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Centrali nucleari tra si, no e tanta confusione riparte il dibattito.

La questione dipendenza energetica è un problema italia che nessuno dei recenti governi ha saputo/voluto affrontare seriamente, soprattutto se consideriamo che attualmente la quantità di energia importata dal nostro paese è circa l’85% del totale [si intende come somma di energia acquistata o materie acquistate per produrre energia].

Per rendere l’idea: è come se una lampadina ogni sette fosse alimentata da energia italiana mentre ben 6 da energia di produzione straniera, un problema gravissimo se pensiamo che la stragrande maggioranza delle nostre attività giornaliere richiedono energia, in parole povere serve energia e serve in fretta.

ENERGIA NUCLEARE, questa è la via presa dal nuovo governo per risolvere l’annoso problema della dipendenza energetica nazionale.

Le dichiarazioni del ministro Scajola:”Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro Paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione”. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, intervenendo all’assemblea di Confindustria. ”Non e’ piu’ eludibile un piano di azione per il ritorno al nucleare”, ha aggiunto ricordando che si tratta di un ‘’solenne impegno assunto da Berlusconi, con la fiducia, che onoreremo con convinzione e determinazione”. ”Solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell’ambiente”, ha spiegato il ministro - applaudito dalla platea - ribadendo la necessita’ di ”ricostruire competenze e istituzioni di presidio, formando la necessaria filiera imprenditoriale e tecnica e prevedendo soluzioni credibili per i rifiuti radioattivi”

Il dibattito tra il premio Nobel Rubbia e Casini:



Non c’è che dire il dibattito è ormai aperto, e se l’amministrazione rovatese punta su energie rinnovabili come il fotovoltaico, cosa ne pensano i rovatesi?? a parte le solite prese di posizione con motivazioni politiche, questo è un problema che ci riguarda tutti. A VOI LA PAROLA

Ivrea: fallisce rapina in banca, ma prima di scappare bacia la vicedirettrice

Fallisce una rapina in banca, ma prima di fuggire bacia la vicedirettrice e le confessa che lo ha fatto per suo figlio.

Lunedì 12 maggio, nel pomeriggio, presso la filiale della Banca Popolare di Novara a Ivrea (Torino), un uomo ha chiesto della vicedirettrice per ottenere un prestito e durante il colloquio ha estratto la pistola.

Le ha intimato di aprire la cassa temporizzata.

La donna però si è rifiutata e l’uomo, evidentemente non un professionista, si è fatto prendere dal panico e dallo sconforto.

Quando ha capito di essere in trappola e’ scappato a mani vuote facendo perdere le tracce, non prima però di schioccare un bacio sulle labbra dell’esterrefatta vicedirettrice e di confessarle: “L’ho fatto solo per mio figlio”.

Sul fatto indaga la polizia di Ivrea.

Studio australiano: “l’alcool aumenta i rischi di cancro”

da www.ansa.it:

“L’alcol è una delle cause più fermamente accertate di cancro, e bastano anche due bicchieri ’standard’ al giorno per aumentare in misura significativa i rischi di cancro al seno, all’intestino, alla gola e alla bocca.

Lo afferma un rapporto dell’Istituto australiano per il cancro, una compilazione delle recenti ricerche internazionali sui tumori.

Il rapporto dal titolo eloquente “Alcol come causa del cancro”, conclude che il consumo di due bicchieri al giorno, pari a 20 grammi di alcol, aumenta del 75% il rischio di cancro alla bocca, del 40% di cancro al tratto aero-digestivo superiore, e nelle donne, aumenta del 22% il rischio di cancro al seno.

Quattro bicchieri al giorno aumentano nell’uomo il rischio di cancro all’intestino del 64%. Il consumo più alto, di circa 8 bicchieri al giorno, accresce il rischio in ogni organo del 90%.

“Questo rapporto presenta i risultati di una recensione sistematica della letteratura mondiale su alcol e cancro, e mostra chiaramente che il consumo di alcol, anche a livelli moderati, è associato con un rischio accresciuto di diverse forme di cancro”, ha detto il direttore dell’Istituto, Jim Bishop”.

