Amianto: problema diffuso anche a Rovato, specie nelle frazioni. Nel 2007 il censimento, come richiesto dalla Regione. E ora?

Questo articolo prende spunto dalla segnalazione di un nostro lettore (che ringraziamo naturalmente) pervenutaci qualche giorno fa. Rovato.org è a disposizione (info@rovato.org) per ulteriori segnalazioni o immagini che ritraggano scorci di Rovato in cui l’amianto è ancora presente.
L’amianto è stato riconosciuto come un pericolo per la salute dell’uomo a partire dal lontano 1962, in particolare per il rilascio di fibre cancerogene nell’ambiente di vita o di lavoro in grado di provocare malattie gravi come forme tumorali a polmoni pleura. Assai spesso saltano così alla ribalta delle cronache condanne per tumori provocati proprio dall’utilizzo di quel materiale, specialmente durante gli anni ‘50, ‘60 e ‘70.
Qualche anno fa, nel 2007 per la precisione, il Comune di Rovato lanciò un’ “operazione censimento” dell’amianto presente sul territorio della capitale della Franciacorta per monitorare lo stato dei materiali contenenti amianto. Quell’attività era il primo passo intrapreso a seguito del recepimento da parte del nostro comune di una legge regionale, varata giusto poco prima dal Pirellone.
E ROVATO COM’E’ MESSA OGGI?
Pur non essendo particolarmente esperti in materia, possiamo dire con una discreta sicurezza che a Rovato, specialmente nelle zone più rurali ed agricole, i rivestimenti e le lastre di copertura in fibrocemento continuano ad essere abbondanti, non solo ad esempio come tetti per pollai, bensì anche in posti non facilmente immaginabili.
L’amianto che oggi ancora persiste sul territorio rovatese è contenuto spesso (ma non solo!) nei rivestimenti di Eternit; la Eternit in realtà era infatti una ditta specializzata nella fabbricazione di lastre di copertura e di rivestimenti per tubature in fibrocemento, detto anche cemento-amianto per via della sua composizione, la cui produzione iniziò già dai primissimi anni del ‘900.
Nella foto in alto ad esempio mostriamo delle “onduline”, probabilmente contenenti fibre d’amianto, che ancora oggi si possono scorgere a Sant’Andrea, ed una manciatina di metri dalla nuova zona della piazzetta, destinata fin dalla sua costruzione ad ospitare abitazioni, negozi e bar, anche all’aperto.
Chiunque volesse avere delucidazioni in merito alla situazione dell’amianto nel nostro Comune ed eventualmente informarsi sulle normative e sulle procedure di smaltimento può contattare l’Ufficio Ecologia del Comune di Rovato al numero 030-7713263, oppure all’indirizzo mail ufficio.ecologia@comune.rovato.bs.it



Luglio 15th, 2010 alle 6:33 pm
Premetto di non ricordare esattamente la zona della foto, ma credo che quella struttura sia ben visibile dalla stradata e dalla piazza.
Mi chiedo quindi: possibile che nessun consigliere, assessore, vigile, dipedente del comune o membro dell’ufficio tecnico rovatese (visti i recenti lavori alla piazza) abbia mai notato questa cosa?
Luglio 16th, 2010 alle 6:52 pm
Possibile che nessun cittadino abbia mai segnalato la cosa? Sempre tutto dovuto?
A me è capitato ancora di vedere qualcosa che non andava, tra il cercare il numero di telefono di un consigliere e telefonare all’ufficio competente comunale ho fatto prima con la seconda.
Luglio 26th, 2010 alle 12:46 pm
Temo che sia troppo tardi per correre ai ripari…
La situazione amianto è drammatica, visto e considerato che ci sono abitazioni e cascine ancora oggi coperte in buona parte con le onduline tossiche.
Negli anni 60 e 70 nessuno sapeva della pericolosità di questo materiale e anche nell’ultimo decennio, probabilmente per non creare eccessivo allarmismo, le autorità si sono limitate ad avvertire di non toccare, asportare o rompere queste tegole e di chiamare gli addetti per la bonifica.
