Farmacie a Rovato: duro scontro tra il sindaco Belotti e l’ex primo cittadino Cottinelli.

Lettere di fuoco e polemiche sulle farmacie di Rovato. Da un lato, il sindaco attuale, Tiziano Belotti, di Lega Nord e centrodestra: dall’altro, il primo cittadino della capitale della Franciacorta tra il maggio 2002 e il maggio 2012, Andrea Cottinelli, di Rovato civica.

Ma che succede? L’apertura della farmacia al Duomo di Rovato e possibili sviluppi, a breve, per una seconda farmacia comunale, nella zona Nord di Rovato Centro) tra il quartiere San Rocco e l’area delle piscine e dei centri sportivi) è stata al centro delle riflessioni pubblicate sul bollettino comunale “Il Leone” di agosto 2017, che, nello specifico, attaccano l’Amministrazione Cottinelli, sostenendo che la delibera comunale n° 68/2012 (quella dell’Amministrazione di Rovato civica) abbia comportato la rinuncia a introiti per il Comune.

A questo ha replicato proprio Cottinelli, con una lettera indirizzata a consiglieri comunali e allo stesso Belotti, dai toni duri, in cui si chiede chi abbia siglato l’articolo sulle “Nuove farmacie a Rovato” (per possibili risvolti legali? Possibilità da non escludere, al momento) e in cui poi si ricostruisce la vicenda da un punto di vista, ovviamente, diametralmente opposto, facendo riferimento a normative e opzioni sul tavolo cinque anni fa.

Di seguito, i due testi, quello comparso ad agosto sul bollettino del Comune di Rovato, “Il Leone” e la replica, di metà settembre, di Andrea Cottinelli….

Così l’articolo comparso sul bollettino comunale “Il Leone” di agosto 2017 dal titolo “Nuove farmacie a Rovato” (più in basso, invece, trovate la replica dell’ex sindaco Andrea Cottinelli):

