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Conter e Marcelo Poblete Vargas chiamano..Rovato.org risponde.

megafone.jpgDi seguito, la lettera pubblica che Rovato.org ha appena inviato a Marcelo Poblete Vargas, responsabile comunicazione di Forza Italia Rovato, ed ad Alessandro Conter:

“Nel nostro giro quotidiano sui siti bresciani che parlano di Rovato, anche quest’oggi c’imbattiamo in Forza Italia Rovato.org., uno dei pochi aggiornati di frequente.

Digitiamo speranzosi l’indirizzo e..accidenti, oggi ben due novità!

Scorriamo brevemente i testi e..ri - accidenti, parlano proprio di noi!

Inorgogliti da cotanto interesse, e quasi commossi dall’attenzione dimostrataci dal sig.Alessandro Conter e dal responsabile comunicazione di Forza Italia Rovato, Marcelo Poblete Vargas, dedichiamo qualche minuto ad una sostanziosa risposta

Visto che siamo in ballo, quindi, balliamo:

al signor Conter vorremo dire che non è colpa nostra se da circa un anno ha ridotto al contagocce le sue uscite mediatiche. Ognuno è libero di gestire la campagna elettorale e la vita politica come vuole. E’ ovvio che non si può pensare di ridurre al silenzio anche gli avversari. Tradotto in pillole: se Forza Italia non comunica e gli altri sì, il risultato non è che per par condicio noi non pubblichiamo nulla, ma che pubblichiamo solo quello che ci arriva. Ossia, il pensiero degli altri.

Chiederci di farLe pure da ufficio stampa è quindi un pò troppo, e poi un giornalista al riguardo che ce l’avete già. Visti i tempi di magra per il settore della comunicazione, con contratto scaduto da anni, ci pare poco carino metterci a fare concorrenza.

Questione ricorso: ad oggi, per quanto ne sappiamo, le cose stanno nei termini da noi espressi. Stante le questioni emerse, per un puro dato statistico è più facile ipotizzare che le cose restino come ora al Municipio di via Lamarmora. In merito ad altre questioni (schede nelle tasche dei presidenti, etc), bastava comunicarcele e le avremmo pubblicate. Ovviamente come Sue dichiarazioni, con tutte le responsabilità del caso.

Per quanto riguarda da chi abbiamo avuto le notizie, ovviamente, non Le rispondiamo.

Passiamo poi alla conoscenza fra Mattia ( “il sig.Corioni” ) e l’avvocato Corbetta. Come Le è già stato spiegato ampiamente al telefono tempo fa, Rovato.org non bazzica di frequente Tribunali & affini. Quindi abbiamo chiamato una persona che sarebbe certamente stata presente (lo stesso Corbetta, ovviamente) per indicarci dove e quando presentarci in aula.

Percèh chiamare lui?Facile: essendo assessore, abbiamo un suo contatto telefonico, come tra l’altro di tutti gli assessori. Tutto qui.

La prossima volta, giurin giurella, chiamiamo Lei. E speriamo che a Corbetta non prenda un attacco di gelosia. Sarebbe imbarazzante.

Infine, giusto a volo d’uccello, la faziosità del sito: per quella giudichino gli oltre mille lettori giornalieri che abbiamo (tutti elettori di rifondazione, pdci e sinistra critica, immaginiamo..).

Da parte nostra segnaliamo il continuo tentativo di scindere notizia da commento (che non compare quasi mai, essendo il nostro un sito che si basa sulla velocità dell’informazione, più che sull’approfondimento), la presenza di attori sociali e politici fra i più disparati (da forza nuova ad an, fino alla lega, al pd, a rifondazione e al centro sociale 28 Maggio..per non dimenticare l’ex sindaco Roberto Manenti: l’articolo meno “esposto” nei suoi confronti lo trovate proprio su questo sito).

Passiamo quindi a Marcelo Polbete Vargas, che deduciamo essere esperto - seppur da poco - di “giornalismo internazionale” (sic):

tutta questa polemica perchè il comunicato stampa di apertura del vostro sito ha tardato dieci giorni?

Punto 1.: non abbiamo nessuno che ci paga, noi. Sfortunatamente, aggiungiamo. Noi. Quindi: aggiorniamo se e quando abbiamo tempo, tenendo conto che una visita del questore, una rissa o due lettere aperte di ex sindaci restano più importanti di un comunicato stampa.

Punto 2.: il comunicato di cui sopra ha atteso tanto perchè stavamo creando un apposito spazio per la “politica rovatese”, che oggi finalmente c’è (guardare in home page sopra il sondaggio per credere). Per ulteriori delucidazioni è pregato di chiamare gli esponenti del Partito Democratico, che dal 27 gennaio ci chiamano, scrivono mail e sms per vedere (giustamente, tanto quanto voi) pubblicati i dati delle loro elezioni. Attendiamo quindi a breve una lettera del Pd rovatese dove ci si accusa di essere al soldo di Berlusconi, clerico-fascisti, reazionari e magari pure un pò massoni.

Punto 3.: “politicamente faziosi”..un gustoso proverbio dialettale bresciano invita a non fare di tutta un’erba un fascio. La rimandiamo inoltre agli interventi pubblicati sul sito da parte dello stesso Pierino Danesi, o alle lettere di Scalvi e Franco Manenti..o non sappiamo leggere noi, oppure quelle sono espressioni di critica decisa verso l’attuale amministrazione.

Per quanto riguarda i commenti, beh, di quelli non rispondiamo certo noi, ma gli estensori degli stessi.

Lo ripetiamo quindi per la centesima volta: questo sito non è espressione di nessuna parte politca e tenta di rispondere ai criteri del giornalismo civico. Il che non vuol dire fare finta di niente, in virtù di quella disgustosa par condicio che oggi ricopre di melassa informe il giornalismo italico,ma cercare di ragionare in un’ottica più generale consci del fatto che i sindaci (e i politici) passano, ma il paese e i suoi abitanti (e nostri lettori) restano.

La nostra idea risponde dunque al motto “Imparziali sempre, indifferenti mai”.
O, quantomeno, ci proviamo.

Ne consegue quindi che non siamo l’espressione né di chi si oppone all’attuale maggioranza né tantomeno dell’Amministrazione.

Anzi, già che ci siamo, un sassolino ce lo togliamo pure noi: visto che Rovato.org è l’unico sito che parla di e da Rovato, e visto i nostri ottimi risultati di visite (grazie ancora a tutti), crediamo che un Comune più coraggioso e attento alle tematiche della comunicazione e dei giovani avrebbe investito su un progetto come il nostro. Cosa che, invece, non è praticamente mai successa, aldilà di qualche abbozzo e di tante pacche sulle spalle (ricevute un po’ da tutte le parti, anche da esponenti politicamente a voi molto vicini).

Quante volte abbiam sbagliato? Cento..basti considerare gli interventi non certo amichevoli di Cottinelli in più di un’occasione, oppure il rimbrotto (in parte giusto) fattoci dal consigliere provinciale Tomasoni ai tempi della presentazione della lista RdL al Foro Boario.

Noi gli errori li facciamo e li ammettiamo..quando ci sono.

Ora si pone però un altro problema. Che fare?

1.Querelare Conter e M.Poblete Vargas? E con quali soldi? Ad oggi, in cassa a Rovato.org ci sono “ben” 127 euro. Sfortunatamente, nessuno ci hai mai dato soldi, nonostante noi si abbia più volte dichiarato - fra il serio e il faceto - di essere ampiamente in vendita al miglior offerente.

Quindi no, ipotesi scartata.

2.Stracciarci le vesti nella pubblica piazza, telefonando a Conter e M.Poblete Vargas chiedendo conto di cosa hanno scritto? No grazie, abbiamo di meglio da fare. Qualche esempio: finire l’università, pagarci la suddetta università lavorando, curare (a tempo perso) il sito, vedere gli amici, corteggiar fanciulle..

