Lombardia Carne 2007: i bovini in gara
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La fiera del bovino da carne più importante della Lombardia giunge alla sua 118esima edizione.
Ogni anno il numero degli animali raggiunge circa i 1000 esemplari, divisi tra bovini, ovini ed equini. I veri protagonisti della mostra mercato restano comunque i bovini, suddivisi in dieci razze differenti.
I bovini che partecipano al concorso hanno fino a 24 mesi d’età e due denti incisivi. Per tutti gli animali con più di 24 mesi, con due o quattro denti incisivi, viene riservato un premio fuori concorso. Le razze presenti in fiera si dividono rispettivamente in:
ROMAGNOLA: (Il peso di un esemplare maschio va da 650 a 850 kg) Discende da ceppo Podolico: dalle razze asiatiche giunte in Italia in seguito alle invasioni dei popoli dell’Est Europa. Ha come culla d’origine la Romagna (Forlì, Pesaro) ed è stata allevata anche in alcune zone delle province di Rovigo, Padova, Venezia e Verona. Tra le razze bianche italiane conserva, maggiormente, con la Maremmana, le caratteristiche del ceppo Podolico. Ottima adattabilità al pascolo in diverse condizioni perché resistente e ottima utilizzatrice dei foraggi. L’Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani Carne (A.N.A.B.I.C.) gestisce, dal 1966, i libri genealogici delle razze bianche italiane (Chianina, Romagnola, Marchigiana, Maremmana, Podolica). Di aspetto imponente, massiccio, raccolto ed armonico: testa piccola e breve, occhio grande ed espressivo, notevole giogaia. Mantello fromentino alla nascita, grigio chiaro o appena brizzolato nelle femmine adulte, più scuro nel toro (presenza di peli neri nel treno anteriore e sulle cosce). Nei maschi si ha spesso l’occhialatura (presenza di peli neri attorno agli occhi). Mucose e cute pigmentate nere. Corna lunghe, nere in punta, a forma di lira nella femmina, di semiluna nel maschio. Non sembra una razza alta perché presenta arti corti rispetto alla profondità toracica. Più piccola di Chianina e Marchigiana, ma stessi pesi. Gli arti sono assai robusti, con unghioni duri e ben conformati.
FRISONA ITALIANA: Il colore del mantello è pezzato nero; il peso di un esemplare di femmina adulta va da 500 a 800 kg. L’area di origine è la Pianura Padana. La Frisona Italiana è derivata dalle razze olandese e nordamericana.
Le prime importazioni risalgono al 1870.
Dal 1950 la Frisona sostituisce sempre più la Bruna specialmente in pianura. Dal 1956 la razza ha una sua fisionomia e viene istituito un unico libro genealogico nazionale (Frisona Italiana). La zona di maggior diffusione è il Nord Italia, in particolare Lombardia ed EmiliaRomagna.
Il colore del mantello è pezzato nero. Le corna sono corte. L’aspetto generale è armonico e vi è un buon equilibrio dei caratteri lattiferi.
Il 23 luglio 1957 venne costituita l’Associazione Nazionale di Allevatori di Bovini di Razza Frisona Italiana (A.N.A.F.I.).
PEZZATA ROSSA: (Il colore del mantello è pezzato rosso tendente al fromentino - rosso in genere sbiadito -, gli arti e le regioni ventrali sono invece bianchi; il peso di un esemplare maschio va da 800 a 1000 Kg). Appartiene al gruppo di razze Pezzate Rosse derivate Simmenthal. L’originaria Pezzata Rossa, grazie al suo alto grado di adattamento, dalle Alpi Bernesi si è diffusa in molti Paesi europei nonché in numerose zone d’oltremare. L’allevamento in Italia della razza Pezzata Rossa derivata Simmenthal ha avuto inizio in Friuli attraverso un incrocio di sostituzione della popolazione bovina locale. Ciò ha fatto si che per anni la stessa razza sia stata chiamata Pezzata Rossa Friulana, assumendo l’appellativo di Italiana solo nel 1985, vista l’espansione che ha avuto in tutto il nostro Paese. Nel 1956 viene fondata l’Associazione Nazionale Allevatori Razza Pezzata Rossa Italiana (A.N.A.P.R.I.).
