Cava Bonfadina: il Tar accoglie il ricorso del Comune di Rovato. Macogna: accordo tra i 4 Comuni e la Provincia per il Plis
Periodo caldo questo per i due ambiti estrattivi che interessano il Comune di Rovato. Per la Bonfadina (Ate9) è arrivata un’importante sentenza del Tar di Brescia; per la Macogna (Ate14) si è raggiunto un accordo tra i 4 Comuni interessati (Rovato, Travagliato, Berlingo e Cazzago).
BONFADINA: La sentenza è arrivata il primo dicembre e non poteva che vedere più felice l’Amministrazione Comunale. Il Tar di Brescia infatti ha accolto i rilievi che il Comune di Rovato aveva presentato avanti all’autorità giudiziaria amministrativa già nel lontano 2005 per bloccare gli sviluppi che stavano investendo il cosiddetto Ate9, ossia la oramai famigerata Bonfadina, cava che sarebbe dovuta sorgere in parte in territorio rovatese ed in parte all’interno del Comune di Cazzago S.Martino.
In sostanza i giudici amministrativi hanno ritenuto non corretto l’intervento della Regione Lombardia che aveva permesso alla ditta Bettoni s.p.a. di aumentare il volume del materiale escavabile passando dagli originari 400.000 mc (tutti su suolo rovatese) ai definitivi 1.600.000 mc (su suolo rovatese e cazzaghese). Per il Tar Bresciano alla Regione erano concessi poteri di definizione dei dettagli, ma il Pirellone, eccedendo appunto questi poteri, “ha inciso pesantemente sulla precedente proposta provinciale”. Il tutto peraltro senza sentire nuovamente il Comune interessato ed i competenti tecnici. da ciò ne è discesa l’illegittimità della scelta voluta dall’Amministrazione Regionale, con la conseguenza ulteriore di rendere illegittimi anche tutti i successivi passaggi, tra cui quello decisivo della autorizzazione all’escavazione rilasciata dalla Provincia.
La sentenza in questione riguarda solo l’ambito estrattivo rovatese, essendo ancora il ricorso presentato dal Comune di Cazzagogo in fase di decisione. Sembra però assai probabile a questo punto che anche per quel ricorso la sentenza non dovrebbe essere difforme, avendo il Comune di cazzago sollevato i medesimi dubbi di quello di Rovato.
Vince la battaglia, la guerra resta però ancora aperta: per Provincia, Regione e Bettoni spa resta infatti la via del ricorso al Consiglio di Stato, che già nel giugno 2008 ribaltò la senteza del Tar in merito alla necessità della Valutazione d’Impatto Ambientale.
MACOGNA: dopo una conferenza dei Servizi della durata di 9 ore, sembra ci siano inoltre importanti passi in avanti per la realizzazione del Parco della Macogna. Gli argomenti trattati dai 4 Comuni e dalla Provincia sono stati 3:
- aspetto viabilistico: la conferenza dei Servizi ha deciso di realizzare, a cura e spese dei proponenti, un adeguamento stradale che comprende anche la formazione di una pista ciclabile a salvaguardia della sicurezza delle persone che transitano su via Bornadina in territorio cazzaghese.
- escavazione abusiva: (relativa alla zona nord-orientale della zona interessata dalla Macogna, peraltro già sotto indagine della Procura della repubblica di Brescia) la Conferenza dei servizi ha decisio di richiedere adeguamenti cartografici. I comuni inoltre si sono riservati ogni ulteriore possibile approfondimento e azione nelle procedure amministrative e giudiziarie che già sono in corso.
- recupero dell’area a fine escavazione: la Provincia, e i 4 Comuni coinvolti, hanno ribadito che l’unico recupero possibile dell’area della Macogna una volta conclusa l’escavazione è quella a fondo cava.
Mercoledì 9 dicembre, nuovo incontro sempre sul tema Macogna.



Dicembre 10th, 2009 alle 1:07 pm
Come dice correttamente l’articolo si è in attesa del pronunciamento del TAR sui ricorsi di Cazzago S.M.. Questo è solo il primo tempo della partita. Ci saranno sicuramente die ricorsi al Consiglio di Stato.
Vedremo se per l’ennesima volta assisteremo all’avvilente presa di posizione della Provincia e della Regione a fianco del privato e contro le amministrazioni pubbliche comunali.
Fin dal principio si scrisse alla Regione sottolineando il fatto che un quadruplicamento del bacino rispetto alla proposta provinciale non poteva configurarsi come “modifica di mero dettaglio”.
