Archivio di Novembre, 2009

Giovedì 3 dicembre: al Foro Boario Rovato Futura parla di fotovoltaico.

Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile Staff di Rovato.Org. l’Associazione Rovato Futura chiede cortesemente la pubblicazione del seguente articolo:

L’Associazione Rovato Futura organizza per giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 20.30 presso la Sala Civica del Foro Boario a Rovato la serata a tema “Fotovoltaico: opportunità economica, risparmio e rispetto per l’ambiente”.Interverranno come relatori l’ Ing. Alberto Lazzaroni per gli aspetti tecnici e realizzativi e il Dr. Gerardo Tucciarone per quanto riguarda le agevolazioni e gli incentivi.
Riteniamo l’argomento trattato molto importante
per l’interesse pubblico e confidiamo in una partecipazione fattiva di tutti coloro che sono attenti allo sviluppo di fonti alternative per la produzione di energia e per un futuro più ecologico.

Volley Di Meglio Rovato: dura sconfitta casalinga, 0-3 contro il Colleoni Bergamo

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Riceviamo e pubblichiamo:A Rovato, undicesima giornata di andata, B2 femminile girone B.

VOLLEY ROVATO DIMEGLIO 0
PALLAVOLO DON COLLEONI 3

18-25 (23′)
17-25 (22′)
16-25 (23′)

DURATA DELL’INCONTRO 1h 08′
DURATA TOTALE DELL’INCONTRO 1h 14′

Numero spettatori: circa 350
VOLLEY ROVATO DIMEGLIO:
Calvetti, 2
Dall’Acqua, 12
Fridrihsone, 5
Gatti, 3
Manenti, 0
Merigo, 1
Micheletti, 3
Rossoni, 5
Zambelli (K), 4
Stornati L

All. 1 Buffoli Marilena
All. 2 Malavasi Serena

PALL. DON COLLEONI
Biava
Bonetti
Cassis
De Vecchi (K)
Formisano
Galizioli
Maestri
Pedrini
Pesenti
Virotta
Zonca
Lussana L1
Roselli L2

All. 1 Mazzatinti
All. 2 Iseni

ARBITRI 1 Formenti Matteo (LC)
2 Corti Ernesto (LC)


Dati:
ROVATO
Errori ricezione 12; battute sbagliate 10; errori attacco 16.
Ricezioni positive: 39%; battute vincenti 2; attacchi vincenti 24

Commento.
Partita difficile sulla carta per il Volley Rovato che ha incontrato la seconda in classifica: Pallavolo Don Colleoni di Trescore (BG).
E così è stato: un 3-0 secco per le ospiti che hanno fatto valere tutta la loro prestanza fisica e tattica.

Il Rovato inizia bene il primo set e c’è equilibrio tra le due squadre fino al primo tempo tecnico, poi il Trescore ingrana la marcia e tiene sotto il Rovato grazie alle battute insidiose e alla ricezione insicura delle
franciacortine. Ancora punto a punto fino al secondo tempo tecnico e poi l’allungo finale delle ospiti che si portano sul 25-18.

Il secondo e il terzo set sembrano la ftocopia del primo. Abbastanza in equilibrio fino al 15 pari e poi l’allungo delle bergamasche fino al 25-17 nel secondo e 25-16 nel terzo ed ultimo set.

Nonostante i cambi di formazione il Rovato non riesce a contenere le battute delle avversarie e, ricevendo male, Calvetti non può gestire bene il gioco che risulta infatti scontato e incontra il forte muro avversario.

Male anche la battuta da parte del Rovato che, a differenza del solito, commette troppi errori punto.

Bene Dall’Acqua con 12 punti.

Fiaccolata PdL e Lega Nord: in 500 venerdì sera a Rovato per la fiaccolata

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500 persone venerdì sera a Rovato per la fiaccolata di Rovato delle Libertà: PdL, Lega Nord e RdL.

Ad aprire lo striscione “Sicurezza!”.

Dietro, i consiglieri comunali di RdL e diversi esponenti politici del centrodestra, con grande maggioranza leghista (tre su tutti: l’onorevole Volpi, la consigliere regionale Rizzi e il sindaco di Adro, Lancini.

