Brescia dalla fondazione ai Franchi

La leggenda vuole che a fondare Brescia sia stato Troe che, scappando da Troia mentre questa bruciava, giunse dove ora sorge l’attuale città e lì fonda Altilia, ossia l’altra Ilios, termine che indicava appunto la città di Troia. In realtà (e più probabilmente) il fondatore fu Cidno, re dei Liguri, che nella tarda età del bronzo invase la pianura Padana e iniziò ad edificare l’area sulla cima del colle Cidneo,proprio dove oggi sorge il Castello. Una terza teoria ritiene che la fondazione di Brescia sia da attribuire agli Etruschi, al tempo abitanti delle pianure del nord Italia.

A prescindere dal popolo fondatore la città di Brescia inizia ad acquisire importanza a partire dal VI sec. a.C. quando i Galli Cenomani invadono la zona e prendono possesso, insieme agli Insubri, di tutto il territori compreso tra i fiumi Adige e Adda. Stando a quanto ci ha riportato Tito Livio i Cenomani, che combatterono accanto ai romani contro i Galli intorno al 225 a.C., fecero di Brixia la loro capitale. Probabilmente il nome deriva da termini liguri del 500 circa a.C. come “bric” o “brig”, rispettivamente montagna e fortezza. Tra il II e il I sec. a.C. i Cenomani cambiano bandiera e si alleano con gli Insubri e i Boi contro i Romani. La forza militare di questi ultimi è però soverchiante (forse per merito di un accordo segreto proprio con i Cenimani che improvvisamente si rialleano con Roma) e nel 187 a.C. i Cenomani vengono inglobati. In realtà comunque la città di Brescia potè godere in età romana sempre di una buona autonomia, al punto tale che a Brescia non vi fu mai un’occupazione romana (forse a conferma della rialleanza segreta stipulata poco prima di combattere) come accadde per città vicine, ma restò solamente un’alleata. Questa alleanza permise a Brescia con la Lex Pompeia dell’89 a.C. di essere riconosciuta col rango di civitas. Grazie a questa alleanza i Romani, insieme ai Veneti, ai Galli e ai Liguri, sconfissero i socii (gli alleati italici dei Romani).

Nel 41 a.C. Brescia divenne parte del territorio romano ed i suoi abitanti si videro concedere la cittadinanza e la relativa iscrizione alla tribù dei Fabii. In età repubblicana poi l’universo “cenomane” ebbe grande autonomia, fino al punto di auto amministrarsi e battere una propria moneta. L’acquisizione della cittadinanza romana comportò perla scomparsa del nome “Cenomani” e la contestuale acquisizione di “Brixiani”.

Fino al IV sec. d.C. Brescia gode di un lungo periodo di pace, come dimostrano i 3 grandi templi religiosi costruiti.

Il V sec. vede succedersi a Brescia ben quattro popolazioni barbare che entrano in città. Nel 402 i Goti di Alarico, nel 452 gli Unni di Attila, nel 463 Odoacre e isuoi Eruli, nel 493 gli Ostrogoti di re Teodorico che, dopo aver espugnato Brescia, farà di essa uno dei centri principali del suo regno.

Il posto degli Ostrogoti viene poi occupato dai Longobardi,,, il cui regno si estende fino al confine con il regno del Papa. Tra i due popoli i rapporti sono tutt’altro che cheti ed il re Desiderio tenta di allearsi con i Franchi contro Roma. Concede la figlia Ermengarda in sposa a Carlo Magno, ma tutto ciò non è sufficiente. Ermengarda viene ripudia, e si ritira in San Salvatore a Brescia, mentre Carlo Magno espugna Verona e costringe Adelchi, figlio di Desiderio, a fuggire a Costantinopoli. Il re invece si difende strenuamente per 10 mesi assediato a Pavia, ma alla fina capitola e il regno dei Franchi è destinato così a durare fino all’888 d.C.

Per inviare materiale da inserire in questa sezione scrivici ad info@rovato.org

Passate a farci visita sul nostro MySpace (ristrutturato) oppure inseritevi nel nostro gruppo su Facebook, insomma fate voi!

Tieni d'occhio anche lo spazio dedicato alle associazioni spazio dedicato alle associazioni, gli organizzatori delle feste e le associazioni potranno trovare uno spazio gratis per il loro sito, voi tutte le informazioni che cercate!

Sondaggio


Come potremmo migliorare Rovato.org?
  • Add an Answer
View Results

Dall'Italia e dal mondo

  • I pediatri: togliete ai vostri figli la TV almeno per un giorno

    La S.I.P. (Società Italiana di Pediatria) ha lanciato una curiosa campagna di sensibilizzazione. Stando ai medici specialisti che quotidianamente si occupano dei bambini italiani i genitori dovrebbero "togliere" ai propri pargoli la televisione almeno per un giorno. La proposta, volutamente provocatoria, non è indirizzata a risolvere nell'immediato ...