Rovato si prepara ad un weekend nevoso, aspettando il Natale e l’ultimo dell’Anno

festa.jpgI primi fiocchi di neve si sono fatti vedere la scorsa notte ed in buona parte del paese sono ancora ben visibili sui tetti, ma le previsioni continuano a segnalare probabili nevicate nella giornata di domani.

Per i rovatesi che rinunciano a trascorrere queste giornate di riposo sulle piste da sci, segnaliamo alcuni degli eventi che si terranno nei prossimi giorni a Rovato e dintorni: questa sera al Korto Cirkuito di via I° Maggio “Ain’t + Metalingus” per una miscela di grunge e rock decisamente interessante.

Sempre questa sera al centro sociale 28 Maggio ore 21.30, Giacomo Sferlazzo in concerto (clicca qui per info).

La serata di Sabato prevede invece l’inaugurazione della sala “new afro” al Bongo di Cazzago San Martino e gruppi cover di U2 e Depeche Mode al Korto Cirkuito di Rovato.

La banda “Luigi Pezzana” di Rovato, si esibira nel tradizionale concerto di Natale al palazzetto nella serata di domenica, cogliendo così l’occasione per festeggiare i 185 anni della formazione rovatese (clicca qui per info).

Weekend da non perdere quindi, buon divertimento a tutti!

7 Commenti to “Rovato si prepara ad un weekend nevoso, aspettando il Natale e l’ultimo dell’Anno”

  1. Mauro Metelli:

    Il compleanno del Pepenero è martedi 5 gennaio.

  2. tonno:

    Annunciata ma Rovato (precisamente la principale arteria, via I Maggio) è una lastra di ghiaccio! Ho notato nel scendere al lavoro parecchi cartelli stradali divelti, soprattutto vicino alle rotonde. Grazie comune!

  3. scivoloso e ghiacciato:

    …..infatti sino alle 08.00 di questa mattina a Rovato non si vedevano ancora ne mezzi spargisale ne lame per pulire le strade! E qualcuno ha avuto modo di vedere la condizioni della variante bassa alla ex SS.11? Da paura!! Le forze dell’ordine hanno preferito addirittura chiuderla!! Ma le strade principali e di scorrimento non dovrebbero venire pulite per prime??

  4. Don Leonardo:

    AUGURI SCOMODI

    Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.

    Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.

    Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

    Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

    Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali

    e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

    Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

    Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

    Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

    Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

    Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

    I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

    Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
    Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
    Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

    I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora,

    vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.

    E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

    Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

    Tonino Bello

  5. Marco - vicino vialestazione:

    @scivoloso e ghiacciato: falso. fuori dalla va in cu abito, vicino alla chiesa della stazione, alle ore 7:15 le strad eran già spazte.

    nno si segnala infati alcuni incidente in zona…

    il piano del comune e della provinci funziona.

    Marco.

  6. maurizio festa:

    a rovato di ghiacciato c’era il ponte e qualche via secondaria le altre erano abbastanza pulite..

  7. Elisa:

    Ottimo lavoro della Protezione civile e del comune, stamattina alle 7 li ho visti all’opera.

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