

“C’è l’inchie­sta sulla strage e c’è l’inchiesta sul­le indagini svolte 17 anni fa, per la stessa strage. A questo sdoppia­mento è giunto il lavoro dei magi­strati di Caltanissetta intorno all’ec­cidio del 19 luglio 1992, nel quale morirono Paolo Borsellino e cin­que agenti della sua scorta. Strage mafiosa ma non solo, come quasi tutti ormai pensano; strage con eventuali «mandanti occulti» non individuati; strage con alcuni col­pevoli condannati da sentenze defi­nitive, ma forse non tutti davvero colpevoli. Ecco perché le inchieste sono ancora aperte.

Da un lato si cercano i responsa­bili rimasti impuniti, di tutte le ca­tegorie. Tra gli «uomini d’onore» rimasti fuori dalle precedenti inda­gini, le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza - boss del quar­tiere palermitano di Brancaccio, che riempie verbali su verbali da un anno, dopo averne trascorsi 11 a regime di «carcere duro» - hanno portato ad almeno un nuovo inda­gato; su di lui sono in corso accerta­menti e riscontri alle accuse del nuovo collaboratore di giustizia. Oltre la mafia, nel campo di ipotiz­zate collusioni e del ruolo di possi­bili «apparati deviati dello Stato», compresi esponenti dei servizi se­greti, la situazione è più comples­sa; si continua a scavare su coinci­denze, parentele, contatti telefoni­ci sospetti emersi nei processi già celebrati, per tentare di arrivare a conclusioni più concrete.

Dall’altro lato gli inquirenti gui­dati dal procuratore Sergio Lari hanno riaperto il capitolo delle in­chieste avviate nel ’92, subito dopo la strage. Quelle che hanno portato a tre diversi processi e alle senten­ze confermate dalla Cassazione. Ora una parte di quella verità giudi­ziaria potrebbe essere riscritta, pro­prio a partire dalle dichiarazioni di Spatuzza, dai riscontri effettuati e dalle conseguenti ritrattazioni di al­meno un altro pentito, vero o pre­sunto che sia.

Il neo-collaboratore — autore tra gli altri delitti dell’omicidio di padre Pino Puglisi, il parroco anti­mafia di Brancaccio ucciso nel 1993 — ha svelato di essere l’auto­re del furto della Fiat 126 utilizzata per fabbricare l’auto-bomba esplo­sa in via D’Amelio. Offrendo indica­zioni precise, puntualmente verifi­cate. Del furto s’era accusato, nel 1992, tale Salvatore Candura, mez­zo balordo e mezzo mafioso che og­gi, di fronte alle rivelazioni di Spa­tuzza, confessa di essersi inventato tutto. O meglio, di aver ripetuto ciò che alcuni investigatori lo ave­vano costretto a riferire ai magi­strati. Di qui la nuova indagine aperta dalla Procura di Caltanisset­ta a carico di quegli investigatori: i nomi di due o tre poliziotti che fa­cevano parte del Gruppo investiga­tivo Falcone-Borsellino, creato al­l’indomani delle stragi, sono già fi­niti sul registro degli indagati. Ipo­tesi di reato, calunnia.

Di fatto si ipotizza un possibile depistaggio messo in atto con le fal­se dichiarazioni di Candura, che hanno portato alle confessioni del­l’altro «pentito» Vincenzo Scaranti­no, su cui sono fondate parte delle condanne confermate in Cassazio­ne; confessioni false, se sono vere quelle di Spatuzza e ora di Candu­ra. Indotte dagli investigatori, se­condo la nuova ricostruzione di quest’ultimo. I magistrati nisseni hanno riassunto la situazione nel parere col quale hanno aderito alla proposta di protezione per Spatuz­za; lì scrivono che uno dei riscontri alle dichiarazioni del neo-pentito consiste proprio nella ritrattazione di Candura. Il quale «ha formulato pesanti accuse nei confronti di al­cuni esponenti della Polizia di Sta­to, a suo dire responsabili di averlo indotto a dichiarare il falso».