Alemanno stravince nella capitale, al Pd Vicenza, Sondrio, Pisa e Udine. Il Pdl vince anche a Viterbo. Province: 3 al Pdl e 2 al Pd.

alemanno_rutelli01g.jpgCon 7 punti percentuali di vantaggio Gianni Alemanno, ex An ed ora Pdl, conquista la poltrona di primo cittadino di Roma, battendo Francesco Rutelli, Pd, che già aveva guidato il campidoglio prima degli ultimi 2 mandati di Walter Veltroni.
La vittoria del centrodestra ha del clamoroso nei modi e nei numeri e sembra chiudere un ciclo; la città laziale era infatti guidata da esponenti del Pd da 4 mandati consecutivi.

A Vicenza, roccaforte di Pdl e Lega, vince a sorpresa e molto di misura Variati (Pd), che era già stato sindaco del capoluogo veneto; da quanto si è appreso sembra che il risultato sia da imputare in buona parte all’esplicita adesione del neosindaco al movimento “No dal Molin”, contrario all’allargamento della base militare Usa alle porte della città.

Il centrosinistra si aggiudica (col 52%) Udine, dove è stato eletto Furio Honsell, molto conosciuto nel capoluogo friulano in quanto aveva già ricoperto la carica di Rettore dell’Università e ospite fisso di Fabio Fazio a “Che tempo che fa”.

Anche a Pisa vince la compagine di centrosinistra. Il 53% dei toscani ha dato a Marco Filippeschi il potere di guidare la città della torre pendente per i prossimi 5 anni.

A Viterbo Giulio Marini (Pdl) batte sonoramente il candidato del Pd Ugo Sposetti ottenendo ben il 62% delle preferenze.

Singolare invece il ballottaggio per le comunali di Massa. I due sfidanti appertenevano uno al Pd e l’altro alla Sinistra Arcobaleno. Tra le due anime della sinistra italiana qui ha prevalso quella più “radicale” (anche se con l’appoggio esterno dell’Udc).

Nella tornata elettorale si sono svolti anche 5 ballottaggi relativi alle presidenze di altrettante province. Per la precisione si trattava di Roma, Massa Carrara, Foggia, Asti e Catanzaro. Le prime due erano e resteranno governate dal Pd, le ultime due si sono affidate invece al Pdl.

L’unico ribaltone e quello di Foggia, passata dal centrosinistra al centrodestra.

L’inflazione galoppa? Calcola quanto incide sulla tua esistenza quotidiana il carovita

L’indice dei prezzi è aumentato a marzo in tutta l’Ue: +3,8% , contro il +3,5% di febbraio e +2,3% di marzo 2007.

L’aumento minore dell’indice dei prezzi è in Olanda (1,9%), Regno Unito (2,5%) e Portogallo (3,1%).

In cima alla lista Lettonia (16,6%), Bulgaria (13,2%) e Lituania (11,4%).

L’Italia ha osservato un tasso annuale del 3,6%, corrispondente al valore medio dell’area euro.

I settori principali che presentano l’aumento annuale più elevato sono l’insegnamento (9,6%), i prodotti alimentari (6,2%) e i trasporti (5,6%).

Tassi inflattivi più deboli sono stati osservati nel settore delle comunicazioni (- 1,5%), del tempo libero e della cultura (0,6%) e gli articoli di abbigliamento (1%).

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Elezioni in città: Adriano Paroli sindaco di Brescia per PdL, Lega e UdC. Tutti i primi cittadini della Provincia

Adriano Paroli (già deputato di Forza Italia) ha vinto le elezioni di Brescia città al primo turno con oltre il 51% dei voti. Paroli era sostenuto da PdL, Lega Nord, Udc e altre liste minori.

Staccato Emilio Del Bono (deputato della Margherita, ora Pd), con il 35%.Assieme a lui, oltre al partito di Veltroni, Sinistra Arcobaleno e altri.

Entra in Consiglio anche Laura Castelletti (Partito Socialista), che ottiene un ottimo 6,6. Fuori, invece, per un niente, la lista civica di Francesco Onofri (2,6%), autore comunque di un’ottima prova.

Fra gli altri 8 candidati, solo Diego Zarneri de “La Destra” supera l’1% (1,08%).

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PROVINCIA: I COMUNI AL VOTO

11 i Comuni al voto domenica e lunedi.

