Una panchina gigante per l’accoglienza: sabato inaugurazione a Villa Cantù di Rovato

panchina gigante dell'accoglienza a rovatoUna grande, grandissima panchina blu nel parco di Villa Cantù, a Rovato, ai piedi sudoccidentali del Monte Orfano, giusto di fronte al Santuario di Santo Stefano. Blu come “Marco Cavallo”, la scultura di legno e cartapesta blu che nel 1973 venne lanciata contro un muro del manicomio di Trieste, diretto da Franco Basaglia, per l’’abbattimento del confine tra il “dentro” e il “fuori” della stessa struttura e sancendo così la fine della reclusione dei pazienti psichiatrici nell’istituzione totale.

L’inaugurazione è fissata per sabato 26 ottobre a Rovato, attraverso la collaborazione di diversi enti e associazioni sul territorio della Franciacorta, che hanno lavorato alla realizzazione del progetto seguendo le indicazioni  artistiche ed architettoniche dell’iniziativa no profit “Big Bench Community Project” e delle sue panchine “fuori scala” in prossimità di luoghi panoramici e suggestivi.

La “Panchina dell’Accoglienza”, per gli organizzatori, dovrà quindi essere “un simbolo dell’accoglienza, della sosta, del ristoro, in un luogo culturalmente e socialmente vivo, in cui ogni realtà può sentirsi a proprio agio per sedersi, per indugiare un poco, per soffermarsi e magari per dimorare”.

L’opera è aperta al pubblico ed è fruibile da tutti: cittadinanza, viaggiatori e turisti, a cui verrà offerto un luogo particolarmente piacevole in cui rilassarsi e godere delle bellezze presenti nel nostro territorio.

PROGRAMMA – L’inaugurazione sabato mattina, con un programma articolato in due fasi distinte. La prima, alla sala civica del Foro Boario di piazza Garibaldi a Rovato,  partire dalle ore 9.30.  Interverranno Franco Bulgarini operatore del DSM di Iseo, Tiziano Alessandro Belotti, Sindaco di Roveto, Annalisa Guerrini Responsabile C.P.S. di Rovato,  Claudio Vavassori Presidente Consorzio Cooperative sociali Cascina Clarabella, Vittorina Ferrarini Dirigente Istituto Einaudi Chiari, Caterina Caterina.

Verrà presentato il percorso botanico realizzato degli studenti dell’istituto Einaudi di Chiari, mentre a mezzogiorno trasferimento a Villa Cantù con l’inaugurazione della panchina gigante dell’accoglienza e del percorso botanico “Fausto Steffanoni”.

Alle ore 12.30  si chiude con un buffet.

Ponte pedonale sugli Spalti: il Comune passa alla seconda azienda.

rovato slitta ancora il ponte sugli spaltiIl Ponte pedonale sugli Spalti Don Minzoni, nel cuore di Rovato, resta lì, dove è stato nell’ultimo quarto di secolo: sulla carta.

Come spiega Il Giornale di Brescia (CLICCA QUI), infatti, il Comune ha avviato le procedure per escludere dall’appalto la ditta vincitrice, originaria del Napoletano. A sei mesi dal teorico via del cantiere, sugli Spalti Don Minzoni non c’è ancora un picchetto, una rete, un nastro biancorosso.

Figuriamoci il ponte, che dovrebbe collegare il parcheggio del Foro Boario di piazza Garibaldi alla piazzetta compresa tra il Municipio e il retro delle scuole elementari e – da lì – direttamente a via Lamarmora e al resto del centro storico, piazza Cavour compresa.

Ora la palla passa alla seconda ditta, di Rovigo.

Toccherà a operai e tecnici veneti dare, finalmente, un corpo solido a un’idea più volte vagheggiata, per cui il Comune ha già previsto una spesa di circa mezzo milione di euro ma che, al momento, rimane solamente sulla carta dei progetti.

Maltempo: Rovato finisce sott’acqua

 Rovato e frazioni finiscono sott’acqua.

