Politica a Rovato: ancora acque agitate nel centrodestra, Poblete contro Danesi (PDL)
La lettera pubblicata sul giornale di Brescia a firma Pierino Danesi (PDL Rovato) non ha solo marcato una distanza fra centrodestra e Lega Nord.
Anche all’interno delle diverse anime rovatesi che gravitano attorno al premier Berlusconi il fermento di certo non manca.
Ultimo esempio in merito:la lettera che Marcelo Poblete (Alleanza per Rovato) ha pubblicato sul proprio blog e che qui Rovato.org riporta integralmente.
“La mia uscita di scena dal gruppo di Forza Italia Rovato di quasi due anni fa, uscita che vorrei ricordare agli smemorati, fu volontaria, fu diretta conseguenza di due fattori; innanzitutto l’attacco forte ed insensato da parte di un membro del gruppo che ai tempi non era neppure componente del direttivo, ma in primo luogo la situazione imbarazzante ed insopportabile nel quale il coordinatore, al quale anche io diedi fiducia votandolo, stava trascinando la rappresentanza cittadina del partito. Pensai che l’unica maniera per non coinvolgere in beghe pubbliche il partito fosse un allontanamento volontario, dunque così feci.
Erano oramai consuetudine le tensioni per lo più provocate da una feroce campagna diffamatoria che si consumava sopratutto nei banconi dei bar e le figuracce che quotidianamente il sig. Danesi continuava a collezionare, basti pensare al galà di fine anno del 2008 di Montichiari, organizzato dal Danesi in stile festa campestre, che gettò un velo di imbarazzo nel direttivo provinciale del neonato Popolo della Libertà, passando da una serie di eventi pubblici e prese di posizioni autonome, insensate e lontane dalle linee del partito, che nel breve periodo hanno condotto alla disgregazione odierna del PDL rovatese, dove ancora non vi è un direttivo riconosciuto ed un coordinatore accreditato.
Anche politicamente le lacune si sono dimostrate incolmabili, l’organizzazione delle scorse elezioni regionali hanno rappresentato un flop clamoroso, nonostante il prestigio e le risorse messe in campo dai candidati rappresentati da Danesi, hanno visto il loro consenso sormontato perfino da un candidato outsider sul nostro territorio, per non parlare infine dei coloriti interventi in consiglio comunale o la presa di posizione sul Plis, nonchè l’atteggiamento personale sempre più distaccato ed arrogante nei confronti di tutti coloro che militano o si sono avvicinati al partito a Rovato e non solo.
L’attuale situazione non si può certo imputare alle realtà alternative che si stanno organizzando sul territorio, che per lo più sono da consideransi come una sorta di risposta alla prepotenza crescente del coordinatore uscente di FI, il quale oltre a proseguire nel millantare una carica che non gli è stata conferita, ovvero quella di coordinatore del PDL rovatese, ha solo avuto il merito di fare emergere i personalismi e rancori oramai incancreniti ed incolmabili.
La responsabilità e l’appartenenza al partito di alcuni dirigenti locali ha impedito di denunciare la surreale situazione, ma è mio pensiero che forse è stato più dannoso il lasciare fare che il reagire. Oggi questo si traduce in un crollo di immagine, credibilità e di consenso del PDL a Rovato a tutto vantaggio degli amici della Lega.
Amici che oggi, ancora in maniera autonoma ed insensatamente ingiustificata, si trovato sotto l’attacco di quello che potremmo definire “fuoco amico”. La lettera che pubblico a seguito è stata scritta di pugno dal sig. Pierino Danesi ed è stata inviata al direttore del quotidiano “Giornale di Brescia” (pubblicata in data 30, agosto,2010). Danesi, da poco premiato con l’alta onorificenza del Cavalierato della Repubblica, del quale sarebbe interessante conoscerne le motivazioni, ha ritenuto di trovarsi nella situazione di poter esprimere valutazioni tecniche e politiche a lui nei fatti sconosciute.
Come membro tesserato del Popolo della Libertà, ho il dovere a tutela del partito di prendere le più ampie distanze da quanto affermato da Danesi. Ma desidero ugualmente rispondere indirettamente alle sue perplessità;
Si viene eletti consiglieri in base alle preferenze espresse dagli elettori ed ai seggi che vengono assegnati ai partiti, pertanto se per PDL erano tre seggi, anche la Lega Nord in base all’esito elettorale ne vanta 3, stiamo parlando quasi di parità, ovvero 170.922 voti per il PDL e 169.216 per la Lega Nord, è ovvio che per l’IDV servano una manciata di voti per avere un rappresentante, il quale ha diritto ad un compenso da consigliere, ovviamente questo non centra con la sua morale.
Per quanto concerne i compensi, appunto, sarebbe meglio che il sig. Danesi conoscesse meglio i meccanismi che li regolano, onde evitare di gettare in pasto alla collera cittadina, soprattutto chi amministra oggi in maniera efficiente la nostra regione. E’ chiaro che vi è una forte sproporzione tra un consigliere comunale di un paese come Rovato e la Regione Lombardia, ma documentandosi e ponendo interrogazioni nei modi e soprattutto nelle sedi appropriate poteva avere le risposte che cerca e di conseguenza rispondere ai cittadini che gli pongono domande nel bar.
Tutti concordiamo che una politica più virtuosa sarebbe auspicabile, ma pensare che sparando a zero sull’ intero consiglio regionale ed i suoi vertici, si possa in qualche modo contribuire alla risoluzione del problema, se non altro dimostra una incredibile ingenuità ed impreparazione politica.
Del resto la proposta del Governo, citata da Danesi, non riguardava le regioni ma bensì le provincie, che contrariamente alla linea del partito, egli difende. Forse il Sig. Danesi non rammenta che il presidente della regione Lombardia da ben 4 mandati e Roberto Formigoni del Popolo della Libertà, pertanto potrebbe porre le sue argomentazioni direttamente a lui, del resto, come dialoga quotidianamente con il Ministro Gelmini, in base alle sue dichiarazioni, non credo che abbia difficoltà a contattarlo.
Se poi Danesi ritiene che la colpa dei compensi sia del presidente della regione e meriti, come ha scritto, di vedersi chiuso il Pirellone poiché inutile, a questo punto se ne assuma tutte le responsabilità sia politiche che personali senza firmarsi come coordinatore del comitato del Popolo della Libertà. Alla luce dei fatti mi attendo una forte presa di posizione da parte dei dirigenti che ne hanno facoltà, ed ovviamente una forte presa di distanza da una iniziativa personale, ingiustificata, insensata e dannosa”.