A Travagliato, il Comune a noi più vicino, inatteso successo del centrosinistra con Dante Buizza(38,33%), che ha sfruttato la divisone in tre del centrodestra locale.

A Trenzano, invece, vince il Pdl + Lega Nord con il 30,24% di Andrea Bianchi. A Milzano, è solo il Pdl a farcela, con G.B. Bulgari (52,3%), seguito proprio da della Lega (Pierangelo Bertoni, 24,2%).

Per il resto, riconfermati i sindaci uscenti di Berzo Inferiore (Sergio Damila), Ponte di Legno (Mario Bezzi, civica) e Quinzano d’Oglio (Massimo Franzini, centrosinistra).

A Toscolano Maderno continuità nel centrodestra con l’elezione dell’ex vice-sindaco Roberto Righettini.

Lega Nord superstar, infine, a Castelcovati (Camilla Gritti, 42,6%) e Agnosine (Giorgio Bontempi, 42,5%)

L’Election Day si avvicina e Brescia aspetta di sapere chi sarà il nuovo sindaco (ma non solo)

Week-end elettorale per gli italiani quello del 13 e 14 aprile ma in provincia di Brescia non sarà solo il dibattito sulla politica nazionale a tenere banco, andranno infatti al voto per le elezioni amministrative i cittadini di:

Ponte di Legno (1862 abitanti) e guidato fino ad ora dall’albergatore Mario Bezzi (lista civica)

Agnosine (1875 abitanti), il cui sindaco è un commissario prefettizio (Anna Aida Abruzzese)


Berzo inferiore
(2206 abitanti), con a capo Sergio Damiola (lista civica)

Offlaga (3365 abitanti) retto dall’ennesimo commisario (Attilio Visconti)

Trenzano (4848 abitanti) guidato dal vicesindaco (facente funzioni) Ignazio Parolari (lista civica)

Castelcovati (5348 abitanti) retto dal commisario Michele Tortora

Quinzano d’Oglio (5851 abitanti) il cui attuale sindaco è Maurizio Franzini (lista civica)

Toscolano Maderno (7006 abitanti) con a capo Mario Elena (centrodestra)

Travagliato (11012 abitanti) retto dal commisario prefettizio Attilio Visconti.

tutti comuni che non avranno necessità di ballottaggio dato che nessuno di essi supera i 15000 abitanti, ben diversa la situazione in città dove la campagna elettorale dei due big Paroli (PdL) e Del Bono (Pd) sta per giungere al termine, ma non senza outsider che potrebbero di fatto impedire la vittoria al primo turno di uno dei due.

Troviamo infatti un’agguerrita pattuglia di candidati sindaco tra i quali:

Laura Castelletti supportata dal partito socialista e dal dicembre 1998 la Presidente del Consiglio Comunale di Brescia.

Francesco Onofri supportato dalla lista civica per Francesco Onofri sindaco; l’avvocato promette di non allearsi con nessuna delle forze politiche concorrenti anche in caso di un eventuale ballottaggio.

Diego Zarneri supportato da La Destra il giovane bresciano che sfida “i professionisti della politica” senza alcun timore reverenziale

Tra gli altri candidati troviamo Giuseppe Berthoud (La Rosa Bianca), Flavio Luigi Carretta (Progetto Brescia), Luca Castellini (Forza Nuova), Gianfranco De Gasperi (Pensionati-Polo civico di centro), Cesare Giovanardi (Brescia che verrà), Miriam Schena (Rinascita democratica per Brescia).

Si dovrà attendere probabilmente martedì per conoscere gli esiti del voto amministrativo, in bocca al lupo a tutti i candidati e che vinca il migliore.