Ipotesi grave e inquietante. Per­ché il depistaggio, qualora fosse re­almente stato organizzato come fa credere Candura, dovrebbe avere un movente. Dev’essere il frutto di una decisione presa a tavolino nel­le settimane immediatamente suc­cessive all’eliminazione di Paolo Borsellino (e due mesi dopo la mor­te di Falcone nella strage di Capa­ci), per indirizzare le indagini su una falsa verità consacrata fino al verdetto della Cassazione. Per qua­le motivo? Per coprire quale realtà alternativa? E con l’avallo, o su mandato, di chi? A quale livello po­litico o investigativo?

Sono tutte domande alle quali dovrebbe rispondere l’inchiesta, se dovesse accertare che Candura, ora, non mente più. Ma resta aper­ta anche l’altra ipotesi, e cioè che lui allora si sia autoaccusato per sua libera scelta, tirando in ballo un personaggio come Scarantino (sulla cui attendibilità molti hanno nutrito dubbi, a cominciare dal pubblico ministero Ilda Boccassini che li mise nero su bianco nel 1994, al momento di lasciare Calta­nissetta) senza chiamare in causa mafiosi di ben altro profilo. Anche Candura è indagato nel nuovo pro­cedimento (l’ipotesi di reato è auto­calunnia), in attesa che gli accerta­menti portino a fare un po’ di chia­rezza sull’intricata vicenda. E con lui, Scarantino, che anche di fronte alla nuova verità di Spatuzza ha in­vece confermato quanto dichiarato nelle indagini e nei processi prece­denti. Lo ha fatto negli interrogato­ri e durante il confronto con il neo-pentito, seppure dopo qual­che minuto di riflessione.

Nell’ambito dell’indagine sui po­liziotti accusati di aver «imbocca­to » Candura sono già stati ascoltati come testimoni alcuni magistrati che fra il ’92 e il ’94 si occuparono delle indagini sulla strage di via d’Amelio, tra i quali la stessa Boc­cassini, Carmelo Petralia e Paolo Giordano. Gli accertamenti prose­guono per tentare di venire a capo, a 17 anni dai fatti, del presunto de­pistaggio sulla più misteriosa delle stragi di mafia del ’92-’93; oppure, se le accuse si rivelassero false, del depistaggio messo in atto oggi,

Mercoledi 29 luglio: Cinema in Piazza a Rovato con

Quinto appuntamento a Rovato mercoledi 29 luglio con il “Cinema sotto le stelle” in Piazza Cavour.

In calendario la proiezione di Gran Torino, ultimo lavoro cinematografico di Clint Eastwood. Ingresso gratuito, inizio alle ore 21

Rovato ha salutato per l’ultima volta don Luigi Gregori, il “prete con la bicicletta”

don-luigi-gregori.jpgSono stati celebrati ieri alle ore 15:30, alla presenza del Vescovo Luciano Monari, i funerali di don Luigi Gregori.
Don Luigi era un personaggio assai noto a Rovato, apprezzato e stimato da moltissimi, praticamente da chiunque lo aveva conosciuto.

Aveva, a detta di chi lo ha conosciuto bene, un animo sensibile, ma allo stesso tempo fermo e buono. Una persona insomma a cui la veneranda età dei 90 anni già raggiunti conferiva anche un surplus di simpatia. Molti lo vedevano spesso girare in paese con la sua bicicletta (come dimostra la foto qui a fianco, per la quale ringraziamo l’ufficio stampa del Comune di Rovato), agghindato come si confaceva una volta ad un prete di campagna.

Già, perchè Don Luigi Gregori era stato anche parroco della piccola frazione della Pedrocca, in territorio cazzaghese. Tra le sue attività che però hanno contrib uito a renderlo apprezzato anche nella capitale della Franciacorta vanno segnalati il suo ruolo di sacerdote collaboratore della parrocchia di S. Maria Assunta e di religioso addetto a visitare le persone malate, impartendo loro il sacramento della confessione.

