Biblioteca e centro culturale di Rovato: si parte. Il 4 novembre 2010 l’inaugurazione. Su Rovato.org il questionario ufficiale

Prende il via ufficialmente stasera, martedì 10 novembre, l’iter che porterà entro il 4 novembre 2010 all’apertura della nuova biblioteca - centro culturale di casa Rovati in corso Bonomelli a Rovato.
L’investimento complessivo del Comune è di circa 4 milioni di euro (di cui forse mezzo milione in arrivo da un bando della Regione Lombardia).
I lavori, iniziati - fra crolli interni e stop burocratici - nel 2006, si dovrebbero chiudere a metà del 2010, in modo da consentire il taglio del nastro ufficiale durante le celebrazioni di San Carlo del novembre del prossimo anno.
La data ufficiale arriva dall’assessore alla cultura e istruzione, Milena Musati, e dal responsabile del progetto, il bibliotecario Ivano Bianchini.
I due, assieme all’architetto Vito Turra, uno degli estensori del progetto, saranno anche i protagonisti di quattro serate informative che in questo mese di novembre porteranno i cittadini di Rovato a conoscere la nuova biblioteca e a fare le proprie eventuali richieste sul centro culturale che sarà.
Sulla carta, la nuova biblioteca sarà il fiore all’occhiello della capitale della Franciacorta: sala studio con wi fi da 65 posti, sale per i libri e la lettura, fonoteca con almeno 1500 fra cd e dischi, fumettoteca, videteca dove vedere direttamente film e dvd, area per bambini e “giovani adulti”, (14-18 anni) e molto altro ancora, come spazi per corsi e incontri serali e un ampio giardino pensato per la lettura e gli eventi serali.
Il tutto, però, è ancora un “work in progress”, perchè a decidere molte funzioni della futura Casa Rovati saranno gli utenti stessi compilando un apposito questionario da 18 domande che verrà consegnato alle serate introduttive ( di seguito, l’elenco):
MARTEDI 10 NOVEMBRE ORE 20.30 SALA FORO BOARIO ROVATO CENTRO
VENERDI 13 NOVEMBRE ORE 20.30 ORATORIO DUOMO
MARTEDI 17 NOVEMBRE ORE 20.30 ORATORIO S.ANDREA
VENERDI 20 NOVEMBRE ORE 20.30 ORATORIO LODETTO
ROVATO.ORG E LA BIBLIOTECA - Per chi non potesse recarsi agli incontri? Niente paura, c’è Rovato.org: entro l’inizio della prossima settimana verrà creato un apposito blog dove poter compilare comodamente da casa il questionario, entro e non oltre il 31 dicembre 2009.
Non appena il blog sarà pronto, sarà cura della redazione darne conto nella forma più esaustiva possibile.
NEL FRATTEMPO, è POSSIBILE SCARICARE, COMPILARE E CONSEGNARE PRESSO LA BIBLIOTECA O GI ORATORI SOPRAINDICATI IL SEGUENTE MODULO FORMATO .DOC:



Novembre 11th, 2009 alle 12:30 pm
Grazie a Ivano per la passione con cui ieri sera hai illustrato il progetto della nuova biblioteca, progetto particolarmente sentito specie da chi, come me, nella biblioteca comunale è cresciuto (e grazie anche all’amministrazione che ha sostenuto e finanziato il faticoso recupero di casa Rovati).
Di particolare interesse: la modernizzazione tecnologica (un polo culturale con accesso wireless, finalmente), gli ampi e attrezzati spazi dedicati allo studio, l’accessibilità per disabili, l’accostamenteo tra la sala dedicata alla storia e alla cultura locale e lo scaffale interculturale, (canale “alto”, ma non elitario, di dialogo tra la comunità rovatese ed i residenti stranieri) e la riflessione su come rendere la biblioteca fruibile anche per gli abitanti delle frazioni.
Novembre 17th, 2009 alle 2:33 pm
[…] il prossimo 4 novembre, della nuova biblioteca - centro culturale a Casa Rovati abbiamo già ampiamente scritto su Rovato.org […]
Gennaio 2nd, 2010 alle 6:40 pm
Pur non volendo in alcun modo fare politica, mi è capitato di inciampare in articoli sui giornali locali dove si dava grande evidenza al progetto che la pubblica amministrazione ha circa la nuova biblioteca. Fermo restando che l’attuale struttura non è un luogo adeguato ho la sensazione che quello scelto per la nuova sia un inutile progetto faraonico poco vicino alle necessità di una comunità, comunque abbastanza piccola, come Rovato .Poi mi è capitato di vedere le cifre connesse a questa iniziativa ed allora mi sono convinto che davvero si stia perdendo il senno… Quattro milioni di Euro!!!