No, ipotesi scartata.

3. Chiudere Rovato.org, farci una bella cenetta con i suddetti 127 euro e spenderne qualche altra decina di volantini, in cui scriviamo per filo e per segno tutti gli (infiniti) nick name e soprannomi con cui eminenti uomini politici rovatesi (di entrambi gli schieramenti, sia chiaro) hanno scritto e continuano a scrivere su Rovato.org, spesso rispondendosi da soli e facendosi i complimenti..

Ipotesi allettante, ma alla fine noi ci si diverte ancora con questo sito. Quindi no, ipotesi scartata, seppur a malincuore.

4.L’idea migliore: contattare un centinaio di amici, iscriverci in massa a Forza Italia Rovato e prenderne le redini.

Sì,questa sarebbe un’idea carina.

Magari noi, alla testa di un partito la cui coalizione sfiora il 70% dei voti rovatesi alle politiche, le elezioni comunali riusciremmo a vincerle. Alla prima campagna elettorale forse no, ma alla seconda..

Non troppo cordialmente,

Rovato.org

Cogeme e Brescianini: Rovato miete successi fra Roma e Strasburgo, ma la Franciacorta non sa “fare sistema”

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[ROVATO.ORG] Due prestigiosi riconoscimenti - uno nazionale, l’altro europeo - non capitano tutti i giorni, specie in una cittadina come Rovato.

Nei giorni scorsi, Cogeme ha ricevuto il Premio “Montecelio”, massimo riconoscimento italiano per la comunicazione pubblica, per il progetto di educazione ambientale “Il grande cerchio della Terra”.

Dal 21 al 25 gennaio 2007, il pittore rovatese Franco Brescianini ( CLICCA QUI PER LEGGERE L’INTERVISTA ESCLUSIVA DI ROVATO.ORG ) rappresenterà con altri 29 artisti l’Italia al Consiglio d’Europa di Strasburgo.

In mezzo a tante notizie su cosa non va, e agli inevitabili stimoli a far meglio, Rovato.org vuole evidenziare anche le eccellenze che un territorio come la Franciacorta sa esprimere, ma spesso non valorizzare a dovere.

Un invito, sommesso, a “fare sistema”, a innescare un processo di confronto generale fra tutti gli attori del territorio affinchè queste qualità non continuino a perdersi nell’indifferenza generale.

Cogeme premiata a Roma

Un riconoscimento prestigioso per l’impegno educativo e didattico è arrivato nei giorni scorsi a Cogeme per il progetto scolastico “Il grande cerchio della Terra”, dedicato ai temi della sostenibilità ambientale.

Si tratta del Premio Montecelio per la comunicazione pubblica locale, un riconoscimento nazionale voluto dall’Istituto Montecelio per la comunicazione, con sede a Roma e promosso dalla Regione Lazio, con l’obiettivo di informare, pubblicizzare e dare visibilità a campagne e servizi pubblici, spesso diffusivi di comportamenti educativi.

Il premio come miglior campagna educativa e sociale è stato assegnato sia a Cogeme, nella persona di Simone Mazzata (ideatore del progetto), sia a Rita Morini di Pierrepi, agenzia di comunicazione bresciana che ha realizzato il progetto multimediale ed è specializzata nella creazione di prodotti didattici multimediali caratterizzati da new media particolarmente innovativi e creativi.

“Il grande cerchio della terra” è un progetto educativo multimediale sulla sostenibilità, che utilizza un innovativo approccio “ecologico”, con l’obiettivo di aiutare i bambini a sviluppare valori di appartenenza, amore, interdipendenza e sobrietà nei confronti della Terra.

Il kit didattico è composto da videogames, ipertesti e attività sul campo per far riflettere sulla nostra vita quotidiana e capire quanto il nostro stile di vita può influenzare negativamente o positivamente l’ambiente che ci circonda.

In questi anni, Cogeme ha realizzato 5 programmi didattici distribuiti in oltre 3.000 copie, incontrando 25.000 alunni e 1.600 docenti in circa 70 interventi ogni anno e realizzando laboratori didattici, corsi, convegni, pubblicazioni e premi per tesi di laurea.

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Il pittore rovatese Franco Brescianini a Strasburgo dal 21 al 25 gennaio

Il Premio Agazzi, concorso intitolato ai fratelli pittori bergamaschi Rinaldo ed Ermenegildo Agazzi, organizzato dall’Associazione culturale Agazzi Ars di Mapello (Bergamo), è stato selezionato per rappresentare l’Italia al Consiglio d’Europa.
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Dal 21 al 25 gennaio alla Main Hall del Palais de l’Europe a Strasburgo, nella sessione invernale del Parlamento Europeo, ci saranno quindi in mostra 30 opere realizzate per l’occasione da artisti italiani che hanno partecipato alle 23 edizioni del concorso, selezionati dalla stessa Commissione Europea.

Tra i selezionati, il pittore Franco Brescianini di Rovato, unico bresicano oltre al castrezzatese Gianni Gueggia.

L’opinione della lettrice: “L’Europa in piazza, un successo..a metà”

Il mercato de “L’Europa in piazza” non ha portato a Rovato solamente centinaia e centinaia di visitatori, ma anche qualche polemica legata ad alcune questioni “organizzative”.

Lidia Gandossi, commerciante rovatese proprietaria de “La Sanitaria” di piazza Cavour, 1 ha deciso di mettere nero su bianco quelle riflessioni che l’hanno portata, domenica pomeriggio, a non lasciare il proprio negozio aperto.

Al centro della decisione, come già detto, non il mercato europeo, ma la scelta di realizzarlo in pieno centro chiudendo di fatto alle auto piazza Cavour per tre giorni consecutivi: “un intervento - dice la stessa Gandossi, sentita telefonicamente - che ha indubbiamente danneggiato negozi come il mio nelle giornate di venerdì e sabato”.

Di seguito, la lettera affissa davanti alle serrande abbassate del negozio domenica pomeriggio:

“Scrivo a proposito della manifestazione Mercato d’Europa tenutasi a Rovato il 23, 24 e 25 novembre scorsi. Consapevole che la rimostranza di un solo commerciante lascia il tempo che trova, mi permetto comunque di far notare quanto segue:

a) la manifestazione si è dimostrata sia nell’immagine che nei fatti un semplice mercato e visto che il “nostro” mercato storico non ha il permesso di ostruire le piazze del centro per una mezza giornata, tale manifestazione avrebbe potuto e dovuto svolgersi presso il Foro Boario;

b) bloccare, di fatto, due giornate e mezzo la normale movimentazione commerciale a scapito esclusivamente del commercio fisso è dimostrazione di poca considerazione di questa fascia che già da qualche anno è in sofferenza.

c) dare un nuovo impulso al commercio rovatese non vuol dire creare blocchi di entrata nelle zone commerciali durante le giornate di lavoro dove è certo un normale gettito di scontrini, ma vuol dire creare nuove opportunità nelle giornate di chiusura stimolando l’apertura dei negozi, organizzando manifestazioni atte a goderci il centro storico nelle domeniche o nelle varie festività, giornate dove la gente “non lavora” e dedica la giornata ai figli o a se stessa in assoluto relax.

Siamo in democrazia e pertanto accetto seppur a malincuore certe scelte, ma contesto il modo assai superficiale, cioè senza ben pesare i pro e i contro, di allestire manifestazioni durante le normali giornate di lavoro.

Lidia Gandossi”

Brescia: popolazione a 1,2 milioni. Il 10% è di origine straniera.

La provincia di Brescia? Una delle più popolate di tutta Italia.

A dirlo ufficialmente è l’Istat, che sul proprio sito demografico riporta i dati 2007 sulla popolazione residente in Italia.

Secondo l’Istituto Statistico, al febbraio di quest’anno i bresciani erano 1milione 198mila 374: praticamente, 90mila in più rispetto all’ultimo censimento ufficiale del 2001, quello che - per intenderci - determina il metodo elettorale del sindaco. Sei anni fa, la popolazione residente in città e provincia assommava infatti a 1milione 108mila 776 unità.

