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Forza Nuova: “il 17 maggio apriremo a Rovato la nostra sede franciacortina”

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Riceviamo e pubblichiamo:

“Quale migliore risposta potremmo dare al corteo istituzional-comunista che ha attraversato e disturbato le vie di Rovato un paio di settimane fa; la miglior risposta dell’agire senza proclamare, dell’avanzare senza farsi coinvolgere nelle logiche degli opposti estremi volute dal sistema, del consolidarsi senza paura di millantatori, perditempo e improvvisati difensori della “democrazia” costituzionale da chissà quali mostri e da chissà quali pistole.


Come promesso informiamo che sabato 17 maggio a partire dalle ore 17 verrà inaugurata la nuova sede Franciacortina a Rovato in Via Don Racheli n.12 (tra Piazza Palestro e il Municipio) alla presenza di tutti i militanti della provincia bresciana, del Coordinatore Nazionale Paolo Caratossidis e del Segretario Nazionale di Forza Nuova ed Europarlamentare On. Roberto Fiore.

Si tratta di un traguardo e di una nuova scommessa politica raggiunti dopo mesi di azione e militanza costante sul territorio a fianco dei cittadini, alla faccia di chi crede di impaurire o scalfire chi lotta sempre comunque a viso aperto e sempre alla luce del sole.
Con l’apertura di una sezione fisica il nucleo forzanovista franciacortino avrà la possibilità di offrire un reale punto di riferimento ai cittadini sempre più stanchi e sfiduciati della politica di palazzo progressivamente lontana dagli interessi reali della popolazione.

La nuova sezione pone come obiettivo quello di scuotere e svegliare l’opinione pubblica sui classici temi già ampiamente portati avanti da Forza Nuova quali l’immigrazione selvaggia e il conseguente annunciato fallimento della società multirazziale, contro chi, come centro destra e Lega Nord, intenderà avviare un definitivo percorso di regolarizzazione straniera a giustificazione di speculazioni industriali e lavorative.

All’inaugurazione verrà poi presentato, da parte del Responsabile Nicola Piva, un progetto politico locale che spazierà diversi temi e punti riguardanti esclusivamente i problemi reali e inerenti il territorio rovatese e di tutta la Franciacorta che, grazie all’abnegazione e la costanza già ampiamente dimostrata, segneranno il solco nel quale il nucleo si muoverà in futuro.

La scelta del luogo cardine è ricaduta su Rovato, che con la sua centralità e con i suoi problemi territoriali soprattutto legati al fallimento del concetto sociale multirazziale, siamo sicuri riuscirà a fare da trampolino di lancio per tutta la Franciacorta”

Ricorso elettorale: scarica le motivazioni ufficiali del Tar di Brescia

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4 voti in più per uno: quattro a Rovato delle Libertà e quattro a Rovato Civica.

Totale: 4232 a 4225.

A un mese dalla sentenza definitiva del Tar di Brescia sul ricorso elettorale delle ultime amministrative, i giudici hanno reso note le loro motivazioni.

Un giudizio lungo e articolato, diviso in ben 23 punti di risposta nel corso dei quali i giudici non lesinano critiche a come è stato gestito il processo elettorale, accogliendo in parte le rimostranze di RdL.

Tre, in particolare, i punti contestati dal Tar: gli errori al seggio 5 con i 17 votanti prima aggiunti e poi sottratti, il metodo quantomeno “improvvido”con cui è stata gestita la vicenda del sig.Lancellotti e le difficoltà segnalate dai rappresentanti di lista di Rdl nei confronti dei seggi 1 e 10 per l’accesso alle schede contestate.

Nel complesso, però, il Tar rimane convinto che il voto uscito dalle urne sia la volontà espressa dai rovatesi in coformità alla legge.

Cerchiamo di capire perchè, riportando ampi stralci del documento dei giudici bresciani.

Il documento completo è tuttavia scaricabile qui:

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Partiamo dal punto 5: le 17 schede del seggio 5

“5. Passando al merito del ricorso principale deve essere esaminata per prima la questione del numero dei votanti nella sezione n. 5. Secondo i ricorrenti principali in questa sezione sarebbero sparite 17 schede..”

“6. Le deduzioni dei ricorrenti principali, pur essendo basate su un dato testuale del verbale delle operazioni di voto, non possono essere condivise. Il verbale (pag. 9) riferisce che gli scrutatori hanno firmato complessivamente 921 schede ma immediatamente dopo precisa che il presidente ha apposto il timbro della sezione (completando l’operazione di autenticazione) solo su 904 schede…” e ancora: … “In un primo momento erano stati infatti indicati 435 elettori uomini e 486 elettori donne, per un totale di 921. Successivamente questi numeri sono stati corretti rispettivamente in 429 elettori uomini e 475 elettori donne, ossia 904 elettori totali. Anche in questo caso la differenza tra il dato iniziale e quello corretto è di 17..”