Il corteo ha sfilato da via Campomaggiore fino a piazza Cavour, passando da Corso Bonomelli.

A scortarlo, un nutrito gruppo di forze dell’ordine, anche se non si è registrato nessun problema o momento di tensione.

La manifestazione era stata indetta “per portare solidarietà alle famiglie colpite dai recenti fatti e ribadire il diritto alla sicurezza”.

Ad aderire, come già detto, PdL, Rinascita Sociale e la Lega Nord: proprio i militanti del Carroccio hanno fatto la parte del leone, come presenza e come colore (bandiere e striscioni).

Numerosi i cori dedicati a Bossi, alla “Padania Libera!” (cui ha fatto da contraltare, dalle prime fila del corteo, “Rovato Libera”). E poi ancora: “Espulsioni”, “Fuori i clandestini”, “Padania cristiana/mai musulmana”.

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Moltissime le bandiere, come detto, con il Sole della Alpi o Alberto da Giussano, intervallate qua e là da stendardi del PdL.

Presenti delegazioni leghiste da tutta la Franciacorta, dalla Città e dalla Valle Trompia.

PIAZZA CAVOUR - Comizi conclusivi di Conter (PdL) e Toscani (Lega) in piazza Cavour.

Conter ha ribadito la richiesta di dimissioni a Cottinelli e Corbetta, sottolineando “la gestione fallimentare dell’amministrazione di centrosinistra (oppure definita, a seconda dei casi, “comunista”) in tema di sicurezza: basta buonismo e tolleranza, lo diciamo con forza anche se qualcuno ci ha definiti per questo in passato sciacalli”.

Chiusura per Toscani (osannato dalla folla con cori come “Piero sindaco”): “Non riusciranno a farci passare per razzisti, perchè non lo siamo e non abbiamo nessun problema a far lavorare con noi le persone oneste e regolari.

Ma non abbiamo nessuna tolleranza con chi delinque e con i clandestini. Per il sindaco la colpa è delle leggi nazionali, ma qui amministra lui ed è lui che deve fare qualcosa per garantire la sicurezza di Rovato”.

Proprio al sindaco, Cottinelli, parte della folla ha dedicato diversi cori triviali e a mò di stadio: oltre a “Dimissioni”, anche diversi “Vaff…”, “pez di m..” e altro ancora non riferibile.

Da segnalare, come si evince anche dai commenti successivi al corteo, la presa di distanza di Toscani in merito.

Non c’è comunque dubbio che la polemica riemergerà già lunedi sera, nel Consiglio Comunale atteso a Rovato.

Festa del sacrificio di Abramo: circa 500 persone questa mattina in un capannone di via Salvella a Rovato. Polemiche ma nessun problema di ordine pubblico.

il-sacrificio-di-abramo.jpgQuesta mattina circa 500 cittadini di fede islamica si sono radunati in un capannone sito nella zona di via Salvella per festeggiare la festa del sacrifcio di Abramo, che cade 70 giorni dopo il Ramadhan.
La festa del Aid el Kebir (o Aid al Adha) ricorda “il sacrificio di Abramo, pronto a uccidere il suo stesso figlio in obbedienza a Dio; l’Angelo mandato da Dio impedì il sacrificio umano sostituendo il giovane Ismaele con l’agnello”.

Al riguardo riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato da parte del Municipio di Rovato:

“Comunicazione in merito alla cerimonia per la festa di Abramo avvenuta in via Salvella a Rovato il 27 novembre 2009.

Il giorno 23 novembre 2009 al comune di Rovato veniva protocollata una comunicazione dell’Associazione Dialogo e Convivenza di Cologne (BS) mediante la quale informava Questura e Comune dell’intenzione di organizzare una cerimonia in località Salvella senza null’altro specificare.

Il giorno 26 novembre 2009 il Comune acquisiva l’informazione che si sarebbe trattato di una cerimonia all’interno di un capannone e che avrebbe coinvolto circa 400 persone. Tale tradizionale e molto partecipata festa si svolge contemporaneamente in tutta Italia.