La dinamica di crescita vede quindi un incremento della popolazione. Ma chi sono i “nuovi” bresciani? Dati più precisi l’Istat non ne fornisce, ma con un pò di fantasia è possibile capire qualcosa di più di cosa stia succedendo all’ombra della Leonessa d’Italia.


STABILE LA CITTA’, CROLLANO I PICCOLI PAESI -
Brescia Città arresta la perdita di popolazione attestandosi attorno ai 190mila abitanti (erano 214mila una decina d’anni fa). Non si ferma, invece, la perdita di popolazione nei piccoli e piccolissimi centri, specie di montagna. Il record negativo appartiene all’alto Garda, con i comuni di Magasa e Valvestino in caduta libera. Non va tuttavia meglio in Valsabbia (scendono Bagolino, Capovalle, Agnosine, Casto, Pertica Bassa, Lavenone, Mura e Treviso Bresciano) e in Valcamonica ( Malonno, Cedegolo, Saviore, Malegno, Incudine, Lozio, Monno, Paisco, Vione e la blasonata Ponte di Legno), le principali arre di montagna del bresciano.

ROVATO E I “CENTRI ORDINATORI” - Diverso, invece, il dato dei cosiddetti “centri ordinatori”:quei paesi che, a cavallo dei 15mila abitanti, dovrebbero diventare secondo piano territoriale di coordinamento provinciale i “motori” del territorio.

Nel 2001, solo sei centri appartenevano a questa categoria: Desenzano, Montichiari, Palazzolo, Ghedi e Chiari.

Oggi, nel club ci sono già Gussago e la nostra Rovato, ma in molti scommettono che entro il 2011 (data del futuro censimento) anche Darfo, Leno, Lonato e Concesio saranno della partita, passando dal sistema elettorale amministrativo a turno unico al doppio turno con ballottaggio.

IMMIGRATI IN FORTE CRESCITA, MA NON SOLO - Impossibile negare l’evidenza: l’afflusso di cittadini di nazionalità non italiana è il prinicipale fattore che consente al Bresciano di avviarsi verso quota 1,2 milioni.

Dal 2001 al 2007, infatti, gli stranieri sono passati da 49.280 a 120.845. Un dato, in sostanza, più che raddoppiato.

I 70mila stranieri in più non bastano tuttavia a spiegare la crescita bresciana, che viaggia attorno alle 90mila unità.

Togliendo a quota 70mila decessi,trasferimenti e rimpatri (più frequenti di quanto non si pensi), si può quindi stimare che anche i cosiddetti “bresciani di lunga data” siano incrementati negli ultimi sei anni di almeno 25 mila unità: numeri che in pochi avrebbero preveduto a inizio terzo millennio e in una società poco votata alla natalità come la nostra.

Guardando la distribuzione di stranieri per aree, Brescia città è la meta preferita, con una percentuale di immigrati attorno al 15% (circa 30mila immigrati, con picchi nei quartieri del centro storico come San Faustino e al Carmine, dove gli affitti costano meno).

Per il resto, la distribuzione è pressochè omogenea in tutta la provincia. Qualche punto percentuale in più si registra, com’era ovvio attendersi, in quelle aree che offrono maggiori possibilità di lavoro e un buon rapporto costi/servizi.

In questa speciale classifica Rovato è al terzo posto, con 2420 immigrati censiti dall’Istat su una popolazione complessiva di oltre 16mila abitanti (in percentuale, più del 14%).

In testa alla classifica c’è Desenzano con 2764, seguito da Montichiari (2484). Dopo Rovato arrivano Ghedi (2285), Chiari (2123), Lumezzane (2008) e Calcinato (1949).

Anti Cava Bonfadina: “Arrivano le ruspe”

Riceviamo dal Comitato AntiCava di Rovato, dal Gruppo Tutela Ambiente e dal circolo Legambiente “Franciacorta” e pubblichiamo: (ROVATO.ORG)

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L’assurda vicenda della Cava Bonfadina

“Con provvedimento dell’8 ottobre scorso il competente settore UOS Autorizzazioni cave della provincia di Brescia avrebbe autorizzato la cava Bonfadina, ambito estrattivo di dimensioni assurde collocato all’ingresso dei centri abitati di Rovato e di Cazzago S.M..

Dopo 3 anni di opposizione da parte dei nostri gruppi a sostegno delle due amministrazioni comunali ci troviamo di fronte a un provvedimento che ritenere assurdo è poco.

La competente commissione europea circa un anno fa sollevò il problema della mancata valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) per un progetto che coinvolge un ambito estrattivo di superficie superiore ai 20 ettari, soglia oltre la quale la VIA è obbligatoria. Commissione che non ha mai ricevuto nessuna risposta ufficiale. Di più. Anche il ministero dell’ambiente è stato interessato di questa vicenda e si sta aspettando che si esprima.

Nonostante tutto il settore provinciale competente elargisce autorizzazioni a destra e a manca. Ma in provincia di Brescia lo vogliono capire che addirittura il TAR non si è ancora espresso in merito ai ricorsi dei comuni? E perché questi continui atti amministrativi allora?

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Il Settore Gestione e Manutenzione Strade ha addirittura autorizzato una proroga di un anno per permettere alla ditta di realizzare una rotonda all’incrocio tra due vie comunali e la ex-statale 11 , al fine di consentire l’immissione di 300 camion al giorno della ditta Bettoni spa. Rotonda che per essere realizzata avrebbe bisogno di aree di altri privati minacciati quindi da espropri. Espropri di privati per un’opera di utilità meramente privata? E con un transito dei mezzi pesanti che interesserebbe una strada di 3 metri di carreggiata con un divieto di transito per mezzi pesanti da più di 10 anni come via Rimembranze. Ma le ha valutate il settore Strade queste cose? E che fine ha fatto lo studio del traffico che il comitato anticava aveva protocollato a Novembre del 2005 in cui si dimostrava con dati oggettivi che il traffico attuale non è quello censito dalla ditta e sulla cui relazione la provincia ha emanato atti ufficiali?

Addirittura vi è un parere provinciale che concede la realizzazione di una recinzione del terreno, quando per poter fare qualsiasi opera sulle fasce di rispetto di vari canali irrigui che interessano l’ambito si sarebbe dovuto quantomeno sentire il consorzio irriguo competente.

Siamo davvero al paradosso!

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Come gruppi di persone che si stanno occupando di questa vergognosa vicenda da troppo tempo per l’ennesima volta diciamo a questa provincia di fermarsi e valutare i troppi punti ancora poco chiari prima di procedere ad autorizzare un’opera che le comunità non vogliono.

Riteniamo inconcepibile che la fretta che ha l’impresa di iniziare l’escavazione condizioni i competenti settori provinciali a tal punto da non attendere nemmeno il parere di enti a loro superiori come il Ministero dell’ambiente. Sarebbe una buona occasione per l’assessore provinciale all’ambiente Mattinzoli per dimostrare che il suo assessorato è attento al rispetto delle regole con i fatti e non a parole. Infatti troppe volte ci siamo sentiti dire che l’attività estrattiva sarebbe stata gestita con assoluta trasparenza, a parole: nei fatti invece è dal 2004 che stiamo aspettando il rinnovo della consulta delle attività estrattive come organismo di supporto su questo tema.

A Rovato pretenderemmo ben altro tipo di rigorosità e concretezza nel rispetto delle regole.

