Sant’Anna di Rovato: tempo di festa patronale nella frazione di Rovato.

E’ Festa patronale, per la frazione di Sant’Anna di Rovato.

Il programma in realtà è già iniziato domenica 16 luglio, con la processione di Sant’Anna. Domani, giovedì 20 luglio, in oratorio si terrà invece la messa con la benedizione dei bambini.

Da venerdì 21 a lunedì 24 luglio, invece, l’appuntamento sarà in oratorio a partire dalle ore 19.

A quell’ora infatti apre la fornitissima e gustosa cucina, con un mix di piatti della tradizione locale e le classiche specialità da sagra estiva.

Non mancheranno poi la musica, con danze e balli grazie ai concerti dal vivo, e i giochi, per grandi e bambini.

Per maggiori informazioni, cliccare sulla fotografia di Rovato.org con il programma completo della festa patronale di Sant’Anna.

Un programma che gli stessi organizzatori definiscono “liturgico”: oltre all’oratorio, infatti, epicentro delle giornate sarà la suggestiva chiesa di Sant’Anna di Rovato, al civico 54 dell’omonima via, datata tra il XVII e il XVIII e sorta su una precedente cappella dedicata sempre a Sant’ Anna.

LA CHIESA – La chiesa della frazione di Rovato, situata al centro di Sant’Anna, è un gioiello da scoprire: anticipata da un sagrato alberato e rivolta verso nord, presenta una facciata a capanna suddivisa in due registri, di cui quello inferiore maggiore, dotati di aperture centrali tra cui un portale ed una finestra bifora superiore, affiancate da quattro lesene.

A coronamento, la parte centrale del registro è rialzata e è caratterizzata da un cornicione a due spioventi con croce metallica in sommità, mentre a lato vi sono due pennacchi lapidei. L’interno è ad aula unica, dotata di cappelle laterali e copertura voltata ad angolo acuto. Interamente affrescata a tinte scure, è caratterizzata inoltre per la presenza di lesene bicolore che scandiscono lo spazio delle campate.

Il presbiterio, rialzato e quadrangolare, ha copertura voltata a crociera, e termina in un pregevole fondale absidale poligonale raccordato in copertura da una volta ad ombrello. A lato si trovano la sacrestia, alcuni locali di servizio ed il campanile.

L’occasione giusta per scoprire la chiesa di Sant’Anna di Rovato può essere proprio la festa patronale, che cade, come ogni anno, nei dintorni del 26 luglio, data in cui la Chiesa ricorda proprio Sant’Anna, considerata dalla tradizione cristiana la moglie di Gioacchino e la madre di Maria Vergine.

CHI ERA SANT’ANNA – Secondo la tradizione, Anna ebbe per padre Matan, Sacerdote di Betlemme, e come i membri della classe sacerdotale ebraica, discendente della tribù di Levi e della famiglia di Aronne.

Secondo i vangeli apocrifi, invece, Anna era figlia di Achar, della tribù di Levi e sorella di Esmeria, madre di santa Elisabetta e nonna del Battista. Giuseppe d’Arimatea era suo zio materno, mentre altre tradizioni le danno per genitori Emerenzia e Stolano. Il suo matrimonio con Gioacchino, uomo virtuoso e molto ricco della tribù del Regno di Giuda e della stirpe di Davide, non produsse prole, anche dopo venti anni, a causa della sterilità del marito: umiliato pubblicamente (un uomo di nome Ruben gli aveva impedito di sacrificare al tempio per non aver dato figli a Israele), Gioacchino si ritirò nel deserto, tra i pastori.

Mentre erano separati, un angelo sarebbe apparso ad Anna e le avrebbe annunciato l’imminente concepimento di un figlio: lo stesso angelo sarebbe apparso contemporaneamente in sogno anche a Gioacchino. I due si incontrarono alla Porta Aurea di Gerusalemme: gli autori medievali vedono nel loro casto bacio il momento dell’immacolato concepimento di Maria.

Secondo la tradizione Anna e Gioacchino, con Maria bambina, abitavano a Gerusalemme nei pressi dell’attuale Porta dei Leoni, nella parte nord orientale della città vecchia, laddove ci sono i resti della piscina di Betzaeta. Oggi nel luogo dove avrebbero abitato e dove sarebbe cresciuta Maria sorge una chiesa costruita dai crociati nel XII secolo, dedicata a sant’Anna e custodita dai Padri Bianchi.

La tradizione vuole che le reliquie della santa furono salvate dall’essere distrutte dallo stesso centurione Longino. I resti furono poi custoditi in Terra Santa finché ad opera di alcuni monaci non giunsero in Francia dove rimasero per anni. Durante le famose incursioni ottomane, l’intero corpo fu chiuso in una bara di cipresso e murato, per precauzione, in una cappella scavata sotto la nascente cattedrale di Apt.

Molti anni dopo avvenne il ritrovamento, preceduto e seguito, secondo i racconti, da diversi miracoli che portarono all’identificazione del corpo, grazie perlopiù ad una scritta in greco. In seguito ne avvenne la smembratura e divisione fra i vari nobili e il clero, attualmente il suo teschio viene custodito e portato in processione il 27 luglio a Castelbuono in Sicilia. Tra i presunti miracoli si ricorda il “lumino”, rimasto acceso accanto alla bara di cipresso per anni nonostante l’assenza di aria.

A sant’Anna sono intitolate numerose congregazioni religiose: le suore della carità di Sant’Anna, fondate da María Rafols nel 1804 a Saragozza; le suore di Sant’Anna, sorte a Torino nel 1834 a opera dei coniugi Tancredi Falletti di Barolo e Juliette Colbert, marchesi di Barolo (Italia); le suore di Sant’Anna di Lachine, istituite in Québec nel 1850 da Marie-Anne Sureau Blondin; le figlie di Sant’Anna, fondate a Piacenza l’8 dicembre 1866 da Anna Rosa Gattorno; la Società di Sant’Anna, fondata a Lucerna nel 1909 per l’assistenza alle partorienti.

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