L’ondata di maltempo che ha messo in ginocchio Piemonte, Liguria e Lombardia Occidentale ha lambito, nella serata di lunedì 21 ottobre, anche la capitale della Franciacorta.

Un nubifragio, fortunatamente non accompagnato dal vento, ha colpito per meno di un’ora sia il centro storico che le frazioni, in particolare quella di Duomo.

Corso Bonomelli, la via principale di Rovato centro, è diventata un fiume. Scenario analogo anche in piazza Cavour, dove Comune e Protezione Civile sono stati costretti, martedì mattina, a transennare una parte dell’acciottolato della piazza, quella che guarda verso l’Arco del Vantiniano, per il dissesto dovuto alle forti piogge.

Altri problemi si segnalano ai piedi del Monte Orfano, tra via Cocchetti e via dei Persenagi, oltre che allo stadio di rugby “Pagani”, invaso dall’acqua, come mostra il video (clicca qui) pubblicato dal sito internet de Il Giornale di Brescia.

Bonfadina: un altro impianto di trattamento di rifiuti alle porte di Rovato.

bonfadina cazzago rovato cava e discarica rifiutiUn altro impianto di trattamento rifiuti alle porte di Rovato: 180mila tonnellate l’anno a Cazzago, nell’area della Bonfadina.

Niente effetto Greta Thunberg in Franciacorta: l’unica politica messa in campo sui rifiuti resta interrarli, con buona pace di tutte le parole spese su “Franciacorta”, turismo e dintorni.

Il Tar di Brescia ha respinto la richiesta di Legambiente Lombardia e Legambiente Franciacorta di togliere l’autorizzazione, data dalla Provincia di Brescia all’interno del Piano Cave, a un impianto di trattamento rifiuti dentro l’area della Bonfadina, sotto il territorio di Cazzago, ma confinante con Rovato.

Richiesta avanzata dalla ditta Bettoni, come si vede nell’immagine (diffusa un paio d’anni fa dal Partito democratico di Rovato) e che prevede, in una zona di 21 mila metri quadrati, il trattamento di 180mila tonnellate all’anno di macerie edilizie, miscele e terre bituminose.

I giudici hanno accolto la tesi di Legambiente che si tratti di un’area già pesantemente degradata dal punto di vista ambientale, ma togliere l’autorizzazione cozzerebbe con il “principio di proporzionalità, ossia scaricherebbe su una nuova attività economica gli oneri e la responsabilità dell’inquinamento provocato in precedenza da altri fattori stressanti”.

Per ridurre l’impatto delle polveri, la risposta del Tar è quella di “dispersori d’acqua, irrigatori mobili, cannoni nebulizzatori”, oltre alla “periodica bagnatura e pulizia dei piazzali e delle aree di manovra”. Pure sul traffico, i giudici ritengono che “aumentare di dieci veicoli l’ora il traffico già normalmente presente sulla sp 51 possa essere considerato trascurabile”. Infine il rumore, da ridurre con “l’introduzione nel progetto di barriere anti-rumore”.

Ora Legambiente studia la possibilità di un ulteriore ricorso, stavolta al Consiglio di Stato.

Nel frattempo la popolazione si dovrà sorbire un nuovo impianto di rifiuti, proprio alle porte nord-orientali di Rovato.

La politica? Ancora una volta…non pervenuta.

Giochi, slot e dintorni: azienda di Rovato “bloccata” in Valle d’Aosta.

Il Tar della Valle d’Aosta dà torto, almeno per il momento, a un’azienda di Rovato, impegnata nel settore dei videoslot, sale divertimento e dintorni.

I giudici aostani hanno infatti respinto la richiesta di provvedimento monocratico cautelare volto all’annullamento della revoca della licenza della sala giochi ‘Joy village – Lucky ville’ di Quart, in località Amerique, proprio in Valle D’Aosta. Una richiesta avanzata dalla proprietà di Joy Village, la società Led srl, che ha sede in via San Fermo, 18 a Rovato.

La camera di consiglio che discuterà nel merito il ricorso è stata fissata il 5 novembre.

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