Lettera da Tino Buffoli: “non sacrifichiamo gli affetti dei nostri anziani al Covid”

Riceviamo e pubblichiamo da Agostino “Tino” Buffoli, già vicesindaco di Rovato e autore, sul nostro blog, di diverse rubriche (clicca qui), questa lettera relativa agli anziani e alle case di riposo ai tempi del Covid. Specifichiamo ovviamente che la Rsa di Rovato non ha responsabilità e applica le normative nazionali: la situazione locale è uguale a quella di tutta Italia. Resta comunque urgente il tema, generale e quindi anche locale, dei nostri anziani, delle loro vite e dei loro affetti, davanti al Covid.

“Agli anziani delle RSA, anche a Rovato e complice il COVID, continuano ad essere negati gli affetti dei famigliari.

Per le restrizioni del Coronavirus, permane il divieto delle visite, come del resto avviene nella quasi totalità delle residenze protette, tanto che la vicenda degli anziani segregati nelle case di riposo a causa di questa malattia, sta diventando un problema grave, intollerabile che dovrà essere quanto prima affrontato e risolto.

 Da troppi mesi, dall’inizio della pandemia, coniugi, figli, fratelli, nipoti,  non possono visitare i propri cari ricoverati: Anziani fragili e  indifesi lasciati in solitudine senza il conforto e l’affetto dei parenti così che li possano rincuorare e accompagnare  per l’ultimo tratto del loro cammino. (Nè i palliativi delle telefonate e delle video chiamate, nè le buone cure del personale potranno mai sostituire il calore della carezza di una persona cara!)

Dobbiamo proprio sacrificare ogni buon sentimento alla crudeltà del Covid?? Non vi è forse modo di trovare soluzioni pur prudenti e accorte che permettano di aprirsi ad un atto di umanità??

Si dirà…è la Legge… sono le Disposizioni!! Ma spesso viene comodo farsi usbergo delle discipline, specie se la loro osservanza vuole tutelare un bene grande  come la salute: ma nessuna regola può essere tanto spietata da negare l’umano bene verso i propri cari, specie se ammalati e costretti lontani da casa!

A chi dunque, la colpa di veder morire in solitudine un malato terminale senza la carezza di un famigliare? A chi il torto incancellabile, l’amarezza e lo sconforto del figlio cui è negato l’ultimo saluto al padre o alla madre morente?

Riflettiamo e facciamo nostra l’esortazione di Papa Francesco: “Per ogni nostro anziano ci sia la via della tenerezza”

Tino  Buffoli                                                                   

Aprile 2021″

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