Don Cesare Polvara lascia Rovato: dal 28 giugno niente prevosto

Don Cesare Polvara lascia Rovato.

Il prevosto della capitale della Franciacorta era arrivato nel luglio del 2017, al posto di don GianMario Chiari, deceduto a fine 2016.

La sua permanenza a Rovato è durata meno di due anni: due anni complicati, con la morte di don Ettore Piceni, a Lodetto, e quella di don Valentino Bosio, causa Covid19 a Rovato, oltre che con il crollo di una porzione di Mura Venete in piazza Montebello, nell’ottobre 2017: un lavoro di restauro costoso e complicato, di fatto non ancora partito, come mostra il telo bianco contenitivo che ancora campeggia alle porte di piazza Cavour.

In più la pandemia, che ha colpito duro a Rovato, con 192 casi accertati e 42 vittime vittime ufficiali.

Don Polvara lascia con un lettera aperta, che riproduciamo:

“Carissimi, chiedo scusa se uso questo mezzo, ma mi permette di arrivare a tutti e velocemente.
Sono a comunicarvi che con il 28 giugno 2020, dopo due anni di presenza a Rovato, dopo aver consultato il vescovo, lascerò queste parrocchie.
Le motivazioni sono queste : dopo aver svolto per 9 anni il compito di provicario, in particolare con il compito delle unità pastorali e di vicinanza ai preti anziani e ammalati, il tornare ad essere parroco in questa grande realtà della città di Rovato mi è risultato non facile.

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Rovato: infortunio sul lavoro all'(ex) Ipersimply. 52enne operaio al Civile.

Infortunio sul lavoro nel pomeriggio di lunedì 8 giugno a Rovato, nella zona di via Rudone.

Un 52enne operaio, attorno alle ore 17, è caduto da una piattaforma mentre effettuava dei lavori all'(ex) IperSimply di Rovato, ora in procinto di rientrare dentro Conad, nell’ambito dell’assorbimento del gruppo Auchan, dove ci sono 80 dipendenti, in attesa di capire quale sarà il loro futuro, occupazione e di reddito.

L’operaio, dipendente di una ditta esterna, stava montano dei pannelli di cartongesso quando è caduto al suolo, da un’altezza di alcuni metri. Sul posto è arrivata l’eliambulanza dell’Ospedale Civile di Brescia, dove l’operaio è stato trasportato. All’arrivo dei sanitari, il codice era rosso, poi fortunatamente ridotto a un codice giallo.

Ora è ricoverato al Civile, con diversi traumi, ma non è in pericolo di vita.

Sull’accaduto indagano i carabinieri di Chiari e di Rovato.

 

Scuola Ricchino: “anno sospeso e pre-iscrizioni al via” per l’eccellenza made in Rovato

La lettera della scuola Ricchino di Rovato, dal 1876 una delle eccellenze della Franciacorta, con i suoi corsi dedicati al sapere artigiano:

“Cari allievi, visto il perdurare della situazione di emergenza generata dal virus covid-19, il Consiglio Direttivo della Scuola Ricchino ha deciso che questo anno scolantico rimarrà ancora in sospeso, senza chiusura ufficiale, fino a data da destinarsi.

Ciò significa che allo stato attuale non è possibile prevedere le disposizioni sanitarie e di sicurezza che permetteranno di stabilire una data precisa di riapertura del nostro istituto, anche solo per la consegna di attestati e diplomi di fine corso di questa annata.

Pertanto vi verrà tornita comunicazione via mail, non appena possibile, in merito a modalità e tempistiche della chiusura ufficiale e conseguente avvio del nuovo anno scolastico.

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Pd Rovato: “ecco il nostro resoconto del Consiglio comunale…a porte chiuse”

Consiglio comunale senza pubblico, e senza la stampa, quello del 28 maggio a Rovato. Così è stato comunicato nell’indizione dello stesso Consiglio: “La seduta è pubblica ed avrà luogo presso la Sala Civica del Foro Boario (piazza Garibaldi). Si comunica inoltre che la seduta si terrà a porte chiuse con l’esclusiva presenza dei consiglieri. Si comunica altresì che non potranno essere trattati ulteriori argomenti oltre quelli prescritti all’ordine del giorno”: questo il testo, firmato dal presidente del Consiglio comunale.