Ricordo nelle ultime campagne elettorali come l’apertura di nuove farmacie a Rovato fosse stato un cavallo di battaglia di un po’ tutti gli schieramenti politici, da destra a sinistra. Nonostante ciò, nulla è stato fatto negli ultimi decenni, tant’è vero che, fatto assolutamente unico, l’ultima farmacia a Rovato fu aperta 46 anni fa; si tratta di quella comunale sul Viale della Stazione. Poi più nulla. In realtà, che la situazione rovatese sia un caso del tutto eccezionale nel panorama locale lo ha sostenuto anche lo stesso presidente dell’Ordine dei Farmacisti in una recente telefonata col Sindaco. A Rovato abbiamo 3 farmacie attive, ovvero una farmacia ogni 6.400 abitanti. Palazzolo ha 5 farmacie (1 ogni 4.000 abitanti), Gussago 4 farmacie (1 ogni 4.190 abitanti), Chiari ha 4 farmacie (1 ogni 4.700 abitanti), Travagliato ha 3 farmacie (1 ogni 4.630 abitanti), Cazzago ha 3 farmacie (1 ogni 3.665 abitanti). Come si vede la media attuale è di 1 farmacia ogni 4.000 abitanti circa, ben lontana dal caso rovatese. Ma ripercorriamo in sintesi gli ultimi avvenimenti. Nel 2009 l’amministrazione Cottinelli si accorge finalmente della impietosa situazione rovatese, e provvede alla revisione della pianta organica introducendo la quarta sede farmaceutica. Però senza esercitare il diritto di prelazione perché questa diventi farmacia comunale (e più avanti spiegheremo con quali deleterie conseguenze). Nel Marzo 2012 la Legge n° 27 (misure in materia di concorrenza e liberalizzazione) stabilisce che tutti i Comuni italiani dovranno dotarsi di una pianta organica con 1 farmacia ogni 3.300 abitanti o frazione di 3.300. A questo punto Rovato potrebbe avere 6 farmacie. Il 16 Aprile 2012, siamo a 20 giorni prima delle elezioni per il nuovo Sindaco che si sarebbero tenute il 7 Maggio successivo (e che avrebbero visto l’elezione della Martinelli), la Giunta Cottinelli prende una “singolare” decisione. Con la delibera di Giunta Comunale n° 68/2012 stabilisce due cose. Come prima cosa, e seguendo le disposizioni normative introduce la 5° sede farmaceutica. Ma anche questa volta senza esercitare il diritto di prelazione perché diventi comunale. Come seconda cosa, e qui contraddicendo e confutando le stesse disposizione normative, rinuncia, ovvero rifiuta, rigetta, la sesta sede farmaceutica perché semplicemente la ritiene non necessaria. Con questa formula che sta in Delibera e che si riporta testualmente di seguito: “Ritenuto di prevedere 5 sedi farmaceutiche senza optare per la previsione di una sesta farmacia, ritenendo la Giunta Comunale che la previsione di cinque sedi, rispetto alle tre attualmente funzionanti possa soddisfare i bisogni di accessibilità al servizio da parte dei cittadini”. In sostanza: la Legge mi consente di avere sul territorio 6 farmacie, ma io le ritengo troppe, e ad 1 ci rinuncio. Quindi rinuncio coscientemente e volontariamente ad incrementare un servizio pubblico che la legge nazionale mi assegnerebbe di diritto. Cosa ci abbia guadagnato il Comune di Rovato e la comunità rovatese in questa sciagurata decisione non è dato sapersi. Cosa ci ha perso ve lo spieghiamo noi. Innanzi tutto ci ha perso, come si diceva, l’occasione di incrementare un servizio pubblico, quello farmaceutico, che solitamente non è fatto solo di vendita di medicinali, ma di consigli professionali, di prescrizioni, di raccomandazioni e di servizi appunto: l’autoanalisi (glicemia, pressione, colesterolo, emoglobina), la prenotazione di esami diagnostici, l’educazione alimentare e sanitaria in genere, la consegna a domicilio dei farmaci e tanto altro.Ecco, rinunciare ad una nuova sede farmaceutica significa rinunciare a tutti questi servizi. Significa rinunciare alla crescita del proprio paese, all’incremento naturale dei servizi e pure al miglioramento di quelli esistenti che avverrebbero per evidenti ragioni di competizione commerciale.  Ma non è tutto. Perché c’è anche la questione temporale ed economica, che non è poca cosa, anzi. Si diceva sopra che sia per la quarta che per la quinta (e, evidentemente per la sesta farmacia morta sul nascere), l’amministrazione Cottinelli non ha esercitato il diritto di prelazione perché l’esercizio diventasse una farmacia comunale. In sintesi le nuove farmacie verranno assegnate in funzione di una graduatoria realizzata a seguito di bando pubblico regionale, e risulteranno private a tutti gli effetti. Si ottengono così due risultati: si procrastina l’apertura della nuova farmacia fino alla compilazione della graduatoria regionale (nel caso della quarta farmacia con un ritardino di oltre 8 anni…), ed il Comune non incassa nemmeno un €uro. Perché dovete sapere che le cosiddette “farmacie comunali”, ancorché gestite in tutto e per tutto da una società privata di medici farmacisti e quindi senza alcun onere per l’amministrazione comunale, valgono. E valgono tanti soldini. Tanto per fare un esempio, recentemente il Comune di Erbusco ha ceduto la sua farmacia comunale di Villa Pedergnano ricevendo da privato un assegno di 1.645.000,00 €uro (unmilioneseicentoquarantacinquemila/00). Soldi che il Comune di Rovato non incasserà per la quarta e neanche per la quinta farmacia perché, semplicemente, non ha esercitato alcun diritto di prelazione quando lo poteva fare.  Alla fine però, due buone notizie. La quarta sede farmaceutica prevista in Località Duomo è stata infine assegnata all’inizio di quest’anno alle dottoresse Lughignani e si prevede a brevissimo l’apertura del nuovo esercizio. La quinta sede, prevista nella zona S. Andrea – S. Giuseppe resta purtroppo ancora in attesa di assegnazione. La sesta farmacia è stata invece riesumata da questa amministrazione l’anno passato, attraverso una specifica richiesta avanzata agli Enti preposti, ed esercitando pure il diritto di prelazione al fine di classificarla comunale. A giorni verrà pubblicato il bando per l’assegnazione di detta farmacia, che è prevista nel comparto Nord del paese (zona San Rocco-piscine). Nel frattempo si sono già persi 5 anni dalla famigerata Delibera n° 68/2012, ma il servizio partirà. E partirà a breve perché la prelazione a farmacia comunale consente al Comune l’immediata messa a bando del servizio e la relativa assegnazione, senza dovere aspettare altri tempi burocratici o concorsi regionali infiniti. Peraltro i criteri inseriti nel bando per la gestione della nuova farmacia comunale sono quanto di più completo possa offrire oggi il comparto dei servizi farmaceutici. Ma avremo modo di riparlarne con dettagli e resoconti anche economici in un prossimo numero del Leone. Perché è giusto che i conti si facciano alla fine, anche per capire a quanti denari si è rinunciato con la famosa Delibera n° 68/2012″.