Secondo me si doveva lanciare un grande allarme e LA RIMOZIONE INVECE DOVEVA ESSERE OBBLIGATORIA E RAPIDA!!!
Invece viviamo nel paese di pulcinella, tra interessi, cautele e ipocrisia quindi preferiamo pagare un conto salato alla fine quando non c’è più niente da fare.
Diciamo la verità: anche se uno ha il fienile coperto da onduline e per paura non lo tocca più (fino a quando?), quella non è assolutamente una struttura messa in sicurezza: l’azione della pioggia, del vento, della neve e soprattutto della GRANDINE dove le mettiamo???
La foto parla chiaro…. quei buchi sono stati causati dalla famigerata grandinata che ha mitragliato Rovato qualche estate fa.
I pezzi di tegola finiti a terra dove sono stati gettati???
Chi li ha rimossi aveva guanti, occhiali e maschera???
Si sa che l’ovest bresciano è una zona a costante rischio di grandine e dopo le mega grandinate degli ultimi anni a Rovato e Frazioni si sono sicuramente sparse a bizzeffe frammenti di amianto.
Non mi meraviglierei se da noi fosse cresciuto in modo rilevante il numero di tumori ai polmoni.
Tra qualche anno prevedo una gigantesca class action europea contro la già pluri-pregiudicata multinazionale svizzera Eternit.
Non stiamo parlando di un materiale utilizzato in piccole parcelle, ma stiamo parlando di un materiale che fino a qualche anno fa era utilizzato normalmente per le coperture civili, agricole e industriali, una superficie immensa!!!
E’ un problema enorme e ci vorranno DECENNI per la bonifica totale del nostro territorio.
Quindi ognuno faccia la sua parte, faccia segnalazioni e se possibile faccia bonificare l’amianto da personale qualificato.
I soliti slogan finto ambientalisti non servono a un bel niente.
Luglio 26th, 2010 alle 5:31 pm
La stessa cosa la vivremo per i pannelli fotovoltaici fra 20-30 anni.
Chi ci scomette?
Luglio 27th, 2010 alle 10:16 am
Tonno, chi glielo andrà a dire a Beppe Grillo, che vive in una casa completamente ricoperta da pannelli solari e che da anni VENDE migliaia di kilowatt… all’ENEL??
Questiù de purtafoi…
Mettiamoci anche gli impianti-bomba GPL e Metano pesantissimi montati DI SERIE sulle utilitarie di lamiera che pesano la metà…
Mettiamoci anche le assurde direttive UE sulla sicurezza alimentare che lasciano buchi normativi e di controllo talmente grandi da lasciar passare tranquillamente milioni di mozzarelle blu.
Mettiamoci anche i cosiddetti ambientalisti che gettano sacchi pieni di piccole vipere dagli elicotteri per ripristinare l’ecosistema in alcune vallate alpine (a danno di noi poveri cristiani escursionisti…)
Mettiamoci anche la boiata degli alimenti cosiddetti “BIO”, come se gli altri fossero costruiti in laboratorio o avessere dentro dei microchip che te magni…
Sai, anche la cosiddetta Green Economy è un business e un “plus” di richiamo per i falsi ambientalisti fighetti e radical chic…
Luglio 29th, 2010 alle 9:13 am
Anche questa bufalissima smentita con tanto di potenziale querela.
Luglio 29th, 2010 alle 9:25 am
Piuttosto, forse sarebbe il caso di far notare che gli incentivi che hanno permesso di mettere in moto questa grande fetta di economia stanno diminuendo. Anche qui grande miopia. Un circolo virtuoso che dà lavoro e fa bene al pianeta lo si disincentiva. Si torna a parlare di centrali nucleari invece.
Luglio 29th, 2010 alle 3:48 pm
“con tanto di potenziale querela”
E due, Zenden.
Siamo alla seconda minaccia oggi…