Immediatamente il Sindaco, valutata l’assenza di una pratica per la verifica del rispetto delle disposizioni del Decreto del Ministero dell’Interno 19 agosto 1996 in materia di idoneità dei luoghi ad ospitare una manifestazione occasionale e di sicurezza dei partecipanti, ha emanato l’ordinanza sindacale n. 175 del 27/11/2009 notificata agli organizzatori prima dell’inizio della manifestazione occasionale e alla Questura per quanto di competenza. Con tale ordinanza sindacale veniva vietato lo svolgimento dell’attività all’interno dei locali per salvaguardare l’incolumità dei partecipanti.

La Questura di Brescia, valutata la concorrenza tra il rischio per l’incolumità dei partecipanti e i rischi di ordine pubblico, ha acconsentito allo svolgimento della manifestazione riducendo l’afflusso di persone e i tempi di attuazione della manifestazione (1 ora e 30 minuti circa).

La manifestazione si è svolta regolarmente senza incidente alcuno.

Il Sindaco ha provveduto a chiedere al comando di Polizia Locale di seguire la procedura prevista dalla legge verso gli organizzatori per l’inottemperanza al divieto di svolgimento della manifestazione contenuto nell’ordinanza.

Ufficio Stampa del Comune di Rovato”

MACELLO COMUNALE - Anche il Macello Comunale di via Spalenza oggi è impegnato nelle macellazioni rituali di agnelli per la festa musulmana. Fra i 300 e i 350 capi di bestiame sono in fase di macellazione. A gestire la situazione, come da cinque anni a questa parte, la Protezione Civile di Rovato e la Polizia Locale, che controlla i varchi di accesso alla via. Accesso consentito a residenti e a chi deve recarsi ai laboratori Fleming o al bar adiacente.

Rovato, 24 novembre 2009: la partenza del corteo dal piazzale delle Piscine

Rovato.org torna ancora, per una volta, sul grande corteo di 2mila persone che martedì 24 novembre ha voluto sfilare per Rovato mostrando la propria solidarietà alle vittime della brutale aggresione di venerdi notte, oltre che alle loro famiglie.

Quanto accaduto a fine corteo, come abbiamo già scritto, è stata un’intollerabile violenza razzista, e non ci stancheremo di ripeterlo.

Questo, però, non può cancellare il gesto unitario di una comunità che, per una sera, ha saputo ritrovarsi unita, aldilà delle pur importanti diversità di tutti i giorni.

Presidio di FN in piazza Cavour a Rovato: “Governo double face, il problema non è la clandestinità ma l’immigrazione”. Venerdì fiaccolata di Lega Nord e PdL.

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Nell’ambito delle iniziative politiche seguite all’aggressione di venerdì scorso a Rovato, mercoledì sera piazza Cavour ha visto un presidio della federazione bresciana di Forza Nuova.

Attorno alle 20.20, circa duecento militanti di destra (150 per le forze dell’ordine, 300 per la stessa FN) arrivati un pò da tutta la provincia, e in certi casi anche da fuori, si sono ritrovati sotto l’arco del Vantini.

Fra fiaccole, fumogeni e bandiere della formazione di destra radicale, i presenti si sono compattati dietro lo striscione “Stop immigrazione fermiamo l’invasione”.

Al megafono si sono succeduti gli interventi di alcuni esponenti di Forza Nuova, come il responsabile provinciale Iacopo Massetti (”Per noi l’immigrazione deve essere la vera priorità nazionale, aldilà dei governi di destra, centro o sinistra”) a quello rovatese Nicola Piva, secondo cui “In paese c’è tanta rabbia. Come Forza Nuova dobbiamo far capire alla gente che quello che è accaduto poteva toccare chiunque di noi, a Rovato e non solo. Per questo è importante riuscire a smascherare la propaganda politica di chi, come Lega Nord e PdL, organizza fiaccolate e chiede le dimissioni del Sindaco - come se fosse direttamente colpa sua - ma poi concretamente non fa niente per arginare la situazione”.