Parigi: proteste e blocchi per la fiaccola olimpica

da www.corriere.it :

Il Cio alla Cina: «Serve una soluzione rapida e pacifica della crisi in Tibet»
A Parigi fiamma olimpica «stop and go» tra bus e tedofori in mezzo alle proteste
Le autorità hanno deciso di caricarla su un pullman per oltrepassare i gruppi di protesta

PARIGI - La corsa della fiaccola olimpica diventa sempre più a ostacoli tra le crescenti proteste anticinesi. La fiaccola, simbolo dei Giochi, è stata addirittura spenta a Parigi e portata per alcune centinaia di metri su un bus prima di riprende il percorso con i tedofori, ma dopo è stata di nuovo bloccata. Inoltre la bandiera nera di Reporter senza frontiere con i cerchi olimpici raffigurati come manette è stata issata al primo piano della Tour Eiffel, sul lato nord. La decisione di spegnere la fiamma è stata presa dalle autorità parigine e dagli organizzatori del Comitato olimpico francese, che avevano predisposto il percorso dei tedofori. C’erano timori consistenti di ritrovarsi con incidenti simili a quelli accaduti a Londra, visto che una grande folla con bandiere tibetane e cartelli pro Tibet si era radunata sul percorso, in particolare vicino alla partenza del primo tedoforo, l’ex campione del mondo dei 400 ostacoli Stephane Diagana. Come previsto la fiaccola olimpica era partita intorno alle 12,35 dalla Torre Eiffel ma ha interrotto la sua corsa dopo poche centinaia di metri. La polizia, che inquadrava con un eccezionale dispositivo di sicurezza i tedofori, ha deciso di spegnerla e di interrompere la staffetta a causa del numero di dimostranti che ne ostacolavano il passaggio.

CARICATA SU UN BUS - La prefettura della capitale francese ha comunicato che la fiaccola è stata «messa al riparo su un autobus ». Dopo circa mezz’ora, la fiaccola ha proseguito il suo percorso a piedi, portata da un tedoforo.Un dimostrante che teneva un estintore è stato inoltre fermato e poi rilasciato vicino alla Torre Eiffel. La vice presidente della regione parigina dell’Ile-de-France, la verde Mireille Ferri, è stata fermata dalla polizia, mentre si stava dirigendo con un estintore verso la Torre Eiffel. Lo hanno reso noto i Verdi, precisando che la Ferri è stata condotta in un commissariato di polizia. Quattro manifestanti sono stati arrestati. Agenti della sicurezza che scortano il tedoforo e poliziotti sui pattini a rotelle hanno fermato i quattro, tra cui due attivisti pro-Tibet, sul Lungosenna

IL CIO ALLA CINA: «SERVE UNA SOLUZIONE PACIFICA» - Il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), Jacques Rogge, ha fatto appello a Pechino invitando le autorità cinesi a cercare una soluzione pacifica della crisi in Tibet e condannando l’uso della violenza che secondo Rogge è incompatibile con i valori olimpici.

Tifoso del parma morto in un’autogrill dopo essere stato investito da un pulman. Ecco le prime ricostruzioni.

Il mondo del calcio e soprattutto quello degli ultras e dei tifosi è stato scosso nuovamente da un’altra tragica morte ieri pomeriggio, quella di Matteo Bagnaresi. Anche questa, come quella di Gabriele Sandri, in un’autogrill (Crocetta nord, sulla A21); anche questa alla dodicesima giornata di campionato.
A quanto si sa fin’ora il decesso è da addebitare all’investimento del tifoso parmense ad opera di un pullman di tifosi juventini. Le indagini sono però in corso; non è quindi escluso che nelle prossime ore emergano nuovi elementi ed anche che vengano smentite alcune ipotesi già formulate.

Riportiamo, come informazione riassuntiva, quanto ha scritto il Corriere della Sera al riguardo:

“Un tifoso del Parma, Matteo Bagnaresi di 27 anni, è stato travolto e ucciso nell’area di servizio Crocetta Nord, al chilometro 48 dell’A21 Piacenza-Torino, da un pullman di tifosi della Juventus. Prima dell’incidente, nell’area di servizio ci sarebbero state schermaglie tra le due tifoserie. Bagnaresi, che viveva a Parma, è morto sul colpo. L’autista è stato interrogato ed è indagato per omicidio colposo, ma il magistrato non ha disposto nei suoi confronti l’arresto. Ha ribadito agli investigatori di non essersi accorto di nulla e di essersi fermato in autostrada, a poca distanza dall’area di servizio dove è avvenuto l’incidente, perché alcuni dei tifosi sul bus gli hanno segnalato che era successo qualcosa. Bagnaresi è stato colpito vicino alle colonnine di rifornimento di carburanti.