Possibile che questi soldi non possano essere investiti meglio? Non che la cultura non sia importante, per l’amor del cielo, ma mi chiedevo in base a quali parametri di consumo ( pedonalizzazione giornaliera dell’attuale struttura, utilizzo dei libri ecc.ecc.) è stata fatta una scelta così forte. Quanti sono gli studenti universitari che usufruirebbero di una struttura così imponente ma così lontana dalle sedi universitarie? Non è nuova cattedrale nel deserto?
In mezzo a tutte queste domande alla fine la più grande è: ma sono l’unico a pensare in questo modo?
Il problema non è di poco conto, perché se sono l’unico è chiaro che il mio pensiero è sbagliato ed io voglio correggerlo ma se non lo è mi domando chi da voce a questo dissenso considerando che sugli stessi giornali non si legge nulla relativamente al pensiero contrario?
La cosa buffa è che sull’ultimo articolo apparso su “Brescia Oggi” di qualche giorno fa ho letto di un importante “sondaggio” fatto sui possibili fruitori del servizio che va avanti da qualche mese che ben 200 hanno risposto. Duecento, capite, duecento cioè meno del 2% della popolazione ha dato riscontro a questa iniziativa. Allora delle due l’una o la popolazione non è sufficientemente informata oppure di questa iniziativa non frega niente a nessuno fatto salvo chi ha interesse a voler lasciare per forza un segno del suo passaggio nel tempo, lasciando agli altri il pagamento dei debiti contratti e contraenti.
Contratti va bè si capisce ,ma contraenti probabilmente no e allora mi permetto di sollevare la questione: quanto costerà alla comunità la gestione di questo baraccone, una volta terminato l’investimento iniziale fatto probabilmente delle sole opere murarie, in termini di stesura delle reti informatiche e gestione delle stesse, riempire gli spazi ( andranno acquistati libri, fumetti, CD, ecc..) e per finire i costi fissi annuali? Il personale andrà per forza aumentato non che tutti i costi generali.
Gennaio 2nd, 2010 alle 7:30 pm
@fulvio vittorio, in che senso non è adatta la nuova biblioteca? Gli architetti avranno sicuramente ragionato su come e dove fare la biblioteca…non penso che siano degli sprovveduti! Rovato non è una comunità “abbastanza piccola” come dice lei, 18000 abitanti son tanti e se l’incremento demografico continuerà così saranno anche troppi. Conosco anche molte persone che da capriolo, adro e erbusco vengono a studiare a rovato.
è vero, è costata tanto, ma io personalmente sono a favore di questa ristrutturazione. Far rivivere una casa del 400 (Rovati) ha un valore che va oltre il puro denaro.
Il prestigio di questa riqualificazione migliora senza dubbio Rovato. Tutti posso avere una biblioteca nuova costruita ex novo in un capannone della periferia…ma solamente rovato può avere una biblioteca in una casa del 400 che porta con se la nostra storia e la nostra cultura.
Io sono uno studente universitario (università di brescia) e le dico che le biblioteche e le aule studio sono una necessità per gli studenti! Non è detto che debbano essere vicino all’università! io personalmente preferisco studiare in biblioteca in quanto non ho la possibilità di studiare a casa e avere la biblioteca qui vicino mi evita di andare a brescia tutti i giorni a studiare, risparmio così un sacco di soldi (figuriamoci uno che va a milano).
Gennaio 2nd, 2010 alle 7:58 pm
Caro studente universitario il punto è proprio questo: avranno ragionato? probabilmente si ma in che modo? sa quante persone per il prestigio si atteggiano in un modo e poi a casa fanno la fame?
- anche io conosco persone che da Rovato vanno a studiare in altri paesi limitrofi per cui probabilmente anche questi necessitano di strutture come quella pensata qui
- il comune di Rovato fa circa 14.700 abitanti e non 18.000
- Bisogna considerare quanti di questi fanno uso della struttura
Comprendo il suo risparmio personale così come comprendo la sua voglia di studiare ma credo che si debba ragionare con un orizzonte più ampio perchè è vero che i soldi non sono l’unica cosa ma sono sicuramente la parte più importante per realizzare qualsiasi iniziativa e bisogna nostro malgrado tenerne conto.