Comitato Anticava di Rovato

Gruppo Tutela Ambiente Rovato

Circolo Legambiente Franciacorta Rovato

Nota istituzionale:

Nel consiglio comunale del 29/10/2007 il consigliere comunale Angelo Bergomi, delegato alle attività estrattive ha ricordato come nella mattinata di venerdì 26/10 l’amministrazione comunale di Rovato abbia spedito ai competenti uffici provinciali (Ecologia/UOS Cave e Gestione/Manutenzione Strade) una lettera con la quale vengono rimarcati i punti ancora aperti (citati anche dai comitati) nonostante i quali la Provincia sta autorizzando l’ambito. Vi è un deciso richiamo ai funzionari dei competenti settori provinciali affinché attendano che le soprariportate questioni vengano chiarite prima di autorizzare definitivamente l’ambito estrattivo”:

Foto tratte dal sito http://comitatoanticavarovato.blogspot.com/

Monte Orfano e antenne: una lettrice ci offre un suo primo contributo

antenna-004-rid.jpgL’erezione di una nuova antenna sul Monte Orfano sta suscitando un forte dibattito tra i rovatesi, come dimostrano alcuni post inseriti in altre discussioni. Proprio a questo riguardo abbiamo ricevuto da una lettrice un primo aggiornamento corredato da alcune foto. Lo pubblichiamo, restando in attesa che la stessa, come promesso, ci faccia avere nuovi aggiornamenti e una sua valutazione del caso.

“Gentile redazione di rovato.org, vi scrivo a titolo personale per
segnalare a tutti i lettori interessati che proprio stamattina hanno
proceduto a smantellare la vecchia antenna di Radio Montorfano nei
pressi del monumento ai caduti sul Monte Orfano. Mi sono recata sul
posto per scattare alcune fotografie che immortalassero anche il nuovo
ripetitore radiofonico. Alcuni operai erano ancora all’opera alle 10.30
circa e vedendomi con la macchina fotografica mi hanno chiesto perchè
stessi fotografando il traliccio e perchè fossi così interessata ai
antenna-005-rid.jpglavori. Ho risposto che stavo fotografando il panorama dato che quella
nuova costruzione faceva parte del panorama e che mi trovavo su suolo
pubblico. Ho domandato loro se ci fossero problemi e dopo essere stata
insultata sono stata invitata a trovarmi qualcosa di meglio da fare.
Ovviamente non ho risposto agli insulti e ho continuato a fotografare.
Questo tipo di atteggiamento mostrato nei confronti di una persona
sconosciuta (o forse no, per loro, dato che hanno insinuato che mi fossi
legata alle piante per non farle tagliare, cosa che non ho mai fatto in
vita mia) mi ha destato un sospetto: che queste persone forse abbiano
qualcosa da nascondere? Invito chi ne fosse in possesso a farmi
pervenire fotografie dell’antenna fatte nei giorni precedenti, alla mia
mail: lancin@tiscali.it.”
Cinzia

L’intervento del lettore: Angelo Bergomi, “No alla convenzione sulla cava Bonfadina”

Riceviamo e pubblichiamo.
Per contatti e contributi:
info@rovato.org

“Gentile redazione di rovato.org,
nella giornata di ieri è arrivata la comunicazione della Provincia della convenzione d’ufficio per la cava Bonfadina di cui venne mandata una bozza sintetica una settimana prima delle elezioni.
Con questa convenzione scritta sopra la testa dei comuni di Cazzago S.M. e Rovato la Provincia si prende la responsabilità di permettere alla ditta Bettoni spa di iniziare un’attività sul nostro territorio anche con le amministrazioni nettamente contarie.
Ricordo anche che la competente commissione europea aveva sollevato il caso di mancata applicazione della Valutazione di Impatto Ambientale proprio per il caso di Rovato.
Sollecitazione che non ha mai avuto una risposta ufficiale della Regione all’interno dei 60 giorni di tempo che aveva per rispondere, se non modificando il testo della legge regionale competente in materia attraverso una ridicola delibera di giunta regionale molto fumosa che delineava quali aree fossero da comprendere nei famosi 20 ettari oltre i quali è obbligatoria la V.I.A..
Ricordo che il funzionario Regionale che ha messo la firma sotto il parere di non assoggettabilità a VIA della cava Bonfadina è lo stesso che approvò la cava Crodello di Pontoglio da cui scaturirono poi più di 20 avvisi di garanzia. Giusto per la cronaca.

Altro aspetto è la gestione della viabilità della zona. La ditta ha presentato un progetto di rotonda all’intersezione tra la ex-statale 11, via Rimembranze e via S.Giovanni (la strada che porta a Lodetto). Per realizzare questa rotonda ha bisogno di molti metri quadri che l’incrocio non ha a disposizione, proprio perchè essa servirebbe esclusivamente per immetere bilici da 250 quintali l’uno sulla ex-statale 11, attraverso via Rimembranze che ha una carreggiata di 3.5 metri ed è a doppio senso di circolazione con un divieto di transito per mezzi pesanti(!!): quindi non il traffico che attualmente transita su quell’incrocio.
I metri quadri mancanti sarebbero ottenibili semplicemente espropriandoli una parte al vivaio, una parte al nuovo autolavaggio per camion e una parte a un terzo privato.
Lasciamo perdere le pressioni ricevute dai privati per vendere in blocco in maniera tale da superare il problema a monte ma la cosa assurda è che gli espropri sarebbero in capo al comune che è contrario all’opera per realizzare una rotatoria di uso pressochè privato!
Ricordo anche che la Provincia non ha mai chiarito perchè avvalli una gestione tale della viabilità basandosi su uno studio di parte presentato dalla ditta Bettoni che censì circa 10mila automezzi in meno al giorno rispetto a un altro studio a suo tempo presentato dal comitato anticava di Rovato e protocollato in Provincia il giorno 15 novembre 2005.
Va rammentato anche che la Regione si è espressa sulla mancata VIA basandosi solo ed esclusivamente su carteggio della ditta.

Ritengo che si sia arrivati a un grado di intollerabilità evidente. Chiaramente l’amministrazione comunale mantiene la sua linea e ricordo che vi sono ben due ricorsi al TAR pendenti su questo argomento. Evidentemente c’è chi si permette di dare approvazioni ancora prima che il tribunale si sia espresso.
Resto a disposizione per chiarimenti alla mia email: angelobergomi@bresciaonline.it “

Rovato.org: “una firma per 100 lavoratori”

firma_la_petizione.jpg

Rovato.org ha dato via ad una raccolta di firme per salvare dalla chiusura la GE Power Controls di Rovato (74 “esuberi”) e dal ridimensionamento il Pastificio Pagani (25 tagli su 100 dipendenti).

Un piccolo gesto che non costa nulla ma che può quantomeno testimoniare la vicinanza di Rovato e di tutta la Franciacorta ai lavoratori colpiti, alle loro famiglie e a tutti gli occupati nell’indotto.

COME FIRMARE: aprendo Rovato.org, in alto noterete la scritta “Una firma per 100 lavoratori - Firma anche tu!“. Cliccate: vi comparirà il testo della petizione. In basso c’è un bottoncino che dice “Click here to sign petition” (clicca qui per firmare). Cliccate e inserite nome e cognome assieme, il paese e la mail (se l’avete, sennò inventatene una..serve solo per evitare voti doppi).
Una volta fatto, sotto c’è il bottone “Preview the signature” (Anteprima). Cliccate lì sopra ed infine cliccate sul bottoncino con le due stelle gialle accanto (”Approve singature”). Avete finito!!!

Diffondete la notizia ad amici e parenti, o richiedete i moduli cartacei a info@rovato.org. L’importante è che non firmiate due volte…
Raccoglieremo almeno 500 firme???E perchè..non 1000?

Editoriale: Mazzatorta resta in sella a Chiari, mentre in Franciacorta timori per “antenna selvaggia”

Una “tregua armata” con Forza Italia e UdC ha sancito sabato 30 giugno il ritorno di Sandro Mazzatorta al governo di Chiari.
I due partiti di centrodestra incassano il rinvio del progetto sui MegaPoli scolastici in via Cologne, fortemente voluto dal sindaco e osteggiato l’Udc dall’ex assessore Marella del partito di Casini.