LA VITTIMA - Laureato, lavorava per una cooperativa e viveva nella città emiliana con i genitori. Faceva parte del direttivo dei ‘Boys’, il gruppo ultrà che domina la Curva Nord allo stadio Tardini, e aveva da poco riottenuto il diritto di andare allo stadio: per gli incidenti del 6 gennaio 2005 tra ultrà parmigiani e bianconeri durante Parma-Juventus era stato raggiunto da un Daspo, il divieto a partecipare a manifestazioni sportive, della durata di 3 anni. Militante della sinistra antagonista, era attivo nell’ambito dei centri sociali di Parma che fanno riferimento al Mariano Lupo.

SOLO SFOTTÒ MA NON SCONTRI - Nell’area di servizio Crocetta Nord ci sarebbero stati degli “sfottò”, non veri e propri scontri, tra tifosi della Juve e del Parma. La ricostruzione della polizia stradale di Alessandria Ovest ha chiarito che nell’area di servizio si erano incontrati quattro pullman di tifosi del Parma e uno di tifosi juventini. I ragazzi sono scesi dai mezzi e si sono scambiati frasi ingiuriose e sfottò, ma nessuno è venuto alle mani - precisa la stradale - e non è stato tirato fuori o rinvenuto alcun tipo di arma. L’autista del pullman dei tifosi juventini, proprio per evitare che dalle parole si passasse a tafferugli e scontri fisici, avrebbe quindi deciso di ripartire e, nel fare manovra, non si sarebbe accorto del tifoso del Parma, finito sotto le ruote.

UN AMICO DELLA VITTIMA - Un tifoso del Parma ha confermato la versione riferita dall’autista del pullman alla polizia stradale. «Matteo era vicino alle ruote del bus - ha raccontato - e in retromarcia il mezzo lo ha travolto, poi è ripartito. L’autista non lo ha visto e non si è accorto di quello che era successo. Qualcuno di noi si è invece accorto subito dell’investimento e ha urlato all’autista di fermarsi, ma lui, forse impaurito e pensando che fossero minacce, ha proseguito». Secondo alcune testimonianze di tifosi parmigiani, appena il pullman juventino era giunto nell’area di servizio Crocetta Nord c’era stato qualche sfottò da parte dei tifosi “rivali”, e per questo l’autista avrebbe deciso di riprendere la marcia, con l’intenzione forse di fermarsi poi in un successivo grill.

ANNULLATA LA PARTITA - La partita di serie A Juventus-Parma che si sarebbe dovuta giocare domenica alle 15 all’Olimpico è stata annullata in segno di lutto. Lo stadio di Torino si è svuotato, in silenzio, appena il pubblico ha avuto dallo speaker la notizia del rinvio. Sono rimasti soltanto, sul terreno di gioco, i ragazzini delle scuole calcio che avrebbero dovuto assistere a una premiazione di Alessandro Del Piero. La notizia del rinvio di Juventus-Parma è stata confermata dal club bianconero. «Juventus e Parma, con il benestare delle autorità competenti hanno deciso di comune accordo di rinviare la partita in segno di lutto» ha spiegato un portavoce. «Pur trattandosi di una tragica fatalità - affermano Juventus e Parma - le società hanno ritenuto che non ci fossero le condizioni per mandare in campo le squadre». Sui campi di calcio di Serie A è stato osservato prima delle partite un minuto di raccoglimento in memoria di Bagnaresi. La decisione è stata presa dalla Federcalcio d’intesa con la Lega professionisti.”

Amministrative 2008: estratte le posizioni dei candidati sindaco a Brescia

Il primo sulla scheda, quello che tutti invidieranno, sarà Gianfranco De Gasperi (Pensionati-Polo civico di centro). Poi, via via, tutti gli altri dieci candidati alla poltrona più alta di piazza della Loggia, nel seguente ordine: secondo Cesare Giovanardi (Brescia che verrà), terzo Adriano Paroli (Liberaldemocratici basta tasse, Lega Nord, Psdi, Pensionati, Udc, Pdl, Pensionati Casalinghe, Brescia con lo sport e il volontariato), quarto Flavio Luigi Carretta (Progetto Bs - Nord Est), quinta Laura Castelletti (Laura Castelletti sindaco - Partito Socialista Europeo) sesto Luca Castellini (Forza Nuova), settima Miriam Schena (Rinascita democratica).