Un’opera così importante andrebbe pensata e realizzata in modo intercomunale rendendosi conto una volta per tutte che l’area in cui viviamo non può più essere vista come il singolo comune ma come un insieme di comuni che la devono smettere di farsi guerra ma devono necessariamente iniziare a collaborare.
Gennaio 2nd, 2010 alle 9:06 pm
Quando lei dice che un’opera così importante andrebbe pensata e realizzata in modo intercomunale ha assolutamente ragione. Un miglioramento si avrà forse col nuovo PGT, con il piano dei servizi si dovrebbe andare verso la direzione che lei auspica…sperom.
Io credo che sia un investimento, un valore aggiunto per rovato. Una riqualificazione che andava fatta e che risolve il problema della biblioteca e del riutilizzo di casa rovati. Comunque confido più nei tecnici che nei politici, mi aspetto quindi un buon lavoro.
P.s. il centro storico ci si sforza di renderlo più bello…ma vorrei porre l’attenzione sulla pessima periferia franciacortina, capannoni che crescono come funghi, mille cartelli pubblicitari, casettine disomogenee e spesso orrende, edifici pseudo-neoclassici…cemento ovunque, speriamo di non diventare la brutta copia della periferia milanese.
Gennaio 2nd, 2010 alle 9:13 pm
P.p.s Rovato ha 17.736 abitanti
Gennaio 2nd, 2010 alle 10:24 pm
Fulvio Vittorio ha fatto sopra un ragionamento impeccabile sulla nuova sede della biblioteca , sui suoi costi e sul presumibile numero di utenti .
Gennaio 3rd, 2010 alle 12:09 am
Mr. Gussago loda mr. Vittorio per l’impeccabile ragionamento sul “presumibile numero degli utenti” della biblioteca.
Oltre che ragionare, uno potrebbe anche informarsi: ogni anno la biblioteca redige un rapporto con i dati del servizio. Non solo quanti utenti sono iscritti, ma anche quanti prestiti di libri e dvd sono stati fatti, quanta gente si è recata in biblioteca, quanti studenti si sono fermati a studiare in sala…
Se poi uno fa ragionamenti politici, ma è chiaro che non tutti sono tenuti a tanto sforzo, potrebbe informarsi ulteriormente e scoprire che esistono standard regionali e nazionali che ogni biblioteca deve raggiungere (ore di apertura al pubblico, numero di libri disponibili, spazi per gli utenti), rispetto ai quali il comune di Rovato è attualmente in debito, e che dovrebbe raggiungere con la nuova sede.
Che ristrutturare un edificio storico, poi, costi più che fare un capannoncino nuovo, non è un ragionamento politico, è una banalità.
A proposito, un bel edificio nuovo ce lo abbiamo proprio lì vicino, di fronte al pasticceria Cecca…
Gennaio 3rd, 2010 alle 1:21 am
Sono contento di aver aperto una discussione, e sono contento che anche chi non la pensa completamente o totalmente come me discuta e mi aiuti ed aiuti tutti quelli come me che vedono un’altro punto di vista. Sono dispiaciuto invece che alcuni banalizzino, cercando l’ago del paglaio ed altri sentendosi forti di non so cosa diano più o meno dei dementi a chi non la pensa come loro. A questi ultimi in modo particolare mi permetto di dire che se una struttura non è in grado di reggere i numeri teorici di resa non è detto che li raggiunga semplicemente facendo un pò di make-up con il risultato che poi i costi sono assolutamente certi mentre i rientri puramente teorici. I dati di mia conoscenza, che possono essere inesatti, mi dicono che questo investimento non rientrerà ma se ne ha di più aggiornati sono ben lieto di apprenderli da lei. L’edificio storico si potrebbe ristrutturare lo stesso senza snaturarlo completamente ed utilizzarlo anche per la biblioteca ma non esclusivamente per questo scopo. Mi sembra che annesso ci fosse un cinema o qualche cosa di simile. L’edificio di cui parla Lei anche a mio avviso non si integra con le altre strutture e personalmente non lo avrei approvato ma questo è un argomento diverso e credo, ma non ne sono certo, sia di proprietà privata. Nel nostro caso parliamo di proprietà e soldi pubblici quindi anche miei e sarei più felice se venissero impegnati meglio o al meglio. Dissento invece circa la fiducia nei tecnici rispetto ai politici non possiamo sempre fare di ogni erba un fascio.In una società complessa come la nostra c’è la necessità che le forze collaborino al meglio i politici creando l’opportunità, i tecnici progettandola ed i critici facendo le critiche opportune a progetti troppo tecnici.