” 7. Tra gli adempimenti istruttori disposti dalla sentenza non definitiva n. 1303/2007 era indicata anche la ricerca di eventuali schede firmate dagli scrutatori ma non timbrate dal presidente. Una delle possibilità era in effetti che per alcune schede la procedura di autenticazione non si fosse conclusa. Nel corso della verifica condotta in contraddittorio tra le parti non sono però state ritrovate schede che fossero solo firmate e non anche timbrate. Sono invece state rinvenute 726 schede valide votate (tutte timbrate e firmate), 9 schede bianche e nulle (timbrate e firmate), e 169 schede non votate (timbrate e firmate), per un totale di 904. Oltre a queste vi sono 95 schede non firmate né timbrate. I risultati dell’istruttoria coincidono con quelli contenuti nel verbale delle operazioni di voto: 735 sono le schede complessivamente utilizzate dagli elettori (pag. 50), comprese le bianche e le nulle (pag. 37 e 39), mentre 169 sono le schede autenticate ma non utilizzate (pag. 33)”

IL VOTO DI LANCELLOTTI

” 9. La seconda questione da affrontare riguarda il numero di votanti della sezione n. 8. In questa sezione ha infatti votato il ricorrente Dionisio Lancellotti, iscritto nella lista elettorale della sezione n. 5. Il ricorrente afferma di aver votato per la lista Rovato delle Libertà. Tuttavia il suo voto (confermato dal timbro n. 11189 sulla tessera elettorale) non sarebbe stato conteggiato. .”

“11. L’istruttoria svolta sulla base della sentenza non definitiva n. 1303/2007 ha accertato che in effetti il signor Lancellotti non ha votato nella sezione n. 5. Per quanto riguarda la sezione n. 8 sono stati acquisiti il registro degli elettori uomini (che si chiude con il numero 348) e il registro maschile dei votanti. Sul registro degli elettori si può constatare che al numero 349 è stato inserito a penna il nome del signor Lancellotti con la relativa data di nascita. Sul registro dei votanti (che contiene il numero di iscrizione e il numero di tessera elettorale di quanti esprimono il voto nella sezione) è riportato il numero 349 con accanto un numero di tessera (03384261) che non corrisponde a quello del signor Lancellotti (033833100). La situazione è complicata dal fatto che nel registro degli elettori esisteva già un numero 349, inserito tra i numeri 173 e 174, corrispondente a un altro elettore (Carlo Invernizzi)..”

“12. I componenti della sezione n. 8 hanno quindi commesso tre errori: hanno consentito il voto a un elettore iscritto in un’altra sezione, hanno attribuito d’ufficio un numero di iscrizione già presente nel registro degli elettori e hanno riportato in modo errato il numero di tessera elettorale (tra l’altro il numero annotato è di sole 8 cifre mentre tutti gli altri ne hanno 9 e dunque non è attribuibile con sicurezza a nessun elettore). Occorre però sottolineare che è stata seguita una procedura che, per quanto atipica, ha permesso di attenuare le conseguenze di questi errori. Da un lato vi è stata infatti, come si è visto, una sorta di iscrizione d’ufficio del signor Lancellotti nella lista elettorale della sezione n. 8, dall’altro è stato adottato un doppio controllo sugli elettori che hanno espresso il voto, ossia oltre alla prescritta annotazione del numero di tessera nello specifico registro dei votanti sono stati apposti dei segni (“V” e cerchiatura del numero progressivo) sui registri degli elettori. Questi segni possono essere interpretati come conferme della partecipazione al voto. Poiché i segni sono presenti accanto al nome del signor Lancellotti ma non accanto a quello dell’altro elettore contrassegnato con il numero progressivo 349 si può ritenere che quest’ultimo non abbia votato e che quindi il voto del signor Lancellotti, nonostante l’erronea indicazione del numero di tessera elettorale, sia stato correttamente computato…”

13. Gli errori sopra descritti non inficiano il risultato elettorale neppure se esaminati nel contesto delle operazioni elettorali della sezione n. 8. In sede istruttoria sono state rinvenute 535 schede valide votate, 7 schede bianche e nulle, 210 schede autenticate ma non utilizzate, e 25 schede non autenticate. Vi è corrispondenza con il numero complessivo delle schede spogliate (542) riportato nel verbale delle operazioni di voto (pag. 50) e con le annotazioni dei registri maschili e femminili dei votanti (266 votanti uomini e 276 votanti donne). Il numero complessivo delle schede effettivamente autenticate (752) è invece superiore al totale indicato a pag. 9 del verbale delle operazioni di voto (705). Quest’ultimo è il totale degli elettori iscritti nella sezione, e dal verbale non risulta per quale motivo sia stato autenticato un numero di schede molto superiore…”

LE LAMENTELE DEI RAPPRESENTANTI DI LISTA

“15. Il terzo motivo del ricorso principale si basa sul fatto che nelle sezioni n. 1 e 10 sarebbe stato impedito ai rappresentanti della lista Rovato delle Libertà di visionare le schede scrutinate. Questa limitazione delle prerogative dei rappresentanti di lista non determina da sola l’invalidità delle operazioni elettorali nelle sezioni interessate ma potrebbe concorrere con altri elementi a formare un giudizio di inaffidabilità dei risultati elettorali. Nel caso in esame peraltro tali elementi non sono né indicati espressamente né desumibili dagli atti a disposizione….”

