Omicidio a Clarabella: i durissimi post dell’ex sindaco di Rovato, Roberto Manenti.

ghfLa morte sul lavoro della 25enne Nadia Pulvirenti, la terapista della riabilitazione psichiatrica di origini siracusane (ma residente a Castegnato) uccisa a coltellate martedì 24 gennaio all’interno della Cascina Clarabella di Iseo dal Abderrhaim El Mouckhtari, da anni in cura nella struttura, è stata ripresa in due durissimi post pubblicati su Facebook da Roberto Manenti, già sindaco di Rovato, oggi presidente del Consiglio comunale della capitale della Franciacorta.

In attesa della prossima seduta, attesa per lunedì 30 gennaio al Municipio di via Lamarmora, 7 (inizio fissato alle 19…e 17 minuti dallo stesso Manenti), riprendiamo di seguito i due post:

se dovrà esserci una rivoluzione allora sia, ma non si illudano coloro che pensano che la forza sia nel voto e nel cambiamento democratico. Chi ci governa ci ha tolto il diritto di voto, e quando i boiardi di stato decideranno che sarà il momento di invitare il popolo alle urne sarà solo perchè la legge elettorale favorirà solo loro. Quando una forza politica insiste perchè il popolo non possa votare chi vuole, dando la preferenza a chi esso ritiene più meritevole di rappresentarlo, si è arrivati alla frutta. Ritengo che, se domani, fosse liberamente possibile votare i propri rappresentanti al parlamento e al senato, non sò quanti di quelli che oggi siedono a palazzo li rivedremmo rieletti. Questi maledetti burocrati vanno cacciati a tutti i costi. Il popolo è stanco di manfrine e sacrifici, non è più una questione di destra o sinistra ma è il momento di far valere la forza dei cittadini onesti, che sono stufi di mantenere questa gentaglia nelle istituzioni.

Ai nostri governanti la patria non gli interessa un fico secco, non sono degni di rappresentare nessuno, nemmeno se stessi, essi calpestano ogni barlume di buon senso, fanno entrare sul nostro territorio cani e porci, che puntualmente devastano il nostro sistema di vita. Chiudere le frontiere agli sbarchi deve essere un ordine perentorio, difendere i nostri confini dalle orde di invasori un dovere al quale nessuno può sottrarsi…

E poco prima:

L’ennesima aggressione da parte di un cittadino straniero nei confronti di una volontaria italiana. Mobilitare le forze per rimandare a casa questa gente e buttare a mare chi li difende Non è questione di razzismo, ma di buon senso e di sopravvivenza. Ogni qualvolta il sottoscritto parla di rivoluzione, essere in trincea, o attivarsi contro questa gente per la salvaguardia della nostra terra, i soliti ben pensanti e moralisti sono pronti ad additarmi come fascista. Si faccia chiarezza una volta per tutte, credere nell’ordine e nei valori della propria terra ed essere sempre in prima linea per difendere la propria bandiera, sarà pure fascista, ma sempre meglio di quei maledetti bastardi che hanno distrutto la nostra patria. Se qualcuno vuole unirsi a queste idee scrivetemi……

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