Gennaio 3rd, 2010 alle 2:11 pm
E’ davvero curioso vedere come un progetto venga criticato ancora prima che si veda sul campo se è servito o meno. Ma meglio così, per lo meno se ne parla.
Certo che se il metro di giudizio è il numero di persone che hanno risposto al sondaggio siamo proprio alla frutta, come siamo alla frutta se si interviene qui sopra portando dei dati completamente sbagliati (vedi la popolazione di Rovato) che ridimensionano anche il numero di utenze che vengono servite con questo servizio.
Intervengo invece per sottolineare l’importanza che un polo culturale ha per una comunità, perchè limitarci a disquisire sulle aule studio per studenti universitari vuol dire non aver capito di cosa si sta parlando.
E la cosa che mi dispiace un pò sta nel fatto che la presentazione al Foro Boario delle funzionalità del progetto è stata partecipata da poche persone, nessuna di quelle che qui critica.
Spero siano andate almeno agli appuntamenti alle frazioni.
A proposito, con il servizio di bibliobus si cercherà di rendere il massimo della fruibilità anche per coloro che abitano in frazione.
Mi piace ricordare anche una frase che l’assessore all’istruzione ha detto la sera della presentazione del progetto: “C’è chi dice che la cultura e l’istruzione costino. Troppo spesso le nostre comunità hanno pagato e a caro prezzo l’ignoranza”.
Io la penso proprio allo stesso modo.
Gennaio 3rd, 2010 alle 5:27 pm
Ma mi scusi Bergomi, quando facciamo la critica ad un progetto, quando è stato già realizzato così non siamo più in tempo o a migliorarlo o addirittura asospenderlo se ci rendiamo conto che è sbagliato?
I dati della popolazione possono essere di duemila + o meno non cambia il fatto che Rovato è un centro piccolo(il dato di 14.472 è dato da comunibresciani.it e probabilmente dovrà essere aggiornato). Il fatto stesso che a Foro Boario non sia intervenuta gente forse è perchè il progetto non è “sentito” dalla maggioranza che non c’era. E poi, mi scusi, facciamo fatica a far girare lo scuolabus e sognamo di fare il bibliobus. Non facciamo girare un bus urbano che darebbe la possibilità agli anziani, ai ragazzi o più semplicemente a chi non vuole usare l’auto per fare spostamenti interni tra il centro e le frazioni e facciamo il bibliobus. Questa ad esempio potrebbe essere un’opera sociale molto utile e di poco impatto economico. E a proposito di frasi celebri non mi piacciono molto perchè quasi mai dicono la verità servono solo a dare solennità ad idee poco convincenti così da renderle importanti.
Gennaio 4th, 2010 alle 10:47 am
A parte che il progetto è avviato da tempo e di tempo per fare critiche ce n’è stato e molto visto che di occasioni di confronto su di esso l’amministrazione comunale ne ha offerte, ma il punto non è questo. Ogni cittadino è libero di esercitare legittimamente il proprio diritto di critica. Meglio se fosse informato su dati concreti e non sul sentito dire.
Il servizio bibliobus è stato sollecitato da molti e questa è una possibile risposta per rendere fruibile il servizio di prestiti anche in frazione.
Sulle frasi celebri rispetto il suo giudizio. Io condivido invece il concetto che l’ignoranza costa molto di più della cultura.
Saluti.
Gennaio 6th, 2010 alle 2:56 am
Ma Angelo quando la capirai che uno non può continuamente aggiornarsi sui dati?! I dati in possesso di Fulvio sono obsoleti e va bhe… c’è stato tempo per dibattere quindi… facciamo anche il bibliobus quindi…
piazzate un fottio di milioni che serviranno al 90% la metà degli abitanti di rovato perchè gli altri sono a sud del paese e per farli sentire meno soli gli mandate il bibliobus. Fantastico! Finirà in pane e acqua. Si rende conte che è come dire a questi diamo la pagnocca con la mortadella e voi le briciole che cadono sulla tavola?!