Imprenditore 53enne di Rovato arrestato con moglie e figlia per usura ed estorsione

money.jpgSi tratta di Aldo Rivetti, imprenditore 50enne originario di Chiari ma residente a Rovato, della moglie, della figlia 30enne e di un presunto complice di circa 60 anni. Ai primi 3 sono scattate le manette, mentre al quarto sono stati concessi gli arresti domiciliari acausa delle difficili condizioni di salute.
L’accusa, che ha permesso agli agenti dei carabinieri di castrezzato di arrestarli è quella di aver commesso, in una specie di associazione a “conduzione familiare”, i reati di usura ed estorsione.

A far scattare le manette è stata la denuncia di un imprenditore di Castrezzato che, su consiglio di amici, si era rivolto all’imprenditore-strozzino per ottenere, in due tranche separate, il prestito di circa 170mila euro. Quando, come spesso accade a chi entra in giro d’usura, i pagamenti hanno iniziato a diventare troppo onerosi per le tasche del debitore, ecco arrivare i problemi. Lo strozzino, utilizzando la “manodopera” di 3 persone di origine albanese, ha minacciato il castrezzatese di morte qualora lo stesso non avesse fatto fronte ai pagamenti concordati in precedenza.

La vittima però, probabilmente spaventata dalle pesanti minacce dei tre albanesi su mandato del Rivetti, si è decisa a rivolgersi ai militari dell’Arma di Castrezzato, i quali, in occasione di un pagamento di circa 6000 Euro effettuato presso il capannone della ditta del Rivetti (un’azienda di ponteggi di Orzivecchi), hanno accompagnato il debitore e, all’atto del pagamento, sono intervenuti ed hanno sopreso i delinquenti in flagrante, con il conseguente arresto degli stessi.

Il Rivetti, per i circa 170 mila Euro prestati, ne aveva richiesti 214mila. Più o meno il 50% in più del tasso massimo annuo permesso dalla legge.

Il ruolo della moglie e della figlia del Rivetti in tutta questa faccenda sembra essere stato quelle di essere una sorta di “cassaforti” della combriccola di delinquenti. Nelle borsette delle due signore sembra infattti che siano state rinvenuti assegni postadatati, contanti e cambiali per una somma che si aggirava attorno ai 750mila Euro, segno inequivocabile, a detta degli inquirenti, di un giro d’usura assai vasto e pericoloso.

Weekend a Rovato per chi non parte: festa del PD, Ordinesparso Beerfest e non solo.

concerto.jpgIn un weekend quasi da bollino nero per la società autostrade, saranno comunque molti i rovatesi che resteranno nella capitale della Franciacorta e che, come sempre, avranno voglia di divertirsi. Per tutti loro ecco un breve riassunto di cosa offre loro Rovato per passare un pò il tempo.

Presso l’area feste del Foro Boario si svolgerà la seconda edizione della festa del Partito Democratico di Rovato; ambiente casereccio con cucina bresciana e serate danzanti come leit motiv per la festa del partito nato dalla fusione di DS e Margherita, il tutto con il contorno di iniziative equo-solidali e spazi autogestiti. Al riguardo riportiamo anche alcune considerazioni di Angelo Bergomi, consigliere comunale tra le fila di Rovato Civica nonchè segretario della sezione Rovatese del PD:

“Dal 24 al 27 Luglio 2009 si terrà presso il centro fiere rovatese la seconda Festa del Partito Democratico di Rovato. E’ un appuntamento che sancisce ancora di più la presenza del Partito sul territorio.

Nello specifico a Rovato il programma della Festa consentirà ai cittadini di gustare a partire dalle 19 specialità tipiche della cucina bresciana, con un accompagnamento musicale piacevole garantito dall’orchestra Messaggio e dal duo rovatese Elisa e Paolo.

Nell’area festa saranno presenti, come l’anno scorso, alcuni spazi autogestiti liberamente da associazioni: equosolidale, associazioni ambiente ecc.

Questa festa rappresenta un ulteriore sforzo che il Partito Democratico mette in atto per favorire quel radicamento sul territorio che continuamente si auspica ma che si può pensare di realizzare solo prevedendo momenti concreti di partecipazione.

Come già accaduto nell’edizione scorsa abbiamo deciso di caratterizzare anche la seconda Festa del PD Rovato come momento di ascolto dei cittadini.

