Rugby Rovato: inaugurato il nuovo manto sintetico. Fino a lunedì c’è l’Italia Under 20.

ssDomenica 23 ottobre, in occasione della (sfortunata) partita tra Rugby Rovato e Monferrato (29-31), è stato ufficialmente inaugurato il nuovo manto sintetico dello stadio “Giulio e Silvio Pagani” di via I Maggio.

Di seguito, il commento proprio del Rugby Rovato 1976, con l’articolo di Fiorenza Bonetti:

Presentato ufficialmente il nuovo fondo, unico in Italia per il rugby e con certificazione IRB. Da lunedì, tre giorni di allenamenti in Franciacorta della Nazionale italiana Under 20

Innovazione e lungimiranza. Due le leve sulle quali il Rugby Rovato ha imperniato lo sviluppo del proprio club e che si sono concentrate nel rifacimento integrale fondo del Giulio e Silvio Pagani, storica casa della formazione franciacortina. «Con quest’ultima opera, l’impianto si può considerare completo nei suoi elementi fondamentali – ha commentato il presidente del club, Pierangelo Merlini, nel corso della cerimonia di presentazione -. La creazione di questa struttura risponde a due diverse, ma altrettanto rilevanti, esigenze. Da un lato, ottimizza le risorse economiche rispetto al passato, quando la dislocazione della nostra attività su impianti diversi generava un dispendio maggiore di energie. Dall’altro, e non certo meno importante, la creazione di due campi contigui permette all’importante numero dei nostri tesserati di sentirsi costantemente parte di un progetto comune, con un conseguente consolidamento del senso di appartenenza che, per noi, è di straordinaria importanza».

«Come amministratori della città di Rovato, – hanno affermato il sindaco Tiziano Belotti e l’assessore allo Sport Simone Agnelli – siamo lieti che la casa del rugby rovatese si sia dotata di un terreno da gioco in sintetico di qualità e rendimento unici. La promozione in serie B meritava una struttura di questa pregevolezza. La società, a proprie spese e con la sola garanza fidejussoria del Comune, si è assunta un onere, quello di realizzare un sintetico all’avanguardia, che ben dimostra la solidità di una realtà e testimonia la lungimiranza di un progetto sportivo iniziato quarant’anni fa e al quale auguriamo di proseguire per diversi decenni ancora».

Un tema sottolineato anche dal presidente della Federugby, Alfredo Gavazzi: «I campi da gioco e tutte le infrastrutture rappresentano uno dei più importanti patrimoni del rugby italiano. E’ sui campi e nelle club house che le nostre società vivono il presente e pongono le basi per il proprio futuro. L’impiantistica ha sempre rivestito un ruolo centrale nel nostro progetto politico e sono particolarmente felice di poter prendere parte oggi all’inaugurazione del rinnovato campo da gioco di un club storico della provincia bresciana, il Rovato. Un campo unico nel suo genere, con un sintetico di ultimissima generazione, approvato dall’International Rugby Board».

Una certificazione che garantirà, pertanto, la possibilità di impiego della struttura anche in occasione di match del massimo livello su scala internazionale. Lo dimostra, ad esempio, l’appuntamento fissato già per la giornata di domani, lunedì 24 ottobre, anticipato dal direttore tecnico del Rugby Rovato, Alessandro Geddo. «Accogliamo con soddisfazione la Nazionale Under 20 che sosterrà presso i nostri impianti una tre giorni di preparazione – commenta -, certi che l’investimento della società potrà, anche in futuro, garantire professionalità e una vetrina di eccellenza per il movimento nazionale. Personalmente, inaugurare questa struttura, che ho avuto la fortuna di vivere da giocatore prima e da tecnico ora, significa poter innalzare sensibilmente la qualità degli allenamenti che potranno essere svolti con maggiore serenità in tutte le condizioni meteo. Abbandoniamo simbolicamente la visione romantica di un rugby fatto di docce fredde e fango, interpretandone un’altra costituita da un luogo accogliente e con infrastrutture moderne, auspicando anche in questo modo di poter avvicinare a questo sport un numero sempre maggiore di futuri giocatori».

Rovatese DOC e ora capitano della formazione di serie B, Cosimo Corvino non manca di sottolineare l’orgoglio incarnato dalla realizzazione di una struttura così performante. «Ritengo che questo investimento rappresenti un successo per il club e per il movimento che rappresenta – ha commentato -. Lo affermo da capitano, ma anche da padre: vedere infatti i miei figli, in Under 6, giocare in questa struttura mi riempie di orgoglio, e garantisce al nostro movimento un percorso a lungo termine e in costante crescita».

La peculiarità del nuovo manto è descritta da Franco Prosperi, presidente del consiglio di amministrazione di Campi Verdi, società realizzatrice della struttura: «Il sistema impiegato per la realizzazione dell’impianto del Rugby Rovato è costituito da tre elementi che, nel loro complesso, garantiscono al contempo sicurezza dei giocatori, performance agonistiche di massimo livello e significativa durabilità del manto. La tecnica realizzativa – unico esempio in Italia per il rugby – prevede un sottofondo stabilizzato, un materassino antishock colato in opera e un tappeto sintetico. Quest’ultimo, fornito da una delle aziende leader mondiali del settore e del quale siamo distributori per l’Italia, risponde a tutti i criteri necessari per il conferimento della certificazione da parte dell’IRB».

 

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