E ancora: ottavo posto per Francesco Onofri (Francesco Onofri Sindaco), nono Emilio Del Bono (Sinistra Arcobaleno, Pd, Gioventù in Comune, Verdi, Italia dei valori, Civica Brescia Braghini), decimo Giuseppe Berthoud (Libertà e solidarietà) e undicesimo, ossia ultimo, Diego Zarneri (La Destra).

Questo l’esito del sorteggio tenutosi oggi a Brescia per decidere la posizione sulla scheda elettorale delle prossime ammnistrative cittadine del 13 e 14 aprile che decideranno (salvo ballottaggio) chi sostituirà Paolo Corsini alla guida della Leonessa d’Italia.

LISTE ESCLUSE - La commissione elettorale ha confermato inoltre l’esclusione di quattro liste per irregolarità nelle firme: tre per Paroli (Bresciani liberi-Cesare Galli, il Nuovo Psi, il Partito degli invalidi civili e del lavoro) e una per Del Bono (la Lega Lombarda Pensionati di Elidio De Paoli). Tutti hanno presentato ricorso al Tar.

CIRCOSCRIZIONI - Il 13 e 14 aprile si vota anche per i consigli delle 5 nuove circoscrizioni di Brescia (Centro, Nord, Sud, Est, Ovest). Anche qui, la commissione elettorale ha eliminato alcune liste: la stessa “Cesare Galli Bresciani liberi” in tutte le circoscrizioni, “Brescia insieme Pensionati casalinghe” nelle Ovest, Centro e Nord. Nella Sud tolte “La Destra” e “Progetto Brescia”. Nella Est il nuovo Psi.

Spagna: Zapatero vince e convince, i Popolari perdono ma avanzano.

Il Psoe di Josè Luis Zapatero vince le elezioni e amplia la sua maggioranza in Parlamento.

I socialisti avrebbero ottento il 43,74% dei consensi e 169 seggi contro il 40,13% e i 153 seggi del Partito popolare di Mariano Rajoy.

Va comunque sottolineato che anche i Popolari hanno aumentato il proprio bacino elettorale e la propria forza parlamentare. In calo invece il Partito nazionale basco (Pnv), l’estrema sinistra di Izquierda Unida e gli indipendentisti catalani di Erc (queste ultime due forze politiche hanno sostenuto l’esecutivo di Zapatero nella scorsa legislatura,evidentemente “risucchiate” dal carisma del leader socialista).

Tengono i nazionalisti moderati catalani di Convergenza e Unione, fra i più papabili per un accordo di governo ( o solo esterno) in grado di consentire a Zapatero di guadagnare i sette seggi mancanti alla maggioranza assoluta.

Forte astensione nei paesi baschi, dove il richiamo al non voto della sinistra indipendentista si è fatto decisamente sentire.

Nel 2004 il Psoe aveva ottenuto 164 seggi, con il 42,6% dei voti, contro 148 seggi del PP con il 37,6%.

Franciacorta e Curtefranca: un solo nome per tutte le bottiglie bresciane, dalle bollicine ai vini fermi?

804099_uvas_blancas.jpgLa Franciacorta è nota in tutta Italia principalmente per i suoi vini e una buona fetta dell’economia dei paesi che la compongono deriva proprio dalla produzione vinicola e dal suo indotto.

Ed è proprio con riguardo ai vigneti e alle uve della nostra zona che negli ultimi periodi si sta consumando una frattura tra i principali produttori nostrani.

Il dibattito che si è aperto concerte l’etichetta e non il contenuto delle bottiglie. Nel mirino del “Consorzio di tutela del Franciacorta” è entrata la denominazione “Terre di Franciacorta”, che fin’ora ha individuato i vini fermi, sia bianchi che rossi, della zona a sud del lago d’Iseo.

Ezio Maiolini, presidente del Consorzio, dice di aver ricevuto lamentele da parte di vari ristoratori di tutta la penisola che esplicitamente manifestato la poca “chiarezza” delle etichette franciacortine, le quali chiamerebbero “Franciacorta” lo spumante e “Terre di Franciacorta” i vini fermi, mettendo così in crisi i degustatori meno preparati.