Anche Luca Castellini, responsabile Nord Italia di Fn, ha insistito sul punto: “Venerdì a Brescia ci sarà Maroni, vorremmo contestarlo ma sappiamo che non sarà facile. Quel che non accettiamo è la bivalenza del Carroccio: a livello istituzionale marcia a braccetto col PdL e approva il trattato di Lisbona, poi cerca di pararsi le spalle fra la gente con esponenti politici come Borghezio. Siamo sconcertati di fronte all’atteggiamento di questi partiti di governo, capaci solo in chiacchiere di opporsi al fenomeno migratorio, per poi smentirsi nei fatti.

Noi invece diciamo che il problema sono l’immigrazione in sè e la tanto incensata società multietnica, negative a priori in ambito identitario ed economico, ed ancora più odiose in casi di crimini efferati come nel caso di Rovato”.

PAESE BLINDATO, NESSUNA TENSIONE - Attorno alle 21 la chiusura del presidio, guardato a vista da decine di uomini delle forze dell’ordine (polizia e carabinieri): dopo le tensioni, e le aggressioni, di martedì sera (su cui sta indagando la Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali), l’intero centro storico è stato blindato fin dal tardo pomeriggio.

Uomini e mezzi delle forze dell’ordine erano presenti in massa anche in altre zone di Rovato: dal casello dell’autostrada alle rotonde della Girandola e dell’Ipersimply, fino al Foro Boario.

VENERDI FIACCOLATA RDL - Venerdi sera, nuova iniziativa di piazza: alle ore 20 da via Campomaggiore (zona centro sportivo, a pochi passi dal Bar Fly e dal Cimitero) partirà la fiaccolata organizzata dai consiglieri comunali di Rovato delle Libertà (Lega Nord, PdL e Rinascita Sociale). Obiettivo, riportato dal volantino distribuito a Rovato in questi giorni: “portare SOLIDARIETÀ alle famiglie colpite da questo fatto criminoso e rivendicare il DIRITTO ALLA SICUREZZA”. Il corteo sfilerà fino a piazza Cavour, mentre per lunedì i consiglieri RdL hanno chiesto che nel consiglio comunale ci sia un punto all’ordine del giorno dove parlare di “sicurezza ed extracomunitari nel nostro paese”

Domenica 29 novembre: “La Carovana dei diritti” a Rovato, un’ora di silenzio in piazza Cavour

Domenica 29 novembre, il Tavolo della Pace di Franciacorta organizza in piazza Cavour a Rovato una tappa della “Carovana dei diritti: un’ora di silenzio assieme, dalle 10 alle 11, per non aver paura, aprirsi agli altri, ai diritti”.

Il volantino:

carovana-dei-diritti.pdf

Venerdì 27 novembre: “Intrusi. Vuoto comunitario e nuovi cittadini”, Altre Voci incontra Ramona Parenzan

Venerdì 27 l’associazione “Altre Voci” organizza in Comune a Rovato (ore 21 in Municipio) un incontro con la scrittrice Ramona Parenzan, autrice di “Intrusi. Vuoto comunitario e nuovi cittadini”.

Letture e musiche con Matteo Raineri.

Ingresso libero.

Qui il volantino:

intrusi.pdf

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Aggressione di Rovato: i sacerdoti della Franciacorta, “ritrovare rispetto, pace e sicurezza verso tutti e tutte”. Domenica 13 dicembre veglia di preghiera ad Erbusco.

Nel fine settimana i sacerdoti della Franciacorta diffonderanno un messaggio a tutte le comunità in merito al clima che ultimamente si respira a Rovato e non solo. Rovato.org propone ai suoi lettori, in anteprima, questa lettera in formato integrale:

A tutti i cristiani e agli uomini di buona volontà che risiedono nelle nostre Comunità

La nostra gente e i nostri paesi, che vivono di tranquilla laboriosità e da sempre praticano l’accoglienza, sono improvvisamente diventati oggetto della stampa nazionale per fatti dolorosi e non sempre spiegabili.

