Il sindaco Belotti: “Presto a Rovato percorsi per pedoni e ciclisti”.

[Rovato.org] – L’editoriale de Il Leone di ottobre, firmato dal sindaco di Rovato, Tiziano Belotti, annuncia una maggiore attenzione (e più spazi) ai percorsi ciclopedonali. Lo riprendiamo integralmente, in attesa di capire se andrà in porto o meno la ventilata, alcuni mesi fa, pedonalizzazione della splendida piazza Cavour, da anni diventata, purtroppo, “parcheggio” Cavour.

“Viviamo in paesi e città modellate per l’auto e dall’auto. Rovato non fa certo eccezione, anzi è sicuramente la cittadina dell’Ovest bresciano più frequentata e trafficata, per il fatto d’essere posizionata allo sbocco della strada che scende dal Lago d’Iseo e dalla Valle Camonica dove questa incrocia la via che unisce Milano e Bergamo con Brescia e Venezia. Non è un caso che la nostra città si sia sviluppata anticamente proprio intorno ad un fiorente mercato del bestiame e delle merci in genere, determinato proprio dalla felice posizione dell’agglomerato urbano originale, facile da raggiungere da tutto l’intorno e dalla Valle.

Così come non è un caso che Rovato sia attraversata a metà dalla vecchia e gloriosa Statale n° 11, abbia sul proprio territorio due autostrade (tra cui la più trafficata d’Italia) coi relativi caselli, la linea ferroviaria Milano-Venezia con una importante stazione, e pure il capolinea della ferrovia che da Rovato sale verso Edolo.

Centro attrattivo da sempre, Rovato è dunque un concentrato di traffico veicolare leggero e pesante, che percorre senza sosta le nostre strade, dalla mattina presto fino a notte inoltrata. Godiamo fortunatamente di due arterie esterne, la tangenzialina Sud e quella Est, che riescono a deviare una parte del traffico in transito mantenendolo lontano dai centri principali.

La città di Rovato, come quasi tutti gli agglomerati urbani del Nord, si è enormemente accresciuta dagli anni ’60, e tutte le nuove urbanizzazioni hanno sempre avuto al centro l’automobile come unico e universale mezzo di trasporto e di movimento. Il risultato sono paesi e città in cui la mobilità è garantita solo con e per le auto, mentre è praticamente andata nel dimenticatoio la semplice mobilità pedonale e l’altrettanto semplice mobilità sostenibile offerta dalla bicicletta.

Negli ultimi anni sta maturando una nuova concezione della città. Che risulta attrattiva e affascinante non più per i grandi palazzi, per le strade a quattro corsie, per i mega centri commerciali o per i parchi divertimento. Questi sono tutti elementi ampiamente obsoleti, sostituiti ormai dal desiderio di una città a misura d’uomo, pulita, ordinata, con tanti servizi, coi parchi curati, con le belle scuole, con centri accoglienti dove incontrarsi in serenità e sicurezza. Una città sana e piacevole, con meno traffico e inquinamento possibile.

All’interno di questo pensiero nuovo, ha una grandissima importanza quindi il tema della mobilità. Una città a misura d’uomo deve avere una mobilità locale a misura d’uomo e perciò sostenibile sia in termini ambientali che in termini di impatto e di effetti. E’ evidente che non sappiamo più muoverci a piedi o in bicicletta, e che anche per brevi spostamenti non rinunciamo all’auto, salvo poi imprecare perché non riusciamo a parcheggiarla dove vorremmo. La camminata e la pedalata fanno bene al nostro corpo e alla nostra mente, fanno bene all’aria e pure al nostro portafoglio; non vi è infatti un mezzo di trasporto tanto costoso come la nostra automobile. Intendiamoci subito: non sono un integralista della mobilità sostenibile, e uso in abbondanza la mia auto. Ma è evidente che vi sono delle valide e piacevoli alternative che vanno riscoperte ed incentivate. E per questo stiamo pensando di attrezzare la nostra città con alcune nuove vie ciclopedonali.

L’operazione non è certamente facile e richiederà tempi lunghi. Una città rigida nata per l’automobile non offre grandi opportunità alla mobilità ciclopedonale. E’ necessario allora stabilire chi può percorrere certe strade e chi no, o trovare un giusto equilibrio tra i vari mezzi di trasporto. In diversi paesi europei, alcune strade sono pacificamente condivise tra auto, biciclette e pedoni; si tratta semplicemente di stabilire chi è l’ospite, se l’auto, la bicicletta o il pedone. E’ un processo complesso, ma stimolante. La tecnologia intanto sta facendo passi da gigante e la bicicletta a pedalata assistita, per esempio, è solo uno dei tanti elementi che rivoluzionerà presto le nostre abitudini”.

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