Corteo di martedì sera: a Rovato in duemila in piazza. Un paese intero, stretto attorno al dolore della famiglie, chiede giustizia
Abbiamo già raccontato in quest’altro articolo il finale increscioso e concitato del corteo, durante il quale un piccolo gruppo di persone ha anche minacciato un membro del nostro staff.
Quanto accaduto non può comunque nascondere il grande successo della marcia di ieri a Rovato, la piu’ grande mai organizzata in paese, di cui diamo conto nel post che segue [ R. org ] :
A vederlo dall’Acquedotto di Rovato, all’angolo fra corso Bonomelli e piazza Garibaldi, c’era da che resta senza parole: il serpentone di persone - donne, uomini, giovani e coppie di Rovato e non solo - si snodava lunghissimo attraverso via Franciacorta, la rotonda di Castel Quistini e via ancora, fino quasi allo stesso parcheggio delle Piscine da dove la manifestazione era partita.
Tantissima Rovato, quella che difficilmente vedi per strada - nemmeno a Natale e a Pasqua, messe assieme - ha deciso ieri sera di esserci: in silenzio - chi con una fiaccola in mano, chi con un cartello, chi semplicemente stretto ai propri cari -, con dolore e compostezza, per dire ai giovani colpiti nel week end dalla brutalità di un atto inumano, prima ancora che criminale, che non erano soli.
Per ribadire alle loro famiglie, anch’esse duramente colpite, che questa comunità spesso chiusa, diffidente e poco incline a mostrare i sentimenti proprio non ce la faceva stare a casa, magari davanti alla tv, per l’ennesima sera: che quella sera - ieri sera - era dedicata unicamente a loro, al loro dolore, e alla forza che necessariamente devono trovare per affrontare qualcosa di troppo grande per le spalle di una famiglia sola.
E forse anche per questo tante famiglie, e tanti singoli, hanno deciso di esserci ieri a Rovato: per dare forza, un pò della propria forza, alle menti e ai cuori di quei membri della loro comunità così duramente colpiti.
Se non ce la fate da soli - sembrava dire il corteo di ieri, le sue fiaccole, i suoi toni sommessi - prendete a prestito un pò della nostra, di forza.
Un pò della forza di Rovato, e di quella parte di Franciacorta che ieri è accorsa al parcheggio delle Piscine, in Corso Bonomelli, a piazza Cavour.
IL CORTEO - La fiaccolata è partita dopo le 20 dagli impianti sportivi di Rovato. In testa uno striscione bianco, con la semplice scritta “Ora basta”, sorretto dagli amici della coppia che hanno organizzato in maniera informale la marcia.
Nessuno slogan, nessuno altro striscione, solo un paio di cartelli, uno dei quali dava il senso generale del clima che si respirava nella stragrande maggioranza del corteo: “Pretendere giustizia e sicurezza non è razzismo”.
Accesi anche alcuni fumogeni, a corredo di una bandiera italiana.
In mezzo alla folla, come comuni cittadini, e quindi ancora più apprezzati, molti consiglieri comunali ed esponenti politici e locali. All’altezza di Castello Quistini, nel corteo è arrivato anche il sindaco Cottinelli, e buona parte dell’Amministrazione Comunale: per un giorno, senza divisioni politiche.
Fra la gente, anche le donne dell’Udi (Unione Donne Italiane) che hanno distribuito spille e materiale in occasione anche della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, che cade in tutto il mondo proprio oggi, mercoledi 25 novembre.
L’ARRIVO IN PIAZZA CAVOUR - Superato corso Bonomelli, la svolta in via Roma e la salita di via Martinengo Cesaresco: poi la svolta a destra, davanti all’Oratorio di Rovato e alle scuole elementari.
Conclusione in piazza Cavour, proprio sotto l’arco del Vantini. Qui nessun discorso ufficiale, solo due parole di uno dei membri delle famiglie colpite: “Grazie a tutti - ha detto l’uomo, visibilmente commosso sotto il cappello teso a impedire ai flash un eccesso di informazione, quasi offensiva visto il tono delle parole -: speriamo davvero che serva a qualcosa essere qui”.
Alle sue parole, l’applauso piu’ forte, uno dei tanti esplosi spontanei durante il corteo, e il ritorno alle Piscine attraverso via Castello, via Matteotti e via Franciacorta.
Martedì 24 novembre, in piazza, duemila rovatesi hanno chiesto giustizia. Non vendetta, ma giustizia. E giustizia deve essere, senza strappi e senza alcuna scorciatoia o deroghe verso chi sarà riconosciuto colpevole: per i giovani aggrediti nel corpo e nello spirito, per le loro famiglie, per gli amici.
E per tutta la comunità di Rovato, che chiede di poter tornare ad essere serena.


















Novembre 25th, 2009 alle 7:10 pm
un bellissimo articolo,
complimenti.
è quel che ho pensato io ieri sera tornando a casa.
Marcella ‘89
Novembre 25th, 2009 alle 7:27 pm
Grazie
Novembre 26th, 2009 alle 2:32 am
Già meglio….
Forza ragazzi
Novembre 26th, 2009 alle 10:19 am
Complimenti per l’articolo ragazzi…siete stati bravi a trasmettere l’aria che si respirava!Tantissima gente per stare vicini ai due ragazzi…un momento davvero toccante!Il mio pensiero va ancora a loro, alle due povere vittime.
Novembre 26th, 2009 alle 12:37 pm
Complimenti per “questa” descrizione dell’evento, mi ha fatto rivivere la stessa grande emozione provata martedì sera tra la gente.
E’ stato commovente partecipare e vedere che Rovato non è morta.
Grazie a tutti i partecipanti, ed un sincero in bocca al lupo ai nostri due ragazzi con le rispettive famiglie.
Novembre 26th, 2009 alle 8:31 pm
stasera a telelombardia su iceberg, a otto e mezza, ho sentito che parlano di rovato e coccaglio…
Novembre 26th, 2009 alle 11:39 pm
su brescia punto tv invece c’era il sindaco