Proprio per questo Mazzatorta aveva “dimissionato” l’esponente centrista: il suo ruolo potrebe ora essere preso dal consigliere dello stesso partito Navoni, chiudendo - almeno fino al prossimo voto - il cerchio della partita.

Per un caso che si chiude, un altro che si apre: quello delle antenne di telefonini che stanno comparendo un pò ovunque in Franciacorta.

A Erbusco - via Mazzini - il Comune ha fermato Telecom, che tuttavia pare voler ricorrere in appello.

Preoccupazione anche a Capriolo e sul Monte Orfano di Rovato, dove - accanto al Sacrario di Nikolajewka e alla chiesetta di San Michele - alcuni internauti segnalano l’installazione di un’antenna in un posto quantomeno poco ponderato e sufficientemente studiato.

Arriva l’estate, insomma, ma qui nessuno pare voler andare in vacanza..

Chiari:entro sabato 30 giugno Mazzatorta decide sul futuro della sua Giunta

Entro sabato 30 giugno, il sindaco di Chiari Sandro Mazzatorta (Lega Nord) dedicerà se ritirare o meno le dimissioni presentate circa venti giorni fa.
Alla base della decisione dell’esponente locale del Carroccio, alcune frizioni con UdC e Forza Italia sul progetto di costruire un nuovo mega polo scolastico.
Un’ipotesi sostenuta con forza da Mazzatorta, ma osteggiata da parte degli alleati, ed in particolare dall’assessore Marella, “dimissionata” di fatto dal sindaco proprio in relazione alla querelle-scuole.
In questo blog, alcune riflessioni su quanto accade nel vicino comune dell’Ovest bresciano

[EDITORIALE] Cosa succede nella politica della Franciacorta?

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Prima le elezioni a Rovato e Cazzago, andate entrambe a due liste civiche di centrosinistra (anche se una, quella della capitale della Franciacorta, un pò “spuria”). Poi, le dimissioni di ieri del sindaco di Chiari Alessandro Mazzatorta (Lega Nord, ma appoggiato da tutta la CdL).

Oggi, infine, la notizia che non t’aspetti: l’assessore al bilancio e al commercio del comune di Erbusco, Giancarlo Quarantini (Fi), è stato “licenziato” dal sindaco Isabella Nodari tramite la formula della “revoca delle deleghe”.

La (sonnacchiosa) politica dei comuni della Franciacorta ha ricevuto nelle ultime due settimane una serie di scariche adrenaliniche di non poco conto. Al centro delle vicende c’è principalmente Forza Italia, il maggior partito della zona, che può contare sul favore politico di circa un elettore su tre.

Visti gli innegabili legami più o meno sotteranei che uniscono i comuni di tutta l’area, e il fatto che - naturalmente - il partito più forte a livello locale è quello più in vista di tutti gli altri, la risposta a tanto “movimentismo” non può che essere una: gli equilibri di potere e di gestione della Franciacorta stanno subendo delle profonde modifiche.

Come in ogni buon libro, partiamo dalla fine: lunedì, il sindaco Nodari di Erbusco ha ritirato le deleghe al commercio e al bilancio all’assessore Giancarlo Quarantini (Forza Italia). A Erbusco governa, dal 2004, una lista civica - Erbusco Sì - che contempla al suo interno esponenti molto trasversali: dalla destra alla sinistra più o meno spinta. Unici esclusi: la Lega Nord e la lista “Insieme per Erbusco”, anch’essa un agglomerato abbastanza variegato di cittadini riuniti attorno all’ (ex) sindaco di Erbusco Leonardo Lamberti.

La motivazione parla di “mancanza di condivisione sul modus operandi” e del “venire meno della necessaria fiducia reciproca”. Non una cosa da poco, quindi, considerato anche il peso dell’assessorato di Quarantini (bilancio e commercio) e il fatto che, nell’agosto 2006, lo stesso Quarantini aveva “restituito” la delega all’Urbanistica che precedentemente la Nodari gli aveva affidato.

Quarantini è un esponente di Forza Italia, e rimane per ora consigliere comunale in attesa che lui e gli altri due consiglieri legati a Fi decidano il da farsi prima del consiglio comunale del 28 giugno.

Tralasciando per un attimo il discorso Rovato (su cui pende ancora la vicenda ricorso, ma in cui comunque c’è stata una spaccatura interna al partito di Berlusconi), anche a Cazzago la CdL si è presentata divisa: da un lato Forza Italia e Lega, dall’altro An - UdC. Il risultato - come si è visto - non ha certo premiato gli esponenti di centrodestra.

Infine Chiari e le dimissioni di Mazzatorta. Qui, i soliti “bene informati” parlano di un pò di maretta all’interno degli azzurri di Forza Italia: i media locali raccontano di possibili divisioni interne fra i sostenitori, seppur critici, dell’esperienza Mazzatorta e quanti invece non vorrebbero far rientrare le dimissioni di Mazzatorta (tempo massimo: 20 giorni) per puntare a governare Chiari con un sindaco espressione diretta del partito di Berlusconi. (per saperne di più clicca qui)

A ciò va, per dovere di cronaca, aggiunta almeno un’altra divisione legata all’ambito di centrodestra (che, ricordiamo, è ampiamente maggioritario nell’ovest bresciano): l’esperienza dell’ex sindaco Fabrizio Rigamonti a Capriolo, presentatosi alle elezioni con una sua lista contrapposta a quella di Amerigo Lantieri de Paratico, candidato (vincente) per la CdL.


E il centrosinistra?
Se Atene piange, Sparta non ride. Il centrosinistra franciacortino è reduce dalle due vittorie elettorali di Cazzago e Rovato:un risultato certo importante (specie quello di Rovato, storicamente un’enclave conservatice), ma che non cancella un quadro dove i paesi non guidati dalla CdL sono ancora una minoranza.

A Cazzago, ad esempio, la somma dei voti andati alle due liste di centrodestra supera il sostegno espresso dagli elettori al sindaco Foresti. In politica i numeri coontano fino ad un certo punto, ed è probabile che anche unendosi la lista del sindaco uscente si sarebbe imposta comunque, ma si tratta lo stesso di un dato da non trascurare.

Per quanto riguarda Rovato, l’esclusione della “sinistra alternativa” dal patto di Rovato Civica - a differenza di Cazzago - è sicuramente un dato che non mancherà di far riflettere, al pari del sostegno dato dall’Italia dei Valori a Vittore Martinelli e alla sua “Rovato Futura”.

Sono in molti, infine, a considerare l’appeal vincente della formula “civica” cui gran parte del centrosinistra rovatese ha aderito come un segnale, non esattamente positivo, della difficoltà a penetrare e a radicarsi efficacemente sul territorio da parte degli esponenti dell’Unione locale.

Il commento del lettore: “Rovato piccolo laboratorio progressista per il Nord Italia?”

Abbiamo ricevuto una lettera cartacea con il seguente contenuto.
La pubblichiamo sul sito come elemento sicuramente molto interessante di discussione, perchè dopo la corsa elettorale Rovato.org non va in vacanza, anzi!!!

Per chi volesse rispondere in maniera più completa che con un semplice commento: daniele@rovato.org

“Egregio Daniele,

direttore di Rovato.org (ndr: macchè direttore di Rovato.org! ..dài che poi mi monto la testa :-D )

Intervengo anch’io nelle interessanti discussioni nate su questo blog sul perchè della non vittoria, a Rovato, del centrodestra.

Innanzitutto, ed è la storia a parlare, chiariamo i termini: Rovato è da sempre un paese di “destra”, nel senso di tradizionalista e conservatore (aldilà del periodo del buon Gianni Castelvedere, infatti, la Democrazia Cristiana di Rovato era da sempre schierata con l’ala più destra del partito, a differenza di altre realtà limitrofe come ad esempio Coccaglio dell’altrettanto buon Gervasio Pagani).

