Rovato e frazioni si preparano per l’arrivo di don Mario Metelli. Sarà il nuovo prevosto

Domenica 13 settembre arriva a Rovato il nuovo prevosto, don Mario Metelli, 65 anni, fino ad ora parroco a Travagliato e Berlinghetto. Alle 14.30 a Santo Stefano il saluto dei giovani e poi il corteo fino a piazza Cavour, con la messa d’immissione.

Sul territorio sono già iniziati gli incontri preparatori: venerdì scorso a Bargnana, ieri, lunedì, nella Parrocchia di Santa Maria Assunta; martedì a San Giu­seppe, mercoledì a Sant’An­drea, giovedì alla Parrocchia di San Giovanni Bosco e venerdì a Lodetto.

Don Mario Metelli ha intanto diffuso una lettera aperta ai rovatesi:

“Costituito in favore degli uomini nelle cose che riguardano Dio”

E’ una espressione della lettera agli Ebrei (5,1), che mi accompagna dal giorno della mia ordinazione quarantuno anni fa.

Dopo varie esperienze, ora si concretizza con la grande comunità di Rovato. Mi siete già familiari, perché appartenete con me a questo grande progetto, dove mi lascio guidare dalla Provvidenza di Dio attraverso il Vescovo Pierantonio che mi invita ad assumere questo servizio. Lo faccio con molta serenità e disponibilità. Mi inserisco con discrezione e semplicità nel cammino che state compiendo, ricco di molte opportunità in un momento che continua a non essere facile e molto incerto. Sarà mia premura continuare a percorrere la strada tracciata da don Cesare e dagli altri sacerdoti che mi hanno preceduto.

Mia grande preoccupazione sarà quella di mantenere e rinsaldare la preziosa e indispensabile presenza di Dio nella nostra comunità di uomini e donne, attraverso tutto quanto il Signore stesso ci mette davanti. Chiedete­mi questo e troverete tutta la mia disponibilità e impegno.

Conto sulla laboriosità, intelligenza e disponibilità di voi rovatesi, consapevole dell’importanza di lavorare insieme. Rovato esprime la sua ricchezza umana nell’articolazione di varie parrocchie, di tante associazioni, nella varietà di pensiero, nella interculturalità, nella variegata presenza di tradizioni. Non è assolutamente poco, se tutto viene messo a disposizione per il bene comune.

Più di così non so dire, perché il resto lo costruiremo e vivremo insieme giorno dopo giorno.

Mi affido con tutti voi alla protezione del grande riformatore san Carlo a cui tutta la città è devota, a Maria Assunta da poco festeggiata e ricordata nella sua Annunciazione, a san Giovanni Bosco a me tanto caro, a san Andrea apostolo e san Giuseppe e san Giovanni Battista.

Ho la fortuna di condividere il lavoro pastorale insieme a don Giuseppe, don Flavio, don Giovanni, don Giu­liano, don Marco, don Gianpietro, don Giovanni, le suore Canossiane e i tanti volontari sparsi sul territorio delle sei parrocchie.

Tanti nomi… tante realtà… che trovano unità in Cristo.

Per ora vi chiedo una preghiera.

A presto.

don Mario”.

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