“Movida” in piazza Cavour a Rovato. Il sindaco Belotti: “serve buonsenso”.

La “movida” in piazza Cavour a Rovato anima le notti del centro storico: il sindaco Tiziano Belotti dedica al tema tutto l’editoriale dell’ultimo bollettino comunale, “Il Leone”, facendo appello al reciproco “buonsenso. Di­versamente, e molto a malincuore, sarò costretto ad azionare tutta quella serie di elementi punitivi, penalizzanti e restrittivi che la normativa vigente assegna al sindaco”.

Negli ultimi tempi la zona di piazza Cavour e le salite che conducono al Castello e alla Parrocchia Santa Maria Assunta hanno visto l’arrivo di diversi bar e locali che, specie nelle serate del fine settimana, si riempiono di giovani e meno giovani, rovatesi e non rovatesi. Un fenomeno che ha rivitalizzato un’area tradizionalmente deserta, dopo la chiusura dei negozi, con un significativo ripopolamento fatto di persone che aiutano l’economia e la percezione della sicurezza.

D’altro canto, però, ci sono i residenti, alcuni dei quali hanno a più riprese lamentato schiamazzi, sporcizia e l’impossibilità di godere del riposo notturno.

Da qui, la presa di posizione di Belotti su “Il Leone”, che riportiamo integralmente:

Ho sempre avuto il massimo rispetto il lavoro altrui, in particolare per chi si impegna con risorse proprie a fare l’imprenditore, piccolo o grande che sia. Soprattutto in momenti grami come questo. Somministrare, distribuire o produrre servizi o cose è un impegno difficile e di grande complessità. Però, se fatto bene, può fornire ricchezza e benessere a titolari e collaboratori, ed alla comunità tutta. Fatta, la giusta premessa, ag­giungo anche, che certe attività contribuiscono in maniera determinante a tenere vive e dinamiche  alcune parti del nostro territorio,che altrimenti andrebbero a svuotarsi progressivamente, o ad essere occupate solo in certe parti della giornata e a restare pericolosamente deserte in altre. Nel centro di Rovato negli  ultimi anni hanno pre­so piede alcuni locali che si, riempiono in partico­lare di giovani dal tardo pomeriggio fino alla sera inoltrata; nel weekend poi l’orario di apertura dei locali si protrae fino a notte inoltrata, tipicamente durante la bella stagione.

La presenza dei locali e dei relativi frequentatori, oltre a movimentare l’in­tero centro storico, ha contribuito a vivacizzare considerevolmente la nostra cittadina, rendendola pure meno insicura attraverso il costante presidio di persone che permangono financo alle prime ore della notte. Però come in tutte le cose, bisogna che ci sia tanto buon senso e tanta ragionevolezza e rispetto  per tutti coloro che i locali non li frequentano ; ma li subiscono. Perché è giusto che il centro si riempia di vita, che i ragazzi si divertano e che i locali lavorino, ma è anche giusto che chi vive in centro non sia perennemente disturbato fino a notte fonda da urla, schiamazzi e da compor­tamenti maleducati e che rasentano l’inciviltà più bieca.

Così come è giusto che la piazza e le vie circostanti non diventino preda di un parcheggio selvaggio, né tantomeno si trasformino in stadi o in orinatoi a cielo aperto. Sono di natura tolleran­te, e confido sempre nella buona intelligenza delle persone. Non è interesse del Comune fare cassa con contravvenzioni a nastro, e io stesso, salvo si­tuazioni di evidente pericolosità ho chiesto al no­stro personale di chiudere un occhio, anzi, spesso due.

Appunto confidando in quella intelligenza ed in quel buon senso, che però ultimamente fatico a vedere. Un buon sindaco deve prima di tutto garantire la pacifica e serena convivenza di chi occupa il ter­ritorio che amministra. Io non pretendo di essere “un buon sindaco”,’ però un sindaco normale sì. E un sindaco normale deve almeno impegnarsi affinché certe condizioni di disagio e di inciviltà vengano fortemente limitate.

Faccio quindi un ap­pello agli operatori economici del centro, affinché si dotino di tutti gli strumenti e di tutto il per­sonale necessario per riportare un po’ di ordine nelle serate afose di questa estate, perché aiutino a regolare il parcheggio delle auto e l’afflusso ed il deflusso dei clienti, compreso quelli particolar­mente rumorosi o incontinenti. Questo carico di lavoro non può gravare sulla Polizia Locale o sui Carabinieri (e sulla comunità tutta) perché Polizia e Carabinieri hanno ben altro da fare, soprattut­to nelle ore tarde della sera.

Ed è giusto che sia di pertinenza degli operatori del centro, ovvero di chi offre il servizio è che per ovvi motivi se ne deve assumere sia gli onori che gli oneri. Di­versamente, e molto a malincuore, sarò costretto ad azionare tutta quella serie di elementi punitivi, penalizzanti e restrittivi che la normativa vigente assegna al sindaco.

Però mi voglio ripetere: sono di natura tollerante e confido sempre nella buona intelligenza delle per­sone. Confido perciò di ricevere una sana e fattiva collaborazione. Anche da parte dei residenti. La chiusura anticipata dei locali del centro porterebbe ad un impoverimento della città, e ad un passo indietro di 10 anni, quando le nostre piazze non erano comunque luoghi particolarmente “accoglienti”. E chi ha buona memoria non faticherà a ricordare come erano e a cosa mi riferisco“.

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Un pensiero su ““Movida” in piazza Cavour a Rovato. Il sindaco Belotti: “serve buonsenso”.

  1. Il problema di fondo è che i locali in questione possono avvisare i clienti a voce o con cartelli di non fare schiamazzi e così facendo si mettono al riparo dalle denunce. I residenti invece continuano a svegliarsi di notte perchè gente maleducata e/o ubriaca suona il clacson o urla come se fosse una cosa normale e polizia e carabinieri non riescono a impedirlo.
    I locali notturni (non si parla dei bar che chiudono prima di mezzanotte) non dovrebbero esercitare in zone residenziali.

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