CHIANINA: (Il peso di un esemplare maschio va da 650 a 750 kg) La razza Chianina è tra le più tiche del ondo. E’ levata da eno 22 secoli irgilio ne sottolineava la bellezza) nella media valle del Tevere e nella Val di Chiana, da dove l’allevamento si è esteso alle province di Arezzo, Firenze, Livorno, Pisa, Siena e Perugia. La Chianina è caratterizzata da gigantismo somatico (è la più grande delle razze bovine conosciute nel mondo): nei tori adulti raggiunge i 2 metri di altezza al garrese e supera i 17 quintali di peso (le femmine 10). In passato era una razza a duplice attitudine (carne e lavoro). Oggi è la seconda razza da carne in Italia. Ottima adattabilità al pascolo in diverse condizioni perché ottima utilizzatrice dei foraggi e resistente alle malattie ed agli ectoparassiti. L’Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani Carne (A.N.A.B.I.C.) gestisce, dal 1966, i libri genealogici delle razze bianche italiane (Chianina, Romagnola, Marchigiana, Maremmana, Podolica). Il mantello è di colore bianco porcellana in entrambi i sessi. Nel maschio presenza di peli neri nel treno posteriore (sfumature grigie). A volte peli neri attorno agli occhi. I vitelli dalla nascita a 4-6 mesi sono fromentini. Musello, lingua, palato e aperture naturali pigmentate nere. Testa leggera ed elegante, più allungata nelle vacche, con fronte ampia nei tori. Collo di media lunghezza e provvisto di scarsa giogaia. Corna medio corte e grossolane, nere in punta. Gli arti lunghi, ma robusti e con ottimi appiombi; piede un poco piccolo ma con unghioni duri e resistenti (caratteristica importante per il lavoro). La pelle è sottile e pigmentata.
BRUNA: (Il colore del mantello è uniforme, bruno o variabile dal sorcino al castano; il peso di un esemplare di femmina adulta va da 500 a 600 kg) La razza Bruna allevata in Italia rappresenta il ceppo italiano della razza Bruna Alpina, derivato dall’introduzione di soggetti svizzeri, austriaci e bavaresi, adattatisi ai nostri ambienti e, specialmente negli ultimi anni, rinsanguato con il ceppo americano Brown Swiss. Inizialmente a triplice attitudine, poi a duplice ed infine si specializza per il latte (con gli incroci con Brown Swiss dagli Stati Uniti). La specializzazione fu necessaria per evitare l’eccessivo ridimensionamento della razza (si sostituì con la Frisona in molte zone). Il maggior numero di allevamenti è situato in zone particolarmente sfavorite di montagna e collina. Oggi, però, grazie alla migliorata attitudine al latte, anche allevamenti di una certa importanza utilizzano il “nuovo” ceppo della Bruna Italiana.
CHAROLLAISE: (Il colore del mantello è bianco crema o bianco sporco, le mucose sono depigmentate rosee; il peso di un esemplare maschio va dai 600 ai 900 kg) La culla di origine è la regione di Charolles in Francia. Per le sue doti di rusticità, per la tendenza a produrre ottima carne e per il suo facile acclimatamento, è allevata in tantissimi altri Paesi e soprattutto è utilizzata come razza incrociante. In passato era razza a duplice attitudine (lavoro e carne), ma con il passare del tempo è stata selezionata essenzialmente per la produzione di carne. Razza precoce, prolifica e con un armonico sviluppo delle varie regioni del corpo. Gli esemplari di questa specie hanno corna corte giallognole, nere in punta e rivolte in avanti. E’ la prima razza da carne in Francia. Nel 1987 viene fondata in Italia l’Associazione Nazionale Allevatori Charollaise e Limousine
(A. N. A. C. L. I.).
LIMOUSINE: (Il colore del mantello è fromentino vivo, non troppo carico, più chiaro nelle regioni ventrale e perineale, ha alone decolorato attorno agli occhi e al fusello e mucose depigmentate rosee; il peso di un esemplare maschio va dai 700 ai 900 kg). Originaria del Limousin (provincia di Limoges), ad ovest del Massiccio Centrale, zona caratterizzata da un clima piuttosto duro, con estati calde, inverni rigidi ed abbondanti precipitazioni. La razza ha però una notevole facilità di acclimatamento, per cui è allevata anche fuori dal Paese di origine.
