La…cronaca spicciola “ritrovata” di Tino Buffoli, tra Rovato e il manzo all’olio.

Per un errore di Rovato.org, l’ultima lettera di Tino Buffoli (qui l’elenco completo) è stata tagliata della postilla finale. Rimediamo ora, scusandocene, pubblicandola.

La prossima lettera, quella di giugno, sarà su Rovato.org lunedì 4 giugno.

CRONACA SPICCIOLA – Anche incuriosito dal recente riconoscimento del De.Co alla ricetta del Manzo all’olio, (importante risultato per il nostro Comune), mi ha raggiunto un mio carissimo amico  che non era mai passato per Rovato. Mi son dunque fatto parte diligente per accoglierlo nel migliore dei modi, prenotando anche una trattoria per il pranzo dove celebrare la ricetta.

 Per far gli onori di casa, prima l’ho accompagnato a vedere le “bellezze” del Luogo che già gli avevo ampiamente anticipato.

L’amico fu subito colpito dalla prospettiva del Corso, elegante rettilineo che si inoltra nella Città ma essendo ora infausta, il traffico impazzito, lo smog, i ciclisti sfreccianti sul marciapiede, automobilisti in sosta selvaggia per la fretta di servirsi al bancomat, ci fece in fretta guadagnare per un’altra via.

D’altra parte avevo in riserva la carta vincente: prendendo per via Ricchino, saremmo sfociati nella Piazza e quel colpo d’occhio è unico e insuperabile. Non fosse che la visione era funestata da una moltitudine di macchine ammassate una a ridosso dell’altra, fin sotto i portici.

Proseguimmo allora  a zig zag fra altre stipate macchine per Piazza Palestro,(era l’ora dell’uscita dalla scuola)  fino all’imbocco degli Spalti. Intanto gli narravo delle passate glorie del Castello di Rovato, della sua devozione alla Repubblica veneta, delle perfidie di Gaston di Foix e dell’eroismo del Gigli.

Mai come accompagnando un forestiero mi resi conto dello stato di incuria e di abbandono in cui  versano le Vestigia di Rovato! Mura intaccate da vegetazione che col crescere ne comprometteranno la staticità; nel fossato erbe incolte e rovi; il passeggio sconnesso e incerto; panchine misere e imbrattate; alberi potati tanto severamente che per gli  anni a venire, oltre che soffrire, non faranno ombra.

 Siccome sul volto del mio amico leggevo un poco di sconcerto, pensai di rincuorarlo annunciandogli che fra poco  lì sarebbe stato gettato un avvenieristico  Ponte di vetro e acciaio…..Lui  mi guardò strano e curioso.

Come per cambiar discorso, mi chiese se a Rovato vi erano importanti iniziative culturali, mostre, sale espositive o robe del genere. Siccome ci trovavamo al giro degli Spalti con sotto di noi le tettoie del mercato,  gli risposi che proprio sale espositive non ce ne erano, iniziative culturali…si trattava di intendere, ma che durante tutta l’estate, proprio in quel luogo, si organizzavano con successo feste popolari con salamine, nervetti e ballo liscio.

Tino Buffoli.

Maggio 2018

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