“16. Le difficoltà poste dai componenti della sezione ai rappresentanti di lista sono però rilevanti sotto altri profili. In particolare, trattandosi di limitazioni alla trasparenza della procedura elettorale, comportano un’attenuazione dell’onere probatorio circa le irregolarità nello svolgimento delle operazioni o nell’attribuzione dei voti. Se i rappresentanti di lista non possono svolgere con efficacia il proprio ruolo di osservatori il rischio per le liste in competizione o per i singoli candidati è l’impossibilità di formulare dei motivi di ricorso abbastanza puntuali da superare la soglia di ammissibilità. Sarebbe tuttavia paradossale che fosse considerato esplorativo un ricorso (o un motivo di ricorso) non sufficientemente dettagliato a causa delle limitazioni imposte ai rappresentanti di lista….”

LA CONCLUSIONE

“18. In conclusione la lista Rovato delle Libertà conserva tutti i voti riconosciuti al momento dello scrutinio (4.221) e ne acquista altri 4 in base alle considerazioni svolte sopra. In totale quindi i voti per la suddetta lista sono 4.225…”

“19. In conclusione la lista Rovato Civica conserva tutti i voti riconosciuti al momento dello scrutinio (4.228) e ne acquista altri 4 in base alle considerazioni svolte sopra. In totale quindi i voti per la suddetta lista sono 4.232, il che mantiene invariato il vantaggio sulla lista Rovato delle Libertà…”

“21. La giurisprudenza consente la formulazione di motivi aggiunti solo per censurare sotto altri profili le medesime operazioni di voto quando queste siano state oggetto degli originari motivi di ricorso per quanto riguarda la natura dei vizi denunciati, il numero delle schede contestate e le relative sezioni elettorali (CS Sez. V 4 marzo 2008 n. 817)….”

22. Applicando questi principi, i motivi aggiunti proposti dai ricorrenti principali risultano tutti inammissibili. Occorre però operare una precisazione relativamente alla richiesta di estendere l’impugnazione al voto contestato della sezione n. 1. Come si è visto sopra al punto 15 con riferimento a questa sezione i ricorrenti lamentano che sarebbe stato impedito al rappresentante della lista Rovato delle Libertà di visionare le schede scrutinate. La segnalazione proviene dallo stesso rappresentante di lista (doc. 5 dei ricorrenti) e non risulta espressamente smentita dal rappresentante della lista Rovato Civica (doc. 5 del Comune). Questa limitazione del controllo ha impedito ai ricorrenti di disporre di informazioni tempestive su alcune presunte irregolarità della procedura e potrebbe tradursi in una violazione del diritto di difesa se fosse preclusa ai ricorrenti anche la possibilità di avvalersi delle risultanze istruttorie (v. sopra al punto 16). Sotto questo profilo l’istruttoria già svolta può quindi essere considerata equivalente a una forma di accesso elettorale realizzato in sede processuale, come tale propedeutico a successive impugnazioni. In concreto tuttavia la richiesta dei ricorrenti principali non può essere accolta perché se anche il voto della sezione n. 1 venisse attribuito non basterebbe a modificare il risultato complessivo delle elezioni. Deve quindi essere dichiarata l’inammissibilità per carenza di interesse…”

“23. In conclusione il risultato elettorale definitivo è accertato nei termini seguenti: 4.232 voti per la lista Rovato Civica e 4.225 voti per la lista Rovato delle Libertà. Conseguentemente il ricorso principale deve essere respinto per quanto riguarda il ricorso introduttivo, mentre va dichiarato inammissibile per quanto riguarda i motivi aggiunti. La complessità di alcune questioni consente l’integrale compensazione delle spese tra le parti.”

“P.Q.M. (per questi motivi)

Dichiara inammissibile il ricorso per motivi aggiunti proposto dai ricorrenti principali.

Le spese sono integralmente compensate tra le parti”

Manifestazione del “Tavolo Antifascista della Franciacorta” a Rovato

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Duemila per gli organizzatori; fra gli 800 e i mille per le forze dell’ordine.

Sono questi i numeri che sabato 19 aprile ha offerto la manifestazione del “Tavolo Antifascista della Franciacorta” che ha sfilato dalla stazione ferroviaria di Rovato fino a Piazza Garibaldi (per le motivazioni clicca qui)

Aldilà dei numeri (la verità, probabilmente, sta nel mezzo), il corteo di sabato è stato probabilmente il più corposo che la capitale della Franciacorta abbia mai ospitato.