Tutti i nostri consiglieri comunali, i nostri rappresentanti nelle associazioni e fondazioni, gli elementi del nostro direttivo saranno presenti come volontari operativi alla Festa. Sarà possibile per chi lo desidera, parlare con loro per chiarimenti e/o sollecitazioni su problematiche sentite.

Riteniamo indispensabile dare risposta con i fatti a quella domanda di trasparenza che i cittadini sempre di più richiedono. Anche attraverso questa festa come PD desideriamo renderli partecipi delle scelte a cui siamo chiamati nella vita amministrativa del nostro comune.

Un ringraziamento doveroso da parte mia a tutti i simpatizzanti e militanti che presteranno il loro tempo e la loro passione nel servizio durante la Festa.

Questo momento di aggregazione e di condivisione di scelte e ideali è possibile grazie soprattutto a loro. Non mi resta che estendere a tutti i rovatesi e non solo il nostro invito alla partecipazione.

Angelo Bergomi
Segretario Partito Democratico Rovato”

Chi volesse oltrepassare i confini rovatesi giusto di poche centiania di metri potrebbe recarsi nell’area antistante il casello autostradale di Rovato, in territorio di Cazzago S/M, dove da ieri e fino a domenica 26 si terrà l’Ordinesparso Beerfest (dal nome dell’associazione che organizza l’evento), sul cui palco saliranno molti validi gruppi della scena bresciana. A parte i 4 Axid Butchers, che si sono esibiti ieri sera, nelle prossime 3 serate suoneranno dal vivo i Les Chevals (gruppo che sta aprendo i concerti in Italia del famosissimo Lenny Kravitz), i Malfunk, i Gugoon Shaff, gli Steela e i Dublinerz.
Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina di Myspace dell’Ordinesparso Beerfest.

Presso l’associazione Il Dito e La Luna, sita nel piazzale antistante il Conventi dei Frati sul Monte Orfano, inizierà domani e proseguirà fino al 28 Agosto, per tutte le serate di venerdì e sabato, il “Melunera Beach”. Chi avrà voglia di cocktail, granite, frutta fresca e molto altro sarà certamente accontentato.

Communitas Rovati

GE Rovato, l’abbattimento non passa inosservato

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Molti rovatesi lo hanno notato già diversi giorni fa, ed effettivamente non è facile lasciarsi sfuggire l’abbattimento dello stabile ex-GE nella zona di S.Donato

Molti sono stati infatti i cittadini che hanno chiesto spiegazioni all’amministrazione rovatese, presso il municipio ma anche negli stessi commenti del nostro blog.

Diverse le voci sul possibile impiego dell’area: alcune voci parlavano di uno sviluppo residenziale del quartiere San Donato; mentre una seconda voce circolata in questi mesi parla dell’ampliamento del centro commerciale “Le Porte Franche”, voce però smentita dall’amministrazione con un comunicato diffuso in questi giorni:“è doveroso e necessario fare chiarezza – dice l’Ufficio Stampa dell’Amministrazione rovatese - sul futuro dell’area stessa, che non cambierà destinazione d’uso rimanendo quindi area industriale. Come da deliberazione consiliare dell’8 maggio 2009, sull’area dove per sessant’anni ha operato la filiale rovatese della General Electrics, verrà realizzato per conto della ditta Gmg Lathes srl di Rivazzano (provincia di Pavia) e conta una filiale anche a Castegnato, uno stabilimento industriale per la produzione di macchine utensili”.

25 le persone che troveranno impiego a Rovato, e 150mila euro l’ammontare dei lavori previsti dalla convenzione tra il comune e Gmg Lathes per alcune opere riguardanti la viabilità della zona.

Riguardo l’effettivo inizio dei lavori ci sono state alcune affermazioni di Angelo Bergomi, segretario del PD rovatese, proprio in seguito alle domande apparse su Rovato.org: “…qualunque permesso di costruire è subordinato all’esito di queste analisi. Ossia, se esse dimostrassero la mancanza di problemi di inquinamento verrebbe consentita l’edificazione di quanto previsto da Piano regolatore.” (clicca qui per il commento completo)

Di seguito potrete vedere il video dell’abbattimento, apparso in questi giorni su YouTube


Rovato: la Polizia Locale ferma un pirata della strada

pirata della stradaSabato 18 Luglio, via I° Maggio, un auto di grossa cilindrata, uscendo dalla propria corsia, ha colpito un’altra auto proveniente in senso opposto. La seconda autovettura, guidata da una giovane, fortunatamente non è stata coinvolta in un incedente frontale ma solo in uno scontro tra le fiancate delle vetture.