Maiolini ha perciò proposto di modificare il nome (che deve essere scritto esplicitamente sull’etichetta per legge) da “Terre di Franciacorta” a “Curtefranca” ed ha quindi inviato la richiesta al ministero per le politche agricole. Il gesto ha dato il via ad un acceso scontro e dibattito tra Maiolini ed il Consorzio da una parte ed alcuni produttori (il conte Giuliano Terzi, la ditta “fratelli Berlucchi”, l’ “Agricola Boschi” di Metelli ed altri) dall’altra, i quali hanno anche costituito il “Comitato per la difesa della denominazione Terre di Franciacorta”.

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Terzi, presidente del Comitato
, lamenta il fatto che “E’ dal 1967 che il nome Franciacorta è associato ai vini fermi di questa zona”. Inoltre, sempre secondo il Comitato il cambio comporterebbe la perdita di un nome “storico” in favore di un’altro nome che di storia e prestigio non ne ha, essendo solo una storpiatura di uno dei peasi che compongono la Franciacorta.

Maiolini respinge le critiche dicendo di volersi limitare solo a fare chiarezza sul mercato. Ed aggiunge: “Il nuovo nome potrebbe servire ad un rilancio dei vini fermi. Magari con un Festival del Curtefranca gemello di quello del Franciacorta“.

Elezioni amministrative 2008: quasi 250mila bresciani sceglieranno il proprio sindaco.

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Il giorno dell’election day (13 e 14 aprile) circa un bresciano su quattro potrà esprimere il proprio voto per scegliere quale sindaco lo guiderà per i prossimi cinque anni. Mentre tutta l’Italia sarà chiamata ad eleggere il nuovo Parlamento, molti comuni italiani vedranno anche il rinnovo delle proprie cariche elettive municipali.

La provincia di Brescia non fa eccezione da questo punto di vista.

Ben 11 sono i comuni bresciani che saranno chiamati a tale rinnovo delle cariche. In questo quadro la parte del leone la sta facendo e la farà certamente il capoluogo della nostra provincia.

Sono oramai settimane che i giornali locali stanno trattando la questione, dando ampio spazio specialmente ai tre candidati maggiori per probabile percentuale di voti raccolti: Castelletti, Paroli e Del Bono. Il nuovo sindaco di Brescia sarà chiamato a gestire il secondo municipio lombardo per numero di abitanti (circa 190 mila). Ma ce ne sono altri 10. Alcuni sono piccoli, anche molto piccoli, altri invece vantano già dimensioni “importanti”.

Il meno popoloso è il comune di Milzano che attualmente conta meno di 1500 cittadini ed il cui sindaco è il commisario prefettizio Antonio Naccari dopo le dimissioni del sindaco Ruggeri (centrodestra) “a causa degli eccessivi limpegni di lavoro e del venir meno del rapporto di fiducia con il Consiglio”.

Andando in ordine di grandezza troviamo, nell’ordine,

Ponte di Legno (1862 abitanti) e guidato fino ad ora dall’albergatore Mario Bezzi (lista civica)

Agnosine (1875 abitanti), il cui sindaco è un’altro commissario prefettizio (Anna Aida Abruzzese)

Berzo inferiore (2206 abitanti), con a capo Sergio Damiola (lista civica)

Offlaga (3365 abitanti) retto dall’ennesimo commisario (Attilio Visconti)

Trenzano (4848 abitanti) guidato dal vicesindaco (facente funzioni) Ignazio Parolari (lista civica)

Castelcovati (5348 abitanti) retto dal commisario Michele Tortora

Quinzano d’Oglio (5851 abitanti) il cui attuale sindaco è Maurizio Franzini (lista civica)

Toscolano Maderno (7006 abitanti) con a capo Mario Elena (centrodestra)

ed infine Travagliato (11012 abitanti) retto dal commisario prefettizio Attilio Visconti.

Dal numero di abitanti si deduce come, nella nostra provincia, l’unico comune che andrà al ballottaggio, qualora nessuno dei candidati al primo turno otterrà la maggioranza assoluta dei voti, sarà il capoluogo: Brescia.

Banche: anche a Rovato arriva la svolta “telematica”?