Alla fine il Consiglio comunque si è tenuto e, nell’impossibilità di sapere direttamente come sia andato, tocca ricorrere ad altre…fonti.

Riprendiamo quindi qui il resoconto fatto dal Partito democratico Rovato, all’opposizione assieme a Rovato Civica.

Restiamo ovviamente a disposizione di altri resoconti, basta mandare una mail a rovatopuntoorg@gmail.com

“Gentili cittadini,
giovedì 28 Maggio 2020 alle ore 19.17 si è tenuto il consiglio comunale, preceduto dalla commissione tenutasi il 25/05/2020. Credendo di fare cosa gradita vi forniamo una rivisitazione sintetica ma completa della discussione che è avvenuta con la spiegazione delle nostre posizioni.

A inizio seduta il Presidente del Consiglio Comunale Manenti ha richiesto un minuto di silenzio per le vittime rovatesi del Covid. Il nostro capogruppo Angelo Bergomi ha richiesto che venissero ricordate anche le vittime di Piazza Loggia, nel 46-esimo anniversario della strage.

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2 giugno: buona Festa della Repubblica! Ma nel referendum del 1946 a Rovato…vinse il Re.

2 giugno 1946: l’Italia, appena uscita dalla devastante guerra voluta dal regime fascista, va al voto nel referendum per scegliere tra Repubblica e Monarchia. La maggioranza degli italiani scelse di mettere fine alla storia dei Savoia, corresponsabili del conflitto che vede l’Italia schierata con la Germania nazista.

A livello complessivo, la Repubblica ottenne 12.717.923 voti (pari al 54,3%), la Monarchia invece 10.719.284 voti (il 45,7%).

In tutte le Regioni del Centro-Nord, Lombardia compresa, vinse la Repubblica. Nel Lazio ci fu un sostanziale pareggio, mentre in tutto il Sud vinse la Monarchia.

A Brescia e provincia vinse la Repubblica, con uno scarto di 63mila voti: Repubblica 242mila voti, Monarchia 179mila. Altissima l’affluenza: 450 elettori, per la prima volta anche donne, pari al 92% degli aventi diritto. All’epoca Brescia era unita nel collegio elettorale della Bergamasca, dove invece vinse il Re (50,7% contro il 49,3% della Repubblica). Grazie ai voti bresciani, il collegio risultò assegnato alla Repubblica.

Nel Bresciano i Comuni che optarono per la scelta repubblicana furono  98 sui 170 dell’epoca. A Brescia città, il 65% votò per la Repubblica, risultata la più preferenziata nei grandi paesi dell’epoca, come Gardone, Palazzolo, Lumezzane, Montichiari e Desenzano.

ROVATO – A Rovato, che all’epoca aveva poco meno di 10mila abitanti (la metà di oggi), vinse però la Monarchia, con uno scarto di 314 consensi. Nel dettaglio, tra i 5.940 votanti (pari al 92,41%) dei 6428 aventi diritto scelsero di mettere la croce sullo scudo del Savoia 2892 rovatesi, pari al 52,87%. Per la Repubblica, invece, 2578 rovatesi, pari al 47,13%. Schede bianche  pari a 371, schede nulle (era la prima volta al voto dopo oltre vent’anni, a causa della dittatura fascista) 470.

Questi i numeri forniti dal Ministero dell’Interno (clicca qui per conoscere il voto di tutti i Comuni). Secondo diverse memorie rovatesi, il voto di quel 2 giugno spaccò il paese: il centro storico nettamente pro-Repubblica, le frazioni invece schierate a favore del Re.

ASSEMBLEA COSTITUENTE – Sempre il 2 giugno 1946 si votò anche per eleggere donne e uomini dell’Assemblea Costituente, chiamati poi a scrivere l’attuale Costituzione.

A Rovato trionfò la Democrazia Cristiana, con il 48%. Al secondo posto il PCI, con il 18%. Poi il PSIUP, con il 17%.