Discreta, ma significativa, la presenza di Carabinieri, Polizia Locale e Polizia di Stato, posizionati in capo e in coda al corteo oltre che attorno ad alcuni punti considerati “critici”.

Attorno alle 15:30, il corteo ha mosso i suoi passi lungo viale Cesare Battisti aperto dallo striscione delle “Donne contro il fascismo” (”1948 - 1968 - 2008: c’eravamo, ci siamo, ci saremo”).

Dietro, l’ala “istituzionale” della manifestazione con i rappresentanti dei Comuni di Rovato (fascia tricolore affidata al vicesindaco Eligio Costanzi, assente Cottinelli), Cazzago, Castegnato, Cologne e Coccaglio.
Al loro fianco il presidente provinciale Anpi, Lino Pedroni, e lo spezzone costituito dalle sezioni di partigiani e deportati, dalla società civile e dai rappresentanti di associazioni, Cgil e partiti (presenti bandiere del Pd e della Sinistra Arcobaleno).

Fra loro, anche numerosi consiglieri di Rovato Civica, come Niglia, Berardi, Buffoli, Bergomi e Serra.

Staccata di qualche metro, la seconda tranche, quella “di movimento”: da Sinistra Critica al c.s. 28 Maggio di Rovato (striscione d’apertura fra i fumogeni: “A chi ci minaccia..pan per focaccia”, seguito da una decina di giovani vestiti da panettieri), c.s. Magazzino 47 di Brescia, collettivi studenteschi e femministi, anarchici e giovani “sciolti”.

Numerosi, in entrambe le parti del corteo, gli immigrati: alcuni dietro lo striscione della Rete 28 Aprile della Cgil, altri con i movimenti.

Verso le 16:30 il lungo corteo ha raggiunto corso Bonomelli, svoltando poco più tardi in via San Carlo e da lì (verso le 18) in piazza Garibaldi.

Lì la conclusione della manifestazione, con gli interventi - fra gli altri - di Rosa Piro , madre di Davide Cesare, di Maria Lupatini, staffetta partigiana rovatese classe 1914, di Ibrahim Ndyane, del Coordinamento Immigrati Franciacorta e di Fausto Beltrami della segreteria della Cgil di Brescia.

Tour dei blog rovatesi: caserma della guardia di finanza, cava e richiesta di confronto pubblico da parte dell’oppisizione

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Dopo la parentesi aperta per capire i trend rovatesi nell’ambito delle elezioni nazionali, torniamo a concentrarci sulle necessità e le proposte che riguardano direttamente la capitale della Franciacorta.

Abbiamo infatti lasciato il nostro comune dopo i successi della scuola Genocchio ai campionati italiani e la domenica dello Sbarazzo, vediamo quindi quali sono i temi e le proposte che stavano infiammando la politica rovatese prima della cristallizzazione dovuta alle elezioni politiche.

La caserma delle Guardia di Finanza tanto discussa anche nello scorso consiglio comunale con la forte contrarietà espressa dai consiglieri di Forza Italia che riportano infatti sul loro sito web:

Rovato ha problemi ben più seri e sentiti dalla cittadinanza, a partire dalla sicurezza che non troverà con l’arrivo della guardia di finanza una reale repressione in quanto come dichiarato dallo stesso Sindaco, la repressione del crimine non rientra tra i compiti primari dei militari.

una risposta a queste affermazioni si trova sul blog del consigliere di Rovato Civica Luigi Braghini:

Sappiamo tutti quale sia per eccellenza il ruolo della guardia di finanza, lotta all’immigrazione clandestina e allo sfruttamento della stessa, allo spaccio di sostanze stupefacienti, al lavoro nero e naturalemente a tutti i reati legati alla finanza.

che rincara la dose:


Si parla di mancanza di servizi sociali, come successe in consiglio, informarsi prima di fare brutte figure.

probabilemente per puntualizzare alle affermazioni rigurdanti le richieste di rafforzamento verso le fasce di cittadini meno fortunati riportate sempre dal sito di Forza Italia:

Non siamo contrari all’operato dei militari della Guardia di Finanza al quale come sempre esprimiamo la nostra stima , ma riteniamo che altre strutture meritassero precedenza, basti pensare alle scuole pubbliche, al rafforzamento di servizi offerti ad anziani , famiglie, portatori di handicap ecc.

Il blog di Aldo Massimo Rossi continua invece a dar risalto alla seconda lettera dell’ex-sindaco Scalvi che lo chiama in causa direttamente per cercare di fermare l’attuale gestione dei piani integrati.

Il coordinatore locale del PD Angelo Bergomi invece mantiene alta l’attenzione sulla questione della cava Bonfadina e delle agitazioni dei dipendenti della Bettoni SpA, secondo lui orchestrate ad hoc per effettuare pressione in merito all’apertura di nuovi ambiti estrattivi cui Bergomi risponde quindi:

[…] Al sindacato sono state fornite tutte queste informazioni, confermando di non essere disposti a subire alcun ricatto occupazionale, tanto per essere chiari.