Nonostante l’urto sia stato percepito perfettamente da entrambi, l’autista del veicolo di grossa cilindrata ha lasciato il luogo dell’incidente semplicemente rimettendo in moto l’auto e scavalcando il fosso in cui era finito. Fatti alcuni metri fuori dal manto stradale, si è reimmesso nella carreggiata e se n’è andato, nonostante i danni subiti dalla sua veicolo.

Dopo alcuni accertamenti la Polizia Locale, grazie ad alcuni frammenti della vettura (sembra che alcuni fossero della targa della vettura stessa) e grazie alle testimonianze dei presenti, è riuscita a risalire all’intestatario della vettura (una società) ed in seguito al guidatore della vettura stessa: una donna di circa 50 anni.

In seguito l’automobile è stata individuata in un comune vicino Rovato ed, una volta accertata la compatibilità dei danni con il sinistro appena avvenuto, la donna non ha potuto far altro che confessare quanto successo, ammettendo le proprie responsabilità.

La ragazza al volante della vettura investita ha riportato lesioni giudicate guaribili in 10 giorni dai medici del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Chiari

Il comandante della Polizia Locale ha commentato dicendo:”…..la risoluzione del caso in questione non sarebbe stata possibile in così breve tempo senza l’ausilio dei cittadini i quali non hanno avuto timore a testimoniare ed a fornire ogni indicazione in loro possesso.” La polizia locale ha provveduto a ritirare la patente ed a denunciare a piede libero la donna che non ha prestato soccorso.

L’associazione Rovato Futura: ecco le nostre valutazioni sulla mancata decadenza da Consigliere di Roberto Manenti

rovatofutura.JPGRiceviamo e pubblichiamo dall’associazione Rovato Futura, esperienza nata dopo le ultime elezioni amministrative dalla omonima lista elettorale, il seguente cominicato, che fa seguito al voto del Consiglio Comunale che ha sancito la mancata decadenza del Consigliere ed ex primo cittadino Roberto Manenti. Siamo naturalmente disponibili ad ulteriori interventi all’indirizzo info@rovato.org

MARTEDI’ 30 GIUGNO A ROVATO SI E’ SVOLTO IL CONSIGLIO COMUNALE E, TRA I VARI PUNTI ALL’ORDINE DEL GIORNO IN SEGUITO ALL’INIZIATIVA DELL’ASSOCIAZIONE ROVATO FUTURA, VI ERA LA RICHIESTA DI REVOCA DEL CONSIGLIERE ROBERTO MANENTI (SEMPRE ASSENTE GIUSTIFICATO PER BEN 7, DICASI SETTE,ANNI) COME PREVISTO DAL REGOLAMENTO COMUNALE.

PRATICAMENTE NON VI E’ STATA DISCUSSIONE:LA MAGGIORANZA, CON UN COMUNICATO LETTO DA LUCIANA BUFFOLI (CAPOGRUPPO DI ROVATO CIVICA), HA ESPRESSO L’INTENZIONE DI ASTENERSI PUR CONDANNANDO L’ARROGANZA E LO SPIRITO AUTORITARIO CONTENUTI NELLA LETTERA DI GIUSTIFICAZIONE DEL CONSIGLIERE MANENTI. LA MINORANZA,CON IL CAPOGRUPPO DI ROVATO DELLE LIBERTA’ ALESSANDRO CONTER, RIVELAVA DI AVERE PRONTA UNA LUNGA DICHIARAZIONE MA RIASSUMEVA COSI’ LE PROPRIE DECISIONI:VOTIAMO SUBITO! A QUESTO PUNTO IL CONSIGLIERE DI MAGGIORANZA ANGELO BERGOMI CHIEDEVA SE ERA POSSIBILE LEGGERE LA “FAMOSA ” LETTERA ( PROTOCOLLATA E QUINDI PUBBLICA) PER MAGGIORE TRASPARENZA NEI CONFRONTI DEI CITTADINI PRESENTI; LA MINORANZA SI E’ OPPOSTA IN MANIERA DECISA E COSI’ SI E’ PASSATI DIRETTAMENTE ALLE VOTAZIONI. RISULTATO:REVOCA RESPINTA.