Prima di tutto noi sacerdoti vogliamo esprimere la nostra solidarietà e la nostra vicinanza ai genitori e ai familiari dei due giovani aggrediti dalla pazzia insana e dalla violenza di chi pare abbia agito sotto influsso della droga. Poi ci sembra corretto esprimere i nostri sentimenti di stima agli abitanti di Coccaglio, da sempre testimoni di pacifica convivenza.

Entrambi i casi fanno riferimento alle persone di immigrati, aggressori o bersaglio di dichiarazioni che, come riferite dalla stampa, sono decisamente inaccettabili.

Se poi consideriamo questi fatti nel contesto della crisi economica con la conseguente minaccia di disoccupazione che sta colpendo le nostre famiglie, ne deriva un quadro di disorientamento. Nella nostra sofferenza ci viene in mente il passo di Geremia: “Anche il profeta e il sacerdote si aggirano per il paese e non sanno che cosa fare” (Ger.14,18).

Ma Cristo è risorto e ha tracciato la via perciò, non possiamo fermarci allo sconforto: sicuri solo della fiducia in Dio, che si presta a rinascere Bambino tra noi, vogliamo proporre a tutti di incominciare di nuovo.

La via maestra è sempre quella tracciata dal Vangelo: “«Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso». ( Mt. 22, 37-38 )

Il Signore ci dice dunque di amare noi stessi: per questo richiediamo sicurezza, condizioni di vita fisica e spirituale consone al Vangelo, che da sempre illumina la nostra società, rispetto da parte di tutti.

Ma proprio perché l’amore del prossimo per noi è un dovere congenito alla nostra fede e perché nel prossimo è presente lo stesso Cristo, vi invitiamo a chiedere le stesse cose anche per coloro che sono venuti a vivere tra noi da altre terre e da altri paesi: a loro come a noi stessi dobbiamo chiedere il rispetto di tutte le regole e di tutte le tradizioni.

Dobbiamo chiedere giustizia e severità per chi delinque, qualunque sia il colore della sua pelle, e non verso chi ha l’unico torto di essere diverso da noi.

Solo se tutti crediamo e difendiamo la dignità di ogni essere umano, possiamo sperare che si ricreino quelle condizioni che possono garantire pace e sicurezza.

La crisi che incombe, che ci fa tremare per i posti di lavoro, potrà richiedere ancora una maggior solidarietà reciproca, anche, magari, verso quegli immigrati che insieme al lavoro e alla cassa integrazione, dopo sei mesi rischiano di perdere anche il permesso di soggiorno.

Il cammino non è facile, ma la meta è certa: coniugare il doveroso rispetto e l’amore per noi stessi con l’amore per l’altro, chiunque esso sia.

I sacerdoti delle parrocchie dei comuni di Adro, Cazzago, Coccaglio, Cologne, Erbusco e Rovato


P.S. : Le comunità parrocchiali si ritroveranno DOMENICA 13 DICEMBRE alle ore 20,30 nella chiesa parrocchiale di Erbusco per una VEGLIA DI PREGHIERA.

Corteo di martedì sera: a Rovato in duemila in piazza. Un paese intero, stretto attorno al dolore della famiglie, chiede giustizia

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Abbiamo già raccontato in quest’altro articolo il finale increscioso e concitato del corteo, durante il quale un piccolo gruppo di persone ha anche minacciato un membro del nostro staff.

Quanto accaduto non può comunque nascondere il grande successo della marcia di ieri a Rovato, la piu’ grande mai organizzata in paese, di cui diamo conto nel post che segue [ R. org ] :

A vederlo dall’Acquedotto di Rovato, all’angolo fra corso Bonomelli e piazza Garibaldi, c’era da che resta senza parole: il serpentone di persone - donne, uomini, giovani e coppie di Rovato e non solo - si snodava lunghissimo attraverso via Franciacorta, la rotonda di Castel Quistini e via ancora, fino quasi allo stesso parcheggio delle Piscine da dove la manifestazione era partita.