Non c’è che dire, molti sono i punti d’interesse per un comune importante come quello di Rovato, ma inaspettata sembra arrivare una nuova proposta per politici e cittadini rovatesi:

A questo proposito riteniamo interessante un confronto pubblico che da tempo chiediamo dalle pagine del nostro web per rispondere non solo in Consiglio Comunale dove ci si può avvalere di una forte maggioranza ma davanti ai propri cittadini per rendere finalmente conto della discutibile amministrazione ma soprattutto del consenso tra la gente dei propri consiglieri.

Non ci è dato sapere quale siano i dettagli della proposta ma potrebbe essere interessante riportare i cittadini in piazza per parlare dei problemi del territorio ad un anno di distanza dal dibattito organizzato lo scorso 24 Maggio da Rovato.org per aiutare i cittadini a conoscere meglio le proposte degli allora candidati sindaco.

Elezioni politiche a Rovato: scarica il documento in .pdf completo con i dati su affluenza e voti alla Camera e al Senato

Scarica i dati .pdf con affluenza e voti sia alla Camera che al Senato a Rovato.

Si ringrazia l’ufficio CED e Anagrafe del Comune di Rovato.

In serata, un’analisi completa e articolata sulle dinamiche di voto a Rovato tra il 2006 e oggi, dove spicca il boom della Lega Nord (28,62% al Senato e 28,76% alla Camera), seconda solo al Popolo della Libertà (Senato 34,25%, Camera 33,91%).

Più indietro il Partito Democratico (Senato 21,72%, Camera 21,42%), mentre l’Udc bene o male “tiene” (Senato 4,93%, Camera 5,09%).

A picco la Sinistra Arcobaleno (Senato 1,71%, addirittura meno alla Camera: 1,67%).

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RISULTATI DEFINITIVI DAI SEGGI ROVATESI. NETTA AFFERMAZIONE DELLA LEGA.

Ringraziamo il personale dell’ufficio Ced e dell’anagrafe del Comune di Rovato per il prezioso aiuto

Ecco i dati finali delle elezioni politiche in territorio rovatese; innanzitutto l’affluenza: 87,65% per il Senato e 87,55% alla Camera.

Per quanto riguarda poi le singole liste del Senato (sono evidenziate le liste che hanno superato lo 0,2%):

Sinistra Critica 0,36%
Per il bene comune 0,32%
Lega Nord 28,62%
Popolo delle Libertà 34,25%
Lista Grilli parlanti 0,44%
Partito comunista dei lavoratori 0,33%
Partito liberale italiano 0,25%
Sinistra Arcobaleno 1,71%
Lega per l’autonomia-Alleanza Lombarda 1,09%
Partito socialista 0,41%
La destra 1,71%
Partito democratico 21,71%
Italia dei valori 2,88%
Forza nuova 0,73%
Unione di centro 4,93%

Per la Camera:
Per il bene comune 0,30%
Italia dei Valori 3,18%
Partito democratico 22,08%
La destra 1,94%
Partito socialista 0,65%
Unione di centro 4,91%
Sinistra critica 0,43%
Popolo delle libertà 33,61%
Lega Nord 28,47%
Lega lombarda federalisti 0,63%
Forza nuova 0,81%
Partito liberale italiano 0,26%
Aborto?no grazie 0,44%
Sinistra Arcobaleno 1,69%
Partito comunista dei lavoratori 0,39%

Rsipetto alle ultime elezioni politiche (primavera 2006) anche rovato sconta un calo dei votanti anche se in feriore al dato nazionale; nella capitale franciacortina infatto la diminuzione è di circa l’1%.
Passando alle singole liste si può notare innanzitutto il grande boom della lega nord che guadagna circa il 10%. In calo il Popolo della Libertà, che ha ottenuto circa il 5% in meno di quanto avevano ottenuto le liste che hanno dato vita al nuovo soggetto politico. Il Partito democratico guadagna circa il 3%. Debacle invece per la sinistra radicale: la sinistra arcobaleno,sinistra critica e Pcli perdono complessivamente, rispetto alla somma dei voti del 2006 di Prc e Insieme per l’unione (Verdi+Pdci), quasi il 5% del totale (e il 75% dei voti che avevano). L’Italia dei Valori di Di Pietro guadagna uno 0,5%. L’udc perde invece l’1,3%.

Per maggiori informazioni, riguardanti anche le liste non citate sopra, potete controllare il sito del Comune di Rovato

Elezioni: alle 15 chiudono i seggi e si aprono i commenti

NEI COMMENTI I DATI PARZIALI SULL’ANDAMENTO A ROVATO

Ricordiamo a chi non si fosse ancora recato ai seggi che ha tempo fino alle 15 di oggi (ieri alle 19 aveva votato il 59,34% dei rovatesi aventi diritto), momento in cui appariranno online i primi exit poll, preparate i vostri pronostici.