 

Di seguito, invece, la lettera dell’ex sindaco di Rovato Andrea Cottinelli, in carica tra il 2002 e il maggio 2012, che replica a quanto si può leggere qui sopra:

 

Oggetto: Articolo dal titolo “NUOVE FARMACIE A ROVATO” sul numero di Agosto 2017 del “Il Leone”, notiziario ufficiale del Comune di Rovato.

Egregio Signor Sindaco, ho letto l’articolo apparso sul notiziario comunale e citato in oggetto. Anche se con timidezza, dal giornalista viene riconosciuto il fatto che la mia amministrazione abbia provveduto a garantire il corretto rapporto abitanti e numero di sedi farmaceutiche chiedendo alla regione Lombardia l’apertura di due nuove sedi nel 2009 e nel 2012. E’ altresì chiaro a tutti che se poi la Regione Lombardia impiega 8 anni por l’assegnazione definitiva delle sedi, questo non sia una responsabilità da attribuire all’amministrazione comunale, ma a coloro che amministrano la Regione Lombardia. Quello che mi ha lasciato sorpreso è il teorema più volte ripetuto secondo il quale la mia amministrazione non avrebbe esercitato la prelazione spettante al Comune, lasciando la licenza ai privati assegnatari tramite concorso Regionale. Tale decisione avrebbe causato un danno per un ritardo nell’avvio del servizio per una minor entrata comunale. Lei penso conosca le due leggi che regolano la materia. La 4a sede che abbiamo chiesto nel 2009, e di prossima apertura al Duomo in osservanza all’art. 9 della legge 475 del 1968. Tale articolo prevede che le nuove sedi o quelle vacanti vengano assegnate alternando privato al Comune. Come scritto nell’articolo, l’ultima sede a Rovato, la terza, anni fa fu Comunale, la quarta doveva quindi essere privata. NON potevamo intestarla al Comune. Nel caso invece della 5a sede da noi richiesta ad aprile 2012 per la zona Sant’Andrea/S. Anna/S. Giuseppe, potemmo farlo in virtù della legge 27 del 2012 che prevedeva un concorso straordinario. In questo caso la legge all’art. 11 comma 3 vietava espressamente l’intestazione delle  sedi assegnate con il concorso straordinario al pubblico a favore dei privati. NON potevamo intestarla al Comune. Dopo il 31 dicembre 2012 l’amministrazione comunale avrebbe potuto aprire 6° farmacia con una revisione ordinaria. La mia amministrazione è terminata , però il 7 maggio 2012. Nel mio mandato, ho chiesto l’apertura delle 2 sedi non appena il numero degli abitanti è cresciuto, ho lasciato un territorio con 5 sedi farmaceutiche (come Palazzolo e più di Chiari), le sedi sono state assegnate a privati perchè non potevano essere intestate al Comune e non ho quindi causato alcun danno ne ai servizi né al patrimonio del Comune. Chiedo cortesemente di sapere chi è il giornalista che ha scritto un articolo cosi fortemente diffamatorio senza un fondamento di verità. Infine, se davvero il bando di assegnazione di Erbusco ha consentito la vendita della licenza con un incasso per il comune di €1.650.000 subito, suggerisco al Consiglio Comunale di Rovato di adottare un bando simile a quello di Erbusco e non a quelli di Castrezzato e Cologne, come invece sta facendo, che garantirebbero al Comune forse solo €300.000 nell’immediato ed il resto in 30 anni con tutti i rischi che ne conseguono.

Andrea Cottinelli

Sindaco di Rovato dal 2002 al 2012.

 

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15 pensieri su “Farmacie a Rovato: duro scontro tra il sindaco Belotti e l’ex primo cittadino Cottinelli.

  1. queste polemiche sono sterili e non servono a niente, sono anni che i nostri politici sia da una parte che dall’altra si rimpallano la palla, fanno polemiche su chi è e chi non è,anche durante i consigli comunali ci si attacca anche a livello personale in polemiche a non finire a livello infantile senza giungere a risultati. tutto questo serve a nascondere i reali problemi di rovato, sicurezza:nessun controllo sui nulla facenti seduti nei bar tutto il giorno (come fanno a vivere),lo spaccio in diverse zone del paese,il decrado urbano presente in tutte le forme peggiori ( escrementi di cani non raccolti sui marciapiedi, nelle aiuole,nei parchi,uguale lo sporco,auto parcheggiate sui marciapiedi,ramaglie varie invadono marciapiedi e strade creando disagi ai pedoni, ecc..ecc..ecc.. e mi fermo cui.SMETTETELA DI LITIGARE RIMBOCCATEVI LE MANICHE E COMINCIATE A GOVERNARE SERIAMENTE

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  2. Io non ho governato proprio nulla. Ma i tempi dell’ultima amministrazione di centrosinistra a Rovato te li sogni.