536704_callcenter.jpgLa capitale della Franciacorta è famosa, oltre che per i dossi a livello del K2, anche per l’enorme quantità di sportelli bancari. Se ne contano infatti a decine, perfino più di uno sportello per la stessa banca.


Questa situazione forse però sarà destinata e cambiare nel lungo periodo; almeno se anche a Rovato si dovesse consolidare il trend nazionale di apertura di conti correnti on line.

Il 2007 si è infatti chiuso con una significativa impennata di nuovi conti di questo tipo (+150%), ma, stando a quanto afferma l’Osservatorio Finanziario nel suo rapporto per il 2008, sarà questo l’anno del vero boom.
Attualmente in Italia vi sono circa un milione e mezzo di conti bancari on line, ma ci si aspetta che la cifra raddoppi in pochi mesi, almeno stando alle parole di Francesca Tedeschi dell’O.F.

I motivi? Due in particolare: il decreto Bersani che ha abolito i costi di chiusura conto ed ha così facilitato notevolmente la mobilità degli stessi e l’entrata nel mondo del lavoro della cosiddetta “generazione internet”, non più disposta a pagare anche 3 o 4 € per un bonifico allo sportello.

I conti on line infatti permettono di usufruire praticamente di tutti i servizi tradizionali offerti ma con costi decisamente inferiori (e in continua diminuzione: -10 € in media in 15 mesi); in alcuni casi si arriva addirittura al “costo zero”. Nel 2007 le spese per conti correnti on line sono scese del 25% rispetto al 2006, e del 68% rispetto al 2005. Con effetti impressionanti, stando alla quantità di nuovi conti aperti on line.

Sembra così iniziata, sempre secondo l’Osservatorio Finanziario, la concorrenza vera tra banche. Ma non quelle tradizionali, bensì solo le on line.

I conti correnti delle prime infatti sono “rimasti nel tempo piuttosto simili a se stessi”. Francesca Tedeschi spiega anche così questo repentino successo: “Sta cambiando la mentalità. Le persone vogliono vederci chiaro, pretendono i fogli informativi, utilizzano i call center. La concorrenza è fatta anche di trasparenza, e di rapidità. Finalmente ci sono le banche che adeguano anche il tasso attivo agli aumenti dell’Euribor, non solo quello passivo”.

L’ex strada statale 11 (”Padana Superiore”) è la quinta strada più rischiosa d’Italia

E’ in distribuzione proprio in questi giorni un libretto a cura dell’Istat e dell’Automobil Club Italiano dal titolo “Localizzazione degli incidenti stradali 2006″. L’obiettivo di questo studio è stato quello di individuare quali siano sul nostro territorio le strade statali più pericolose tra quelle con una lunghezza di almeno 100 km.

incident.jpgLa Strada Statale 011 (detta anche Padana Superiore), una delle principali vie di comunicazione che attraversano anche la capitale della Franciacorta, con i suoi 426 km totali di lunghezza è rientrata a pieno titolo nelle statistiche di Aci ed Istat, piazzandosi al quinto posto a livello nazionale sia come quantità “media” degli incidenti (1,85 collisioni ogni km), sia come numero di decessi in media per km (0,0925).

Il tema nonè nuovo ,come dimostra quest’articolo di Rovato.org, ma certo lascia sbigottiti.

La triste posizione della Padana Superiore va infatti vista anche alla luce di una terza ed ultima statistica; lungo la Padana Superiore infatti vi sarebbe un decesso ogni 20 incidenti.
Rispetto al 2005 la situazione è peggiorata. I dati di quell’anno parlavano infatti di 1,73 incidenti al km contro l’1,85 degli ultimi studi.

La gestione della SS 011 dal 2001 è passata alle Regioni Piemonte, Lombardia e Veneto, le quali hanno devoluto a loro volta le competenze alle singole province interessate.

Nel bresciano comunque la strada più pericolosa del 2006, sempre secondo lo stesso studio, è stata la SS 236 Goitese, che collega Brescia e Mantova con ben 5 persone decedute ed un rapporto morti/km pari a 0, 250. Per dare un’idea in tutta l’Emilia Romagna non ci sono rapporti così alti per nessuna strada statale.

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