In passato era razza a duplice attitudine (lavoro e carne); poi è stata migliorata rendendola più idonea alla produzione di carne. In Francia è la seconda razza da carne, dopo la Charollaise. Allevata soprattutto al pascolo. Gli esemplari di questa specie hanno corna chiare di lunghezza media rivolte in avanti.
Nel 1987 viene fondata in Italia l’Associazione Nazionale Allevatori Charollaise e Limousine (A.N.A.C.L.I.).
GARONNESE: (Il colore del mantello è fromentino più o meno vivo con mucose depigmentate rosee; il peso di un esemplare maschio va da 800 fino a 1000 kg) La culla di origine è la zona del Massiccio Centrale (Francia). Internazionalmente è nota come Bionde d’Aquitaine. Comprende la Garonnese, la Bionde dei Pirenei e la Quercy. Oggi è allevata (al pascolo) soprattutto nel Sud-ovest della Francia. Ve n’è una limitata presenza anche in Italia, gli esemplari di questa specie hanno corna corte e giallastre. È la razza che ogni anno si contende con la razza piemontese il premio assoluto di Lombardia Carne. Il maschio Garonnese ha conseguito per il maggior numero di volte il primato a Lombardia Carne.
PIEMONTESE: (Il colore del mantello è chiaro, talvolta sfumato verso il bianco. Nei tori vi sono zone di grigio nel collo, nelle spalle, nelle cosce ; il peso di un esemplare maschio va da 700 a 900 kg). Il colore è sfumato verso il bianco. Nei tori vi sono zone di grigio nel collo, nelle spalle, nelle cosce ; il peso di un esemplare maschio va da 700 a 900 kg). Circa 30.000 anni fa lo zebù pakistano è arrivato fino all’attuale Piemonte dove, trovando una barriera naturale formata dall’arco alpino, si è insediato integrandosi con la popolazione bovina preesistente, adattandosi all’ambiente e determinando, nel tempo, la formazione dell’attuale razza Piemontese. E’ diffusa in quasi tutto il Piemonte, ma le principali zone di allevamento sono le province di Asti, Cuneo e Torino. L’Associazione Nazionale degli Allevatori della Razza Piemontese (A.Na.Bo.Ra.Pi.) è stata fondata nel 1934. E’ la razza da carne più rappresentata in Italia. Glianimali sono
molto docili. Un esemplare di razza piemontese ogni anno si contende con la razza Garonnese il premio assoluto di Lombardia Carne.
RAZZA BELGA: (Il colore del mantello è prevalentemente bianco/bianco-blu, più raramente bianco-nero; il peso di un esemplare maschio va da 800 fino a 1200 kg). Razza molto diffusa in Belgio (50% della popolazione bovina), sia in purezza che incrociata, per la produzione di carne. Viene definita la Piemontese del Belgio, dove la razza è maggiormente rappresentata. Deriva da un’azione selettiva iniziata nella metà del XIX secolo sulla popolazione locale nella parte meridionale del Belgio, popolazione molto insanguata dalla Shorthorn. L’obiettivo, allora, era di ottenere animali a duplice attitudine con buon sviluppo della muscolatura. Dal 1950-’60 la selezione si è orientata verso la produzione di animali da carne.
AUBRAC: antica razza da lavoro e da carne, originaria del dipartimento di Aveyron (monti d’Aubrac) nel Sud del Massiccio Centrale in Francia. Il Libro Genealogico è stato istituito nel 1914. In Francia è allevata soprattutto per la produzione di vitelli, in genere d’incrocio, da destinare all’ingrasso. Il colore del mantello va dal biondo al bruno, più scuro sulle spalle. Animali di statura medio bassa, ma con peso medio alto (femmine adulte 550- 750 kg). Ottima rusticità per le difficili condizioni in cui si è formata la razza. Duplice attitudine (carne e lavoro).