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  3. si mi sogno che non ci siano PIU: caserma guardia di finanza–antenna sul monte–rifacimento corso bonomelli e piazza Cavour–pista ciclopedonale via franciacorta e tanto altro ancora

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    • Te li sogni di sicuro.
      1) Caserma della Guardia di Finanza: terminarla vorrebbe dire avere diritto anche alla pattuglia che spetta al Comune sede della Caserma. E’ anni che ti lamenti della poca sicurezza e non ti va bene neanche questa?
      2) Antenna sul Monte. Il proprietario aveva la figlia nella maggioranza che hai contribuito a far eleggere. Perchè non hai chiesto ragione di questa cosa? Meglio lamentarsi dopo il voto?
      3) Rifacimento Corso Bonomelli: ti andava bene il disastro che c’era prima con corsie aventi altezza diversa tra loro, sottoservizi (canali compresi) in disordine, pericolosità di transito per le ambulanze ecc?
      4) Pista ciclopedonale in via Franciacorta: era fallita in corso d’opera poco prima delle elezioni del 2012 la società che era tenuta a fare i lavori. L’opera aveva una garanzia fidejussoria. L’amministrazione Martinelli appena eletta l’ha completata accedendo ad essa. A dimostrazione che l’amministrazione di centrosinistra aveva operato nel rispetto della legge. Dov’è lo scandalo?

      Come sempre sbagli bosco dove fare la legna.

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  4. 1) caserma guardia di finanza, se non ricordo male ditta costrutrice fallita costo opera 4 milioni di euro salti mortali altre amministrazioni per poter finire l’opera tuttora in alto mare.
    2) antenna sul monte, permesso costruzione rilasciato amministrazione COTTINELLI, caos sul contratto di chi doveva o non doveva
    3) rifacimento corso bonomelli, l’avete rifatto peggiorandolo in tutti isensi
    es.8dossi in 100 metri ,quando piove forte si allaga tutta la strada, marciapiedi larghi 2 metri e nessuna pista ciclabile, ecc.. ecc..
    piazza cavour rifatta spesi 500 mila euro si stanno sollevando tutti i sassi lasciando delle buche
    4) pista ciclopedonale, anche questa ditta fallita (ma le avete trovate tutte voi) nel 2011 rimasta ferma finoa che l’amministrazione martinelli dopo vari disagi è riuscita a completarla.
    a dimostrazione che l’amministrazione di centro sinistra non è riuscita a completare un bel niente e quello che a fatto la fatto male
    come vedi non ho sbagliato bosco dove fare la legna sei tu che devi studiare

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  5. Ricordi male tutto.
    1) La ditta che ha in carico il completamento dell’immobile della finanza non è fallita. Quindi parli senza conoscere nulla. Come fai da anni.
    2) Antenna sul monte: caos un bel paio di palle su chi doveva o non doveva pagare. L’amministrazione Cottinelli iniziò la procedura di acquisizione a patrimonio pubblico del traliccio. Perchè i tuoi cari amici della Lega non hanno continuato? Forse perchè la figlia del titolare era in giunta?
    3) Rifacimento Corso Bonomelli e Piazza Cavour: che manutenzioni sono state fatte dalle amministrazioni leghiste dopo le riqualificazioni fatte dal centrosinistra? Sei smemorato anche su questo?
    4) Sulla pista ciclabile di via Franciacorta l’amministrazione Martinelli ha potuto completarla solo perchè l’amministrazione di centrosinistra aveva portato a casa le garanzie fidejussorie di legge. Quindi aveva proceduto nel pieno rispetto delle regole.

    Non solo hai sbagliato bosco, ma proprio strada.

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    • vedo che continui a girare la frittata come vuoi tu, io sbaglierò strada MA VOI SIETE STATI MANDATI A CASA PER 2 VOLTE. forse non siete stati bravi come pensi tu.
      tu sei ossesionato da me perchè ho votato questa amministrazione, sei talmente ossesionato che non ti accorgi di quello che succede attorno a te

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    • voi non avete portato a casa niente sono stati gli altri a portare a casa tutto

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      • A be se lo dici tu. Stiamo freschi. Il dato di fatto è che sono anni che ti agiti, e non ti c..a nessuno

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  6. invece tu non ti c..a nessuno perchè non sei nessuno.

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