
“Quando vuole, ossia quasi sempre, la politica italiana sa essere tragicomica e teatrale come nessun’altra”. Con queste azzeccate parole El Pais, uno dei principali quotidiani spagnoli, ha definito in queste ore il caos che aleggia in Italia attorno alle liste elettorali per le regionali di marzo 2010.
LOMBARDIA: 7 CANDIDATI PER TREDICI LISTE - Prima di addentrarci nei meandri delle bocciature e dei ricorsi, facciamo un veloce riepilogo dei candidati al netto delle decisioni della corte d’Appello.
I candidati che si sono presentati alla Corte d’Appello per le Regionali di Lombardia del 28 e 29 marzo 2010 sono sette, sostenuti complessivamente da tredici liste.
In ordine alfabetico:
Agnoletto Vittorio (Federazione della Sinistra - Prc PdCi)
Cappato Marco (Lista Bonino Pannella)
Crimi Vito (Movimento 5 Stelle)
Formigoni Roberto (PdL e Lega Nord)
Invernizzi Gianmario (Forza Nuova)
Penati Filippo (Pd, Sinistra e Libertà, Verdi, Pensionati, Italia dei Valori e Psi)
Pezzotta Savino (UdC).
Cliccando qui sotto, invece, trovate l’elenco completo in .pdf dei singoli candidati consiglieri:
candidati-regionali-lombardia-2010.pdf
ANNA BERTUZZI IN CAMPO PER DI PIETRO - Spulciando le liste delle regionali si scopre che non sarà il solo consigliere del Carroccio Pierluigi Toscani a tenere alta la “bandiera” della rovatesità nella corsa al Pirellone.
Per la lista dell’Italia dei Valori, infatti, correrà anche Anna Bertuzzi, 62enne dirigente scolastico a Palazzolo prima e a Corte Franca poi ora in pensione (vedi foto in alto) e residente al Duomo di Rovato.
Contatta da Rovato.org, Anna Bertuzzi motiva così la sua scelta: “Ho accettato questa candidatura come dovere, essendomi sempre stata chiara la mia appartenenza al popolo della sinistra.
Ho scelto l’Italia dei Valori per la passionalità che distingue questo movimento nei confronti dei problemi della giustizia, per il coraggio di denuncia più volte dimostrato e soprattutto perchè vi ritrovo i valori in cui credo: rispetto delle diversità, delle libertà, lealtà e coerenza.
Per quanto riguarda i miei impegni - chiude la Bertuzzi -, se eletta sarà prioritario quello costante a tutela del diritto del lavoro“.
FORMIGONI Sì O NO? - Il tema che tiene banco in queste ore in Lombardia, regione il cui voto ovviamente interessa di più Rovato e i suoi cittadini, è però quello della candidatura del Governatore uscente.
La Corte d’Appello di Milano ha infatti sospeso al momento dalle elezioni il listino ‘Per la Lombardia’ di Roberto Formigoni: si tratta di un numero di consiglieri “blindati” che, in caso di vittoria, verrebbero eletti direttamente senza tener conto della preferenze.
La Corte ha bocciato Formigoni per la non validità di 514 firme, accogliendo così il ricorso presentato dalla lista Bonino-Pannella (anch’essa esclusa, ma per mancanza di firme).
Secondo la stampa le irregolarità riguardano la mancanza di timbri sui moduli, mancanza di data dell’autenticazione e mancanza del luogo dell’autenticazione.
Al momento, quindi, Formigoni non è candidato alla Regione Lombardia: stessa sorte per tutte le liste a lui collegate (PdL e Lega Nord su tutte, dove corre anche Toscani di Rovato), che senza l’apposito “listino” non possono concorrere al voto, non avendo di fatto un candidato presidente collegato.
Tutto finito, quindi? Decisamente no: Formigoni ha ovviamente presentato ricorso, al pari di Renata Polverini nel Lazio, sostenendo in pratica che stante le sentenze del Consiglio di Stato dal ‘95 in poi errori come quelli riscontrati sono di forma ma non di sostanza, e quindi la lista può essere comunque ammessa.
La notizia, ovviamente, ha causato un vespaio di polemiche, con accuse reciproche dentro il PdL (specie nel Lazio, fra ex An ed ex Fi), l’ironia della Lega Nord (per Bossi “si tratta di dilettanti allo sbaraglio”) e le stilettate dell’opposizione.
L’impressione generale che Rovato.org ha colto è che la vicenda, alla fine, rientrerà, e che i listini di Polverini e Formigoni nonostante le imperfezioni verranno ammessi.
Diverso, invece, il caso della lista PdL a Roma (l’ormai nota vicenda del “panino” di Milioni): in questo caso le parole del ministro dell’Interno Maroni, che ha smentito oggi possibile “correzione” in corsa delle leggi, paiono infatti lasciare poco margine ad eventuali ripensamenti.