COME ASSOCIAZIONE ROVATO FUTURA ACCETTIAMO IL VERDETTO SCATURITO IN SEDE ISTITUZIONALE MA LA VICENDA CI DA’ LO SPUNTO PER ALCUNE RIFLESSIONI.
LA PRIMA E’ CHE UN CONSIGLIERE COMUNALE, ELETTO DEMOCRATICAMENTE, RITIENE PIU’ GIUSTO INTERESSARSI AI PROBLEMI DEI SUOI CONCITTADINI SOLO QUANDO E’ IN MAGGIORANZA E DI AVERE IL DIRITTO DI NON ESSERE PRESENTE QUANDO E’ IN MINORANZA, DELEGANDO OGNI DECISIONE AL PROPRIO CAPOGRUPPO. RITENIAMO TOTALITARIO E SPREZZANTE QUESTO MODO DI CONCEPIRE L’IMPEGNO POLITICO E DENOTA UNA MANCANZA DI RISPETTO SIA NEI CONFRONTI DEI PROPRI ELETTORI SIA DELLE ISTITUZIONI:DEMOCRAZIA E’ PARTECIPARE ATTIVAMENTE AI CONSIGLI COMUNALI E ALLE VARIE COMMISSIONI POICHE’ SI DEVE DAR CONTO DEL PROPRIO OPERATO NON SOLO IN CAMPAGNA ELETTORALE.

LA SECONDA CONSIDERAZIONE E’ CHE L’OPPORTUNISMO POLITICO MIRA AD ASSECONDARE CERTI COMPORTAMENTI E SPINGE A COMPIERE DELLE SCELTE CALCOLATE, PUR RISPETTABILI, PER NON CREARE ATTRITI CONTROPRODUCENTI.
ROVATESI, SAPEVATE DI AVER ELETTO UN “POLITICO” CHE NON SI E’ MAI PRESENTATO AD UN CONSIGLIO COMUNALE, PUR CON LE DOVUTE GIUSTIFICAZIONI?
ROVATESI, VOLETE ELEGGERE ANCORA DEI RAPPRESENTANTI CHE NON SI OCCUPANO CON INTERESSE PARTECIPATO DEI VOSTRI PROBLEMI?
ALLA COSCIENZA DI OGNUNO L’ARDUA SENTENZA!

Juri da X-Factor alla Festa della Loggia

Juri Magliolo, star bresciana di X-Factor, simil-reality a sfondo musicale guidato da Simona Ventura e Morgan, sarà domani sera a Rovato per la chiusura della festa della birreria La Loggia.

Per chi non conscesse Juri:Jury Magliolo nasce a Brescia nel 1986. A 13 anni forma il primo gruppo che si scioglie dopo 4 anni. Inizia così a fare musica da solista, continuando con la gavetta, tra concerti, collaborazioni, autoproducendosi del materiale in studio.
La grande occasione arriva nel 2008, quando partecipa alle selezioni del talent show “X-Factor”: non è nel primo gruppo dei concorrenti portati in trasmissione, ma viene ripescato più avanti, entrando in gara a metà. Arriva fino alla finale, dove si classifica terzo con “Mi fai spaccare il mondo”.Pochi giorni dopo esce il un EP, che contiene l’inedito presentato in trasmissione, più diverse cover.

[tratto da musica.virgilio.it]

Il giovane di Bovezzo si esibirà in un concerto ad ingresso gratuito in via Salvella, proprio davanti alla birreria.

Fuochi di Resistenza e Be-Folk: si scalda l’estate di Rovato e della Franciacorta

Folk sul Monte Orfano e la festa antifascista fuori dal casello A4 di Rovato: è un fine settimana “caldo” quello che si svolge da giovedì 16 a domenica 19 luglio nella capitale della Franciacorta.