Tantissima Rovato, quella che difficilmente vedi per strada - nemmeno a Natale e a Pasqua, messe assieme - ha deciso ieri sera di esserci: in silenzio - chi con una fiaccola in mano, chi con un cartello, chi semplicemente stretto ai propri cari -, con dolore e compostezza, per dire ai giovani colpiti nel week end dalla brutalità di un atto inumano, prima ancora che criminale, che non erano soli.

Per ribadire alle loro famiglie, anch’esse duramente colpite, che questa comunità spesso chiusa, diffidente e poco incline a mostrare i sentimenti proprio non ce la faceva stare a casa, magari davanti alla tv, per l’ennesima sera: che quella sera - ieri sera - era dedicata unicamente a loro, al loro dolore, e alla forza che necessariamente devono trovare per affrontare qualcosa di troppo grande per le spalle di una famiglia sola.

E forse anche per questo tante famiglie, e tanti singoli, hanno deciso di esserci ieri a Rovato: per dare forza, un pò della propria forza, alle menti e ai cuori di quei membri della loro comunità così duramente colpiti.

Se non ce la fate da soli - sembrava dire il corteo di ieri, le sue fiaccole, i suoi toni sommessi - prendete a prestito un pò della nostra, di forza.

Un pò della forza di Rovato, e di quella parte di Franciacorta che ieri è accorsa al parcheggio delle Piscine, in Corso Bonomelli, a piazza Cavour.

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IL CORTEO - La fiaccolata è partita dopo le 20 dagli impianti sportivi di Rovato. In testa uno striscione bianco, con la semplice scritta “Ora basta”, sorretto dagli amici della coppia che hanno organizzato in maniera informale la marcia.

Nessuno slogan, nessuno altro striscione, solo un paio di cartelli, uno dei quali dava il senso generale del clima che si respirava nella stragrande maggioranza del corteo: “Pretendere giustizia e sicurezza non è razzismo”.

Accesi anche alcuni fumogeni, a corredo di una bandiera italiana.

In mezzo alla folla, come comuni cittadini, e quindi ancora più apprezzati, molti consiglieri comunali ed esponenti politici e locali. All’altezza di Castello Quistini, nel corteo è arrivato anche il sindaco Cottinelli, e buona parte dell’Amministrazione Comunale: per un giorno, senza divisioni politiche.

Fra la gente, anche le donne dell’Udi (Unione Donne Italiane) che hanno distribuito spille e materiale in occasione anche della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, che cade in tutto il mondo proprio oggi, mercoledi 25 novembre.

L’ARRIVO IN PIAZZA CAVOUR - Superato corso Bonomelli, la svolta in via Roma e la salita di via Martinengo Cesaresco: poi la svolta a destra, davanti all’Oratorio di Rovato e alle scuole elementari.

Conclusione in piazza Cavour, proprio sotto l’arco del Vantini. Qui nessun discorso ufficiale, solo due parole di uno dei membri delle famiglie colpite: “Grazie a tutti - ha detto l’uomo, visibilmente commosso sotto il cappello teso a impedire ai flash un eccesso di informazione, quasi offensiva visto il tono delle parole -: speriamo davvero che serva a qualcosa essere qui”.

Alle sue parole, l’applauso piu’ forte, uno dei tanti esplosi spontanei durante il corteo, e il ritorno alle Piscine attraverso via Castello, via Matteotti e via Franciacorta.

Martedì 24 novembre, in piazza, duemila rovatesi hanno chiesto giustizia. Non vendetta, ma giustizia. E giustizia deve essere, senza strappi e senza alcuna scorciatoia o deroghe verso chi sarà riconosciuto colpevole: per i giovani aggrediti nel corpo e nello spirito, per le loro famiglie, per gli amici.

E per tutta la comunità di Rovato, che chiede di poter tornare ad essere serena.

Venerdì 27 novembre: piazza Fontana e piazza della Loggia, a Rovato le stragi dimenticate

Venerdi 27 novembre doppia iniziativa culturale della biblioteca Cesare Cantù, nel quarantennale della strage di piazza Fontana a Milano e mentre è ancora in corso, a Brescia, l’ennesimo processo per la strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974.