Chi sarà stato aiutato dal calo dell’affluenza? l’appello al “voto utile” sarà stato accolto dai cittadini?

Chi indovinerà l’esito finale potrà vantarsene per i prossimi anni… forse persino 5 anni.

ELEZIONI: COME ANDO’ A ROVATO NEL 2006? TUTTI I LINKS PER NON PERDERE L’ESITO DEL VOTO 2008

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A partire dalle 8 di domenica 13 aprile, e fino alle 15 di lunedi 14, si vota in tutta Italia per il rinnovo di Camera e Senato.

Ma come andò a Rovato nel 2006?

Per saperlo, aprite il file sottostante, con tutti i dati relativi ai voti dei rovatesi di due anni fa per Camera e Senato:

rovato-politiche2006.xls

Il resoconto nazionale delle passate politiche lo trovate invece qui (la nostra circoscrizione è “Lombardia 2″):


http://www.repubblica.it/speciale/2006/elezioni/camera/index.html

Infine, a partire dalle 15 di lunedì, per vedere i risultati ufficiali potete collegarvi al sito del Ministero dell’Interno al seguente indirizzo:

http://politiche.interno.it/

A partire da martedì si procederà inoltre allo spoglio delle amministrative, che riguarda paesi come Travagliato e la città di Brescia:

http://amministrative.interno.it/

L’Election Day si avvicina e Brescia aspetta di sapere chi sarà il nuovo sindaco (ma non solo)

Week-end elettorale per gli italiani quello del 13 e 14 aprile ma in provincia di Brescia non sarà solo il dibattito sulla politica nazionale a tenere banco, andranno infatti al voto per le elezioni amministrative i cittadini di:

Ponte di Legno (1862 abitanti) e guidato fino ad ora dall’albergatore Mario Bezzi (lista civica)

Agnosine (1875 abitanti), il cui sindaco è un commissario prefettizio (Anna Aida Abruzzese)


Berzo inferiore
(2206 abitanti), con a capo Sergio Damiola (lista civica)

Offlaga (3365 abitanti) retto dall’ennesimo commisario (Attilio Visconti)

Trenzano (4848 abitanti) guidato dal vicesindaco (facente funzioni) Ignazio Parolari (lista civica)

Castelcovati (5348 abitanti) retto dal commisario Michele Tortora

Quinzano d’Oglio (5851 abitanti) il cui attuale sindaco è Maurizio Franzini (lista civica)

Toscolano Maderno (7006 abitanti) con a capo Mario Elena (centrodestra)

Travagliato (11012 abitanti) retto dal commisario prefettizio Attilio Visconti.

tutti comuni che non avranno necessità di ballottaggio dato che nessuno di essi supera i 15000 abitanti, ben diversa la situazione in città dove la campagna elettorale dei due big Paroli (PdL) e Del Bono (Pd) sta per giungere al termine, ma non senza outsider che potrebbero di fatto impedire la vittoria al primo turno di uno dei due.

Troviamo infatti un’agguerrita pattuglia di candidati sindaco tra i quali:

Laura Castelletti supportata dal partito socialista e dal dicembre 1998 la Presidente del Consiglio Comunale di Brescia.

Francesco Onofri supportato dalla lista civica per Francesco Onofri sindaco; l’avvocato promette di non allearsi con nessuna delle forze politiche concorrenti anche in caso di un eventuale ballottaggio.

Diego Zarneri supportato da La Destra il giovane bresciano che sfida “i professionisti della politica” senza alcun timore reverenziale

Tra gli altri candidati troviamo Giuseppe Berthoud (La Rosa Bianca), Flavio Luigi Carretta (Progetto Brescia), Luca Castellini (Forza Nuova), Gianfranco De Gasperi (Pensionati-Polo civico di centro), Cesare Giovanardi (Brescia che verrà), Miriam Schena (Rinascita democratica per Brescia).

Si dovrà attendere probabilmente martedì per conoscere gli esiti del voto amministrativo, in bocca al lupo a tutti i candidati e che vinca il migliore.

Giovedì 10 aprile: Pd ospita Galperti e Ferrari

Riceviamo e pubblichiamo:

“Stasera, Giovedì 10/04 alle ore 20.45 il circolo del PD di Rovato ha l’onore di ospitare Guido Galperti (capogruppo del PD in consigio Regionale) e Pierangelo Ferrari (onorevole uscente), due candidati bresciani alle elezioni politiche del 13/14 aprile.

Come circolo riteniamo importante offrire ai cittadini rovatesi l’opportunità di sentire da due candidati quali sono i punti peculiari del programma del PD. Sarà anche l’occasione per sentirsi dire quali sono le priorità che da candidati bresciani intenderanno portare nel Parlamento italiano, qualora i cittadini decideranno di accordargli fiducia.

