Santo Stefano: un giorno, e una chiesa, speciale per Rovato e la Franciacorta.

jijjkIl 26 dicembre si celebra Santo Stefano, festività cristiana celebrata dalla Chiesa cattolica e da alcune Chiese protestanti, mentre la Chiesa ortodossa lo celebra il 27 dicembre.

In questo giorno si ricorda Stefano protomartire, ovvero il primo martire del cristianesimo secondo il Nuovo Testamento. Intorno all’anno 36 d.C. fu accusato di blasfemia dal sinedrio e condannato alla lapidazione. Uno dei suoi principali inquisitori fu Saulo di Tarso, che poi diventerà San Paolo.

Per Rovato è un giorno particolare, vista la presenza nella capitale della Franciacorta dello storico Santuario di Santo Stefano, ai piedi del Monte Orfano.

Ripercorriamone la storia, partendo da qui:

La chiesa di Santo Stefano è situata ai piedi del Monte Orfano. In origine era una diaconia per il soccorso dei viandanti. Fu eretta nel 700 d.c. quando i Longobardi erano ancora in Italia. Mentre San Michele era la chiesa dei Longobardi, Santo Stefano era invece la chiesa della popolazione rovatese. Era molto piccola, con una sola navata, identificabile oggi con la navata centrale. Santo Stefano sarà poi ampliata e modificata con l’aumento del numero dei fedeli, per tale ragione troviamo un complesso ibrido nelle strutture architettoniche, dal paleocristiano al romanico, con influssi di gotico nella struttura, che nella forma attuale presenta tre navate.

L’ultimo intervento di ristrutturazione della chiesa risale al 1982, anche se dopo i lavori di ristrutturazione intrapresi negli anni ’40 per iniziativa di Monsignor Zenucchini, la facciata disadorna e bianca riapparve nella sua sobria ma distinta eleganza, con il bel rosone, gli archi e gli ornamenti. All’interno furono restaurati i numerosi affreschi. Da segnalare tra questi ultimi “la Madonna con il Bambino Gesù” e il “Cristo Pantocratore”.

Sull’altare, entro un trono marmoreo di stile neogotico, è racchiusa l’immagine della “Madonna con il Bambino Gesù”, ritto in piedi sulle ginocchia della Madre. La figura dipinta secondo i canoni grotteschi, è vestita con una tunica verde, il manto rosso, il velo bianco ricadente dal capo e con in mano una rosa. Siede in posizione frontale su di un ricco trono di stile gotico fiorito. Questo affresco è diventato il simbolo della devozione mariana della Chiesa di Santo Stefano.
Sul catino della cappella principale è raffigurato un Cristo Pantocratore seduto sull’arcobaleno, secondo l’iconografia bizantina, tra i simboli dei quattro evangelisti. A destra del catino è inserito un monte che richiama le forme del Monte Orfano, con la chiesa dell’Annunziata a mezza costa e San Michele in alto. Per le forme delle vesti del Cristo, per l’articolarsi delle pieghe e il senso dello spazio, l’affresco è databile intorno alla fine del 1400.

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