Il volantino dell’articolata iniziativa:

piazze-ditalia.pdf

Commenti moderati su Rovato.org

Dopo quanto accaduto stasera a Rovato, i commenti saranno moderati alla fonte e poi eventualmente approvati.

Questo per evitare di dare spazio ai “leoni da tastiera” e ai cattivi maestri della domenica.

Ci scusiamo del disagio, presto torneremo alle modalità precedenti.

Corteo Rovato: 2mila persone in corteo. Tanta partecipazione, ma anche assurda violenza razzista: due migranti kosovari e una barista italiana aggrediti

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FLASH: Duemila in corteo a Rovato in solidarietà con le persone colpite dai fatti di venerdi notte.

Tantissimi i rovatesi, in silenzio, diversi con fiaccole in mano.

Ad aprire il corteo, partito dal piazzale delle piscine teatro dell’aggressione, lo striscione “Ora basta”.

Nessun discorso ufficiale, ma silenzi e applausi.

In corteo tanti politici locali, di maggioranza e opposizione, e diversi amministratori comunali, fra cui il sindaco Andrea Cottinelli.

In piazza, quindi, c’era in sostanza mezza Rovato, che ha espresso con grande forza la solidarietà ai ragazzi colpiti venerdi notte, stringendosi con forza attorno alle famiglie colpite.

VIOLENZA - Questo il corteo, in poche righe.

Una trentina di persone, incappucciate e con sciarpe, hanno però deciso di rovinare la sfilata composta di tutta la comunità rovatese: la prima aggressione, con tanto di bomba carta, al bar Mandarino di corso Bonomelli.

Picchiati, a colpi di asta, la barista italiana che ha cercato di chiudere la porta del bar,e un’operatore di una tv locale.

Cori razzisti, e copione ancor più grave, nel vicolo di fronte al Comune, via Rose: qui due cittadini di origine kosovara, due fratelli di 35 e 36 anni appena rientrati dal lavoro, sono stati aggrediti mentre il corteo entrava in piazza Cavour.

Per loro auto in frantumi, tante botte, tanto spavento e le cure del pronto soccorso di Chiari.

Poi, per fortuna, i ragazzi che hanno organizzato il corteo sono riusciti a riprendere le redini della serata, riportando le persone al parcheggio delle piscine: compito non facile, vista la tensione e la confusione, e per il quale va reso loro merito.

ORDINE PUBBLICO - Spiace dirlo, ma a tacere si farebbe torto a quanto visto per le strade di Rovato: completamente sorprese le forze dell’ordine, presenti in poche unità per un corteo di duemila persone e con una tensione così palpabile nell’aria.

Qualcosa, nella gestione dell’ordine pubblico, non ha proprio funzionato, a partire dall’assenza di personale preposto ad affrontare momenti di confronto/scontro, come purtroppo accaduto.

L’impressione avuta è quella di una generale sottovalutazione della serata: peccato, soprattutto per le 2mila persone di Rovato e dei paesi vicini che, sinceramente e in silenzio, hanno voluto portare solidarietà alle vittime dei terribili fatti del fine settimana

L’assurda coda di serata, ripresa da numerosi giornalisti di testate locali e nazionali, farà infatti inevitabilmente passare Rovato e i suoi abitanti dalla parte del torto,aggiungendo dolore al dolore, senza allievare di una virgola quello delle famiglie coinvolte.


ROVATO.ORG SI DISSOCIA DA TALI GESTI SCELLERATI, E INVITA I ROVATESI A TENERE BASSA LA TENSIONE ANCHE NEI PROSSIMI GIORNI.

ESPRIMIAMO SOLIDARIETA’ ALLE PERSONE COLPITE, ANCHE STASERA, DALLA VIOLENZA.

Aggressione di Rovato: corteo dalle Piscine, “nessuna strumentalizzazione e nessun bandiera di partito. Giustizia, non vendetta”.

Diversi lettori ci hanno chiesto tramite sms, facebook o mail di chiarire la vicenda del corteo che stasera, alle ore 20, si muoverà dal piazzale delle piscine di Rovato per solidarietà con la coppia aggredita fra venerdi e sabato notte.