A margine sarà possibile informarsi delle attività del Circolo di Rovato del PD che, dopo le primarie del 27 gennaio scorso, si è costituito ufficialmente con un proprio direttivo e un coordinatore”

Perchè votare UDC? Ecco le motivazioni spiegate dal senatore Maninetti

Perchè votare La Destra? ecco le motivazioni portate al dibattito del 3 aprile

Cominciamo la carrellata di video riguardanti l’incontro con i rappresentanti politici dei maggiori partiti organizzato da Rovato Futura il 3 aprile al Foro Boario.

Tocca oggi al rappresentante de La Destra


Rovato Futura: “Giovedì 3 aprile incontro con i candidati lombardi alle elezioni politiche”

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa ufficiale dell’associazione “Rovato Futura” in merito all’iniziativa pubblica di giovedì 3 aprile al Foro Boario di Rovato sulle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008:

Rovato Futura Incontra i Candidati

Una serata per conoscere programmi e idee dei partiti in lizza per le elezioni Politiche 2008

Giovedì 3 aprile alle ore 20.45, presso la Sala Civica del Foro Boario di Rovato, l’Associazione Rovato Futura organizza un incontro pubblico con i Candidati lombardi alla Camera e al Senato in lizza per le Elezioni Politiche del 13 e 14 aprile.

All’incontro sono stati invitati i candidati di PD, Sinistra Arcobaleno, Udc, PDL, La Destra e Lega. A loro daremo la possibilità di illustrare ai cittadini rovatesi i propri programmi e le proprie idee.

Perché siano rispettate le pari condizioni, l’associazione Rovato Futura ha deciso di fissare poche, ma inflessibili, regole che permettano la buona condotta del dibattito;

1. 4 domande uguali per tutti i candidati sui temi di più stretta attualità;
2. Ogni candidato avrà a disposizione non più di 3 minuti per rispondere ad ogni domanda;
3. L’ordine degli interventi sarà stabilito da un sorteggio. In ogni caso si seguirà un senso ciclico;
4. Quando un candidato ha la parola nessun altro può intervenire;
5. Ogni candidato avrà a disposizione un intervento/appello finale di 5 Minuti il cui ordine è stabilito da un ulteriore sorteggio.

Dopo una riuscita iniziativa legata al problema dei mutui e delle novità introdotte dal Decreto Legge sulle liberalizzazioni, l’Associazione Rovato Futura si dimostra ancora una volta attiva nella ricerca di spazi dedicati ai cittadini e per i cittadini, dove attraverso il confronto delle idee, ci sia la possibilità di creare nuove forme di partecipazione politica e culturale a Rovato”.

Dibattito pubblico tra 6 candidati alle elezioni nazionali. Rovato Giovedì 3 Aprile

L’ associazione “ROVATO FUTURA” organizza

Giovedì 3 Aprile alle ore 20:45 presso la sala civica del Foro Boario in piazza Garibaldi a Rovato un dibattito pubblico fra i candidati alle prossime elezioni nazionali.

Saranno presenti i candidati delle maggiori forze politiche nazionali per illustrare il loro punto di vista.

Sono stati invitati rappresentanti di: LEGA NORD, UDC, LA DESTRA, SINISTRA ARCOBALENO, PARTITO DEMOCRATICO E PARTITO DELLE LIBERTA’.

Ad oggi, manca solo la conferma dell’esponente del PdL, come annunciato sul blog da G.F. Tomasoni. Domani, notizie più certe sulla presenza o meno al confronto pubblico con i cittadini di un candidato del partito di Berlusconi e Fini.

Ecco alcuni dei temi che i candidati andranno a trattare:

1 Lavoro, impresa e formazione

Morti bianche, competitività e precariato; quali politiche mettere in campo per risolvere le problematiche del lavoro?

2 Famiglia e istruzione

Il concetto tradizionale di famiglia è ancora attuale? Cosa propone il suo movimento al riguardo.

3 Giustizia e sicurezza

I cittadini chiedono allo Stato più sicurezza, tempi contenuti e “certezza della pena”, cosa intende fare il suo partito?

4 Tasse e debito pubblico

L’Italia per dimensioni ha il quarto debito pubblico al mondo, si parla molto di ridurre la pressione fiscale, ma come garantire copertura finanziaria per servizi e investimenti?

Seconda lettera dell’ex sindaco Scalvi: “Caro Aldo (Rossi) ti scrivo..”

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La sua prima lettera sullo sviluppo del territorio rovatese aveva scatenato decine di reazioni.

Trascorso qualche mese, l’ex sindaco G.B. Scalvi torna a scrivere sull’argomento, e lo fa rivolgendosi al consigliere comunale di Forza Italia Aldo Massimo Rossi.

“Spunto” per la missiva: il consiglio comunale di giovedì 27 marzo, il primo a cui prenderanno parte le minoranze di centrodestra.