Nonostante ciò, il paese ha visto la crescita elettorale di quasi 1000 voti a favore di Rovato Civica: da 3300 a 4200. Perchè?
io penso che a Rovato il centrosinistra sconti il peccato originale dei loro rappresentanti nazionali.

In molti assicurano che la vittoria arrivi dalla “civicità” degli uomini in lista, persone nè di destra nè di destra..ma parliamoci chiaro: i tanti “civici” in lista sono, al 99%, inclini ai idee e valori che in un paese NORMALE sarebbero di centrosinistra.

Un accento più spiccato verso collegialità, mondo delle associazioni, giustizia sociale, servizi ai più deboli, sport, giovani e cultura: questi i punti forti della civica in questi 5 anni, questi i punti forti NORMALI di un centrosinistra NORMALE (vedi laburisti inglesi, socialisti spagnoli, Spd tedesca, Sinistre Liberali e non Liberiste, etc etc etc).

Il problema è che, visto cm si caratterizza penosamente a livello nazionale il centrosx (cioè: corporazioni varie cm sindacati e pubblici più un ceto dirigente parassitario e immobilista), tutti questi “civici” si dicono schifati nel dichiararsi parte di “questo” centrosinistra.

Ma che una Buffoli, una Scalvi o un Niglia siano “esistenzialmente” progressisti (usiamo questa parola per capirci)..beh, non ci piove.

Nel 2012 il voto avverrà in due turni, e l’esperienza di Rovato Civica (senza Cottinelli e con le forze politiche che scalpiteranno per “contarsi” nel primo turno) potrebbe volgere al termine.

Per questo, i prossimi 5 anni saranno FONDAMENTALI per costruire dal basso un universo democratico-progressista a Rovato, unendo i molti rivoli che in questi 10 anni si sono coalizzati in Rovato Civica: socialisti, Ds di diversa estrazione, Margherita, cattolici democratici, sinistra “varia” ma non irresponsabile..Cazzago e Coccaglio, in tal senso, insegnano.

Questa è l’unica maniera per non disperdere l’impegno e la passione che anche tanti giovani hanno profuso nella politica locale in questi mesi: ad esempio, tutti quelli visti in piazza all’incontro pubblico, o alla festa di Rovato Civica al palco Aldo Moro, o ieri al comune.

Se il riferimento per questi giovani dev’essere prodi, rutelli o fassino..beh, come dargli torto! Scapperanno a gambe levate..ma se si ricomincia a coinvolgerli a lavorare per il bene del paese, magari confrontandosi anche dialetticamente con gli esponenti di Rovato Futura e a quella parte meno “marcatamente manentiana” di RdL (penso a Pasinetti, ad esempio), beh, sarebbe un risultato fantastico per il paese, perchè domani centrodx e centrosx avrebbero imparato a rispettarsi ancor prima di confrontarsi nelle urne e nelle piazze di Rovato.

Concludo con due auspici: il primo è che - da vecchio arnese della politica rovatese - Rovato possa essere l esempio per un centrosinistra che sappia ricominciare a parlare al Nord Italia.

Dall’altro, che i più meritevoli commentatori rovatesi - ad esempio, leggo spesso su questo sito Bergomi, Pasinetti, Rovato Futura, e altri - leggano e magari rispondano alla mia.

Concludo augurandomi inoltre che altri rovatesi, di parte diversa dalla mia, commentasse le elezioni, se e quando lo riterrà opportuno”.

Cordiali Saluti,

LETTERA FIRMATA”

ndr: come richiesto dallo scrivente, e come prassi nel mondo dell’informazione, omettiamo la firma con la dicitura “Lettera Firmata” dato che, nella missiva rivolta a noi, il firmatario reca i propri dati personali.

daniele@rovato.org

Un elettore contro: “Che brutta campagna elettorale”

Sabato 26 maggio abbiamo ricevuto questa lettera dal sig. Fulvio Vittorio Baresi, che pubblichiamo solo ora causa il silenzio elettorale. Rovato.org pubblica quindi questa missiva. Naturalmente essa rispecchia il pensiero del firmatario e non per forza quella dello staff

Per continuare a seguire la discussione sulla Cava Bonfadina clicca qui

“Mi chiamo Fulvio Vittorio Baresi e , con questa mia, intendo sottolineare la pochezza di buona parte dei programmi elettorali che ci sono stati sottoposti in questi giorni ed in modo particolare dei 2 maggiori schieramenti. Al di là degli slogan e il facile populismo io da semplice cittadino non ho ancora compreso come i problemi che ci vengono sottoposti possano essere risolti. So che la responsabilità è mia ,visto il grande sforzo mediatico messo in campo da ambedue gli schieramenti ma normalmente quando si propone un programma al di là degli slogan si tende a spiegare come si arriva alla soluzione senza omettere alcun particolare al fine di rendere semplice la comprensione anche ai meno attenti come me.

Relativamente al capitolo sicurezza/immigrazione io vedo esclusivamente il tentativo di ingigantire un problema al fine di giocare la carta del terrore per accaparrarsi qualche voto cavalcando l’onda della paura appunto.Ritengo che allo scopo possa essere più utile indicare e proporre politiche di integrazione, spesso infatti la non conoscenza gli uni degli altri tende ad alzare inutili e pericolose barricate.Non credo che continuare la politica del sospetto sia interessante,far sentire gli immigrati sempre ospiti non graditi farà solo sì che gli stessi si comporteranno senza il rispetto che pretendiamo.Le ronde, il controllo da parte delle sole forze di polizia. La video sorveglianza e via sopprimendo non sono l’unica via da perseguire.

Ho visto che l’attuale amministrazione ha impiegato 5 anni per iniziare lavori di scopo pre elettorale paralizzando per altro il centro del paese e creando in questi giorni parecchi problemi ai cittadini che vorrebbero aiutare, mi riferisco ad esempio all’asfalto fatto negli scorsi giorni sulla strada che porta alle scuole Canossiane nel bel mezzo delle otto del mattino…. Immaginate il caos e i disservizi generati da questa poca lungimiranza a decine di famiglie. E poi un piccolo appunto,era necessario sprecare pagine ed inchiostro per dire male dell’avversario e fare un processo alle intenzioni dimenticandosi o addirittura snobbando la terza forza in campo che pur con mezzi certamente inferiori ha il merito di essersi svicolata dai partiti tradizionali e pur con semplicità di terminologia ed in pochi punti di fatto pare avere idee più chiare e soprattutto sicuramente coerenza nelle scelte oltre ad aver presentato una squadra poco esperta ma sicuramente giovane e svincolata da interessi.

Ci sono altresì nuove emergenze sociali a cui nessuno dei due massimi schieramenti ha posto attenzione: ci sono oggi nuovi poveri, famiglie che campano con 1000,00€ al mese ed hanno ancora la dignità di non chiedere ma faticano ad arrivare a fine mese.

Altra questione vitale pare essere il ponte levatoio…..ma davvero pensiamo che una “cosa” del genere sia la chiave al problema del commercio a Rovato? Uso un paradosso per spiegare il concetto:Avete mai notato che le prostitute si mettono sempre sulle strade principali? Vi siete mai chiesti il perché? Semplice “chi mostra vende”! questa è la regola del commercio ma se i nostri politici fanno a gara per far sì che la gente non “passi” dove il commercio da sempre si svolge pensiamo davvero che il problema si risolva con il solo arredo urbano? Più semplice ma sicuramente più saggia l’idea di rimettere il mercato dove già stava da secoli e rafforzare la possibilità di raggiungerlo da parte degli utenti con i loro attuali mezzi di locomozione,le auto, facendo una cosa altrettanto semplice i parcheggi!!!!

E’ scoppiata la mania del teatro e siamo ciechi ad altre necessità ben più urgenti l’asilo “IV novembre” ad esempio…Il teatro può essere benissimo situato nella costruzione già esistente ed in pieno centro a ridosso del comune vicino a scuole private e pubbliche cioè nel vecchio ex teatro dell’oratorio che basterebbe ristrutturare ed utilizzare beneficiando anche dei parcheggi lì vicini………

Urbanistica: fare e rifare è tutto un lavorare e ai cittadini non rimane che pagare!!!