Non è facile dare informazioni dirette, dato che il corteo non ha organizzatori definiti, e quindi invitiamo tutti a prendere le nostre parole con beneficio d’inventario.

IL CORTEO - La manifestazione è nata da un gruppo di amici delle persone coinvolte, in maggioranza giovani, che hanno come punto di ritrovo il bar “Viper Cafè” di piazza Palestro.

Attraverso gli inviti su Facebook, gli sms e il passaparola, è nata l’intenzione di organizzare “qualcosa” per raccogliere anche a livello pubblico lo sgomento e il dolore che in molti, a Rovato, sentono per quanto accaduto a due ragazzi (e due famiglie) come tante.

Da qui l’idea del corteo, che si aprirà alle 20 nel piazzale delle Piscine di Rovato con un breve discorso degli amici della coppia.

“GIUSTIZIA, NON VENDETTA” - Ai tanti che ci hanno chiesto, spaventati da possibili tensioni o strumentalizzazioni politiche, ripetiamo di non poter dare informazioni ufficiali. Il messaggio che però arriva dai giovani vicini alla coppia è chiaro: niente strumentalizzazioni, niente bandiere di partito, niente provocazioni: “Non vogliamo assolutamente - si legge attraverso il tam tam dei social network - che i partiti si approfittino dei fatti o della manifestazione: pensino piuttosto a leggi chiare, fondi per chi dovrà poi applicare e pene certe per chi delinque”.


IL PRECEDENTE -
Al corteo ha annunciato la sua presenza anche il 27 enne rovatese che nella tarda serata di venerdì ha evitato per un soffio una serata simile a quella, terribile, poi toccata alla coppia.

Il ragazzo, prima delle 22, era nel parcheggio delle Piscine di Rovato. Verso la sua auto è arrivato il 24enne che poi ha brutalmente aggredito e sequestrato il 19enne e la 28enne ancora in ospedale.

Il 27enne, per sua fortuna, ha messo immediatamente in moto l’auto allontanandosi dal luogo in cui, poche ore dopo, è avvenuta la spaventosa aggressione.

Da chiarire quanto accaduto in seguito: la chiamata al 112, la denuncia di quanto accaduto in Caserma e alle 5 del mattino la chiamata dell’Arma e il riconoscimento della foto segnaletica dell’aggressore dell’altra coppia.

A quel punto, però, il peggio si era già consumato.

Aggressione di Rovato: “solidarietà e giustizia alle vittime” dalle associazioni marocchine di Brescia e provincia

Nel clima non facile di questi giorni a Rovato arriva dalla comunità marocchina di Brescia e provincia un invito a non fare di ogni erba un fascio e a stemperare le tensioni che si respirano in Franciacorta.

Il Forum marocchino per l’integrazione, l’ Associazione migranti di Franciacorta, Associazione Dialogo e convivenza, Associazione Il Futuro e Associazione Aurora (che raccolgono diverse centinaia di migranti, marocchini e non solo) hanno spedito ai mezzi di informazioni una lettera per esprimere ” la piena e ferma condanna del grave episodio di violenza di Rovato.

La nostra solidarietà va prima alle vittime con l’augurio di una buona guarigione e un ritorno alla normalità, e poi ai loro parenti. Non possiamo non essere comprensivi del loro stato d’animo per la brutta tragedia vissuta dai loro figli. Siamo talmente amareggiati e addolorati per questo fatto grave commesso da un nostro “connazionale” che confermiamo, per l’ennesima volta, la nostra convinta e decisa presa delle distanze da qualunque concittadino nostro che si dovesse, anche in futuro, rendere responsabile di qualunque attività illecita”.

Respinta, nel contempo, “ogni forma di strumentalizzazione che porti ad attribuire ad una intera comunità la responsabilità di un episodio criminoso compiuto da una singola persona. Il processo d’integrazione continua sicuramente con la stragrande maggioranza delle persone di buona volontà da una parte e dall’altra”.

Infine, un atto concreto: la richiesta di “una visita alle vittime ed alle loro famiglie per darci l’occasione di portare la nostra solidarietà per il terribile gesto subito

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