FUOCHI DI RESISTENZA - Partiamo da “Fuochi di Resistenza: festa della cultura, iniziativa e lotta antifascista”. Organizza la Rete ANTIfascista bresciana assieme ad analoghe realtà di Crema, Bergamo e Seriate e la collaborazione di realtà milanesi e romane.

Di seguito il programma della festa, che si svolge nell’area di Cazzago S.M. di fronte al casello A4 di Rovato e che nella notte fra martedì e mercoledi ha avuto un “prologo” alquanto agitato:

giovedì 16 luglio

ore 18,30 “Repressione e razzismo: il caso di Brescia”. Incontro con Luigino Beltrami, operatore nei campi Rom e Sinti e con Ibrahima Niane del Coordinamento Immigrati Franciacorta.

ore 21,00 Spettacolo teatrale “Il sogno del prigioniero” con la compagnia “Il teatro della favela”.

ore 22,30 Concerto tributo a Ivan Della Mea con “Nuovo Canzoniere Bresciano”.

venerdi 17 luglio

Ore 18,30 Presentazione del libro di Cesare Bermani “La Volante Rossa. Storia e mito di “un gruppo di bravi ragazzi”. Sarà presente l’autore.

Ore 22,30 Concerto con:

DCP, street-core
The Claw, hard core
Disordine, punk hard core

Ore 24,00 Dj Lupo, drum’n'bass.

sabato18 luglio

In ricordo di Valerio Marchi, sociologo, storico dei movimenti giovanili, skinhead antifascista, ultrà della Roma, scrittore e libraio.

Ore 18,30 Incontro sul tema “L’antifascismo e le sottoculture giovanili”.

Interverranno:
Emilio Quadrelli, sociologo, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Antropologiche dell’Università di Genova. Si occupa di tematiche relative alla criminalità, al carcere, alle sottoculture giovanili, alla storia dei movimenti.

Testimonianze da Cremona sul movimento skinheads.

Ore 22,30 Concerto punk Oi con:

Rango Tank
Frode
Bastardi senza nome

Ore 24,00 Dj set con DJ Principe, ska e rocksteady e DJ Capu.

domenica 19 luglio

Ore 13,00 Pranzo sociale su prenotazione (10 euro).

Ore 16,00 Spettacolo teatrale “Ballata per una morte bianca” con la compagnia “Teatro delle ceneri”.

Ore 17,00 Laboratorio Antifascista con le reti del Nord Italia, il collettivo ‘Militant’ da Roma e il Comitato Nazionale contro il Revisionismo per la verità storica.

Ore 20,00 Concerto hip hop “Cronache di Resistenza” con Linea 2 + Ruggero Casamassima e presentazione del progetto a cura di ‘Partigiani in ogni quartiere’

Ore 22,00 Concerto Ska con “ Cantiniero”.


BE FOLK! -
Sabato 18 e domenica 19 luglio, invece, sul Monte Orfano suoni balcanici e tradizionali faranno da colonna portante del Be - Folk!, organizzato dall’associazione Il Dito e La Luna.

Gli organizzatori promuovono così l’evento, ad ingresso gratuito: “Le sorprese non mancheranno alla rassegna di musica folk giovanile: si aprirà la festa sabato 18 luglio dalle 19:00. Ci trasporteranno nelle terre balcaniche i Garufalù con il loro sound coinvolgente.

La domenica invece sarà la volta del tethrical folk delle Freaky Mermaid, gruppo rivelazione composto da tre ragazze che sta riscuotendo un crescente successo di pubblico e critica durante il loro tour nel nord Italia. Prima di loro un interessante esperimento ’stonato’ di Simone Fogliata. A concludere la serata ci saranno i Verdecane al loro rientro al Dito e La Luna dopo più di un anno di assenza.

Dalle 19 tutte le sere sarà possibile degustare ottimi panini “folk” e la birra Patricia.

Grande emozione e grande divertimento quindi anche quest’anno in compagnia dei ragazzi del Campo di Legambiente provenienti dalla Spagna, Francia, Corea del Sud, Belgio, Turchia, Finlandia, Russia e Bielorussia”.

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