Perché non si parte da quanto di buono c’è e lo si sviluppa in collaborazione con chi l’ha iniziato?Non credo che tutto quanto fatto dalle amministrazioni precedenti sia da buttare credo fermamente che se venisse abbandonata l’idea tale per cui una cosa fatta dal mio “nemico” solo perché l’ha fatta lui sia cattiva il paese ne avrebbe giovamento e la popolazione avrebbe meno confusione in testa perché riuscirebbe a percepire il bene comune. In questo momento io questo bene comune non lo percepisco,percepisco solo uno spreco del mio danaro senza benefici reali.

Parliamo di ecologia e in un paese regolarmente servito da ADSL via cavo ci arriva una proposta di una rete senza fili:

Le onde elettromagnetiche non sono inquinamento?

A chi conviene questo investimento?

Gli anziani: vengono descritti come una specie protetta da trattare come poveri incapaci da delegare a strutture esterne che se ne occupino.Lo sapete che l’anziano così come la persona sola tante volte ha solo la necessità di sentirsi vivo, fare due semplici parole avere una struttura,non una saletta per metterci una sede di un’associazione, per organizzare eventi gratuita (pagata con le tasse della comunità) o con costi contenuti! Non Compatiamoli,responsabilizziamoli!

Valori Cristiani: Tutti possono ispirarsi ad essi ma in paese come Rovato l’elettore guarda alla persona ed alla sua coerenza.Un conto è dirsi cristiani ma un altro cosa è esserlo.

Ovviamente posso continuare ma credo che la provocazione possa esaurirsi qui.

Senza alcuna presunzione distintamente auguro buona campagna elettorale a tutti.”

Cava Bonfadina: arrivata la bozza della convenzione d’ufficio. Il parere del lettore

Riceviamo e pubblichiamo:

“Gentile redazione di Rovato.org

Sono a scrivervi in merito allo stato approvativo della cava Bonfadina, bacino estrattivo di 120 piò pensato dalla Provincia di Brescia e dalla Regione Lombardia all’ingresso dei comuni di Rovato e Cazzago S.M., pari a circa 106 campi da calcio regolari di serie A per una profondità pari a un condominio di 10 piani

Dopo una battaglia che ha visto i due comuni opporsi al piano cave provinciale prima (per le esagerate volumetrie concesse alle imprese più grandi) e al progetto previsto in località Mercurio-Bonfadina (denominato anche Ambito Territoriale Estrattivo 9) poi questa settimana è giunta agli uffici comunali la bozza di convenzione d’ufficio che la Provincia intende adottare.

Essa prevede semplicemente il rispetto degli orari di lavoro (7.00-19.00) e mitigazioni arboree di cui non si indica nemmeno la consistenza e il numero, trincerandosi dietro il rispetto delle soglie di legge in merito alle emissioni di polveri e acustiche: convenzione quindi ridicola nella sostanza.

Ricordo che i ricorsi al TAR di Brescia presentati dai due comuni, i carteggi inviati dai due sindaci e le iniziative promosse dal comitato anticava di Rovato (una decina di persone di Rovato Centro, Lodetto, San Giorgio) hanno condotto fino alla Commissione Europea. A ottobre 2006 la competente commissione europea ha intrapreso una messa in mora della Regione Lombardia perché le cave approvate nel bresciano di dimensioni superiori ai 20 ettari non erano state mai sottoposte a valutazione di impatto ambientale, nonostante la legge regionale che lo imponeva fosse del 1998!

Dopo le rimostranze delle imprese di escavazione ricevute più volte dall’assessore regionale Pagnoncelli (i comuni invece non sono mai stati sentiti, per inciso) la Regione è intervenuta modificando una porzione della legge regionale, ritenendo di essere venuta incontro alle rimostranze avanzate dalla Commissione Europea.

Fatto sta che questa modifica nulla toglie al principio di base della legge: se la superficie dell’ambito estrattivo supera i 20 ettari è obbligatoria la Valutazione di Impatto Ambientale.

La Bonfadina supera di gran lunga i 20 ettari, e la definizione che la legge dà di “cava” è inequivocabile: essa comprende non solo le superfici destinate ad estrazione ma anche l’area per impianti di lavorazione e trasformazione, l’area per strutture di servizio, l’area di stoccaggio, l’area circostante necessaria a garantire un corretto rapporto tra l’area di intervento e il territorio adiacente.

Quest’ultima rappresenta esattamente l’area verde che nei primi dieci anni non verrebbe toccata (salvo incrementi di volumetria a metà della durata decennale come sempre succede) e con essa l’ambito estrattivo della Bonfadina è da sottoporre a Valutazione di Impatto Ambientale.

Da sempre ci chiediamo che problemi abbia la ditta ad aspettare qualche mese in più e a sottoporre la cava all’iter di VIA sicura poi di poter partire indisturbata. La risposta è sempre la stessa: l’ufficio VIA potrebbe considerare incompatibile l’opera con un terreno che rientra nelle aree vitivinicole DOCG (fonte Coldiretti) o, nella peggiore delle ipotesi dare l’autorizzazione a fronte di mitigazioni ambientali molto costose per la ditta. Altro che siepi nane previste dalla bozza di convenzione della Provincia!

Il ministero dell’Ambiente si sta interessando del caso grazie a un insistito carteggio inviato dai sindaci. La Commissione Europea non si è ancora pronunciata. E la provincia che fa? Invia la bozza di convenzione come se nulla fosse a 4 giorni dalle elezioni, ben consapevole che l’eventuale richiesta di sospensiva al TAR la dovrebbero formulare i neoeletti sindaci di Rovato e Cazzago S.M..

Propongo allora alcuni interrogativi:

1) Come è possibile che il dirigente del competente settore regionale escluda dalla V.I.A. la BONFADINA basandosi solo sul materiale presentato dalla ditta proponente? E le centinaia di osservazioni dei comuni e dei privati? E i documenti protocollati da essi in alcuni anni di interessamento in Provincia? Che fine hanno fatto?

2) nel materiale presentato dalla ditta in Regione il dirigente di cui sopra ha trovato l’indicazione che ben 600 mila metri cubi concessi alla ditta sull’ambito estrattivo nuovo di Rovato sono stati spostati dall’ATE15 di Travagliato (la famosa cava Bettoni oggetto di domanda di discarica)? Ha ben presente che la legge regionale impone di allargare ambiti esistenti anziché aprirne di nuovi?

3) Nel plico presentato dalla ditta c’è scritto che la strada che si vorrebbe usare per far uscire i camion dalla cava (trecento al giorno) è di 3,5 metri di carreggiata, con divieto di transito ai mezzi pesanti e che i camion da cava sono bilici da più di 200 quintali l’uno?

4) C’è forse scritto che per gestire l’immissione sulla ex statale 11 dei camion la Provincia avrebbe pensato di realizzare una rotonda con potenziali espropri di terzi per farci stare la rotatoria? Espropri di privati (vivaio Polizzari, autolavaggio accanto al distributore la Moko e terreno di un terzo privato) per un’opera di uso meramente privato.

Se queste cose non sono evidenti dal materiale esaminato in Regione ritengo che i funzionari competenti regionali/provinciali debbano autotutelarsi, fermando il procedimento e riservandosi di valutare anche il materiale e le ragioni delle amministrazioni comunali, alla luce di ben due ricorsi al Tar tuttora in essere.

E la si smetta di studiare ad arte il giorno in cui inviare le comunicazioni agli uffici tecnici dei due comuni, sfruttando il contingente momento elettorale delle comunità interessate. A Rovato questi sotterfugi li si conosce fin troppo bene.