Di seguito, la lettera di Scalvi:

“BRESCIA, 27 Marzo 2008

Caro Aldo,

ho letto che questa sera le minoranze tornano in Consiglio comunale. Buon lavoro sincero, anche se portate la responsabilità politica di aver privato il Consiglio, per un intero anno, della indispensabile presenza delle minoranze.

Ti scrivo approfittando della nostra vecchia amicizia, consolidata dalle aspre critiche che ci siamo rivolti per le nostre diverse opinioni politiche, riscontrando il tuo apprezzamento per il contenuto della lettera che avevo inviato agli ex-sindaci, con una forma di intervento allora scelta per dare il meno fastidio possibile a voi amministratori, oltre che per l’autorevolezza degli interlocutori. Ho letto, invece, che nel corso di un Consiglio comunale la mia iniziativa è stata catalogata spregiativamente “letterina”: forse perchè giudicata frivola, forse per accostarmi, dato il mio apprezzabile aspetto estetico, a quel mondo di belle ragazze che i programmi della sub-cultura televisiva ci propinano. Tanto è accaduto, ma io non demordo, nei limiti che i miei impegni mi consentono.

Approvare stasera in via definitiva il P.I.I. è un gravissimo errore, perchè è bruttissimo - su questo punto non ci possiamo fare più nulla se non portare i correttivi imposti dalla Provincia e constatare che, in cambio, avremo almeno l’onore di ospitare la caserma della guardia di finanza-, ma soprattutto perchè devono essere prima chiarite con la massima trasparenza due questioni.

Corrisponde al vero che la società coinvolta nel P.I.I. fosse una società anonima con sede negli U.S.A.e che solo nel dicembre scorso abbia aumentato il proprio capitale sociale, vedendo la sottoscrizione delle quote da parte di due ex consiglieri comunali? Che ruolo hanno avuto costoro, quando erano in carica, rispetto al procedimento amministrativo che ha condotto all’adozione di codesto strumento urbanistico? La valutazione è politica e riguarda la formazione degli strumenti urbanistici in un Comune assediato dai P.I.I..

Ho letto il documento del P.D. sulla necessità del piano di governo del territorio. Ci si deve chiedere perchè non abbiano ancora cambiato il piano regolatore se ritengono quello Manenti tanto inadeguato e mi domando perchè invochino la necessità di tutelare il territorio e contemporaneamente lo massacrino con i P.I.I., che aggiungono in modo del tutto privo di logica metri cubi a quelli già approvati nel corso dell’amministrazione Manenti. I P.I.I: non sono un male; il male è farli così, per giunta senza prevedere come si svilupperà il comune.
Ancora più sconcertante è leggere il parere e le prescrizioni della Provincia sul P.I.I. in definitiva adozione.

La Provincia dice che il Comune di Rovato non ha ancora adottato il piano paesistico. Soprattutto è in netto dissenso col Comune che aveva considerato gli edifici ex-zoodula di scarso interesse storico. C’è da arrossire come rovatesi; la Provincia dice: guarda comune che tu possiedi edifici catalogabili per la storia industriale che rappresentano qualcosa di assimilabile all’archeologia industriale (come era, del resto, l’ex fabbrica Redaelli); valorizzalo.

Il Comune risponde: ma che dici, quei capannoncini di mattoni non hanno nessun pregio, meglio le palazzine nuove di zecca a sette piani. La Provincia allora emette prescrizioni per la tutela paesistica del nostro comune. Qui sorge la questione sulla quale richiamo la tua attenzione. Mentre era in corso questa procedura, gli edifici di interesse storico sono stati demoliti; la ex zoodula non c’è più.

La Provincia prende atto della demolizione,
si chiede coma possa esser accaduto, dà prescrizioni per salvaguardare quel che resta: roggia, vecchio mulino, piantumazione con specie arboree autoctone, arretramento e abbassamento degli edifici in costruzione, per renderli meno invasivi.

La domanda è proprio quella che ha posto la Provincia: come può essere accaduto che, mentre era in corso la procedura di valutazione per la tutela del nostro territorio, le palazzine storiche, che erano oggetto di tale valutazione, siano state rase al suolo?

Io non entro nel merito del piano integrato, già ho posto il problema e mi chiedo come si possa costruire senza freni, in assenza di un’immagine di massima di quel che sarà il nostro comune nei prossimi anni; mi domando, invece, come ciascun consigliere comunale possa votare definitivamente un piano senza che siano chiariti almeno i due punti che ho posto alla tua attenzione.

Quando si adotta una deroga allo strumento urbanistico, è compito della politica garantire la massima trasparenza perchè nessuna velatura possa intravedersi, anche in tempi caratterizzati da un inspiegabile sacro ardore per demolire ciò che la storia della nostra comunità ci ha consegnato.

Cordialità.

Gianbattista Scalvi”

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