Rovato: tra Pro Loco e Comune scoppia la bagarre, anche politica.

d Continua la “guerra” tra Pro Loco Rovato e il Comune.

L’Amministrazione ha sfrattato il sodalizio guidato da Enrico Genocchio, figlio della consigliere leghista “ribelle” Silvia Quaranta, dalla sede di via Cantine. Il progetto del Comune è quello di curare direttamente la valorizzazione della capitale della Franciacorta, con il sindaco, Tiziano Belotti, a ribadire tramite la stampa locale di “non ricordare un’iniziativa effettuata dalla Pro Loco negli ultimi mesi”.

Di seguito, la replica della Pro Loco:

La Pro loco Rovato è fortemente spiaciuta e turbata di quanto dichiarato dal Sindaco Tiziano Belotti riguardo al fatto che non sarebbe stato a conoscenza delle attività svolte dall’associazione durante l’ultimo anno e mezzo. Purtroppo se si fa parte di quella categoria di persone alle quali bisogna tirare la giacchetta ed informarla su quanto svolto, altrimenti non si accorge, non se ne può fare una colpa ad una associazione che si spende e si sta spendendo, in silenzio ma con perseveranza, per il bene del paese.

Nell’ultimo anno e mezzo la Pro Loco Rovato, ha puntato sulla ricerca, sulla promozione e sulla coltivazione della “cipolla di Rovato” un vegetale andato in disuso tipico del paese, proprio come la rinomata Cipolla di Tropea.
Siamo partiti da ricerche fatte sul territorio per rintracciare i semi, immagini storiche e testimonianze.


Attraverso gli aiuti economici da parte dei soci sono stati reperiti chili di semi, che sono stati distribuiti non solo a Rovato, non solo in Italia ma anche all’estero. Tramite il servizio postale sono stati inviati in busta: i semi, il metodo di coltivazione, la storia della Cipolla di Rovato. Una piccola promozione del territorio.
Con la partecipazione alla fiera a Padernello, la Pro Loco ha allestito un corner dove i partecipanti hanno potuto degustare ricette preparate con la “Cipolla di Rovato” portando così a conoscenza dell’esistenza di questo vegetale.
Abbiamo inoltre incontrato il Preside dell’istituto Canossa di Brescia ed i suoi allievi al quale abbiamo donato i semi delle cipolle per la coltivazione. La Cipolla è divenuta quindi uno dei vegetali oggetto di studio dell’Istituto che ci ha tenuto informati circa l’andamento della coltivazione.

Un progetto il nostro che non è da meno rispetto a quello del più rinomato e costoso manzo all’olio, nato però dopo la coltivazione della Cipolla rovatese. Un ortaggio che fa discutere, fa ridere, una merce povera che però ha rappresentato per anni un entrata economica per il nostro paese.

L’associazione Pro Loco Rovato da una parte è spiacente di non aver fatto abbastanza gradasso per attirare l’attenzione di qualcuno, ma dall’altra è soddisfatta del lavoro svolto dai suoi volontari, dai complimenti ricevuti dalle altre Pro Loco per il lavoro svolto, per la dedizione e per l’impegno. L’importante per la Pro Loco è Rovato, è il paese. Mettersi davanti ad un microfono a pontificare o cercare di attirare persone per guadagnare per la propria attività non è cosa che interessa una Pro Loco. Siamo contenti di far parte di una associazione senza scopo di lucro, né diretto né indiretto. Che ci si dimentichi della nostra esistenza, forse è perché non si crea disturbo e non si concedono favori. Una associazione presente, che lavora e non disturba, magari per chi è abituato al business suona strano.

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