Ing. Angelo Bergomi”

Le opinioni di un lettore di Rovato.org

Inseriamo alcune considerazioni riguardo la campagna elettorale rovatese che un nostro lettore, Marco Mazza, ci ha fatto pervenire.

Considerazioni in merito alla campagna elettorale in corso.

Premesso che non voto in questo comune ma ci vivo e lavoro, offro il mio contributo alla discussione in corso.

Dalla lettura di questo blog e dalle considerazioni espresse, esce un’immagine di un dibattito sulle liste e sui programmi che in termini di qualità del dibattito, partecipazione (limitata a forse qualche decina di persone), e proposizione di programmi veramente di basso livello. A parte alcuni interventi (molto rari) decisamente su toni e con contenuti buoni per il resto è tutto un’invettiva, non si trovano tracce di proposte politiche degne di tale nome.

Esistono due livelli poi di politica in un comune piccolo (o medio, come preferite), un livello “politicamente” trasversale che discute litiga e si ruba i voti al motto di: “io ti sistemo la scuola , io invece ti raddrizzo il palo, io invece ti faccio la strada o ti tappo la buca, etc). Gentili signori se diamo per scontato che ogni futuro amministratore governi la “cosa pubblica” nell’interesse comune tutto ciò che serve per migliorare la qualità della vita è benvenuto ma è anche sacrosanto dovere dell’amministratore rispondere alle domande pratiche (quali le precedenti) dei cittadini. Perciò qualsiasi sindaco di buon senso vede di buon occhio l’ampliamento della caserma CC oppure la costruzione di quella della GdF, ma questo dovrebbe essere uguale per qualsiasi sindaco. Per fare ciò non serve essere di qualche partito e questo non dovrebbe neanche toccare il dibattito in corso e non dovrebbe neanche essere considerato “politica” in senso così stretto. Io voto a dx io voto a sx le scelte citate precedentemente fanno parte dell’ amministrare quotidiano non è una politica ne di destra ne di centro, è una sana gestione (non politica) che anche un’amministratore di condominio applica.

I secondo livello si collega spesso e volentieri con la politica (partitica) di Roma, del parlamento e di tutte le questioni di carattere nazionale, es: DICO – riforme scolastiche – immigrazione – economia.

Ma questi sono macroelementi che ognuno di noi affronta durante le elezioni politiche nazionali, quindi se io sono a favore di …… voto per……

In questo blog avviene che chi scrive mescola questi due livelli, si chiede una politica contro l’immigrazione ma questa così come la sicurezza dei cittadini appartengono quasi esclusivamente al potere politico nazionale. Infatti molto poco dell’ordine pubblico appartiene a un sindaco e molto invece è di competenza delle forze di polizia dei cc. ed altri ….., ma non del sindaco. Ergo: chiedere a un sindaco una guerra furibonda agli immigrati oppure credere in un sindaco che promette di allontanarli è puro velleitarismo. Così come non sono problemi riconducibili alla politica locale la sanità, l’economia, e tanti altri che non stò ad elencare.

La strada (esempio) che dobbiamo far transitare in paese non è ne di dx ne di sx ma passa sul terreno di tizio o di caio, serve o non serve, o ci sono i soldi per farla o non ci sono. Sorgono a questo punto due problemi uno di rapporto con il proprietario del terreno (e qui entra in gioco la conoscenza, sempre stretta in un piccolo centro, l’appartenenza etc), ed uno di ordine pratico (serve o non serve, o potrebbe servire in prospettiva per rendergli edificabile qualche pezzo di terreno?). Badate bene anticamente (neanche poi tanti anni fa si governava in questo modo ed in seguito a ciò è caduta anche una repubblica (la prima) alla quale ovviamente si spera non sia succeduta la fotocopia della precedente.

Ma tornando a quanto dicevo prima (due livelli) noto a malincuore che ne manca un terzo e che io giudico il vero livello “politico” locale !

Cito alcuni punti per far capire qual è il livello politico locale e cosa secondo me dovrebbe essere dibattuto tra le liste e i suoi sponsor, supporter, elettori. Gestione del territorio, programmazione urbanistica e quindi sviluppo del paese secondo linee programmatiche, allora io posso, se sono di un partito pensare che il futuro passi per un’edilizia industriale o residenziale privata, oppure se sono di un’altro pensare di costruire più alloggi popolari o edilizia convenzionata (per diciamo così, calmierare il mercato). Oppure posso produrre uno sviluppo edilizio del paese vicino allo zero se sono un ecologista o un’ambientalista convinto. Ovviamente ho esasperato i concetti per rendere meglio l’esempio. Cultura, io posso decidere che la cultura ha una priorità nel paese (e Dio solo sa di quanta ne serve nel mondo intero) e quindi impostare tutto un lavoro culturale di base, che poi cresca di livello nel tempo. Certo la cultura non paga ne in tempi rapidi (perché deve crescere) ne in voti. Ma la scelta politica locale è proprio questa faccio cultura si, faccio cultura no e che qualità di cultura faccio ? Ambiente, io che mi propongo di amministrare la “cosa pubblica” propongo come scelta strategica (e in questo caso “politica”) al paese di avere qualche centralina che rilevi le polveri sottili in corso Bonomelli (siamo anche vicini all’autostrada che è dimostrato essere la fonte più inquinante) oppure non ammetto ulteriori discariche nel comune o altro ancora mi preoccupo dell’inquinamento delle falde idriche, così come della raccolta differenziata, del fatto che ancora gran parte dell’acquedotto sia in eternit, oppure spingo o accetto il fatto che la mia azienda vada a 130 km dal mio comune ad acquistare un’inceneritore (che inquina, leggasi nanoparticelle o meglio rischio diossina) ma tanto è a 130 km da me. Cogeme, vorrei che nel dibattito (quello vero s’intende) gli schieramenti dicessero se deve restare una municipalizzata o se deve quotarsi in borsa (questa si potrebbe essere una scelta politica, ma nessuno dei candidati ne parla). Perché Cogeme ? Perché è un’azienda ancora per il momento di proprietà pubblica ma opera come un privato (costituisce società, acquista società, si espande in tutti i settori come una piovra (non entro nel merito se questo è bene o male) pensa solo all’utile di bilancio ? (possibile risposta: per forza, è una società di capitali), crea una fondazione per ……?. (Ma sapete che cos’ è una fondazione ma soprattutto a cosa serve …….. indagate chiedete informatevi, e poi decidete chi votare.

Un tema come questo è sicuramente politico.

Cito un’ultimo possibile tema “politico” : viabilità, oggi a Rovato si discute se si possono o si devono abbassare i dossi in C.so Bonomelli, il risultato è che ci scappano vere e proprie blasfemie viarie dove strade di 5 mt a senso unico di colpo diventano a doppio senso ma larghe tre metri (girare per credere). Ora un piano viabilistico serio di tutto rispetto porrebbe delle discussioni forse troppo accese per qualsiasi amministrazione : limitazione traffico in centro (e i commercianti ?) creazione di nuove arterie oppure di sensi unici che rendano più agevole il transito in paese (o frazioni). Servizi alla persona: ad esempio potrebbe essere una scelta portare in alcuni giorni i funzionari pubblici nelle frazioni per raccogliere per esempio le richieste di certificati anagrafici, e poi spedirli per posta o consegnarli la settimana successiva, sarebbe un modo per non far girare decine di auto dalle frazioni al centro quindi con meno inquinamento, e maggior attenzione ai cittadini.

Chiedo è più politico discutere e candidarsi parlando di questi argomenti o continuare a darsi addosso con battute puerili e soprannomi da far west o da vendicatori solitari ?

Mi riservo di re-intervenire per raccontare le mie impressioni sulle assemble di presentazione delle liste (una l’ho gia ascoltata attendo le altre) ma soprattutto mi sono fatto delle idee in merito che racconterò, sempre che riteniate questa mia sia all’altezza del dibattito in corso sul blog. Pur, ripeto, non votando io a Rovato.

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