Io credo che arriveremo al paradosso delle luminarie, prima le avete acquistate spendendo fior di soldini illuminando tutta rovato come se fosse la città dei balocchi e l’anno dopo VI SIETE FINTI PRUDENTI PADRI DI FAMIGLIA DICENDO “NON ESPORREMO LE LUMINARIE PERCHE’ COSTANO TROPPO”
Proprio bravi di famiglia!!! Prima decidono di comprare la Ferrai, piuttosto di affittare il BMW, e poi la lasciano nel garage perchè non hanno i soldi per farla funzionare! Avete sperperato quand’eravate nell’abbondanza (grazie al fiume di oneri) e poi con la carestia avete stretto i cordoni!!! Degli ottimi gestori lungimiranti direi!
Gennaio 6th, 2010 alle 6:34 pm
Bravo Ponzio chi gliel’ha scritta la tiritera Conter in persona?
Gennaio 6th, 2010 alle 9:53 pm
certo che… ba il bibliobus bus?… mmmm fammi pensare… ennesimo sperpero? o trovata intelligente? mmm ma se nelle frazioni passa un autobus ogni 4 ore il bibliobus bisognerà chiamare il comune? e che orari farà? e se uno ci deve solo fare un salto? deve aspettare la corsa del ora dopo?
Ha ragione il signor bergomi, stiamo pagando a un prezzo troppo caro l’ignoranza, ma nemmeno a chi si ostina a mettere un bus che non servirà a nulla.. bè bando alle litigate..
Un buon inizio di anno a tutti è veramente ora di deporre l’ascia e fare il bene di rovato, perchè a mio viso tra assessori o consiglieri che vivono su rovato.org mendicanti di voto che rilasciano interviste semi proletarie e finti buonisti che organizzano raduni della pace e ora di cambiare rovato!
Gennaio 7th, 2010 alle 9:59 am
Ma perchè parlando di ignoranza fuoriescono sempre i soliti? Basta vedere anche in che italiano scrivono i presunti difensori dell’italianità! Ma non era “padanità” solo due o tre anni fa?
Gennaio 10th, 2010 alle 2:06 am
Fa specie prendere atto del fatto che a Rovato, come nel resto della Lombardia la cultura, e quindi le strutture per svilupparla, siano considerate un lusso intutile se non uno spreco.
viene da pensare che questa destra sia lontano le mille miglia dai liberal anglosassoni che la tennero a battesimo, ma siano invece terribilmente vicini all’antico tribunale dell’inquisizione che in Italia e in Spagna vietava ai non ricchi di leggere e tanto per chiarire vietava di leggere non il Capitale di carlo Marx ma la Bibbia e il divieto del Santo uffizio vaticano venne tolto solo con l’arrivo di Montini, Papa Paolo VI che nel periodo del fascismo si rese conto che la dittatura e le dittature si fondavanon sull’ignoranza,
forse è proprio questa pesante ignoranza. legata alla mancanza di libri e cultura a permettere alla Lega di farsi passare per un partito che difende i valori cristiani quando in realtà è più vicina ai valori del Ku Klux Kaln americano che usava le croci - toh anche loro volevano il crocifisso e non solo nelel classi ma nelel piazze e di notte - per appenderci i neri che pretendevano di essere come loro figlil dello stesso padre,
Leggendo quanto scrive Fulvio Vittorio si capisce bene cosa voglia: forse una Rosarno anche a Rovato, perchè la cultura se è diffusa aiuta a capire gli altri e a ricordare …
i libri sono sempre statiodiatidai dittatori, basta ricordare il rogo dei libri di Hitler in Germania e quellki recenti in Iran dove c’è qualcuno al potere che aspira a imitarlo
La televisione, anche quella pubblica, che rimbecillisce gli ascoltatori con con quiz e veline, gossip e reality dimenticando i problemi può temere solo i libri e i lettori oltre che la memoria
Il prode Fulvio Vittorio non ha nulla da dire sui milini di euro pagati per il calcio? sugli stadi che costano milioni di euro di polizia e carabinieri ogni anno per contenere gliultras che più che allo sport sono interessati a menare le mani? o non ha nulla da dire sul fatto che la maggiorazna che regeg Formigoni, ha respinto, nascondendo l’informazione, la proposta di Quadrini (UDC) di ridurre del 10 percento il compenso dei consisiglieri e degli assessori regionali risparmiando 2,2 m ilioni di euro da destinare ai cassintegrati?
certo Fulvio non ci pensa o forse ci pensa tanto e la biblioteca non gli piace proprio per questi motivi