Nessuno volle ascoltare i comuni e adesso se ne pagano le conseguenze.
Con l’assurdo che il privato potrebbe chiedere i danni a Provincia e Regione per aver iniziato il bacino con tutte le autorizzazioni e il Comune di Cazzago S.M. che potrebbe chiedere i danni per aver visto compromessa una grande area di proprio territorio comunale.
Ricordo infatti che i lavori erano inziati a un ritmo davvero incredibile fin dal 05/08/2009.
Credo che come amministrazione comunale più di così era difficile ipotizzare di fare. Vedremo come andrà a finire.
Nel frattempo vanno ringraziati i cittadini che in questi anni hanno appoggiato l’amministrazione in questa avventura.
Dicembre 10th, 2009 alle 4:14 pm
Grazie a Te Angelo per il tempo e le forze che hai dedicato
Dicembre 10th, 2009 alle 4:46 pm
belal storia…dai che la fermiamo questa cava!!!!!!
Dicembre 10th, 2009 alle 6:10 pm
Un’inesattezza a fondo articolo: riguardo all’Ate 14, la Provincia, tutti e quattro i Comuni (non 3 su 4, come scritto) e 2 proponenti su 3 concordano sul recupero a fondo cava; l’unico proponente dissenziente è (ovviamente) la ditta DRR, che non ha titolarità all’attività estrattiva, ma è interessata per il progetto di discarica.
Ho ritenuto doveroso precisare, per evitare che da un refuso di stampa nascano equivoci pericolosi, quando invece la compattezza del fronte delle Amministrazioni comunali è stato fino ad ora il principale “motore” di una battaglia di ricomposizione ambientale dall’esito ancora incerto, ma che ha visto negli ultimi giorni degli sviluppi sicuramente positivi.
Dario Ciapetti
sindaco di Berlingo
Dicembre 11th, 2009 alle 12:13 pm
Gentile Sindaco Ciapetti,
abbiamo corretto i ldato come da Lei segnalato.
Si è trattato di un refuso.
Cordialmente
R.org
info@rovato.org
Dicembre 15th, 2009 alle 10:34 pm
A che puo siamo con la macogna?
Dicembre 18th, 2009 alle 3:35 pm
Per tutte le info sulla Macogna basta andare sul blog curato dalle amministrazioni comunali progettomacogna(punto)blogspot(punto)com: lì ci sono tutte le informazioni dettagliate.
Se non risultasse chiaro qualcosa basta andare sul mio blog e lì c’è la mia email.
Consapevole che una persona è colpevole solo quando vi è una sentenza che passa in giudicato segnalo comunque l’arresto dell’assessore regionale Piergianni Prosperini del PDL.
Lo segnalo in questo post relativo alle cave perchè i cittadini di Rovato, di Montirone, di Puegnago del Garda, di Cazzago S.M., di Berlingo ecc si ricordano bene nel 2004 come vennero trattati dal consigliere regionale Prosperini durante una delle sedute della commissione regionale sesta che discuteva del piano cave bresciano alla quale i cittadini si recarono per verificare di persona come venivano discussi i bacini estrattivi bresciani dai consiglieri regionali.
Si perchè all’epoca con un pullmann come semplici cittadini ci recammo a Milano ad assistere di persona quale fosse il comportamento dei consiglieri che decidevano su comunità che non sapevano nemmeno dove fossero.
Si distinse proprio il consigliere Prosperini che ebbe con i cittadini un diverbio al di fuori della sala in cui si teneva la commissione tale da far interrompere la seduta della stessa da parte dell’allora presidente Zambetti.
L’arroganza e la mancanza di rispetto che furono percepite dai cittadini li colpirono a tal punto che ieri, a 5 anni e mezzo di distanza, ho ricevuto svariate telefonate di persone che erano con me a Milano nel 2004 all’epoca dell’episodio e che mi chiedevano se me lo ricordassi ancora. Evidentemente, dopo tanto tempo, hanno ancora ben impresso quel comportamento.
Spero davvero, e lo dico sinceramente, che venga accertata l’innocenza dell’assessore Prosperini.
Più della mancanza di rispetto di quel giorno ci farebbe ancora più male
avere la certezza che i cittadini lombardi abbiano pagato con le proprie tasse spot televisivi mai andati in onda e per cui ora si stanno svolgendo indagini da parte degli organi competenti.